Sindrome di Down
| Sindrome di Down | |
|---|---|
Tipico aspetto di un bambino affetto da sindrome di Down. |
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| Malattia rara | |
| Codici di esenzione | |
| SSN italiano | RN0660 |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 758.0 |
| ICD-10 | (EN) Q90 |
| Sinonimi | |
| Mongoloidismo Trisomia 21 |
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| Eponimi | |
| John Langdon Down | |
La sindrome di Down, detta anche trisomia 21, è una condizione cromosomica causata dalla presenza di tutta o di parte di una terza copia del cromosoma 21.[1] La sindrome di Down è la più comune anomalia cromosomica nell'uomo.[2] È in genere associata ad un ritardo nella capacità cognitiva e nella crescita fisica e ad un particolare insieme di caratteristiche del viso.[1] Il QI medio dei giovani adulti con sindrome di Down è di circa 50, rispetto ai bambini senza la condizione che dimostrano un QI di 100.[1][3] Mentre tutti i casi diagnosticati presentano un ritardo cognitivo, la disabilità è molto variabile tra gli individui affetti. La maggior parte rientra nella gamma di poco o moderatamente disabili.
La sindrome di Down prende il nome da John Langdon Down, un medico inglese che descrisse la condizione nel 1866.[4] La sindrome è stata clinicamente descritta in precedenza nel XIX secolo da Jean-Étienne Dominique Esquirol nel 1838 e da Edouard Seguin nel 1844.[5] La sindrome di Down è stata identificata come una trisomia del cromosoma 21 da Jérôme Lejeune nel 1959. La sindrome di Down può essere identificata in un bambino al momento della nascita o anche prima della nascita con lo screening prenatale.[1][6] Le gravidanze con questa diagnosi sono spesso terminate.[7]
Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention stima che circa uno ogni 691 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno nasce con la sindrome di Down.[8]
Molti bambini con la condizione arrivano a prendere il diploma di scuola superiore e sono in grado di compiere un lavoro retribuito.[9] L'istruzione e le cure adeguate hanno dimostrato essere in grado di migliorare la qualità della vita in modo significativo.[10]
Indice |
Storia [modifica]
Il primo a caratterizzare la condizione come una forma distinta di disabilità mentale fu, nel 1862, il medico inglese John Langdon Down. Down in seguito la descrisse più ampiamente in una pubblicazione edita nel 1866.[11] Per via della somiglianza nei tratti somatici tra i bambini con la sindrome e i bambini di razza mongola, Down utilizzò il termine "mongoloide" per descrivere la condizione facendo risalire la causa ad una teoria etnica.[12] Tale termine è stato di uso comune fino ai primi anni 1970, oggigiorno è considerato impreciso e peggiorativo e perciò non più utilizzato.[13]
Con il XX secolo, la sindrome di Down era diventata la forma più riconoscibile di disabilità mentale. La maggior parte degli individui affetti ha iniziato ad ottenere cure mediche riguardo ai problemi associati. Con la nascita del movimento eugenetico, 33 degli allora 48 stati statunitensi e in diversi altri paesi sono iniziati programmi di sterilizzazione forzata delle persone con sindrome di Down e con gradi di disabilità comparabili. Il programma "Aktion T4" nella Germania nazista è stato un programma di sterminio sistematico.[14]
Fino alla metà del XX secolo la causa della sindrome di Down è rimasta sconosciuta. Tuttavia, l'associazione con l'età materna era stata notata. I testi medici riportavano che la condizione era causata da una combinazione di fattori ereditari che non erano ancora stati identificati. Altre teorie erano incentrate su possibili lesioni subite durante il parto.[15]
Con la scoperta, avvenuta nel 1950, delle tecniche per analizzare il cariotipo è stato possibile identificare le anomalie cromosomiche di numero o di forma. Nel 1958, Jérôme Lejeune scoprì che la sindrome di Down era il risultato della presenza di un cromosoma soprannumerario[16] e, di conseguenza, la condizione è stata conosciuta come trisomia 21.[14]
Nel 1961, 18 genetisti scrissero al direttore di The Lancet suggerendo che il termine "mongolo" aveva "connotazioni fuorvianti" ed era diventato "una locuzione imbarazzante", e doveva essere cambiato.[17] La rivista sostenne la terminologia di "sindrome di Down". L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ufficialmente abbandonò i riferimenti al mongolismo nel 1965, dopo una richiesta da parte del delegato della Mongolia.[13] I gruppi di difesa dei genitori degli affetti accolsero con favore l'eliminazione dell'etichetta mongoloide che era stato un peso per i loro figli.[18]
Epidemiologia [modifica]
Lo statunitense Centers for Disease Control and Prevention stima che circa 1 su ogni 691 bambini nati negli Stati Uniti ogni anno abbia la sindrome di Down.[8] Ogni anno circa 6.000 bambini negli Stati Uniti nascono con questa condizione. Circa il 95% di questi presentano trisomia 21. Rispetto alle nascite, vi sono molti più concepimenti che presentano la trisomia 21. Infatti, 3 casi su 4 si concludono con un aborto spontaneo o con la nascita di un bambino morto.[19]
L'età materna influenza le probabilità di concepire un bambino con sindrome di Down. Quando l'età materna varia dai 20 ai 24, la probabilità è una su 1562. All'età tra i 35 e i 39 anni, la probabilità è una su 214 e sopra i 45 anni è una su 19.[20] Sebbene le probabilità aumentino con l'età materna, l'80% dei bambini con sindrome di Down nasce da donne di età inferiore ai 35 anni,[21] ciò riflette la fecondità complessiva di tale fascia di età. Dati recenti suggeriscono inoltre che l'età paterna, in particolare quando supera i 42 anni,[22] possa aumentare il rischio che la sindrome si manifesti nel figlio.[23]
Eziologia [modifica]
Nel 1959 Jerome Lejeune pubblicò un lavoro che dimostrava che la sindrome di Down è causata dalla presenza di un cromosoma 21 in più (o parte di esso), da qui la definizione di trisomia 21 come sinonimo della sindrome stessa. In generale, questo porta ad una iperespressione dei geni.[24] L'individuazione dei geni coinvolti può aiutare a indirizzare le cure mediche per le persone affette dalla condizione. Si stima che il cromosoma 21 contenga 200-250 geni.[25] Una recente ricerca ha identificato la regione del cromosoma che contiene i geni principali responsabili delle manifestazioni cliniche della sindrome di Down.[26]
La presenza del materiale cromosomico extra può avvenire in molti modi diversi. Un cariotipo umano tipico è designato come 46,XX o 46,XY; ciò indica 46 cromosomi con due cromosomi sessuali XX tipico delle femmine e 46 cromosomi con due cromosomi sessuali XY che si riscontra nei maschi.[27] Nel 1-2% dei casi[28], alcune delle cellule del corpo sono normali e altre cellule presentano la trisomia 21. Qusta condizione viene chiamata sindrome di Down con mosaicismo (46, XX/47, XX, 21).[29] [30][31]
Trisomia 21 [modifica]
La trisomia 21 (47, XX, +21) è causato da un evento meiotico non-disgiunzionale. La non-disgiunzione si verifica in un gamete, (uno spermatozoo o una cellula uovo), nel corso della meiosi I quando non si ha la separazione dei cromosomi omologhi in metafase I, o nel corso della meiosi II se non si verifica la separazione dei cromatidi fratelli. In questo caso un gamete risulterà con un cromosoma 21 in più e quindi il gamete presenterà 24 cromosomi. Se combinato con un gamete normale dall'altro genitore, l'embrione possederà 47 cromosomi, con tre copie del cromosoma 21. La trisomia 21 è la causa del 95% circa delle sindromi di Down osservate, con l'88% proveniente dalla non-disgiunzione nel gamete materno e l'8% proveniente da quello del gamete paterno e per donne al di sopra dei 35 anni d'età aumenta la percentuale di non-disgiunzione.[32]
Traslocazione robertsoniana [modifica]
Il materiale genico supplementare del cromosoma 21 che causa la sindrome di Down può essere dovuto ad una traslocazione robertsoniana nel cariotipo di uno dei genitori. In questo caso, il braccio lungo del cromosoma 21 si fonde ad un altro cromosoma acrocentrico, spesso il cromosoma 14 [45,XX,der(14;21)(q10;q10)]. Una persona con una traslocazione è fenotipicamente normale. Durante la riproduzione, si ha un'alta probabilità di creare un gamete con un cromosoma 21 soprannumerario e quindi la nascita di un bambino con sindrome di Down. La condizione dovuta alla traslocazione è spesso definita come sindrome di Down familiare ed è indipendente dall'età della madre. È la causa del 2-3% dei casi osservati.[28]
Mosaicismo [modifica]
Una forma molto meno frequente di trisomia 21 è quella definita "mosaicismo" e si verifica in circa il 2% casi[33]). Questa mutazione si verifica dopo il concepimento e la trisomia non è presente in tutte le cellule dell'individuo, ma solo quelle che provengono dalla linea della cellula mutata. La percentuale delle cellule colpite può variare da poche a quasi tutte, a seconda di quando si è verificata la segregazione anomala dei cromosomi omologhi.[34]
Uno studio ha evidenziato che i casi di mosaicismo sono più comuni nelle femmine che nei maschi e non sembra esserci una correlazione con l'età materna.[29]
Espressione dell'eccesso di materiale genetico [modifica]
La presenza di materiale genetico maggiore negli affetti da trisomia 21, si traduce in una espressione biochimica maggiore di enzimi diversi. Uno dei più popolari e più importante è l'enzima superossido dismutasi (SOD, codificato dal gene 1) che gioca un ruolo fondamentale nella produzione di perossido di idrogeno (H2O2). Il suo livello superiore al normale porta ad un’alterazione del metabolismo dell’ossigeno e una perossidazione maggiore dei lipidi e proteine con conseguente danno al DNA. Ciò tutto potrebbe essere causa sia dell'invecchiamento precoce che della demenza presenile.[35]
Gli altri geni, la cui espressione risultata aumentata, coinvolti nell'insorgenza dei disturbi associati con la sindrome di Down, sono:[36]
- COL6A1: associato ai difetti cardiaci
- ETS2: causa disturbi muscoloscheletrici
- CAF1A: può interferire con la sintesi del DNA
- Cystathione Beta sintasi (CBS): può causare alterazione dei processi metabolici e di riparazione del DNA
- DYRK: sembra essere correlato all'origine della disabilità cognitiva
- CRYA1:può causare cataratta
- GART: alterazione dei processi di sintesi e di riparazione del DNA
- IFNAR: un gene coinvolto nella sintesi dell'interferone, il suo eccesso può provocare alterazioni nel sistema immunitario.
Segni e sintomi [modifica]
I segni ed i sintomi della sindrome di Down sono caratterizzati dalla neotenia del cervello e del corpo allo stato fetale,[37] dalla morfogenesi incompleta (vestigia) e da atavismo.[38] Gli individui con la sindrome possono avere alcune o tutte le seguenti caratteristiche fisiche: microgenia (mento anormalmente piccolo)[39], fessure degli occhi oblique con pieghe della pelle all'angolo interno degli occhi (note in precedenza come una piega mongoloide)[40][41], ipotonia muscolare (scarso tono muscolare), un ponte nasale piatto, un'unica piega palmare, una lingua sporgente (a causa della piccola cavità orale) e allargata vicino alle tonsille o macroglossia,[40][41] viso piatto e largo[12], collo corto, macchie bianche sul diaframma note come macchie di Brushfield[42], eccessiva lassità articolare, spazio eccessivo tra alluce e il secondo dito e dita corte.[41]
I parametri di crescita, come altezza, peso e circonferenza della testa sono inferiori nei bambini con la condizione rispetto ai loro coetanei. Gli adulti con la sindrome di Down tendono ad avere bassa statura e gambe storte.[41] L'altezza media per gli uomini è di 154 cm e di 144 cm per le donne.[43] Gli individui con sindrome di Down vedono anche aumentato il rischio di obesità.[44]
| Caratteristica | Percentuale[45] | Caratteristica | Percentuale[45] |
|---|---|---|---|
| Ritardo mentale | 99.8% | Denti piccoli | 60% |
| Bassa altezza | 100% | Naso appiattito | 60% |
| Impronte digitali atipiche | 90% | clinodattilia | 52% |
| Separazione dei muscoli addominali | 80% | ernia ombelicale | 51% |
| Legamenti flessibili | 80% | Collo corto | 50% |
| ipotonia | 80% | Mani corte | 50% |
| brachicefalia | 75% | Malattie cardiache congenite | 45% |
| genitali piccoli | 75% | singola piega trasversale palmare | 45% |
| palpebre più grandi | 75% | Macroglossia (lingua grande) | 43% |
| estremità più corte | 70% | volte epicantali | 42% |
| palato ovale | 69% | strabismo | 40% |
| orecchie basse e arrotondate | 60% | Macchie di Brushfield | 35% |
Le persone con sindrome di Down hanno un rischio più elevato di incorrere in molte condizioni. Le conseguenze mediche provocate dal materiale genetico sovrannumerario sono molto variabili e possono influenzare la funzione di qualsiasi organo o di funzione fisiologica dell'organismo. Ciò può contribuire a una minore aspettativa di vita. A seguito dei miglioramenti nelle cure mediche, in particolare nei problemi cardiaci, la speranza di vita tra le persone con sindrome di Down è aumentata dai 12 anni nel 1912, ai 60 anni.[46]</ref> Nel marzo del 2012 il Guinness dei primati riconosceva in Joyce Greenman, un cittadino londinese nato il 14 marzo 1925, come la persona più anziana con sindrome di Down. Le cause di morte sono cambiate, con le malattie croniche neurodegenerative sempre più comuni, come l'invecchiamento della popolazione. La maggior parte delle persone con sindrome di Down che sono nate negli anni quaranta e cinquanta iniziano a soffrire di demenza simile alla malattia di Alzheimer.[47]
L'American Academy of Pediatrics, tra le altre organizzazioni sanitarie, ha emesso una serie di raccomandazioni per le persone con sindrome di Down al fine di eseguire screening per alcune malattie particolari.[48]
Caratteristiche mentali e neurologia [modifica]
La maggior parte delle persone con sindrome di Down presentano una disabilità intellettiva che va da lieve (QI 50-70) a moderata (QI 35-50)[49], con le persone che presentano mosaicismo che hanno in genere 10-30 punti in più.[50] La metodologia del test di intelligenza è stata criticata per non aver preso in considerazione la correlazione con le disabilità fisiche, come ad esempio l'udito e i disturbi alla vista che rallentano le prestazioni.[51]
Le competenze linguistiche mostrano una differenza tra comprendere un discorso ed esprimere la parola. Comunemente gli individui con sindrome di Down hanno un ritardo del linguaggio.[52] Le abilità motorie sono in ritardo[53] e ciò spesso può interferire con lo sviluppo cognitivo. Tuttavia le condizioni motorie sono molto differenti tra individuo e individuo. Alcuni bambini iniziano a camminare a circa 2 anni di età, mentre altri non camminano fino all'età di quattro anni. La terapia fisica e/o la partecipazione a un programma di educazione fisica adattata può favorire lo sviluppo di maggiori abilità motorie nei bambini con sindrome di Down.[54]
I bambini e gli adulti con sindrome di Down hanno un maggior rischio di sviluppare epilessia e malattia di Alzheimer.[47]
Malattia cardiaca congenita [modifica]
L'incidenza delle cardiopatie congenite nei neonati con sindrome di Down arriva fino al 50%[55] e il 7% di tutti i bambini con una cardiopatia risulta affetto dalla condizione.[56]
Un difetto interventricolare è la forma più comune, con il 40% dei pazienti affetti.[55] A seguire il difetto interatriale, riscontrabile nell'8%, la pervietà del dotto Botallo, nel 7%, e infine l'1% dei nati con sindrome di Down presenta la tetralogia di Fallot.[56]
Queste cardiopatie vengono, generalmente, diagnosticate precocemente, poiché mostrano fin dall'inizio alcuni segni e sintomi come un ritardo nella crescita, difficoltà respiratoria con tachipnea, tachicardia, cardiomegalia (cuore aumentato di dimensione), riduzione della diuresi e epatomegalia.[56]
Queste malformazioni cardiache possono essere corrette chirurgicamente. Se ciò avviene in tempi stretti, il bambino non andrà incontro a complicazioni, specialmente a livello respiratorio, e potrà godere di una aspettativa di vita circa pari a quella degli altri bambini con sindrome di Down ma che non hanno presentato cardiopate alla nascita.[56]
Neoplasie [modifica]
Anche se l'incidenza generale di neoplasie tra gli individui con sindrome di Down è la stessa nella popolazione generale[57], vi è una probabilità molto minore di sviluppare tumori maligni comuni, eccetto leucemia e il cancro ai testicoli.[58]
Le neoplasie ematologiche, come la leucemia, sono infatti più comuni nei bambini con sindrome di Down.[59] In particolare, la leucemia linfoblastica acuta è almeno 10 volte più frequente nei bambini con la sindrome di Down e la forma megacarioblastica lo è di almeno 50 volte. La leucemia transitoria è una forma di leucemia rara negli individui senza sindrome di Down, ma colpisce fino al 20 per cento dei neonati che presentano la trisomia 21.[60] Questa forma di leucemia è in genere benigna e si risolve da sola in diversi mesi, anche se può portare ad altre gravi malattie.[61] In contrasto con le neoplasie ematologiche, i tumori solidi sono meno comuni, forse a causa di aumento del numero di geni oncosoppressori contenuti nel materiale genetico extra.[62]
Malattie della tiroide [modifica]
Gli individui con sindrome di Down vedono aumentato il rischio di disfunzione della tiroide, un organo che aiuta il controllo del metabolismo. L'ipotiroidismo è la condizione più comune, che si verifica in quasi un terzo dei pazienti. Ciò può essere dovuto alla assenza della tiroide alla nascita (ipotiroidismo congenito) o per attacco alla tiroide da parte del sistema immunitario.[63]
Malattie gastrointestinali [modifica]
La sindrome di Down aumenta il rischio di incorrere in malattia di Hirschsprung, in cui le cellule nervose che controllano la funzione di parti del colon, non sono presenti.[64] Ciò provoca stitichezza. Altre anomalie congenite che si verificano più frequentemente includono atresia duodenale, pancreas anulare e atresia anale. La malattia da reflusso gastroesofageo e la celiachia sono inoltre più comuni tra le persone con sindrome di Down.[65]
Infertilità [modifica]
I maschi con sindrome di Down non sono in genere in grado di procreare, mentre le femmine dimostrano tassi significativamente più bassi.[66] Le donne con sindrome di Down sono meno fertili e hanno spesso difficoltà nella gravidanza, con aborti spontanei e parti prematuri. Senza diagnosi genetica preimpianto, circa la metà della prole di una persona con sindrome di Down presenterà la stessa condizione genetica.[66] Gli uomini con sindrome di Down sono quasi uniformemente sterili, a causa di difetti della spermatogenesi.[67] Vi sono stati solo tre casi documentati di maschi con la sindrome che hanno avuto figli.[68][69]
Disturbi della vista e dell'udito [modifica]
Disturbi della vista sono più frequenti negli individui con sindrome di Down. Quasi la metà di essi soffre di strabismo, in cui i due occhi non si muovono in sincrono. Patologie che richiedono l'uso di occhiali sono altresì comuni. La cataratta (opacità del cristallino), cheratocono e il glaucoma (pressione aumentata dell'occhio) sono condizioni che si verificano più comunemente negli individui con trisomia 21.[70] Possono, inoltre, essere presenti le macchie di Brushfield (piccole macchie bianche o grigio/marrone sulla periferia dell'iride).[71]
In generale, l'indebolimento dell'udito e patologiie legate ad esso, si riscontrano nel 38-78% dei bambini con sindrome di Down, rispetto al 2,5% dei bambini normali.[72][73][74] Tuttavia, la diagnosi precoce e un trattamento aggressivo della malattia cronica dell'orecchio cronico, può portare circa il 98% dei bambini a livelli acustici normali.[75]
Ogni componente del sistema uditivo è potenzialmente colpite dalla sindrome di Down.[74] L'otite media con effusione è la causa più comune della perdita dell'udito nei bambini Down.[73] L'infezione può iniziare alla nascita e continuare per tutta la vita del bambino.[74] Le infezioni dell'orecchio sono principalmente associate con la disfunzione della tuba di Eustachio, a causa di alterazioni nella base cranica. Tuttavia, un eccessivo accumulo di cerume può anche causare l'ostruzione del condotto uditivo esterno, spesso di dimensione ridotte nei bambini con la sindrome.[76] Il grado di perdita dell'udito varia da caso a caso, ma anche un grado lieve può avere portare a gravi conseguenze per la percezione e l'acquisizione del linguaggio, e per il rendimento scolastico[75], se non diagnosticati e corretti in tempo.[73]
Diagnosi [modifica]
Diagnosi pre-natale [modifica]
Negli Stati Uniti, le linee guida dell'American Congress od Obstetricians and Gynecologists raccomandano che lo screening sia offerto a tutte le donne, indipendentemente dalla loro età.[77] Molti test standard prenatali possono scoprire la sindrome di Down. Test genetici, come l'amniocentesi, il prelievo dei villi coriali (CVS) o il prelievo di sangue dal cordone ombelicale (PUBS) possono essere offerti alle famiglie che risultano avere una maggiore probabilità di aspettare un bambino con sindrome di Down, o in cui un normale esame prenatale indichi possibili problemi.
Alcuni test di screening non invasivi sono in grado di valutare il rischio della sindrome di Down. Tali prove comprendono esami del sangue, test della translucenza nucale e indagini ecografiche che mostrano particolari caratteristiche del feto (ad esempio l'assenza dell'osso nasale). Quando i test di screening indicano un alto rischio, alla madre viene offerto un test diagnostico genetico più avanzato (amniocentesi, CVS, PUBS).
Tassi di aborto [modifica]
Uno studio risalente al 2002, ha dimostrato che il 91-93% delle gravidanze nel Regno Unito e in Europa con una diagnosi di sindrome di Down venivano terminate.[7] I dati segnalano che dal 1989 al 2006 la percentuale di donne che scelgono di interrompere la gravidanza dopo la diagnosi prenatale della sindrome di Down è rimasto costante, circa il 92%.[78][79]
Negli Stati Uniti un certo numero di studi hanno esaminato il tasso di aborti in gravidanze con sindrome di Down. Tre studi hanno evidenziato tassi del 95%, 98%, e 87%, rispettivamente.[7]
Diagnosi post-natale [modifica]
Nei casi in cui i test prenatali siano stati negativi o non sono stati eseguiti, i primi operatori sanitari che valutano il bambino appena nato, possono sospettate la sindrome.[80] L'esame clinico da parte di un pediatra spesso può confermare o smentire questo sospetto.[80]
I criteri diagnostici comprendono 8 segni: faccia piatta, displasia dell'orecchio, protrusione della lingua, angoli della bocca rivolti verso il basso, ipotonia, eccesso di pelle del collo, piega epicantica e un divario tra 1° e 2° dito.[80] Con da nessuna a due di queste caratteristiche, si può stabilire che il neonato difficilmente ha la sindrome di Down (con meno di uno su 100 falsi negativi), con da 3 a 5 di queste caratteristiche la situazione non è chiara (test genetici sono consigliati), da 6 a 8 si può stabilire con ragionevole certezza che il neonato abbia la condizione (con meno di uno su 100.000 falsi positivi).[80] Nei casi in cui non vi sono motivi clinici per fare la diagnosi, è stato suggerito che i genitori possono ragionevolmente essere tenuti all'oscuro del sospetto iniziale.[80]
Prevenzione [modifica]
Quando si studiano casi di sindrome di Down dovuti a traslocazione, si trova di solito che un genitore, anche se fenotipicamente normale, presenta un cariotipo a 45 cromosomi. Uno di questi cromosomi è formato dai bracci lunghi del cromosoma 21 unito al braccio lungo di un altro cromosoma acrocentrico (di solito il cromosoma 14), mentre i bracci corti residui si uniscono a formare un piccolo cromosoma acentrico che solitamente è instabile mitoticamente e viene perduto, ma poiché contiene geni non essenziali non si hanno conseguenze cliniche. Perciò ai genitori di un figlio affetto da sindrome di Down dovuta a sbilanciamento di traslocazione robertsoniana, si consiglia di procedere alla determinazione del loro cariotipo; se l'uno o l'altro genitore sono portatori della traslocazione, essi vengono avvisati del fatto che vi è un'aumentata probabilità di avere un altro figlio affetto da sindrome di Down.[81][82]
Da parecchio tempo si ritiene che la sindrome di Down, e un certo numero di altri effetti negativi legati alla non-disgiunzione, sia più probabile in bambini nati da donne non giovani. Le ragioni di questo fatto non sono chiare ma si è notato che sono in relazione con il tempo di permanenza dell'uovo nell'ovaio fermo nel diplotene della profase della meiosi 1 in cui si verifica scambio di frammenti di cromatidi tra due cromatidi non fratelli di cromosomi omologhi; la permanenza in questa fase di scambio determinerebbe l'amplificarsi di errori nella disgiunzione dei cromosomi durante l'anafase.[83]
Studi recenti hanno indicato anche che circa nel 20% di casi con sindrome di Down dovuta a non-disgiunzione il cromosoma in più deriva dal padre, in metà dei casi durante la meiosi I e metà durante la meiosi II, anziché dalla madre.[84]
Un inadegauto apporto di acido folico nella madre, sembra essere correlato con una maggior probabilità di avere un figlio con sindrome di Down. Per questo, alle donne incinte di età uguale o superiore ai 35 anni, viene consigliato di prendere dosi supplementari di questa sostanza.[85][86][87][88]
Trattamento [modifica]
Molti bambini con sindrome di Down prendono il diploma di scuola superiore e sono in grado di compiere un lavoro retribuito[9] o di seguire una formazione universitaria.[89] Le strategie di gestione, come l'intervento nella prima infanzia, lo screening per i problemi più comuni, cure mediche ove indicate, un ambiente famigliare favorevole e una formazione professionale sono fattori in grado di migliorare lo sviluppo globale dei bambini con la condizione.[10]
Chirurgia plastica [modifica]
La chirurgia plastica è stata talvolta sostenuta ed eseguita su bambini con sindrome di Down, basando ciò sul presupposto che possa ridurre le caratteristiche del viso associate alla condizione e quindi facendo diminuire lo stigma sociale e portando ad miglioramento della qualità della vita.[90] Tuttavia questa pratica è rara,[91] e il suo utilizzo continua ad essere controverso.
Sviluppo cognitivo [modifica]
Gli individui con sindrome di Down differiscono notevolmente nella capacità di comunicazione. Lo screening di routine per i problemi dell'udito sono altamente consigliati e l'uso di apparecchi acustici a basso guadagno o dispositivi di amplificazione può essere indicato. Un intervento precoce sugli aspetti comunicativi, favorisce le competenze linguistiche.[92]
Il ritardo del linguaggio può anche richiedere un intervento di logopedia per migliorare l'espressività.[52]
Prognosi [modifica]
I meccanismi responsabili delle disabilità nelle persone affette da sindrome di Down sono al giorno d'oggi (2013) tuttora sconosciuti, nonostante che gli studi condotti sul genoma umano iniziano a fare chiarezza sui geni coinvolti nella condizione. Gli studi sono stati fatti anche comparando il fenotipo di un individuo con trisomia 21 con uno con monosomia 21, una condizione opposta alla sindrome di Down in cui vi è un solo cromosoma 21, ottenendo così dei modelli con sovra o sotto dosaggio dell'espressione genica legata a quel cromosoma.[93]
Fin dal 1981 la comunità medica ha formulato delle linee guida per il trattamento della sindrome, ma il programma più ampiamente accettato e diffuso è quello concepito dal Down Syndrome Medical Interest group (DSMIG).[94] Questi programmi prevedono semplici strategie per la diagnosi precoce e una serie di protocolli per il monitoraggio della condizione e delle eventuali complicanze che possano insorgere, migliorando significativamente la prognosi di queste persone. Inoltre, i sempre più diffusi programmi di trattamento precoce e il progressivo mutamento che la società sta vivendo nel confronto con la disabilità intellettiva, sono stati i motivi principali di una sempre maggior emancipazione da parte delle persone con trisomia 21. Grazie a questi cambiamenti, gli individui affetti da sindrome di Down hanno le possibilità di raggiungere una sufficienza autonomia sul lavoro che nella vita sociale.[95]
Note [modifica]
- ^ a b c d Gordon Grant, Peter Goward, Paul Ramcharan, op. cit., p. 43–44.
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- ^ Gregory S Liptak. Down Syndrome (Trisomy 21; Trisomy G) in Merck Manual. December 2008. URL consultato in data 4 dicembre 2010.
- «Symptoms».
- ^ Down's Syndrome: Children Growing Up, Cambridge University Press, 24 novembre 1995, pp. 1. ISBN 978-0-521-46933-3 URL consultato il 10 aprile 2012.
- ^ Nicholas Genes. Down Syndrome Through the Ages in the good old days.... med Gadget. URL consultato in data 11 febbraio 2012.
- ^ Lennard J. Davis, The Disability Studies Reader, Routledge, 26 febbraio 2010, pp. 125. ISBN 978-0-415-87374-1 URL consultato il 10 aprile 2012.
- ^ a b c Caroline Mansfield, Suellen Hopfer, Theresa M Marteau (1999). Termination rates after prenatal diagnosis of Down syndrome, spina bifida, anencephaly, and Turner and Klinefelter syndromes: a systematic literature review. Prenatal Diagnosis 19 (9): 808–12. DOI:<808::AID-PD637>3.0.CO;2-B 10.1002/(SICI)1097-0223(199909)19:9<808::AID-PD637>3.0.CO;2-B. PMID 10521836. This is similar to 90% results found by Britt, David W; Risinger, Samantha T; Miller, Virginia; Mans, Mary K; Krivchenia, Eric L; Evans, Mark I (1999). Determinants of parental decisions after the prenatal diagnosis of Down syndrome: Bringing in context. American Journal of Medical Genetics 93 (5): 410–16. DOI:<410::AID-AJMG12>3.0.CO;2-F 10.1002/1096-8628(20000828)93:5<410::AID-AJMG12>3.0.CO;2-F. PMID 10951466.
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