Cusago

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Cusago
comune
Cusago – Stemma Cusago – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Daniela Pallazzoli (Il Popolo della Libertà) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°27′00″N 9°02′00″E / 45.45°N 9.033333°E45.45; 9.033333 (Cusago)Coordinate: 45°27′00″N 9°02′00″E / 45.45°N 9.033333°E45.45; 9.033333 (Cusago)
Altitudine 126 m s.l.m.
Superficie 11 km²
Abitanti 3 676[1] (30-11-2012)
Densità 334,18 ab./km²
Frazioni Cusago di Sotto, Monzoro
Comuni confinanti Bareggio, Cisliano, Cornaredo, Gaggiano, Milano, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio
Altre informazioni
Cod. postale 20090
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015097
Cod. catastale D229
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cusaghesi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cusago
Posizione del comune di Cusago nella provincia di Milano
Posizione del comune di Cusago nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Cusago (Cüsàch in dialetto milanese[2]) è un comune italiano di 3.676 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalle origini alla fine del XIV secolo[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Cusago è posto lungo un'antica strada che, uscendo da Milano nei pressi di Porta Vercellina, passa per Baggio e prosegue poi in direzione di Cisliano, Albairate e Abbiategrasso. Il nucleo più antico del paese va individuato nella località detta Cusago di Sotto, menzionata nelle carte d'archivio come Cusago Vecchio: era probabilmente la villa medioevale, il villaggio privo di strutture difensive, destinato a subire la forza centripeta dell'attiguo castrum, il castello dell'età di Bernabò Visconti. Questi due poli, attorno ai quali si raccoglie la comunità locale e che sono un costante riferimento per una decina di insediamenti rurali che costellano il territorio, accentuano le loro differenze in età ducale. Cusago Vecchio si irrigidisce nella propria struttura curtense, risalente se non all'età romana, certo all'età longobarda e franca; Cusago di Sopra (ma poi per antonomasia solo Cusago) assume invece la struttura urbanistica del villaggio rurale, per quanto condizionata dal castello. Attorno a questa imponente costruzione il paese fissa il proprio aspetto definitivo e l'origine tardomedioevale di tale insediamento spiega perché solo alla fine del Trecento si menzioni una chiesa qui, un tempio cristiano dedicato a S.Ambrogio voluto dai Signori di Milano ma destinato poi anche al culto pubblico, così da interrompere la dipendenza anche religiosa di questo più recente centro rispetto a Cusago Vecchio. Quando alla fine del Seicento si dovrà edificare la chiesa parrocchiale essa nasce di fronte al castello, e con la forza coagulante che tale istituzione può avere su una comunità Cusago di Sotto è ormai irrimediabilmente periferia: l'area che separa e unisce le facciate e le torri dei due edifici principali del paese diviene una maestosa piazza, al cui completamento contribuirà in epoca recente l'edificazione del palazzo comunale. La preminenza del castello non è solo urbanistica ma si rispecchia anche nella storia di Cusago: dall'età ducale all'età moderna si può affermare che l'intero territorio comunale ha da sempre costituito un'unica, sconfinata pertinenza del castello.

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1771 Cusago aveva 892 abitanti. Nel 1809 il governo napoleonico gli annesse Assiano e Monzoro, e nel 1811 anche Cisliano. Gli austriaci annullarono tutto nel 1815, ma nel 1841 riconobbero la definitiva annessione della minuscola Monzoro. Nel 1859 Cusago contava 1148 anime.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico[modifica | modifica sorgente]

Sino al XVII secolo, il borgo di Cusago dipendeva spiritualmente dalla Pieve di Cesano Boscone, non avendo in loco un luogo di culto stabile, se non una piccola cappella dedicata a Sant'Antonio (risalente al XIV secolo ed oggi distrutta), annessa al castello e dedicata al culto privato dei Visconti, la quale però veniva aperta alla pubblica venerazione solo nei periodi estivi in cui i duchi milanesi si recavano in queste aree della Lombardia per la caccia.

L'edificazione della nuova chiesa parrocchiale subì l'impulso della visita di Carlo Borromeo del 1580 e già a partire dal 1602 si diede ordine per una nuova costruzione che però subì continue interruzioni e, iniziata nel Seicento, venne completata solo nell'Ottocento. Nella chiesa sono oggetto di particolare venerazione le reliquie ("corpo santo") di un martire di nome Vincenzo,[3] donate dal cardinale Ottoboni (Papa Alessandro VIII) nel 1685, provenienti dalle catacombe romane, le quali vengono esposte regolarmente in chiesa nel giorno della festa patronale, la prima domenica di maggio.

All'interno della struttura si possono ravvisare ancora oggi dei pregevoli affreschi ottocenteschi e novecenteschi, oltre ad un organo originale del 1854 realizzato presso la bottega Carcano.

L'altare maggiore della chiesa parrocchiale venne ufficialmente consacrato solo il 9 maggio 1978.

Chiesa di Santa Maria Rossa[modifica | modifica sorgente]

Detta anche Santa Maria del Bosco, la piccola chiesa sorge nel borgo di Monzoro, frazione del comune di Cusago. Essa è ad oggi l'ultima parte rimasta dell'antica abbazia che un tempo sorgeva attorno a questo tempio sacro e che l'ha contraddistinta per diversi secoli, assumendo l'aspetto di una sala per concerti e serate culturali.

La chiesa di Santa Maria Rossa venne edificata nel 1359 del Generale degli Olivetani, Ippolito da Milano, e passò in seguito ai monaci Eremitani di Sant'Agostino, i quali provvedettero nel XV secolo alla struttura dell’edificio, che venne ampliato sino a divenire una vera e propria abbazia.

La struttura si presenta come una costruzione semplice, caratterizzata da una facciata in laterizio con una struttura a capanna dotata di due monofore laterali ed un rosone centrale che danno luce all'interno della chiesa. L'unica navata centrale accoglie un piccolo presbiterio di forma quadrangolare, nel quale si trova ancora uno degli affreschi originari rappresentante Cristo e gli evangelisti, mentre gran parte degli altri affreschi murari è stata rimossa ed esposta nei musei del Castello Sforzesco di Milano.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Le altre chiese del territorio di Cusago sono: San Martino di Assiano (presente in una località ora territorio di Milano e risalente al XIII secolo) e San Francesco di Monzoro (edificato nell'ultimo trentennio del XVI secolo e poi ricostruito in stile neoclassico agli inizi dell'Ottocento); scomparse sono invece le chiese di Sant'Agata, Sant'Antonio e San Rocco.

Edifici[modifica | modifica sorgente]

Castello Visconteo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello visconteo (Cusago).

Il castello fu costruito su volere di Bernabò Visconti tra gli 1360 e il 1369, erigendolo sopra quanto rimaneva di una fortificazione longobarda.

Venne costruito per fungere da residenza durante le battute di caccia nella riserva viscontea che si estendeva nella camapagna a sud di Milano fra la città e Vigevano, successivamente Filippo Maria Visconti per raggiungerlo più comodamente fece scavare una derivazione del Naviglio Grande, chiamata Naviglietto, a partire da Gaggiano.

Nel corso della peste del 1398 il castello divenne un rifugio dal morbo fino a quando fu trasformato in lazzaretto. La sua funzione di villa di campagna signorile, per caccia, feste e luogo d'incontro con amanti venne ripristinata da Ludovico il Moro, che infine la donò a Beatrice d'Este sua moglie. La proprietà poi passò a Lucia Marliani, un'amante di Ludovico. I cambi di proprietà proseguirono fino al conte Massimiliano Stampa e quindi alla di lui famiglia Casati-Stampa di Soncino.

Nel 1973, il castello, ormai da tempo in decadenza e trasformato in una grande cascina agricola abitata da circa trenta famiglie, assieme ai terreni circostanti venne acquistato da Silvio Berlusconi che, tramite Edilnord, costrui' su alcuni appezzamenti il quartiere "Milano Visconti". Il castello, ormai malridotto, fu quindi venduto ad una società formata da un gruppo di imprenditori "Il Castello di Cusago s.r.l" nel 2003 con l'ipotesi di farne una scuola floro vivaistica legata al Parco agricolo Sud Milano, progetto sfumato per le difficoltà riscontrate. Si tentò successivamente nel 2008 la vendita ad un'altra società immobiliare, la "Kreiamo s.r.l", ma anche questa trattativa, non andò in porto per vicende giudiziarie in cui la Kreiamo fu coinvolta. A tutt'oggi il castello, che permane in uno stato di grave abbandono, rimane proprietà privata della società "Il Castello di Cusago s.r.l.".[4]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Ogni seconda domenica del mese (eccetto gennaio, luglio e agosto): mercatino dell'antiquariato e del biologico in piazza Castello
  • 17 gennaio: falò di S. Antonio
  • In primavera Cusago in Fiore
    • Prima domenica di maggio: festa patronale di S. Vincenzo - fiera e serate danzanti oltre alla consueta processione religiosa che attraversa il paese
  • Metà settembre: festa patronale di Santa Maria Bambina a Monzoro
  • In autunno festa dell'Agricoltura
  • Natale mercatino di Natale ed eventi relativi

Persone legate a Cusago[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 244.
  3. ^ "Il martire Vincenzo"
  4. ^ Gian Antonio Stella, Il castello in rovina dimenticato da Milano in Il Corriere della Sera (Milano), 17 ottobre 2011. URL consultato il 9 luglio 2012.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]