Sindrome di Down

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Sindrome di Down
Drill.jpg
Tipico aspetto di un bambino affetto da sindrome di Down.
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano RN0660
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 758.0
ICD-10 (EN) Q90
Sinonimi
Mongoloidismo
Trisomia 21
Eponimi
John Langdon Down

La sindrome di Down, detta anche trisomia 21, è una condizione cromosomica causata dalla presenza di tutta o di parte di una terza copia del cromosoma 21.[1] La sindrome di Down è la più comune anomalia cromosomica nell'uomo.[2] È in genere associata ad un ritardo nella capacità cognitiva e nella crescita fisica e ad un particolare insieme di caratteristiche del viso.[1] Il QI medio dei giovani adulti con sindrome di Down è di circa 50, rispetto ai bambini senza la condizione che dimostrano un QI di 100.[1][3] Mentre tutti i casi diagnosticati presentano un ritardo cognitivo, la disabilità è molto variabile tra gli individui affetti. La maggior parte rientra nella gamma di poco o moderatamente disabili.

La sindrome di Down prende il nome da John Langdon Down, un medico inglese che descrisse la condizione nel 1866.[4] La sindrome è stata clinicamente descritta in precedenza nel XIX secolo da Jean-Étienne Dominique Esquirol nel 1838 e da Edouard Seguin nel 1844.[5] La sindrome di Down è stata identificata come una trisomia del cromosoma 21 da Jérôme Lejeune nel 1959. La sindrome di Down può essere identificata in un bambino al momento della nascita o anche prima della nascita con lo screening prenatale.[1][6] Le gravidanze con questa diagnosi sono spesso terminate.[7]

Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention stima che circa uno ogni 691 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno nasce con la sindrome di Down.[8]

Molti bambini con la condizione arrivano a prendere il diploma di scuola superiore e sono in grado di compiere un lavoro retribuito.[9] L'istruzione e le cure adeguate hanno dimostrato essere in grado di migliorare la qualità della vita in modo significativo.[10]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo a caratterizzare la condizione come una forma distinta di disabilità mentale fu, nel 1862, il medico inglese John Langdon Down. Down in seguito la descrisse più ampiamente in una pubblicazione edita nel 1866.[11] Per via della somiglianza nei tratti somatici tra i bambini con la sindrome e i bambini di razza mongola, Down utilizzò il termine "mongoloide" per descrivere la condizione facendo risalire la causa ad una teoria etnica.[12] Tale termine è stato di uso comune fino ai primi anni 1970, oggigiorno è considerato impreciso e dispregiativo e perciò non più utilizzato.[13]

Con il XX secolo, la sindrome di Down era diventata la forma più riconoscibile di disabilità mentale. La maggior parte degli individui affetti ha iniziato ad ottenere cure mediche riguardo ai problemi associati. Con la nascita del movimento eugenetico, 33 degli allora 48 stati statunitensi e in diversi altri paesi sono iniziati programmi di sterilizzazione forzata delle persone con sindrome di Down e con gradi di disabilità comparabili. Il programma "Aktion T4" nella Germania nazista è stato un programma di sterminio sistematico.[14]

Fino alla metà del XX secolo la causa della sindrome di Down è rimasta sconosciuta. Tuttavia, l'associazione con l'età materna era stata notata. I testi medici riportavano che la condizione era causata da una combinazione di fattori ereditari che non erano ancora stati identificati. Altre teorie erano incentrate su possibili lesioni subite durante il parto.[15]

Con la scoperta, avvenuta nel 1950, delle tecniche per analizzare il cariotipo è stato possibile identificare le anomalie cromosomiche di numero o di forma. Nel 1958, Jérôme Lejeune scoprì che la sindrome di Down era il risultato della presenza di un cromosoma soprannumerario[16] e, di conseguenza, la condizione è stata conosciuta come trisomia 21.[14] Il lavoro sperimentale che ha portato a questa scoperta è stato condotto da una scienziata francese, Marthe Gautier, citata come cofirmataria nell'articolo che descrive la presenza di questo cromosoma soprannumerario.

Nel 1961, 18 genetisti scrissero al direttore di The Lancet suggerendo che il termine "mongolo" aveva "connotazioni fuorvianti" ed era diventato "una locuzione imbarazzante", e doveva essere cambiato.[17] La rivista sostenne la terminologia di "sindrome di Down". L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ufficialmente abbandonò i riferimenti al mongolismo nel 1965, dopo una richiesta da parte del delegato della Mongolia.[13] I gruppi di difesa dei genitori degli affetti accolsero con favore l'eliminazione dell'etichetta mongoloide che era stato un peso per i loro figli.[18]

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Grafico rappresentante i casi di trisomia-21 ogni 1000 nati in relazione all'età della madre.

Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention stima che circa 1 su ogni 691 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno abbia la sindrome di Down.[8] Ogni anno circa 6.000 bambini negli Stati Uniti nascono con questa condizione. Circa il 95% di questi presentano trisomia 21. Rispetto alle nascite, vi sono molti più concepimenti che presentano la trisomia 21. Infatti, 3 casi su 4 si concludono con un aborto spontaneo o con la nascita di un bambino morto.[19]

L'età materna influenza le probabilità di concepire un bambino con sindrome di Down. Quando l'età materna varia dai 20 ai 24, la probabilità è una su 1562. All'età tra i 35 e i 39 anni, la probabilità è una su 214 e sopra i 45 anni è una su 19.[20] Sebbene le probabilità aumentino con l'età materna, l'80% dei bambini con sindrome di Down nasce da donne di età inferiore ai 35 anni,[21] ciò riflette la fecondità complessiva di tale fascia di età. Dati recenti suggeriscono inoltre che l'età paterna, in particolare quando supera i 42 anni,[22] possa aumentare il rischio che la sindrome si manifesti nel figlio.[23]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Cariotipo in un caso di trisomia 21.
Cariotipo in un caso di traslocazione.

Nel 1959 Jerome Lejeune pubblicò un lavoro che dimostrava che la sindrome di Down è causata dalla presenza di un cromosoma 21 in più (o parte di esso), da qui la definizione di trisomia 21 come sinonimo della sindrome stessa. In generale, questo porta ad una iperespressione dei geni.[24] L'individuazione dei geni coinvolti può aiutare a indirizzare le cure mediche per le persone affette dalla condizione. Si stima che il cromosoma 21 contenga 200-250 geni.[25] Una recente ricerca ha identificato la regione del cromosoma che contiene i geni principali responsabili delle manifestazioni cliniche della sindrome di Down.[26]

La presenza del materiale cromosomico extra può avvenire in molti modi diversi. Un cariotipo umano tipico è designato come 46,XX o 46,XY; ciò indica 46 cromosomi con due cromosomi sessuali XX tipico delle femmine e 46 cromosomi con due cromosomi sessuali XY che si riscontra nei maschi.[27] Nel 1-2% dei casi[28], alcune delle cellule del corpo sono normali e altre cellule presentano la trisomia 21. Questa condizione viene chiamata sindrome di Down con mosaicismo (46, XX/47, XX, 21).[29] [30][31]

Trisomia 21[modifica | modifica sorgente]

La trisomia 21 (47, XX, +21) è causato da un evento meiotico non-disgiunzionale. La non-disgiunzione si verifica in un gamete, (uno spermatozoo o una cellula uovo), nel corso della meiosi ,quando non si ha la separazione dei cromosomi omologhi in metafase I, o nel corso della meiosi II se non si verifica la separazione dei cromatidi fratelli. In questo caso un gamete risulterà con un cromosoma 21 in più e quindi il gamete presenterà 24 cromosomi. Se combinato con un gamete normale dall'altro genitore, l'embrione possederà 47 cromosomi, con tre copie del cromosoma 21. La trisomia 21 è la causa del 95% circa delle sindromi di Down osservate, con l'88% proveniente dalla non-disgiunzione nel gamete materno e l'8% proveniente da quello del gamete paterno e per donne al di sopra dei 35 anni d'età aumenta la percentuale di non-disgiunzione.[32]

Traslocazione robertsoniana[modifica | modifica sorgente]

Il materiale genico supplementare del cromosoma 21 che causa la sindrome di Down può essere dovuto ad una traslocazione robertsoniana nel cariotipo di uno dei genitori. In questo caso, il braccio lungo del cromosoma 21 si fonde ad un altro cromosoma acrocentrico, spesso il cromosoma 14 [45,XX,der(14;21)(q10;q10)]. Una persona con una traslocazione è fenotipicamente normale. Durante la riproduzione, si ha un'alta probabilità di creare un gamete con un cromosoma 21 soprannumerario e quindi la nascita di un bambino con sindrome di Down. La condizione dovuta alla traslocazione è spesso definita come sindrome di Down familiare ed è indipendente dall'età della madre. È la causa del 2-3% dei casi osservati.[28]

Mosaicismo[modifica | modifica sorgente]

Una forma molto meno frequente di trisomia 21 è quella definita "mosaicismo" e si verifica in circa il 2% casi[33]). Questa mutazione si verifica dopo il concepimento e la trisomia non è presente in tutte le cellule dell'individuo, ma solo quelle che provengono dalla linea della cellula mutata. La percentuale delle cellule colpite può variare da poche a quasi tutte, a seconda di quando si è verificata la segregazione anomala dei cromosomi omologhi.[34]

Uno studio ha evidenziato che i casi di mosaicismo sono più comuni nelle femmine che nei maschi e non sembra esserci una correlazione con l'età materna.[29]

Espressione dell'eccesso di materiale genetico[modifica | modifica sorgente]

La presenza di materiale genetico maggiore negli affetti da trisomia 21, si traduce in una espressione biochimica maggiore di enzimi diversi. Uno dei più popolari e più importante è l'enzima superossido dismutasi (SOD, codificato dal gene 1) che gioca un ruolo fondamentale nella produzione di perossido di idrogeno (H2O2). Il suo livello superiore al normale porta ad un’alterazione del metabolismo dell’ossigeno e una perossidazione maggiore dei lipidi e proteine con conseguente danno al DNA. Ciò tutto potrebbe essere causa sia dell'invecchiamento precoce che della demenza presenile.[35]

Gli altri geni, la cui espressione risultata aumentata, coinvolti nell'insorgenza dei disturbi associati con la sindrome di Down, sono:[36]

  • COL6A1: associato ai difetti cardiaci
  • ETS2: causa disturbi muscoloscheletrici
  • CAF1A: può interferire con la sintesi del DNA
  • Cystathione Beta sintasi (CBS): può causare alterazione dei processi metabolici e di riparazione del DNA
  • DYRK: sembra essere correlato all'origine della disabilità cognitiva
  • CRYA1:può causare cataratta
  • GART: alterazione dei processi di sintesi e di riparazione del DNA
  • IFNAR: un gene coinvolto nella sintesi dell'interferone, il suo eccesso può provocare alterazioni nel sistema immunitario.

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

Tipico aspetto del viso di un bambino con sindrome di Down
Piedi di un bambino con sindrome di Down

I segni ed i sintomi della sindrome di Down sono caratterizzati dalla neotenia del cervello e del corpo allo stato fetale,[37] dalla morfogenesi incompleta (vestigia) e da atavismo.[38] Gli individui con la sindrome possono avere alcune o tutte le seguenti caratteristiche fisiche: microgenia (mento anormalmente piccolo)[39], fessure degli occhi oblique con pieghe della pelle all'angolo interno degli occhi (note in precedenza come una piega mongoloide)[40][41], ipotonia muscolare (scarso tono muscolare), un ponte nasale piatto, un'unica piega palmare, una lingua sporgente (a causa della piccola cavità orale) e allargata vicino alle tonsille o macroglossia,[40][41] viso piatto e largo[12], collo corto, macchie bianche sul occhio/iride note come macchie di Brushfield[42], eccessiva lassità articolare, spazio eccessivo tra alluce e il secondo dito e dita corte.[41]

I parametri di crescita, come altezza, peso e circonferenza della testa sono inferiori nei bambini con la condizione rispetto ai loro coetanei. Gli adulti con la sindrome di Down tendono ad avere bassa statura e gambe storte.[41] L'altezza media per gli uomini è di 154 cm e di 144 cm per le donne.[43] Gli individui con sindrome di Down vedono anche aumentato il rischio di obesità.[44]

Caratteristica Percentuale[45] Caratteristica Percentuale[45]
Ritardo mentale 99.8% Denti piccoli 60%
Bassa statura 100% Naso appiattito 60%
Impronte digitali atipiche 90% clinodattilia 52%
Separazione dei muscoli addominali 80% ernia ombelicale 51%
Legamenti flessibili 80% Collo corto 50%
ipotonia 80% Mani corte 50%
brachicefalia 75% Malattie cardiache congenite 45%
genitali piccoli 75% singola piega trasversale palmare 45%
palpebre più grandi 75% Macroglossia (lingua grande) 43%
estremità più corte 70% volte epicantali 42%
palato ovale 69% strabismo 40%
orecchie basse e arrotondate 60% Macchie di Brushfield 35%

Le persone con sindrome di Down hanno un rischio più elevato di incorrere in molte condizioni. Le conseguenze mediche provocate dal materiale genetico sovrannumerario sono molto variabili e possono influenzare la funzione di qualsiasi organo o di funzione fisiologica dell'organismo. Ciò può contribuire a una minore aspettativa di vita. A seguito dei miglioramenti nelle cure mediche, in particolare nei problemi cardiaci, la speranza di vita tra le persone con sindrome di Down è aumentata dai 12 anni nel 1912, ai 60 anni.[46]. Nel marzo del 2012 il Guinness dei primati riconosceva Joyce Greenman, una cittadina londinese nata il 14 marzo 1925, come la persona più anziana con sindrome di Down. Le cause di morte sono cambiate, con le malattie croniche neurodegenerative sempre più comuni, come l'invecchiamento della popolazione. La maggior parte delle persone con sindrome di Down che hanno quaranta o cinquanta anni iniziano a soffrire di demenza simile alla malattia di Alzheimer.[47]

L'American Academy of Pediatrics, tra le altre organizzazioni sanitarie, ha emesso una serie di raccomandazioni per le persone con sindrome di Down al fine di eseguire screening per alcune malattie particolari.[48]

Caratteristiche mentali e neurologia[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle persone con sindrome di Down presentano una disabilità intellettiva che va da lieve (QI 50-70) a moderata (QI 35-50)[49], con le persone che presentano mosaicismo che hanno in genere 10-30 punti in più.[50] La metodologia del test di intelligenza è stata criticata per non aver preso in considerazione la correlazione con le disabilità fisiche, come ad esempio l'udito e i disturbi alla vista che rallentano le prestazioni.[51]

Le competenze linguistiche mostrano una differenza tra comprendere un discorso ed esprimere la parola. Comunemente gli individui con sindrome di Down hanno un ritardo del linguaggio.[52] Le abilità motorie sono in ritardo[53] e ciò spesso può interferire con lo sviluppo cognitivo. Tuttavia le condizioni motorie sono molto differenti tra individuo e individuo. Alcuni bambini iniziano a camminare a circa 2 anni di età, mentre altri non camminano fino all'età di quattro anni. La terapia fisica e/o la partecipazione a un programma di educazione fisica adattata può favorire lo sviluppo di maggiori abilità motorie nei bambini con sindrome di Down.[54]

I bambini e gli adulti con sindrome di Down hanno un maggior rischio di sviluppare epilessia e malattia di Alzheimer.[47]

Malattia cardiaca congenita[modifica | modifica sorgente]

Lo schema mette a confronto un cuore normale con una affetto da tetralogia di Fallot. Questa condizione è riscontrabile nell'1% dei bambini nati con sindrome di Down.

L'incidenza delle cardiopatie congenite nei neonati con sindrome di Down arriva fino al 50%[55] e il 7% di tutti i bambini con una cardiopatia risulta affetto dalla condizione.[56]

Un difetto interventricolare è la forma più comune, con il 40% dei pazienti affetti.[55] A seguire il difetto interatriale, riscontrabile nell'8%, la pervietà del dotto Botallo, nel 7%, e infine l'1% dei nati con sindrome di Down presenta la tetralogia di Fallot.[56]

Queste cardiopatie vengono, generalmente, diagnosticate precocemente, poiché mostrano fin dall'inizio alcuni segni e sintomi come un ritardo nella crescita, difficoltà respiratoria con tachipnea, tachicardia, cardiomegalia (cuore aumentato di dimensione), riduzione della diuresi e epatomegalia.[56]

Queste malformazioni cardiache possono essere corrette chirurgicamente. Se ciò avviene in tempi stretti, il bambino non andrà incontro a complicazioni, specialmente a livello respiratorio, e potrà godere di una aspettativa di vita circa pari a quella degli altri bambini con sindrome di Down ma che non hanno presentato cardiopate alla nascita.[56]

Neoplasie[modifica | modifica sorgente]

Anche se l'incidenza generale di neoplasie tra gli individui con sindrome di Down è la stessa nella popolazione generale[57], vi è una probabilità molto minore di sviluppare tumori maligni comuni, eccetto leucemia e il cancro ai testicoli.[58]

Le neoplasie ematologiche, come la leucemia, sono infatti più comuni nei bambini con sindrome di Down.[59] In particolare, la leucemia linfoblastica acuta è almeno 20 volte più frequente nei bambini con la sindrome di Down e la forma megacarioblastica lo è di almeno 500 volte. La leucemia transitoria è una forma di leucemia rara negli individui senza sindrome di Down, ma colpisce fino al 20 per cento dei neonati che presentano la trisomia 21.[60] Questa forma di leucemia è in genere benigna e si risolve da sola in diversi mesi, anche se può portare ad altre gravi malattie.[61] In contrasto con le neoplasie ematologiche, i tumori solidi sono meno comuni, forse a causa di aumento del numero di geni oncosoppressori contenuti nel materiale genetico extra.[62]

Malattie della tiroide[modifica | modifica sorgente]

Gli individui con sindrome di Down vedono aumentato il rischio di disfunzione della tiroide, un organo che aiuta il controllo del metabolismo. L'ipotiroidismo è la condizione più comune, che si verifica in quasi un terzo dei pazienti. Ciò può essere dovuto alla assenza della tiroide alla nascita (ipotiroidismo congenito) o per attacco alla tiroide da parte del sistema immunitario.[63]

Malattie gastrointestinali[modifica | modifica sorgente]

La sindrome di Down aumenta il rischio di incorrere in malattia di Hirschsprung, in cui le cellule nervose che controllano la funzione di parti del colon, non sono presenti.[64] Ciò provoca stitichezza. Altre anomalie congenite che si verificano più frequentemente includono atresia duodenale, pancreas anulare e atresia anale. La malattia da reflusso gastroesofageo e la celiachia sono inoltre più comuni tra le persone con sindrome di Down.[65]

Infertilità[modifica | modifica sorgente]

I maschi con sindrome di Down non sono in genere in grado di procreare, mentre le femmine dimostrano tassi significativamente più bassi.[66] Le donne con sindrome di Down sono meno fertili e hanno spesso difficoltà nella gravidanza, con aborti spontanei e parti prematuri. Senza diagnosi genetica preimpianto, circa la metà della prole di una persona con sindrome di Down presenterà la stessa condizione genetica.[66] Gli uomini con sindrome di Down sono quasi uniformemente sterili, a causa di difetti della spermatogenesi.[67] Vi sono stati solo tre casi documentati di maschi con la sindrome che hanno avuto figli.[68][69]

Disturbi della vista e dell'udito[modifica | modifica sorgente]

Macchie di Brushfield, visibili nell'iride di un bambino con sindrome di Down.

Disturbi della vista sono più frequenti negli individui con sindrome di Down. Quasi la metà di essi soffre di strabismo, in cui i due occhi non si muovono in sincrono. Patologie che richiedono l'uso di occhiali sono altresì comuni. La cataratta (opacità del cristallino), cheratocono e il glaucoma (pressione aumentata dell'occhio) sono condizioni che si verificano più comunemente negli individui con trisomia 21.[70] Possono, inoltre, essere presenti le macchie di Brushfield (piccole macchie bianche o grigio/marrone sulla periferia dell'iride).[71]

In generale, l'indebolimento dell'udito e patologiie legate ad esso, si riscontrano nel 38-78% dei bambini con sindrome di Down, rispetto al 2,5% dei bambini normali.[72][73][74] Tuttavia, la diagnosi precoce e un trattamento aggressivo della malattia cronica dell'orecchio cronico possono portare circa il 98% dei bambini a livelli acustici normali.[75]

Ogni componente del sistema uditivo è potenzialmente colpita dalla sindrome di Down.[74] L'otite media con effusione è la causa più comune della perdita dell'udito nei bambini Down.[73] L'infezione può iniziare alla nascita e continuare per tutta la vita del bambino.[74] Le infezioni dell'orecchio sono principalmente associate con la disfunzione della tuba di Eustachio, a causa di alterazioni nella base cranica. Tuttavia, un eccessivo accumulo di cerume può anche causare l'ostruzione del condotto uditivo esterno, spesso di dimensione ridotte nei bambini con la sindrome.[76] Il grado di perdita dell'udito varia da caso a caso, ma anche un grado lieve può avere portare a gravi conseguenze per la percezione e l'acquisizione del linguaggio, e per il rendimento scolastico[75], se non diagnosticato e corretto in tempo.[73]

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

Diagnosi pre-natale[modifica | modifica sorgente]

Sezione sagittale all'ecografia di un feto con trisomia 21 con translucenza nucale aumentata e assenza dell'osso nasale in feto a 11 settimane.
Feto di 13 settimane di gravidanza con misura della translucenza nucale, angolo facciale e osso nasale.

Negli Stati Uniti, le linee guida dell'American Congress od Obstetricians and Gynecologists raccomandano che lo screening sia offerto a tutte le donne, indipendentemente dalla loro età.[77] Molti test standard prenatali possono scoprire la sindrome di Down. Test genetici, come l'amniocentesi, il prelievo dei villi coriali (CVS) o il prelievo di sangue dal cordone ombelicale (PUBS) possono essere offerti alle famiglie che risultano avere una maggiore probabilità di aspettare un bambino con sindrome di Down, o in cui un normale esame prenatale indichi possibili problemi.

Alcuni test di screening non invasivi sono in grado di valutare il rischio della sindrome di Down. Tali prove comprendono esami del sangue, test della translucenza nucale e indagini ecografiche che mostrano particolari caratteristiche del feto (ad esempio l'assenza dell'osso nasale). Quando i test di screening indicano un alto rischio, alla madre viene offerto un test diagnostico genetico più avanzato (amniocentesi, CVS, PUBS).

Tassi di aborto[modifica | modifica sorgente]

Uno studio risalente al 2002, ha dimostrato che il 91-93% delle gravidanze nel Regno Unito e in Europa con una diagnosi di sindrome di Down venivano terminate.[7] I dati segnalano che dal 1989 al 2006 la percentuale di donne che scelgono di interrompere la gravidanza dopo la diagnosi prenatale della sindrome di Down è rimasta costante, circa il 92%.[78][79]

Negli Stati Uniti un certo numero di studi hanno esaminato il tasso di aborti in gravidanze con sindrome di Down. Tre studi hanno evidenziato rispettivamente tassi del 95%, 98%, e 87%.[7]

Diagnosi post-natale[modifica | modifica sorgente]

Nei casi in cui i test prenatali siano stati negativi o non sono stati eseguiti, i primi operatori sanitari che valutano il bambino appena nato possono sospettare la sindrome.[80] L'esame clinico da parte di un pediatra spesso può confermare o smentire questo sospetto.[80]

I criteri diagnostici comprendono 8 segni: faccia piatta, displasia dell'orecchio, protrusione della lingua, angoli della bocca rivolti verso il basso, ipotonia, eccesso di pelle del collo, piega epicantica e un divario tra 1° e 2° dito.[80] Con da nessuna a due di queste caratteristiche, si può stabilire che il neonato difficilmente ha la sindrome di Down (con meno di uno su 100 falsi negativi), con da 3 a 5 di queste caratteristiche la situazione non è chiara (test genetici sono consigliati), da 6 a 8 si può stabilire con ragionevole certezza che il neonato abbia la condizione (con meno di uno su 100.000 falsi positivi).[80] Nei casi in cui non vi sono motivi clinici per fare la diagnosi, è stato suggerito che i genitori possono ragionevolmente essere tenuti all'oscuro del sospetto iniziale.[80]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Il cromosoma 21 umano.

Quando si studiano casi di sindrome di Down dovuti a traslocazione, si trova di solito che un genitore, anche se fenotipicamente normale, presenta un cariotipo a 45 cromosomi. Uno di questi cromosomi è formato dai bracci lunghi del cromosoma 21 unito al braccio lungo di un altro cromosoma acrocentrico (di solito il cromosoma 14), mentre i bracci corti residui si uniscono a formare un piccolo cromosoma acentrico che solitamente è instabile mitoticamente e viene perduto, ma poiché contiene geni non essenziali non si hanno conseguenze cliniche. Perciò ai genitori di un figlio affetto da sindrome di Down dovuta a sbilanciamento di traslocazione robertsoniana, si consiglia di procedere alla determinazione del loro cariotipo; se l'uno o l'altro genitore sono portatori della traslocazione, essi vengono avvisati del fatto che vi è un'aumentata probabilità di avere un altro figlio affetto da sindrome di Down.[81][82]

Da parecchio tempo si ritiene che la sindrome di Down, e un certo numero di altri effetti negativi legati alla non-disgiunzione, sia più probabile in bambini nati da donne non giovani. Le ragioni di questo fatto non sono chiare ma si è notato che sono in relazione con il tempo di permanenza dell'uovo nell'ovaio fermo nel diplotene della profase della meiosi 1 in cui si verifica scambio di frammenti di cromatidi tra due cromatidi non fratelli di cromosomi omologhi; la permanenza in questa fase di scambio determinerebbe l'amplificarsi di errori nella disgiunzione dei cromosomi durante l'anafase.[83]

Studi recenti hanno indicato anche che circa nel 20% di casi con sindrome di Down dovuta a non-disgiunzione il cromosoma in più deriva dal padre, in metà dei casi durante la meiosi I e metà durante la meiosi II, anziché dalla madre.[84]

Un inadegauto apporto di acido folico nella madre sembra essere correlato con una maggior probabilità di avere un figlio con sindrome di Down. Per questo, alle donne incinte di età uguale o superiore ai 35 anni, viene consigliato di prendere dosi supplementari di questa sostanza.[85][86][87][88]

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Molti bambini con sindrome di Down prendono il diploma di scuola superiore e sono in grado di compiere un lavoro retribuito[9] o di seguire una formazione universitaria.[89] Le strategie di gestione, come l'intervento nella prima infanzia, lo screening per i problemi più comuni, cure mediche ove indicate, un ambiente famigliare favorevole e una formazione professionale sono fattori in grado di migliorare lo sviluppo globale dei bambini con la condizione.[10]

Chirurgia plastica[modifica | modifica sorgente]

La chirurgia plastica è stata talvolta sostenuta ed eseguita su bambini con sindrome di Down, basando ciò sul presupposto che ridurre le caratteristiche del viso associate alla condizione possa far diminuire lo stigma sociale e portare ad miglioramento della qualità della vita.[90] Tuttavia questa pratica è rara,[91] e il suo utilizzo continua ad essere controverso.

Sviluppo cognitivo[modifica | modifica sorgente]

Gli individui con sindrome di Down differiscono notevolmente nella capacità di comunicazione. Lo screening di routine per i problemi dell'udito è altamente consigliato e l'uso di apparecchi acustici a basso guadagno o dispositivi di amplificazione può essere indicato. Un intervento precoce sugli aspetti comunicativi favorisce le competenze linguistiche.[92]

Il ritardo del linguaggio può anche richiedere un intervento di logopedia per migliorare l'espressività.[52]

Nuove conoscenze[modifica | modifica sorgente]

Recenti studi [93] hanno dimostrato la possibilità di inattivare la terza copia del cromosoma 21, responsabile della sindrome di Down, utilizzando lo specifico gene a RNA denominato XIST (da X-inactivation gene), espresso nell'embrione solo dal cromosoma X destinato a essere silenziato. Tale gene induce modifiche all'eterocromatina, costituita da genoma non codificante, e altri cambiamenti strutturali che portano questo cromosoma a mutarsi nella sua forma inattiva denominata corpo di Barr, evitando che vi sia un'espressione duplicata di geni situati sui due cromosomi X.

Tramite un enzima, XIST è stato introdotto in una coltura di staminali pluripotenti derivate da pazienti Down e si è ottenuto il silenziamento dei geni contenuti nella copia soprannumeraria del cromosoma 21; si è riscontrato un effetto notevole sulla funzionalità delle cellule con la correzione di anomali schemi di crescita e differenziazione tipici delle cellule di soggetti con sindrome di Down.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

I meccanismi responsabili delle disabilità nelle persone affette da sindrome di Down sono al giorno d'oggi (2013) tuttora sconosciuti, nonostante che gli studi condotti sul genoma umano iniziano a fare chiarezza sui geni coinvolti nella condizione. Gli studi sono stati fatti anche comparando il fenotipo di un individuo con trisomia 21 con uno con monosomia 21, una condizione opposta alla sindrome di Down in cui vi è un solo cromosoma 21, ottenendo così dei modelli con sovra o sotto dosaggio dell'espressione genica legata a quel cromosoma.[94]

Fin dal 1981 la comunità medica ha formulato delle linee guida per il trattamento della sindrome, ma il programma più ampiamente accettato e diffuso è quello concepito dal Down Syndrome Medical Interest group (DSMIG).[95] Questi programmi prevedono semplici strategie per la diagnosi precoce e una serie di protocolli per il monitoraggio della condizione e delle eventuali complicanze che possano insorgere, migliorando significativamente la prognosi di queste persone. Inoltre, i sempre più diffusi programmi di trattamento precoce e il progressivo mutamento che la società sta vivendo nel confronto con la disabilità intellettiva sono stati i motivi principali di una sempre maggior emancipazione da parte delle persone con trisomia 21. Grazie a questi cambiamenti, gli individui affetti da sindrome di Down hanno le possibilità di raggiungere una sufficienza autonomia sia sul lavoro sia nella vita sociale.[96]

Protocollo di monitoraggio preventivo della salute dedicato alle persone con sindrome di Down. Schema basato su quello propost dalla Federación Española del Síndrome de Down che segue le raccomandazioni del Down Syndrome Medical Interest group (DSMIG).[97]

Stato della ricerca[modifica | modifica sorgente]

Vi sono studi per determinare come il materiale genetico extra del cromosoma 21 possa provoca la sindrome di Down, un meccanismo attualmente è sconosciuto.[98] Inoltre si compiono sforzi per sviluppare metodi finalizzati al migliorare la capacità cognitiva in coloro che sono affetti dalla sindrome.[98] Vi è una speranza che deriva dalla possibilità di ricorrere a cellule staminali.[99] Altri metodi in fase di studio includono l'uso di antiossidanti, inibitori della gamma secretasi, agonista adrenergici e memantina, tra gli altri.[100] La ricerca viene spesso effettuata su un modello animale, il topo Ts65Dn.[101]

Società e cultura[modifica | modifica sorgente]

Denominazione[modifica | modifica sorgente]

Per via della percezione di una somiglianza nei tratti somatici con la popolazione mongola, i bambini con sindrome di Down sono stati, nel passato, spesso definiti "mongoloidi".[102][103] Sebbene questo termine (anche "mongolismo" o "imbecillità mongola") abbia continuato ad essere utilizzato fino ai primi anni 1970, ad oggi è ormai considerato inaccettabile e non è più in uso comune.[104] Nel 1961, 19 scienziati suggerirono che il termine "mongolismo" avesse "connotazioni fuorvianti" ed è diventato "un termine imbarazzante".[104][105] L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha abbandonato ufficialmente il termine nel 1965 a seguito di una richiesta del delegato mongolo.[104]

Nel 1975, gli il National Institutes of Health statunitense ha convocato una conferenza per standardizzare la denominazione e ha consigliato di eliminando la forma possessiva.[106] Il termine "trisomia 21" è frequentemente utilizzato.[105][107]

Etica[modifica | modifica sorgente]

Alcuni sostengono che non sia etico non offrire lo screening per la sindrome di Down.[108] Poiché si tratta di una procedura medicalmente ragionevole, tramite il consenso informato la gente dovrebbe ricevere adeguate informazioni.[108] Sarà poi la madre a scegliere se eseguire o meno lo screening.[109][110] Quando i risultati dei test sono pronti, è anche considerato immorale non mettere la madre a conoscenza.[108][111]

Alcuni ritengono ragionevole che i genitori scelgano di avere un bambino che possa avere il più alto benessere.[112] Spesso questa posizione è criticata da chi sostiene che le persone con disabilità abbiano un uguale valore.[113] Il movimento per i diritti della disabilità non ha una posizione chiara sullo screening.[114] Alcuni membri ritengono però che i test e l'aborto siano discriminatori.[114] Alcuni sono favorevoli all'aborto se il feto presenta forte disabilità mentre altri si esprimono contrariamente.[115] In un gruppo di 40 madri statunitensi che hanno avuto un bambino con sindrome di Down, la metà di loro deciderebbe di eseguire uno screening per una futura gravidanza.[115]

All'interno del cristianesimo, i protestanti ritengono l'aborto accettabile se un feto ha la sindrome di Down.[116] I cristiani ortodossi e cattolici non lo ritengono accettabile.[116] Alcuni di coloro che si ritengono essere contrari allo screening, vedono tale pratica come una forma di "eugenetica".[116] Non c'è accordo all'interno dell'Islam per quanto riguarda l'accettabilità dell'aborto in coloro che hanno una gravidanza con sindrome di Down.[117] Alcuni paesi islamici permettono l'aborto, mentre altri no.[117] Le donne potrebbero incorrere nella stigmatizzazione sociale in base alla decisione presa.[118]

Gruppi di sostegno[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla fine della seconda guerra mondiale si sono venuti a costituire dei gruppi a sostegno per gli individui con sindrome di Down.[119] Queste organizzazioni promuovevano l'inserimento dei bambini con trisomia 21 all'interno del sistema scolastico e favorivano una maggior comprensione della condizione tra la popolazione generale, nonché si occupavano di sostegno per le famiglie.[119] Tra queste organizzazioni si possono citare: la Royal Society for Handicapped Children and Adults (MENCAP) fondata nel Regno Unito nel 1946 da Judy Fryd[119][120], Kobato Kai sorta in Giappone nel 1964, la National Down Syndrome Congress statunitense e nata nel 1973 grazie a Kathryn McGee e ad altri[119][121], e la National Down Syndrome Society sempre statunitense e fondata nel 1979.[119]

La prima "Giornata Mondiale della Sindrome di Down" si è tenuta il 21 marzo 2006.[122] Il giorno e il mese sono stati scelti per correlarli rispettivamente con il 21 e con la trisomia.[123] Tale ricorrenza è stata riconosciuta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011.[122]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Gordon Grant, Peter Goward, Paul Ramcharan, op. cit., p. 43–44.
  2. ^ (EN) American Pregnacy Association, Amniocentesis. URL consultato il 3 aprile 2013.
  3. ^ Gregory S Liptak, Down Syndrome (Trisomy 21; Trisomy G) in Merck Manual, dicembre 2008. URL consultato il 4 dicembre 2010.
    «Symptoms».
  4. ^ Janet Carr e Janet H. Carr, Down's Syndrome: Children Growing Up, Cambridge University Press, 24 novembre 1995, p. 1. ISBN 978-0-521-46933-3. URL consultato il 10 aprile 2012.
  5. ^ Nicholas Genes, Down Syndrome Through the Ages in the good old days..., med Gadget. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  6. ^ Lennard J. Davis, The Disability Studies Reader, Routledge, 26 febbraio 2010, p. 125. ISBN 978-0-415-87374-1. URL consultato il 10 aprile 2012.
  7. ^ a b c Caroline Mansfield, Suellen Hopfer, Theresa M Marteau, Termination rates after prenatal diagnosis of Down syndrome, spina bifida, anencephaly, and Turner and Klinefelter syndromes: a systematic literature review in Prenatal Diagnosis, vol. 19, n. 9, 1999, pp. 808–12. DOI:10.1002/(SICI)1097-0223(199909)19:9<808::AID-PD637>3.0.CO;2-B, PMID 10521836. This is similar to 90% results found by Britt, David W; Risinger, Samantha T; Miller, Virginia; Mans, Mary K; Krivchenia, Eric L; Evans, Mark I, Determinants of parental decisions after the prenatal diagnosis of Down syndrome: Bringing in context in American Journal of Medical Genetics, vol. 93, n. 5, 1999, pp. 410–16. DOI:10.1002/1096-8628(20000828)93:5<410::AID-AJMG12>3.0.CO;2-F, PMID 10951466.
  8. ^ a b (EN) CDC, Facts about Down Syndrome. URL consultato il 2 novembre 2012.
  9. ^ a b Facts About Down Syndrome, National Association for Down Syndrome. URL consultato il 20 marzo 2012.
  10. ^ a b Roizen, NJ; Patterson, D, Down's syndrome in Lancet, vol. 361, n. 9365, aprile 2003, pp. 1281–89. DOI:10.1016/S0140-6736(03)12987-X, PMID 12699967.
  11. ^ Down, JLH, Observations on an ethnic classification of idiots in Clinical Lecture Reports, London Hospital, vol. 3, 1866, pp. 259–62. URL consultato il 14 luglio 2006. For a history of the condition, see Conor, WO, John Langdon Down, 1828–1896, Royal Society of Medicine Press, 1998. ISBN 1-85315-374-5. or Ward Conor, John Langdon Down and Down's syndrome (1828–1896). URL consultato il 2 giugno 2006 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008).
  12. ^ a b Conor, WO, John Langdon Down: The Man and the Message in Down Syndrome Research and Practice, vol. 6, n. 1, 1999, pp. 19–24. DOI:10.3104/perspectives.94.
  13. ^ a b Norman Howard-Jones, On the diagnostic term "Down's disease" in Medical History, vol. 23, n. 1, 1979, pp. 102–04. PMC 1082401, PMID 153994.
  14. ^ a b Wright, op. cit., pp. 104–108.
  15. ^ Warkany, J, Congenital Malformations, Chicago, Year Book Medical Publishers, Inc, 1971, pp. 313–14. ISBN 0-8151-9098-0.
  16. ^ Lejeune, J; Gautier, M; Turpin, R, Etude des chromosomes somatiques de neuf enfants mongoliens in Comptes Rendus Hebd Seances Acad Sci, vol. 248, n. 11, 1959, pp. 1721–22.
  17. ^ Allen Gordon, Mongolism (Correspondence) in The Lancet, vol. 1, n. 7180, 1961, p. 775.
  18. ^ (EN) Syndrome (Name Change) from Mongoloid-Charter Document filed by Kay McGee. URL consultato il 3 aprile 2013.
  19. ^ Sindrome di Down - Aspetti genetici, medici, fisici e motori. URL consultato il 2 novembre 2012.
  20. ^ Huether, CA, J Ivanovich, BS Goodwin, EL Krivchenia, VS Hertzberg, LD Edmonds, DS May e J H Priest, Maternal age specific risk rate estimates for Down syndrome among live births in whites and other races from Ohio and metropolitan Atlanta, 1970-1989 in J Med Genet, vol. 35, n. 6, 1998, pp. 482–90. DOI:10.1136/jmg.35.6.482, PMC 1051343, PMID 9643290.
  21. ^ National Down Syndrome Center. URL consultato il 21 aprile 2006.
  22. ^ Prevalence and Incidence of Down Syndrome in Diseases Center-Down Syndrome, Adviware Pty Ltd., 4 febbraio 2008. URL consultato il 17 febbraio 2008.
    «incidence increases...especially when...the father is older than age 42».
  23. ^ Warner, Jennifer. "Dad's Age Raises Down Syndrome Risk, Too", WebMD Medical News. URL consultato il 29 settembre 2007.
  24. ^ Rong Mao, X Wang, EL Spitznagel, LP Frelin, JC Ting, H Ding, J Kim, I Ruczinski, TJ Downey, J Pevsner, Primary and secondary transcriptional effects in the developing human Down syndrome brain and heart in Genome Biology, vol. 6, n. 13, 2005, pp. R107. DOI:10.1186/gb-2005-6-13-r107, PMC 1414106, PMID 16420667.
  25. ^ See Leshin, L., Trisomy 21: The Story of Down Syndrome, 2003. URL consultato il 21 maggio 2006.
  26. ^ Zohra Rahmani, Jean-Louis Blouin, Nicole Créau-Goldberg, Paul C. Watkins, Jean-François Mattei, Marc Poissonnier, Marguerite Prieur, Zoubida Chettouh, Annie Nicole, Alain Aurias, Pierre-Marie Sinet, Jean-Maurice Delabar, Down syndrome critical region around D21S55 on proximal 21q22.3 in American Journal of Medical Genetics, vol. 37, n. S7, 2005, pp. 98–103. DOI:10.1002/ajmg.1320370720, PMID 2149984.
  27. ^ Mittleman, A (editor), An International System for Human Cytogenetic Nomeclature, 1995. URL consultato il 4 giugno 2006.
  28. ^ a b Down syndrome occurrence rates (NIH). URL consultato il 2 giugno 2006.
  29. ^ a b JK. Morris, E. Alberman; D. Mutton; P. Jacobs, Cytogenetic and epidemiological findings in Down syndrome: England and Wales 1989-2009. in Am J Med Genet A, 158A, n. 5, maggio 2012, pp. 1151-7. DOI:10.1002/ajmg.a.35248, PMID 22438132.
  30. ^ (EN) Mosaic Down syndrome on the Web. URL consultato il 2 novembre 2012.
  31. ^ (EN) International Mosaic Down syndrome Association. URL consultato il 2 novembre 2012.
  32. ^ (EN) Genetics of Down Syndrome. URL consultato il 25 maggio 2009.
  33. ^ Fundació Catalana Síndrome de Down, op. cit., p. 8.
  34. ^ MA. Hultén, J. Jonasson; E. Iwarsson; P. Uppal; SG. Vorsanova; YB. Yurov; IY. Iourov, Trisomy 21 Mosaicism: We May All Have a Touch of Down Syndrome. in Cytogenet Genome Res, gennaio 2013. DOI:10.1159/000346028, PMID 23306383.
  35. ^ S. Briuglia, C. Cuppari, D. Comito, B. Russo, R. Caruso, I. Loddo, L. Melcarne, G. E. Calabrò, D. V. Salpietro, R. Gallizzi, Markers di stress ossidativo in bambini con Sindrome di Down, Rivista Italiana di Genetica e Immunologia Pediatrica. URL consultato il 3 aprile 2013.
  36. ^ (EN) Genomic Science Program, Human Chromosome 21. URL consultato il 3 aprile 2013.
  37. ^ Opitz John M., Gilbert-Barness Enid F., Reflections on the Pathogenesis of Down Syndrome in American Journal of Medical Genetics, vol. 7, 1990, pp. 38–51. DOI:10.1002/ajmg.1320370707, PMID 2149972.
  38. ^ JM. Opitz, EF. Gilbert-Barness, Reflections on the pathogenesis of Down syndrome. in Am J Med Genet Suppl, vol. 7, 1990, pp. 38-51. PMID 2149972.
  39. ^ Meira Weiss, Conditional love: parents' attitudes toward handicapped children, 1994-02, p. 94. ISBN 978-0-89789-324-4. URL consultato il 22 luglio 2009.
  40. ^ a b This discussion by Myron Belfer, MD, book by Gottfried Lemperie, MD, and Dorin Radu, MD, Facial Plastic Surgery in Children with Down's Syndrome (preview page, with link to full content on plasreconsurg.com), 1980, p. 343. URL consultato il 22 luglio 2009.
  41. ^ a b c d Richards, M.C. Toward wholeness: Rudolf Steiner education in America. 1980. University Press of New England, N.H.
  42. ^ Definition of Brushfield's Spots.
  43. ^ C Cronk, AC Crocker, SM Pueschel, AM Shea, E Zackai, G Pickens e RB Reed, Growth charts for children with Down syndrome: 1 month to 18 years of age in Pediatrics, vol. 81, n. 1, 1988, pp. 102–10. PMID 2962062.
  44. ^ Urbano, op. cit., pp. 100-.
  45. ^ a b Series de porcentajes obtenidas en un amplio estudio realizado por el CMD (Centro Médico Down) de la Fundación Catalana del Síndrome de Down, sobre 796 personas con SD. Estudio completo en Josep M. Corretger et al (2005). Síndrome de Down: Aspectos médicos actuales. Ed. Masson, para la Fundación Catalana del Síndrome de Down. ISBN 84-458-1504-0. Pag. 24-32.
  46. ^ Urbano, op. cit., p. 108.
  47. ^ a b McPhee, op. cit., p. 1546.
  48. ^ American Academy of Pediatrics Committee on Genetics. (2001) Health Supervision for Children With Down Syndrome. Pediatrics 107(2):442–49. Online at Health Supervision for Children With Down Syndrome. Retrieved 13 August 2006.
  49. ^ American Academy of Pediatrics Committee on Genetics, American Academy of Pediatrics: Health supervision for children with Down syndrome in Pediatrics, vol. 107, n. 2, febbraio 2001, pp. 442–49. DOI:10.1542/peds.107.2.442, PMID 11158488.
  50. ^ Strom, C, FAQ from Mosaic Down Syndrome Society. URL consultato il 3 giugno 2006.
  51. ^ Borthwick, C. (1996). Racism, IQ and Down's Syndrome. In Disability & Society, Vol 11, No. 3, 1996, pp. 403-410
  52. ^ a b Bird, G; Thomas, S, Providing effective speech and language therapy for children with Down syndrome in mainstream settings: A case example in Down Syndrome News and Update, vol. 2, n. 1, 2002, pp. 30–31. Also, Libby Kumin, Comprehensive speech and language treatment for infants, toddlers, and children with Down syndrome in Hassold, TJ; Patterson, D (a cura di), Down Syndrome: A Promising Future, Together, New York, Wiley-Liss, 1998.
  53. ^ Development of Fine Motor Skills in Down Syndrome. URL consultato il 3 luglio 2006.
  54. ^ Bruni M, Occupational Therapy and the Child with Down Syndrome. URL consultato il 2 giugno 2006.
  55. ^ a b Urbano, op. cit., p. 169.
  56. ^ a b c d Le cardiopatie congenite associate alla Sindrome di Down (PDF), Associazione Italiana Persone Down ONLUS. URL consultato il 5 aprile 2013.
  57. ^ Urbano, op. cit., p. 129.
  58. ^ Yang, Q; Rasmussen, SA; Friedman, JM, Mortality associated with Down's syndrome in the USA from 1983 to 1997: a population-based study in Lancet, vol. 359, n. 9311, marzo 2002, pp. 1019–25. DOI:10.1016/S0140-6736(02)08092-3, PMID 11937181.
  59. ^ Urbano, op. cit., p. 131.
  60. ^ Urbano, op. cit., p. 138.
  61. ^ A Zipursky, Transient leukaemia--a benign form of leukaemia in newborn infants with trisomy 21 in British journal of haematology, vol. 120, n. 6, 2003, pp. 930–38. DOI:10.1046/j.1365-2141.2003.04229.x, PMID 12648061.
  62. ^ H Hasle, IH Clemmensen e M Mikkelsen, Risks of leukaemia and solid tumours in individuals with Down's syndrome in Lancet, vol. 355, n. 9199, 2000, pp. 165–69. DOI:10.1016/S0140-6736(99)05264-2, PMID 10675114.
  63. ^ B Karlsson, J Gustafsson, G Hedov, SA Ivarsson e G Annerén, Thyroid dysfunction in Down's syndrome: relation to age and thyroid autoimmunity in Archives of Disease in Childhood, vol. 79, n. 3, 1998, pp. 242–45. DOI:10.1136/adc.79.3.242, PMC 1717691, PMID 9875020.
  64. ^ K Ikeda e S Goto, Additional anomalies in Hirschsprung's disease: an analysis based on the nationwide survey in Japan in Zeitschrift fur Kinderchirurgie : organ der Deutschen, der Schweizerischen und der Osterreichischen Gesellschaft fur Kinderchirurgie = Surgery in infancy and childhood, vol. 41, n. 5, 1986, pp. 279–81. DOI:10.1055/s-2008-1043359, PMID 2947399.
  65. ^ DA Zachor, E Mroczek-Musulman e P Brown, Prevalence of celiac disease in Down syndrome in the United States in Journal of pediatric gastroenterology and nutrition, vol. 31, n. 3, 2000, pp. 275–79. DOI:10.1097/00005176-200009000-00014, PMID 10997372.
  66. ^ a b Hsiang, YH; Berkovitz, GD; Bland, GL; Migeon, CJ; Warren, AC, Gonadal function in patients with Down syndrome in Am. J. Med. Genet., vol. 27, n. 2, 1987, pp. 449–58. DOI:10.1002/ajmg.1320270223, PMID 2955699.
  67. ^ R Johannisson, A Gropp, H Winking, W Coerdt, H Rehder e E Schwinger, Down's syndrome in the male. Reproductive pathology and meiotic studies in Human Genetics, vol. 63, n. 2, 1983, pp. 132–38. DOI:10.1007/BF00291532, PMID 6220959.
  68. ^ Sheridan R, Llerena J, Matkins S, Debenham P, Cawood A, Bobrow M, Fertility in a male with trisomy 21 in J Med Genet, vol. 26, n. 5, 1989, pp. 294–98. DOI:10.1136/jmg.26.5.294, PMC 1015594, PMID 2567354.
  69. ^ Pradhan, M; Dalal, A; Khan, F; Agrawal, S, Fertility in men with Down syndrome: a case report in Fertil Steril, vol. 86, n. 6, 2006, pp. 1765.e1–3. DOI:10.1016/j.fertnstert.2006.03.071, PMID 17094988.
  70. ^ AR Caputo, RS Wagner, DR Reynolds, SQ Guo e AK Goel, Down syndrome. Clinical review of ocular features in Clinical pediatrics, vol. 28, n. 8, 1989, pp. 355–58. DOI:10.1177/000992288902800804, PMID 2527102.
  71. ^ B. Stirn Kranjc, Ocular abnormalities and systemic disease in Down syndrome. in Strabismus, vol. 20, n. 2, giugno 2012, pp. 74-7. DOI:10.3109/09273972.2012.680234, PMID 22612356.
  72. ^ Weijerman ME, de Winter JP. Clinical practice: The care of children with Down syndrome. European journal of pediatric. 2010;169:1445–1452.
  73. ^ a b c Sheehan PZ, Hans PS. UK and Ireland experience of bone anchored hearing aids (BAHA) in individuals with Down Syndrome. International journal of pediatric otorhinolaryngology. 2006; 70, 981-986.
  74. ^ a b c Porter H, Tharpe AM. Hearing loss among persons with Down syndrome. Int Rev Res Mental Retardation. 2010; 39, 195-220
  75. ^ a b Shott, SR; Joseph, A; Heithaus, D, Hearing loss in children with Down syndrome in Int. J. Pediatr. Otorhinolaryngol., vol. 61, n. 3, dicembre 2001, pp. 199–205. DOI:10.1016/S0165-5876(01)00572-9, PMID 11700189.
  76. ^ Balkany, T.J., Mischke, R.E., Downs, M.P. & Jafek, B.W. Ossicular abnormalities in Down’s syndrome. Otolaryngology: Head and Neck Surgery. 1979;87, 372-384.
  77. ^ (EN) New Recommendations for Down Syndrome Call for Offering Screening to All Pregnant Women. URL consultato il 2 novembre 2012.
  78. ^ Society 'more positive on Down's', BBC News, 24 novembre 2008.
  79. ^ Horrocks Peter, Changing attitudes?, BBC News, 5 dicembre 2008.
  80. ^ a b c d e (EN) D Hindley1, S Medakkar2, Diagnosis of Down’s syndrome in neonates. URL consultato il 2 novembre 2012.
  81. ^ Centro Documentazione per l'Integrazione - Ravenna, La sindrome di Down può essere ereditaria?. URL consultato il 6 aprile 2013.
  82. ^ CusMiBio, Le analisi cromosomiche. URL consultato il 6 aprile 2013.
  83. ^ J. Morris, D. Mutton; E. Alberman, Corrections to maternal age-specific live birth prevalence of Down's syndrome. in J Med Screen, vol. 12, n. 4, 2005, p. 202. DOI:10.1258/096914105775220679, PMID 16417698.
  84. ^ AJ. Hamers, GC. Heijnen; PH. Jongbloet, [The parental origin of the extra chromosome 21 in Down's syndrome]. in Tijdschr Kindergeneeskd, vol. 51, n. 5, ottobre 1983, pp. 157-62. PMID 6230758.
  85. ^ BL. Zampieri, JM. Biselli; EM. Goloni-Bertollo; H. Vannucchi; VM. Carvalho; JA. Cordeiro; EC. Pavarino, Maternal risk for Down syndrome is modulated by genes involved in folate metabolism. in Dis Markers, vol. 32, n. 2, 2012, pp. 73-81. DOI:10.3233/DMA-2011-0869, PMID 22377700.
  86. ^ CB. Santos-Rebouças, JC. Corrêa; A. Bonomo; N. Fintelman-Rodrigues; KC. Moura; CS. Rodrigues; JM. Santos; MM. Pimentel, The impact of folate pathway polymorphisms combined to nutritional deficiency as a maternal predisposition factor for Down syndrome. in Dis Markers, vol. 25, n. 3, 2008, pp. 149-57. PMID 19096127.
  87. ^ D. Patterson, Folate metabolism and the risk of Down syndrome. in Downs Syndr Res Pract, vol. 12, n. 2, ottobre 2008, pp. 93-7. DOI:10.3104/updates.2051, PMID 19026278.
  88. ^ AM. Molloy, PN. Kirke; LC. Brody; JM. Scott; JL. Mills, Effects of folate and vitamin B12 deficiencies during pregnancy on fetal, infant, and child development. in Food Nutr Bull, vol. 29, n. 2 Suppl, giugno 2008, pp. S101-11; discussion S112-5. PMID 18709885.
  89. ^ Jessica Calefati, College Is Possible for Students With Intellectual Disabilities in US News and World Report, 13 febbraio 2009. URL consultato il 20 marzo 2012.
  90. ^ Olbrisch RR, Plastic surgical management of children with Down syndrome: indications and results in British Journal of Plastic Surgery, vol. 35, n. 2, 1982, pp. 195–200. DOI:10.1016/0007-1226(82)90163-1, PMID 6211206.
  91. ^ Parens E (editor), Surgically Shaping Children : Technology, Ethics, and the Pursuit of Normality, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 2006. ISBN 0-8018-8305-9.
  92. ^ Roberts, JE; Price, J; Malkin, C, Language and communication development in Down syndrome in Ment Retard Dev Disabil Res Rev, vol. 13, n. 1, 2007, pp. 26–35. DOI:10.1002/mrdd.20136, PMID 17326116.
  93. ^ http://dx.doi.org/10.1038/nature12394
  94. ^ Charles J. Epstein, El futuro de la investigación biológica en el síndrome de Down, 2000. ISBN 84-239-8997-6.
  95. ^ (EN) Down Syndrome Medical Interest group. URL consultato il 3 aprile 2013.
  96. ^ (ES) Jean Adolphe Rondal, Juan (coord.) Perera, Lynn (coord.) Nadel, Síndrome de Down: reevisión de los últimos conocimientos, Espasa Calpe, S.A., 2000. ISBN 978-84-239-8997-3.
  97. ^ (ES) Javier Soriano Fa, Sctividades preventivas en niños con síndrome de down (PDF). URL consultato il 3 aprile 2013.
  98. ^ a b MJ Goodman, Brixner, DI, New therapies for treating Down syndrome require quality of life measurement. in American journal of medical genetics. Part A, 161A, n. 4, Apr 2013, pp. 639–41. PMID 23495233.
  99. ^ JA Briggs, Mason, EA; Ovchinnikov, DA; Wells, CA; Wolvetang, EJ, Concise review: new paradigms for Down syndrome research using induced pluripotent stem cells: tackling complex human genetic disease. in Stem cells translational medicine, vol. 2, n. 3, Mar 2013, pp. 175–84. PMID 23413375.
  100. ^ AC Costa, Scott-McKean, JJ, Prospects for improving brain function in individuals with Down syndrome. in CNS drugs, vol. 27, n. 9, 2013 Sep, pp. 679-702. PMID 23821040.
  101. ^ AC Costa, On the promise of pharmacotherapies targeted at cognitive and neurodegenerative components of Down syndrome. in Developmental neuroscience, vol. 33, n. 5, 2011, pp. 414-27. PMID 21893967.
  102. ^ Howard Reisner, Essentials of Rubin's Pathology, Lippincott Williams & Wilkins, 2013, pp. 129–131. ISBN 978-1-4511-8132-6.
  103. ^ OC Ward, John Langdon Down: the man and the message. in Down's syndrome, research and practice : the journal of the Sarah Duffen Centre / University of Portsmouth, vol. 6, n. 1, Aug 1999, pp. 19–24. PMID 10890244.
  104. ^ a b c Norman Howard-Jones, On the diagnostic term "Down's disease" in Medical History, vol. 23, n. 1, 1979, pp. 102–04. PMC 1082401, PMID 153994.
  105. ^ a b ML Rodríguez-Hernández, Montoya, E, Fifty years of evolution of the term Down's syndrome. in Lancet, vol. 378, n. 9789, 30 luglio 2011, p. 402. PMID 21803206.
  106. ^ Classification and nomenclature of morphological defects (Discussion) in The Lancet, vol. 305, n. 7905, 1975, p. 513. DOI:10.1016/S0140-6736(75)92847-0, PMID 46972.
  107. ^ Judith A. Westman, Medical genetics for the modern clinician., Philadelphia, PA, Lippincott Williams & Wilkins, 2005, p. 136. ISBN 978-0-7817-5760-7.
  108. ^ a b c FA Chervenak, McCullough, LB, Ethical considerations in first-trimester Down syndrome risk assessment. in Current opinion in obstetrics & gynecology, vol. 22, n. 2, Apr 2010, pp. 135–8. PMID 20125014.
  109. ^ FA Chervenak, McCullough, LB; Sharma, G; Davis, J; Gross, S, Enhancing patient autonomy with risk assessment and invasive diagnosis: an ethical solution to a clinical challenge. in American journal of obstetrics and gynecology, vol. 199, n. 1, Jul 2008, pp. 19.e1-4. PMID 18355783.
  110. ^ L Zindler, Ethical decision making in first trimester pregnancy screening. in The Journal of perinatal & neonatal nursing, vol. 19, n. 2, Apr–Jun 2005, pp. 122–31; quiz 132–3. PMID 15923961.
  111. ^ G Sharma, McCullough, LB; Chervenak, FA, Ethical considerations of early (first vs. second trimester) risk assessment disclosure for trisomy 21 and patient choice in screening versus diagnostic testing. in American journal of medical genetics. Part C, Seminars in medical genetics, 145C, n. 1, 15 febbraio 2007, pp. 99–104. PMID 17299736.
  112. ^ J Savulescu, Kahane, G, The moral obligation to create children with the best chance of the best life. in Bioethics, vol. 23, n. 5, Jun 2009, pp. 274–90. PMID 19076124.
  113. ^ R Bennett, The fallacy of the Principle of Procreative Beneficence. in Bioethics, vol. 23, n. 5, Jun 2009, pp. 265–73. PMID 18477055.
  114. ^ a b E Parens, Asch, A, Disability rights critique of prenatal genetic testing: reflections and recommendations. in Mental retardation and developmental disabilities research reviews, vol. 9, n. 1, 2003, pp. 40–7. PMID 12587137.
  115. ^ a b RM Green, Parental autonomy and the obligation not to harm one's child genetically. in The Journal of law, medicine & ethics : a journal of the American Society of Law, Medicine & Ethics, vol. 25, n. 1, Spring 1997, pp. 5–15, 2. PMID 11066476.
  116. ^ a b c Bill J Leonard, Jill Y. Crainshaw, Encyclopedia of religious controversies in the United States., 2nd ed., Santa Barbara, Calif., ABC-CLIO, 2013, p. 278. ISBN 978-1-59884-867-0.
  117. ^ a b S Al-Alaiyan, Alfaleh, KM, Aborting a Malformed Fetus: A Debatable Issue in Saudi Arabia. in Journal of clinical neonatology, vol. 1, n. 1, Jan 2012, pp. 6–11. PMID 24027674.
  118. ^ Sara Grace Shields, Lucy M. Candib, Woman-centered care in pregnancy and childbirth, Oxford, Radcliffe Pub., 2010, p. 140. ISBN 978-1-84619-161-9.
  119. ^ a b c d e David Wright, Downs: The history of a disability, Oxford University Press, 2011, p. 147. ISBN 978-0-19-161978-6.
  120. ^ Timeline in MENCAP. URL consultato il 2 February 2014.
  121. ^ National Down Syndrome Organizations in the U.S. in Global Down Syndrome Foundation. URL consultato il 2 February 2014.
  122. ^ a b World Down Syndrome Day in Down Syndrome International, Down Syndrome International. URL consultato il 2 February 2014.
  123. ^ Geraldine Pratt, Rosner, Victoria, The global and the intimate feminism in our time, New York, Columbia University Press, 2012, p. 113. ISBN 978-0-231-52084-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Janet Carr, Down's Syndrome: Children Growing Up, Cambridge University Press, 1995. ISBN 978-0-521-46933-3.
  • (EN) Lennard J. Davis, The Disability Studies Reader, Routledge, 2010. ISBN 978-0-415-87374-1.
  • (EN) Conor, WO, John Langdon Down, 1828–1896, Royal Society of Medicine Press, 1998. ISBN 1-85315-374-5.
  • (EN) David Wright, Downs:The history of a disability: The history of a disability, Oxford University Press, 2011. ISBN 978-0-19-956793-5.
  • (EN) Warkany, J, Congenital Malformations, Chicago, Year Book Medical Publishers, Inc, 1971. ISBN 0-8151-9098-0.
  • (ES) (ES) Jean Adolphe Rondal, Juan (coord.) Perera, Lynn (coord.) Nadel, Síndrome de Down: reevisión de los últimos conocimientos, Espasa Calpe, S.A., 2000. ISBN 978-84-239-8997-3.
  • (ES) Charles J. Epstein, El futuro de la investigación biológica en el síndrome de Down, 2000. ISBN 84-239-8997-6.
  • (EN) Parens E, Surgically Shaping Children: Technology, Ethics, and the Pursuit of Normality, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 2006. ISBN 0-8018-8305-9.
  • (EN) McPhee, J; Tierney, Lawrence M; Papadakis, Maxine A, Current medical diagnosis & treatment 1999, Norwalk, CT, Appleton & Lange, 1999. ISBN 0-8385-1550-9.
  • (EN) Meira Weiss, Conditional love: parents' attitudes toward handicapped children, 1994-02. ISBN 978-0-89789-324-4.
  • (EN) Richard Urbano, Health Issues Among Persons With Down Syndrome, Academic Press, 2010. ISBN 978-0-12-374477-7.
  • (EN) Gordon Grant, Peter Goward, Paul Ramcharan, Malcolm Richardson, Learning Disability: A Life Cycle Approach to Valuing People, McGraw-Hill International, 2005, pp. 43–44. ISBN 978-0-335-22556-9.
  • (ES) Fundació Catalana Síndrome de Down, Síndrome de Down: aspectos médicos actuales, España, Elsevier, 2005. ISBN 978-84-458-1504-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]