Leucemia promielocitica acuta

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Leucemia promielocitica acuta
Faggot cell in AML-M3.jpg
Striscio di midollo osseo postchemioterapia di un paziente con leucemia promielocitica acuta ipergranulare (AML-M3). Una singola cellula "faggot", con numerosi corpi di Auer, è presente in un contesto di normali precursori dei neutrofili. (Wright-Giemsa)
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 205.0
ICD-10 (EN) C92.4

Per leucemia promielocitica acuta in campo medico, si intende una forma di leucemia mieloide acuta, ovvero una neoplasia (tumore) del sangue, caratterizzata da un rapido sviluppo per eccesso di promielociti contenuti nel sangue e nel midollo osseo i quali non maturano oltre ed invadono il midollo. Si può considerare una entità nosologica distinta dalle LAM poiché è caratterizzata da un quadro morfologico specifico, cioè sia da un fenotipo specifico (promielociti), sia da un quadro genetico specifico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Venne studiata per la prima volta nel 1957 da Hillestad.[1]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Spesso la prima manifestazione della patologia è un'emorragia. A questa quindi sono correlate, nella cute, ad ecchimosi e la formazione di petecchie, in particolare negli arti inferiori. Più spesso si riscontrano emorragie a livello gastrointestinale, del SNC ed emorragie genito-urinarie. Queste emorragie sono spesso correlate alla piastrinopenia, derivata dall'impossibilità delle piastrine di maturare a causa della completa occupazione del midollo osseo da parte dei promielociti. L'emorragia è anche correlata ad una CID, infatti, le cellule leucemiche producono molte sostanze che se liberate possono scatenare CID inducendo danno endoteliale e liberazione massiva del fattore tissutale, attivando così la trombina e quindi la fibrina. L'utilizzo di questi fattori determina la perdita dell'equilibrio pro-coagulante/anti-coagulante.

La CID nei vari casi di leucemia promielocitica acuta può manifestarsi in maniera diversa: tendenzialmente lo stato più grave si osserva nelle fasi finali della malattia. Può anche verificarsi nei primi giorni, subito dopo l'inizio del trattamento a causa di una lisi massiva dei promielociti che liberano grandi quantità di sostanze d'innesco per la coagulazione disseminata. La CID rappresenta la prima causa di morte per questo tipo di leucemia.

Incidenza[modifica | modifica wikitesto]

Ha un'incidenza elevata. Rappresenta il 30% delle LAM nei bambini e il 5-8% di quelle nell'adulto. Sembra essere più frequente in alcune popolazioni: in America Latina (soprattutto in Messico) e nella comunità di Los Angeles, negli Stati Uniti.

Un dato particolare è la stagionalità della patologia: sembra manifestarsi maggiormente in primavera ed in autunno rispetto che in estate o in inverno.

Aspetti genetici, molecolari e fisiopatologici[modifica | modifica wikitesto]

I nuovi studi hanno identificato le lesioni genetiche che causano la LAM promielocitica.

RARα è il gene per il recettore nucleare per l'acido retinoico, presente sul cromosoma 17, fondamentale per la differenziazione delle cellule mieloidi. È quindi un fattore trascrizionale indispensabile per la trascrizione dei geni di differenziamento. Normalmente, RARα legato all'acido retinoico rilascia la struttura della cromatina e quindi permette l'avvio della trascrizione. Il rilascio della cromatina è legato a due complessi enzimatici, uno acetila gli istoni e l'altro che deacetila: HAT e HDAC.

L'acetilazione degli istoni permette la configurazione aperta della cromatina e quindi la possibilità di trascrizione genetica.

La sua fusione con il gene PML, presente sul cromosoma 15, inibisce la sua attività e quindi la differenziazione si blocca allo stadio di promielocita, che comunque continua a proliferare invadendo così il midollo e causando pancitopenia. Nella LAM promielocitica, quindi, il complesso PML-RARα, dovuto alla traslocazione t(15;17), è insensibile alle concentrazioni fisiologiche (ma non farmacologiche) di acido retinoico.

Oltre alla t(15;17) che si riscontra nel 97% dei casi si può osservare anche una traslocazione t(11;17).

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente tale forma di leucemia si differisce nel trattamento rispetto alle altre: oltre all'utilizzo di farmaci citossici, ci si avvale anche di analoghi dell'acido retinoico ad elevati dosaggi.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hillestad Lk., Curative strategies in acute promyelocytic leukemia. in Acta Med Scand, vol. 159, novembre 1957, pp. 189-94...
  2. ^ Nowak D, Stewart D, Koeffler HP., Differentiation therapy of leukemia - three decades of development. in Blood., febbraio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Tallman MS, Altman JK., Curative strategies in acute promyelocytic leukemia. in Hematology Am Soc Hematol Educ Program., 2008, pp. 391-9..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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