Mesero

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Mesero
comune
Mesero – Stemma Mesero – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Filippo Fusè (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°30′00″N 8°51′00″E / 45.5°N 8.85°E45.5; 8.85 (Mesero)Coordinate: 45°30′00″N 8°51′00″E / 45.5°N 8.85°E45.5; 8.85 (Mesero)
Altitudine 154 m s.l.m.
Superficie 5,69 km²
Abitanti 3 915[1] (31-12-2010)
Densità 688,05 ab./km²
Frazioni Località Cascina Sant'Eusenzio
Comuni confinanti Bernate Ticino, Cuggiono, Inveruno, Marcallo con Casone, Ossona
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015144
Cod. catastale F155
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 609 GG[2]
Nome abitanti meseresi
Patrono san Bernardo
Giorno festivo 20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mesero
Posizione del comune di Mesero nella provincia di Milano
Posizione del comune di Mesero nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Mesero (Méser in dialetto milanese[3]) è un comune di 3.915 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo documento storico riguardante Mesero è quello datato 27 giugno 1399. in esso si riferisce di una donazione fatta dal Duca Gian Galeazzo Visconti al priore e ai frati del Sacro Monastero della Certosa di Garegnano di "...tutte le possessioni, case e terre di proprietà di Ottone da Mandello e di Lanzarotto Bossi poste nel territorio di Mesero, le quali terre e case erano prima possedute dal vicario ducale Profello di Seratico...". Questa donazione immise nella proprietà dei certosini di Garegnano gran parte, ma non tutto, del territorio di Mesero, detto Comune Maggiore. La restante parte, detta Comune Minore o comune netto, rimase di proprietà di alcuni compadroni tra i quali spiccava la famiglia Crivelli. Con i certosini si attivò in Mesero un polo vitale a vantaggio di tutta quanta la comunità. In analogia con altre situazioni di quel tempo, i certosini amministravano i luoghi e le attività insegnando i nuovi tipi di coltivazione e assistendo la popolazione nei vari periodi di carestie e di guerre. Segno di tangibile riconoscenza e benevolenza della popolazione fu l'opera dei certosini per "l'instromento di unione e incorporazione da farsi al Sacro Monastero di Garegnano della chiesa parrocchiale di S. Maria della Purificazione" che significava di fatto la rinuncia da parte della comunità del diritto di scegliersi il proprio parroco. Con ciò Mesero diventava una parrocchia monastica alle dirette dipendenze del priore dei certosini. Ciò risulta da un documento datato 14 aprile 1517 e ratificato con bolla di papa Leone X due mesi dopo. Una certa cultura popolare è presente a Mesero in quei tempi.

Nel Quattrocento la famiglia Crivelli istituì una cappellania o scuola della Madonna del Rosario presso la chiesa parrocchiale con l'obbligo per il cappellano di insegnare gratuitamente ai fanciulli del popolo, con stanziamenti e fondi in ragione di 128 pertiche. Tale scuola funzionava ancora nel XVIII secolo. Complessivamente la popolazione di Mesero fruì di un certo benessere in quei secoli, proprio grazie alla funzione protettiva del monastero certosino quale garante contro le angherie e i soprusi di qualsiasi signorotto e contro l'alternarsi continuo di calamità belliche e naturali. Tra queste ultime la peste che nel 1630 devastò la Lombardia, non ebbe quasi conseguenze a Mesero: il fatto è ricordato dal voto degli abitanti di celebrare in perpetuo la festa della Visitazione della Madonna. Un dato relativo alla popolazione viene offerto nel 1726: la popolazione residente nel Comune Maggiore, nel Comune Minore e nella Cascina Casone con cascina Nuova, Vasilio, Malastalla, S. Eusenzio e Cassinetta contava 775 "anime". Dopo mezzo secolo, nel 1776 la popolazione era salita 1.034 abitanti. In quel periodo si verifica un nuovo fatto nell'attività economica: l'introduzione dell'allevamento del baco da seta e la filanda costruita in quegli anni, costituirà per tutto l'Ottocento la fabbrica più importante della zona. In età napoleonica Mesero fu per sette anni annessa a Marcallo, e furono gli austriaci a ristabilire l'autonomia comunale.

Luoghi da visitare[modifica | modifica sorgente]

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

Secondo le testimonianze di Goffredo da Bussero, già nel Duecento esistevano a Mesero due chiese, dedicate rispettivamente a Santa Margherita e a Santa Maria.

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria[modifica | modifica sorgente]

Interno della vecchia chiesa parrocchiale di Santa Maria, attuale santuario dedicato a santa Gianna Beretta Molla.

Nota anche come vecchia parrocchiale, Santuario della Famiglia o Santuario di Gianna Beretta Molla, divenne molto presto chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna della Purificazione. Subì vari restauri tra il 1500 ed il 1595, anni in cui venne costruito il battistero e fu quasi completamente rifatta nel 1638 a cura e spese della Certosa di Garegnano. Questi interventi trasformarono l'aspetto della primitiva chiesa romanico-lombarda, come può essere osservato in un dipinto d'epoca, in quello attualmente ancora esistente, dettato dai canoni dell'architettura religiosa rinascimentale-barocca. La chiesa, nel suo assetto attuale, venne consacrata dal Vescovo di Verona, Sebastiano Pisani I, nel 1665. La facciata ha forme barocche ed è divisa in due ordini separati da un cornicione; nella parte superiore si aprono due finestre, e nel mezzo è sistemato un festone e lo stemma della Certosa di Garegnano (rappresentante l'agnello di Dio), mentre nel timpano è posto un cherubino. Nella parte inferiore si trova un vestibolo sostenuto da due colonne di broccatello, che introduce all'aula ecclesiale.

Gli affreschi di fine ottocento della volta

L'edificio addossato alla chiesa è quasi un prolungamento della stessa, ed è costituito dall'ossario, costruito nel 1735, ora detto Cappella dei Santi. L'interno della chiesa dispone di una sola navata; subito a sinistra, si trova il battistero che presenta un pregevole affresco di fine Cinquecento rappresentante il battesimo di Cristo. Le cappelle laterali sono due: la prima, a sinistra, dedicata alla Madonna del Rosario (la statua lignea sopra l'altare vi venne posta però solo nel 1745), la seconda a destra, dedicata originariamente a San Giuseppe e poi votata a Sant'Antonio, raffigurato su una tela del XVII secolo mentre venera la Vergine Maria e Gesù Bambino, accompagnato dai Santi Bruno e Liborio. Le decorazioni pittoriche delle pareti risalgono invece al 1892 e sono opera dei pittori Calcaterra di Cuggiono e Ferrario di Ossona. Gli altri affreschi sulla volta ed ai lati dell'altare maggiore furono eseguiti nel 1917 dal pittore Zimbellini di Lodi. Costruita la nuova parrocchiale al termine del 1972, la vecchia chiesa rimase aperta ancora per qualche anno per le celebrazioni feriali. Nel 1976 fu chiusa al culto e la parrocchia cambiò denominazione: dalla "Purificazione della Beata Vergine Maria" si passò all'attuale "Presentazione del Signore". A partire dal 2002 sono iniziati i lavori di recupero dell'edificio ecclesiale per trasformarlo, secondo gli auspici dei cardinali Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi, arcivescovi di Milano, nel Santuario della Famiglia, dedicato a Santa Gianna Beretta Molla, mentre l'adiacente vecchia canonica diventerà il Centro di Spiritualità Familiare e di Servizio alla vita.

Chiesa Parrocchiale della Presentazione del Signore[modifica | modifica sorgente]

Grazie al contributo dei fedeli meseresi, a partire dal 1965 venne costruita negli anni seguenti la nuova chiesa parrocchiale, che veniva a sostituire la vecchia, ormai angusta per una popolazione di quasi 3.000 abitanti. Il tempio, progettato dall'architetto Mario Bussi, fu aperto al culto la notte di Natale del 1972 e consacrato il 18 ottobre 1980 dall'Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. La pianta dell'edificio ecclesiale è esagonale, circondata da una fascia perimetrale dove prendono posto le cappelle, il battistero, la sacrestia ed i disimpegni. Un pregio funzionale, questo, che ha reso caratteristica la struttura assieme all'uso sapiente della luce naturale che filtra intensa e radiosa che filtra dalle vetrate colorate, realizzate dalla Scuola d'Arte "Beato Angelico" di Milano. Un discorso a parte merita l'altare di marmo, opera dello scultore Gino Casanova, chiave di volta di tutto il discorso iconografico e simbolico della chiesa. Un altare laterale, dedicato a Santa Gianna Beretta Molla, conserva alcune reliquie della santa ed alcuni ex voto. La decorazione della cupola absidale, realizzata nel 2006, completa la decorazione dartistica dell'edificio e rappresenta la presentazione di Gesù, opera di una ditta specializzata veronese.

Santuario della Madonna Addolorata e di San Bernardo[modifica | modifica sorgente]

La facciata esterna del santuario

Il santuario venne edificato dalla comunità meserese nel 1612, su terreni di proprietà della comunità locale dei certosini. là dove si trovava un'antica cappella ormai in rovina dedicata a Santa Margherita vergine e martire. Della chiesa di Santa Margherita non si ha menzione in nessun documento successivo tanto che si deve presumere sia andata distrutta. Forse una lontana testimonianza di ciò che rimane nel nome di una strada campestre tuttora esistente detta della "gesa rota" (chiesa rotta) e di una campagna denominata nello stesso modo, situate entrambe nella parte sud-est del territorio comunale, ai confini con il comune di Marcallo con Casone. La chiesa venne ulteriormente ampliata nel 1667 con la costruzione di un viale di collegamento con il resto del paese che rese più agevole la chiesa da raggiungere.

Sull'altare principale della nuova chiesa eretta, in legno dorato, venne posta la nuova immagine della Vergine Addolorata e quella vecchia venne lasciata dietro l'altare.

La facciata, in stile barocco, presenta quattro nicchie con alloggiate statue di santi.

L'interno della chiesa

L'interno, composto di una sola navata, ha due cappelle laterali: quella a destra ospita un artistico crocifisso in legno risalente alla fine del XVII secolo. Quella di sinistra è invece dedicata a San Bruno, la cuio statua in legno venne posta il 17 ottobre 1718 in una nicchia sopra l'altare minore con una solenne cerimonia. Molto belli sono anche i due affreschi che adornano le due lesene che separano la navata dal presbiterio: essi rappresentano San Bernardo e San Fermo.

La "Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosa da Lima" d'inizio Seicento presente nel santuario

Degni di essere menzionati sono anche le tele della Via Crucis, dipinte nel 1765 dalla pittrice milanese Maria Antonia Valli, nata Giussani, e un grande quadro dell'inizio del Seicento, raffigurante una "Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosa da Lima". I dipinti della volta, realizzati dopo la distruzione dei precedenti, sono opera del pittore trevigliese Carminati e risalgono al 1947-1948: essi mostrano in primo piano la figura di San Giovanni Bosco, dal momento che in quegli anni venne edificato nei pressi l'oratorio parrocchiale e la chiesa divenne cappella ad uso dei ragazzi.

Un campanile in stile romanico sovrasta l'edificio sacro e essendo visibile anche da lontano è divenuto un po' il simbolo del paese. Il santuario è sempre stato della comunità locale e non della parrocchia ed attualmente è divenuto proprietà dell'amministrazione comunale. Nel 1998, con un'iniziativa dell'ente pubblico è stata restaurata la facciata e le parti esterne dell'immobile religioso, intervenendo nel 2005 anche sull'altare maggiore.

Ville e Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Villa Magnaghi[modifica | modifica sorgente]

Risalente a prima del Settecento, la villa è ora di proprietà del Marchese Villani che l'aveva avuta a sua volta in eredità dalla famiglia Crivelli. Nel primo ottocento venne acquistata da Giovanni Prato, marito di un'erede dei Landriani, che la sottopose a sostanziali cambiamenti, mantenendone ad ogni modo lo schema a "L". Nel primo decennio del XX secolo fu comprata da Luis Barolo, per la sorella Antonietta, andata quindi in sposa a Giacomo Magnaghi. La proprietà dell'immobile è ora del pronipote del Magnaghi.

Villa Colombo (già Ospizio dei Certosini)[modifica | modifica sorgente]

Delle residenze padronali di Mesero, la Villa Colombo è indubbiamente la più antica e la meglio conservata. Essa venne costruita alla metà del Seicento dai Certosini come loro ospizio o grangia (si vedano simili esempi alla vicina Boffalora sopra Ticino), ma quando alla fine del XVIII secolo l'Ordine venne sciolto, passò alla famiglia Landriani che l'acquistò. Lo stabile venne quindi ristrutturato verso la metà del secolo seguente assumendo una forma ad "U", di cui uno dei bracci era adibito a filanda. L'immobile venne comprato nel 1896 dall'ingegner Luigi Colombo, la cui famiglia era originaria di Sedriano, di cui era sindaco, ma che teneva residenza a Milano. Al secondo dei suoi tre figli, Tito, toccò l'eredità di Mesero, che comprendeva oltre al palazzo, case coloniche e 1700 pertiche di terreno. Nella villa vi sono vari segni della presenza dei Certosini, tra cui il più importante è l'oratorio, dove sono visibili affreschi originali, che accompagnano le altre pitture che sono visibili al piano nobile.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Il comune ospita resti storici risalenti all'impero romano, ritrovati presso la località cascina sant'Eusenzio ed ora conservati nelle sale del palazzo comunale. Numerosi sono anche gli scavi compiuti a scopo numismatico in varie aree e numerosi sono ancora i reperti che affiorano dai campi arati.

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Santa Gianna Beretta Molla, sepolta nel cimitero di Mesero col marito
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
— 1940[4].

Sviluppo ed economia[modifica | modifica sorgente]

Mesero è oggi un paese in piena trasformazione che risentirà presto dello sviluppo infrastrutturale previsto nella zona, e cioè:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Curioso è il detto di tradizione popolare locale che cita "Mèsar e Marcàll, sbagg d'un gall" (ovvero Mesero e Marcallo, lo sbadiglio di un gallo), col quale si voleva indicare la poca distanza che tuttora separa i due comuni di Mesero e Marcallo con Casone.
  • I due campi da calcio appartengono uno alla parrocchia (quello storico all'interno dell'oratorio San Giovanni Bosco) ed uno, costruito in tempi recenti, al Comune.
  • Nella seconda metà degli anni settanta anche Mesero ebbe una radio locale: Radio Mesero 106, ascoltabile in buona parte della provincia nord-ovest di Milano e nelle aree della limitrofa provincia di Novara.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci durante la Repubblica Italiana Flag of Italy.svg[modifica | modifica sorgente]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Teresio Molla sindaco 1999; 2004 2004; 7 giugno 2009 Lista civica di Centro-sinistra
Riccardo Molla sindaco 7 giugno 2009 in carica Lista civica Magenta, 25-08-1965 Nipote di Santa Gianna Beretta Molla
Filippo Fusè sindaco 26 maggio 2014 in carica Lista civica Cuggiono, 13-03-1972

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 392.
  4. ^ Quirinale - scheda - visto 6 maggio 2014. In paese gli è dedicata anche la locale scuola elementare.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.