Comasina
| Comasina | |
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| Il centro del quartiere | |
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| Città | |
| Circoscrizione | Zona 9 |
| Altri quartieri | Porta Garibaldi, Porta Nuova, Centro Direzionale, Isola, La Fontana, Montalbino, Segnano, Bicocca, Fulvio Testi, Ca' Granda, Prato Centenaro, Niguarda, Dergano, Bovisa, Affori, Bruzzano, Comasina, Bovisasca |
Coordinate: 45°31′35″N 9°09′40″E / 45.526269°N 9.161181°E
La Comasina è un quartiere della periferia di Milano, a 6 km a nord del centro città. È compreso nella zona di decentramento 9. È considerato esempio emblematico del cosiddetto "quartiere autosufficiente", e uno dei principali interventi realizzati negli anni cinquanta dall'Istituto Autonomo Case Popolari.
Il quartiere Comasina confina coi quartieri di Quarto Oggiaro, Affori, Bruzzano e Bovisa e con il comuni di Cormano e Novate Milanese. È collegata con il centro della città tramite la Linea M3 della Metropolitana di Milano, che ha come capolinea nord proprio la stazione di Comasina. È inoltre collegata con i quartieri circostanti con le linee automobilistiche urbane dell'ATM 40, 41 e 52. Hanno capolinea nel quartiere anche le linee interurbane 83, 89, 705 e 729, che effettuano corse verso i comuni di Bresso, Novate Milanese, Cormano e Sesto San Giovanni; in corrispondenza della stazione metropolitana sorge inoltre il capolinea milanese della Tranvia Milano-Limbiate.
Il quartiere Comasina è, dal punto di vista quantitativo, la più importante realizzazione dello IACP di Milano; le consistenti dimensioni - ottantaquattro edifici e undicimila vani - lo resero «la maggiore realizzazione non solo dello IACP di Milano ma di tutti gli istituti d’Italia» e un caposaldo nella panorama dei quartiere autosufficienti.
Il primo progetto, curato dall'architetto-ingegnere Irenio Diotallevi, prevedeva quattro nuclei insediativi organizzati intorno ad un luogo di centralità destinato ad attrezzature collettive. I corpi di fabbrica erano costituiti da edifici alti di grandi dimensioni che configuravano un insediamento ordinato.
Le elaborazioni successive, posteriori alla scomparsa di Irenio Diotallevi, portarono ad un’organizzazione in quattro ambiti insediativi separati dai percorsi stradali di penetrazione: il più grande, delimitato dalle vie Val Sabbia, Spadini, Teano, Comasina, Madre Merloni Clelia e Esculapio, contiene un nucleo di centralità costituito da un chiesa a pianta centrale, da uno spazio conformato a corte aperta delimitato da edifici bassi destinati a servizi commerciali e ricreativi e da una casa alta, nonché dalle scuole primarie. Gli altri tre, più piccoli, sono attestati sulle vie Salemi e Litta Modignani e chiudono i margini ovest e sud del quartiere. La viabilità è separata dai percorsi pedonali secondo un principio insediativo messo a punto nei CIAM.
Indice |
L'autosufficienza come filosofia abitativa [modifica]
La zona risulta ancora oggi segregata sia dal resto della periferia che dal centro città, ed è caratterizzata dalla distribuzione di quattro unità residenziali provviste di ogni servizio, tra cui quelli per l'educazione dell'infanzia, gli esercizi commerciali e gli spazi per il tempo libero. Percorsi pedonali ed automobilistici sono totalmente separati, così come lo sono i servizi principali dalle unità abitative e dai servizi considerati minori. Nonostante lo studio planimetrico sia stato svolto in maniera unitaria, il frazionamento del lotto tra diversi finanziatori e la partecipazione di numerosi progettisti ha determinato un'evidente eterogeneità delle abitazioni. Tra gli edifici di maggior pregio, un fabbricato sperimentale realizzato dal Centro per la Ricerca Applicata sui Problemi dell'Edilizia Residenziale, tra i primi esempi di edificio realizzato con parti prefabbricate, e particolarmente interessante dal punto di vista tecnico per via dell'impianto centralizzato per la produzione di acqua calda ed energia elettrica (il primo realizzato in Italia e, per molto tempo, il maggiore impianto di quel tipo in tutta Europa).
Al progetto parteciparono numerosi architetti, tra cui: Arrigo Arrighetti, Renzo Beretta, Piero Bottoni, Pietro Lingeri, Ezio Cerutti, Franco Girardi, Paolo Costermanelli, Giancarlo De Carlo, Luigi Dodi, Angelo Galesi, Enzo Fratelli, Enrico Freyrie, Angelo Galesio, Alessandro Lissoni, Vittorio Gandolfi, Gustavo Latis, Ambrogio Managhi, Mario Terzaghi, Attilio Mariani, Carlo Perogalli, Alberto Morone, Ivo Ceccarino, Max Pedrini, Gianluigi Reggio, Camillo Rossetti, Angelo Sirtori e Mario Tedeschi.
Trasporti [modifica]
Il quartiere Comasina è raggiunto dal marzo 2011 dalla M3, con la fermata terminale di Comasina M3. In corrispondenza di questa transitano diverse linee urbane dell'ATM e vi attestano alcune suburbane: la 83 per Bresso, la 705 per Cormano e la 729 per Cormano, Cusano Milanino, Cinisello, Sesto. Parallelamente al capolinea degli autobus è stato realizzato nel marzo 2011 anche il fascio terminale della Tranvia Milano-Limbiate.
Al termine della via Comasina sorge la nuova Stazione di Affori, posta sulla Milano-Asso. L'impianto è servito dal servizio ferroviario suburbano di Milano con le linee S2 e S4 e dal servizio ferroviario regionale, coi treni della Milano-Asso.