Strabismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Strabismo
Strabismus.jpg
Esempio di strabismo manifesto divergente dell'occhio sinistro, o exotropico
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 378
ICD-10 (EN) H49 H50

Lo strabismo consiste in una deviazione degli assi visivi causata da un malfunzionamento dei muscoli oculari estrinseci che può non dare conseguenze evidenti ma che spesso porta alla perdita di un importante indizio di profondità. Infatti la differenza tra le due immagini dei due occhi permette al sistema nervoso di valutare la distanza degli oggetti, purché queste due immagini siano simili abbastanza da venire associate.

Quando questa capacità di rilevare profondità è presente si dice che c'è stereopsi; un grado sotto a questa è la fusione delle immagini che dev'essere presente perché possa esserci stereopsi ma che può esistere in sua assenza. Il cervello riesce ad associare i segnali provenienti dalle due retine ma non ne trae informazioni (può capitare quando le parti che avrebbero dovuto svolgere quest'ultima funzione sono disabituate a farlo per problemi che erano presenti ed ora sono stati risolti); il terzo grado, basilare per la presenza degli altri due, è la percezione simultanea dei due occhi.

Disparità di fissazione[modifica | modifica sorgente]

Una deviazione oculare rappresenta una mancanza di orientamento della fovea (la zona centrale della retina responsabile della visione distinta) verso un oggetto (l'allineamento corretto dei due occhi è detto invece ortoforico).

La disparità è causata da una differenza nel processo di fissazione dei due occhi in convergenza. Quando tale disparità è compresa nell'area di Panum, ovvero in quella porzione di spazio in cui sussiste una tolleranza nel processo di convergenza, non si presentano deviazioni degli assi visivi; quando essa è, invece, superiore si manifesta eteroforia, ovvero una situazione di strabismo latente (eterotropia). In quest'ultimo caso lo strabismo è percepibile.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Lo strabismo è classificabile in:

Inoltre, si divide in:

  • Strabismo concomitante (la deviazione si mantiene costante nelle differenti direzioni dello sguardo), del quale esistono due forme:esotropia ed exotropia.
  • Strabismo incomitante (la deviazione varia nelle differenti direzioni dello sguardo).

La deviazione può essere verso l’interno (strabismo convergente) oppure verso l’esterno (strabismo divergente), o verso l’alto o il basso (strabismo verticale).

Esiste poi il cosiddetto pseudostrabismo: in questo caso il disturbo è solo apparente perché l'anomalia è data dalle palpebre e dalle orbite.

Eteroforia[modifica | modifica sorgente]

L'eteroforia (o strabismo latente) è rilevabile annullando il processo di fusione delle immagini; in questo caso non è per nulla compromessa la visione binoculare.

Eterotropia[modifica | modifica sorgente]

L'eterotropia (o strabismo manifesto) è la condizione in cui si ha la perdita della visione binoculare: un occhio appare deviato, mentre l'altro è allineato con l'oggetto d'interesse.

Strabismo concomitante[modifica | modifica sorgente]

Lo strabismo concomitante è quel tipo di strabismo in cui l'angolo dell'occhio deviato rimane costante in qualsiasi direzione di sguardo. Viceversa, lo strabismo non concomitante è quel tipo di strabismo in cui l'angolo dell'occhio deviato cambia a seconda della direzione di sguardo.

Forme esotropiche[modifica | modifica sorgente]

Strabismo paralitico[modifica | modifica sorgente]

Strabismo di Venere[modifica | modifica sorgente]

L'origine dell'espressione "strabismo di Venere" deriva da quel piccolo e unico difetto che rese celebre Venere - dea della bellezza, dell'amore e della fertilità - come nel dipinto La Nascita di Venere di Botticelli (1483-1486 circa). Lo strabismo di Venere non fa parte della classica terminologia clinica, ma è un termine di uso popolare per descrivere una leggera forma di strabismo divergente, non prettamente femminile, ma anche maschile. Alcune popolazioni [senza fonte]aborigene considerano le persone affette da strabismo come toccate dagli dei.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Peduzzi, Manuale d’oculistica terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2389-9.
  • Paolo Nucci. Lo strabismo: clinica e terapia. Manuale per oftalmologi ed ortottisti. Editore Fabiano|

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus [1]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina