Lorenteggio
| Lorenteggio frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Coordinate | 45°26′35″N 9°7′45″E / 45.44306°N 9.12917°ECoordinate: 45°26′35″N 9°7′45″E / 45.44306°N 9.12917°E | ||||
| Altitudine | 118 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | |||||
| Altre informazioni | |||||
| Nome abitanti | lorenteggesi | ||||
| Localizzazione | |||||
Il Lorenteggio e il Giambellino sono due blocchi abitativi storici, famosi e popolosi dell'area periferica sud-ovest di Milano. Sono compresi attualmente nella zona di decentramento 6 del Comune di Milano. Il quartiere viene indifferentemente chiamato il Giambellino, il Lorenteggio o con entrambi i termini (il quartiere Lorenteggio-Giambellino).
Indice |
[modifica] Breve descrizione
Il quartiere che prende il nome dalle due vie principali parallele, via Giambellino e via Lorenteggio, si estende nell'area periferica sud-ovest di Milano, fino al confine con la città di Corsico.
La zona comprende un'area molto lunga: basti pensare che la via Lorenteggio misura oltre 2 chilometri.
Il quartiere è molto variegato anche socialmente. Mentre l'area di via Soderini, via Arzaga e via San Gimignano è abitata da famiglie più benestanti, sono presenti diverse aree di edilizia pubblica in via Giambellino.
La parte più centrale del quartiere, inoltre, ospita molte attività commerciali e di vendita al dettaglio.
[modifica] Cenni storici
La zona dove oggi si trova il quartiere apparteneva all'antico Comune di Lorenteggio. Il nome del comune risale all'anno 1000 ed è il diminutivo del nome proprio Laurente ovvero Laurentiglio. Situato all'esterno delle mura spagnole, che delimitavano i confini della città, faceva parte del grande agglomerato che circondava Milano. Nel 1700 il contado s'incrementò e il comune arrivò a contare 110 abitanti nel 1751. Quando, nel 1757, Maria Teresa d'Austria ordinò un censimento sulle terre dominate, il Comune di Lorenteggio contava 4 località. Il Comune di Lorenteggio verrà poi, per ragioni di dazio, inghiottito nel Comune di Milano nel 1808 su ordine del governo di Napoleone.
In antichità, esso aveva le caratteristiche di una società agricola e patriarcale, e diverse cascine, alcune delle quali tuttora in piedi, come la Cascina Corba, testimoniano questo passato.
Al censimento della Repubblica Cisalpina indetto all'inizio del 1800, la borgata contava 143 abitanti. Nel 1837 viene creato San Carlo alla Corba, il primo oratorio per i contadini della zona. Nel 1841 gli austriaci, che nel 1815 avevano restaurato il Comune di Lorenteggio, lo annessero al Comune di Corsico, di cui divenne una frazione.
Fino alla fine dell'Ottocento la borgata agricola era costituita da numerose cascine (almeno 7-8), di cui le più famose e più grosse erano Cascina Corba, Cascina Lorenteggio e Cascina Travaglia (quest'ultima attiva fino agli anni sessanta).
Il Lorenteggio venne progressivamente inglobato ed assorbito dall'espansione edilizia milanese, tanto che nel 1923 il governo fascista lo staccò da Corsico e, riesumando il provvedimento napoleonico, lo annesse a Milano.
Nei primi decenni del Novecento venne costruita la ferrovia, che costeggia il naviglio Grande, e la stazione di S. Cristoforo (1909). Sempre in questi anni, la zona diviene sede anche di diverse fabbriche, come la Osram[1].
La prima urbanizzazione della zona avviene alla fine degli anni trenta.
Negli anni sessanta il quartiere inizia un impetuoso processo di sviluppo edilizio, come in tutta la città, che rivoluzionerà definitivamente l'aspetto del quartiere e fornirà nuove case per rispondere all'esigenza abitativa causata dalla forte immigrazione dal Mezzogiorno di quegli anni.
Attualmente il quartiere è ancora oggetto di diversi cambiamenti, in particolare interventi di recupero delle aree ex-industriali, dove sono previsti prevalentemente interventi edilizi di tipo residenziale.
[modifica] Trasporti pubblici
Il quartiere è servito dal trasporto pubblico urbano attraverso la MM1, tra Primaticcio, Inganni e Bisceglie, la linea tramviaria 14, la circolare filoviaria 90/91 e le linee automobilistiche urbane 49, 50, 58, 61, 64, 67, 78 e 95.
Sono presenti linee interurbane per: Assago (321), Trezzano sul Naviglio (327), Cesano Boscone (322), Corsico (325) e Buccinasco (351).
È presente la stazione ferroviaria di Milano San Cristoforo presso cui fermano i treni per Mortara e la linea S9 del servizio ferroviario suburbano.
Inoltre il progetto della linea M4 prevede di collegare la stazione di Milano San Cristoforo all'aeroporto di Linate con una metropolitana leggera sotterranea. Saranno presenti sei fermate a servizio del quartiere[2].
[modifica] La chiesetta di San Protaso al Lorenteggio
| Per approfondire, vedi la voce Oratorio di San Protaso. |
È una piccola chiesa che si trova in mezzo alle due corsie della strada di via Lorenteggio. Essa era usata storicamente dai contadini della zona per la celebrazione della Messa domenicale. Attualmente viene aperta solo in occasione della festa della via.
Quando venne costruita la strada a due corsie si voleva abbattere la chiesa. Tale decisione diede vita a tante e tali proteste da parte degli abitanti della zona, che la decisione fu abbandonata e venne trovata una soluzione: la chiesa fu inserita nello spartitraffico che divideva la strada in 2 corsie.
Durante la festa del quartiere vengono distribuiti volantini che narrano che nella chiesa di San Protaso al Lorenteggio vi si fermò a pregare Federico I Barbarossa. L'imperatore si trattenne nella chiesetta prima di assediare, saccheggiare e distruggere la città nell'Aprile 1162.
[modifica] La ballata del Cerutti
Il quartiere del Giambellino è divenuto celebre in tutta Italia grazie ad una canzone di Giorgio Gaber, La ballata del Cerutti, ispirata ai personaggi del "Bar Gino", all'epoca frequentato dal cantautore milanese e posto in via Giambellino al civico n.50[3] :
| « ho fatto una ballata per uno che sta a Milano al Giambellino il Cerutti Cerutti Gino Il suo nome era Cerutti Gino ma lo chiamavan drago gli amici al bar del Giambellino dicevan che era un mago » |
La vita del personaggio prende una brutta piega in quanto viene arrestato per un furto di scooter. La condanna lo cambia per sempre:
| « Il suo nome era Cerutti Gino ma lo chiamavan drago e gli amici nel futuro quando parleran di Gino diran che è un tipo duro » |
Questa canzone viene ripresa ne La Fidanzata degli Articolo 31
| « Perfino al bar del Giambellino dicevan che ero un mago mi chiamavan Drago » |
[modifica] Personaggi noti della zona
Il cantante Giorgio Gaber abitava in una traversa di via Giambellino, in largo dei Gelsomini, ed ha reso famosa la via per la canzone che nomina il bar di Gino. Al famoso Bar di Gino più o meno all'altezza di via Giambellino 50, Gino Galli trasformò un bar in un vero e proprio punto di ritrovo milanese: qui venivano a bere Giorgio Gaber, Bobby Solo e Adriano Celentano con il suo clan; e ancora Ricky Gianco, che abitava vicinissimo in via Savona 110, e Gino Bramieri, che qui al Giambellino veniva a trovare sua madre.
L'attore Diego Abatantuono ha dichiarato di aver ampiamente frequentato il quartiere Giambellino durante la sua infanzia fin dall'asilo[4], e pare che si sia ispirato alle parlate che sentiva nel quartiere negli anni Sessanta, per interpretare il delinquente del film "Io non ho paura", di Gabriele Salvatores[5].
Altri volti conosciuti della zona sono l'attore Ugo Conti, i giornalisti Enrico Mentana e Filippo Facci ed il tristemente noto criminale Renato Vallanzasca. Anche Silvio Berlusconi risulta dalle liste elettorali essere stato originariamente residente nei dintorni della signorile via Soderini della zona Lorenteggio, dove dimorava la madre (mamma Rosa Bossi) ed alcuni suoi congiunti.
I componenti dei Camaleonti, gruppo musicale degli anni '70, provenivano da questa zona e agli albori provavano le loro canzoni in salette e cantine del Giambellino.
Lo scrittore Andrea G. Pinketts ha affermato di essere sempre stato un frequentatore della zona in quanto amante di sordidi baretti al Giambellino e frequentatore di trucidi personaggi del Lorenteggio.
Ispirati dalla canzone di Gaber e del bar di Cerutti viene ideato un personaggio di fumetti per adulti conosciuto negli anni Settanta ed Ottanta come Lando, perdigiorno donnaiolo con il volto che ricorda quella di Lando Buzzanca e con un amico soprannominato Drago.
[modifica] Zona di decentramento
Il quartiere Giambellino-Lorenteggio fa parte attualmente della Zona 6 del comune di Milano. In precedenza dell'attuale sistema di decentramento, faceva parte dell'allora zona 17.
[modifica] Note
- ^ http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/comunicati.nsf/weball/9D170F10F20B4761C1256EE50045546B
- ^ http://www.metroitaliane.it/progetti_mi_linea4.html
- ^ Maria Elena Scandaliato e Andrea Sceresini, Corriere della Sera, 4 settembre 2008
- ^ http://www.storiaradiotv.it/DIEGO%20ABATANTUONO.htm
- ^ http://magazine.libero.it/cinema/bd/schedafilm.php?sch=42230