Marcallo con Casone

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Marcallo con Casone
comune
Marcallo con Casone – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Milano – stemma Milano
Sindaco Massimo Olivares (LN) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°29′0″N 8°53′0″E / 45.48333°N 8.88333°E / 45.48333; 8.88333 (Marcallo con Casone)Coordinate: 45°29′0″N 8°53′0″E / 45.48333°N 8.88333°E / 45.48333; 8.88333 (Marcallo con Casone)
Altitudine 147 m s.l.m.
Superficie 8,09 km²
Abitanti 6 048[1] (31-12-2010)
Densità 747,59 ab./km²
Frazioni Casone
Comuni confinanti Bernate Ticino, Boffalora sopra Ticino, Magenta, Mesero, Ossona, Santo Stefano Ticino
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015134
Cod. catastale E921
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 673 GG[2]
Nome abitanti marcallesi e casonesi
Patrono santi Nazario e Celso, Carlo
Giorno festivo 28 luglio e 4 novembre
Localizzazione
Marcallo con Casone è posizionata in Italia
Marcallo con Casone
Sito istituzionale

Marcallo con Casone (Marcàll cunt al Casón in dialetto milanese) è un comune italiano di 6.055 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Marcallo

Scarse sono le testimonianze storiche su Marcallo durante il I millennio. Fra i documenti più antichi nei quali si trova un preciso riferimento a Marcallo ricordiamo: il diploma di Enrico III risalente al 1045 che conferma ai monaci di San Dionigi di Milano possedimenti in sito ed il "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" di Goffredo da Bussero del 1289 dove è citata la chiesa di Marcallo "In loco Marchalo ecclesia Sancti Nazzarii" che dal 1494 comprende la Cappellania di San Michele, fondata dall'importante famiglia Crivelli. L'esistenza di un ordinamento comunale è testimoniato da un documento datato 1 febbraio 1280 trascritto negli atti del "comune di Milano" in cui Marcallo è citato come comune ed è segnalata la presenza del console. Il 15 dicembre 1651 Marcallo divenne indipendente avendo pagato 1.890 lire milanesi alla Real Camera per emanciparsi dal vassallaggio; ma un secolo dopo nel 1756 il paese rinunciò alla sua libertà e diventò feudo di Ludovico Vitali. Il 4 giugno 1859, Marcallo fu coinvolta nei sanguinosi scontri della battaglia di Magenta che si svolsero in buona parte tra vigne e cascinali locali. La vittoria dell'esercito franco-piemontese su quello austriaco, portò all'annessione di Milano e di gran parte della Lombardia al Regno di Sardegna. Durante questa battaglia i medici di battaglione Toselli Giacomo e Gavioli Giuseppe soccorsero, in Marcallo, 310 feriti francesi in un sol giorno. Dal XIX secolo sino all'unità d'Italia Marcallo faceva parte della circoscrizione della provincia di Pavia.

[modifica] Menedrago-Casone

Antico Comune dal secolo XVI, Menedrago comprendeva le località denominate: Menedrago, Casone, Barco, Asmonte e Cascina Nuova. Molti fondi di Menedrago appartenuti al Marchese Galeazzo Maria Visconti, alla sua morte nel 1685, andarono in lascito all'Ospedale Maggiore di Milano (disposizione del 16/06/1685 rogato Giuseppe Maria Pionnio). Con l'attivazione del compartimento territoriale del Regno d'Italia (decreto 8 giugno 1805 ), Menedrago, facente parte del dipartimento d'Olona, fu inserito nel distretto II di Pavia, cantone III di Abbiategrasso: comune di III classe, contava 444 abitanti. In seguito all'unità d'Italia i piemontesi ribattezzarone il comue col nome di Casone nel 1859. In base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Casone con 742 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento II di Magenta, circondario V di Abbiategrasso, provincia di Milano. Alla costituzione nel 1861 del Regno d'Italia, il comune aveva una popolazione residente di 788 abitanti. Il comune fu unito al comune di Marcallo il 9 giugno 1870 con il Decreto Regio n. 5722. La chiesa di Casone, che fino al 1923 dipendeva in parte dalla parrocchia di Ossona e in parte da quella di Mesero, diventò indipendente il 29 gennaio 1924.

[modifica] Barco

È un borgo di origine longobarda. Al centro sorge una chiesetta del XIII secolo dedicata a San Michele Arcangelo, patrono dei Longobardi. Questo piccolo borgo diede i natali ad un illustre prelato; il 18 aprile 1874 nacque Monsignor Paolo Castiglioni. Fu battezzato nella parrocchia di Ossona, nel 1886. Iniziò gli studi ginnasiali nel seminario di Vigevano; incominciò quindi la sua vita ecclesiastica. Ordinato sacerdote il 18 novembre 1897 frequentò l'università Gregoriana in Vaticano (Teologia e Filosofia). Nel 1924 a Milano fu nominato canonico della Basilica di Sant'Ambrogio. Nel 1934 il Cardinale Ildefonso Schuster lo nominò presidente del tribunale ecclesiastico. Il 7 febbraio 1937 l'arcivescovo in Duomo lo ordinò vescovo titolare di Famagosta e ausiliare dell'arcidiocesi ambrosiana. Il 10 febbraio 1939 alla morte di papa Pio XI si recò a Roma alle esequie e su ordine del cardinale presenziò al conclave all'elezione di papa Pio XII. Per tutta la vita fu sempre legato alla sua Barco, che visitò molte volte, alla sua morte, che avvenne il 19 marzo 1943 all'età di 69 anni, per suo specifico desiderio volle essere sepolto al centro della piccola chiesetta di Barco dove nacque con la sua gente.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso

La chiesa, di antica fondazione, risulta edificata antecedente il 1554. Nella prima metà del Settecento 1740 c.a viene ricostruita: aggiunta dell'abside con il coro, un ampio presbiterio e quattro cappelle laterali (due per lato). Durante la Republica Cisalpina nel 1789, vennero requisite dal Governo Francese le tre campane poste sulla torre campanaria; pochi anni dopo, grazie all'interessamento del Parroco Baldassare Maggioni, furono rimpiazzate da altre cinque. Nel 1904 viene allungato tutto l'edificio con l'aggiunta di quattro cappelle laterali e nel 1931 viene costruito l'attuale campanile completato con un concerto di otto campane in "sì". La facciata della struttura è scandita nella sua parte superiore a lastroni di pietra, mentre la parte inferiore è decorata con lesene. La chiesa presenta un interessantissimo organo della bottega dei fratelli Prestinari della vicina Magenta ed una notevole quadreria arricchitasi nei secoli: un Procaccini, alcuni secenteschi ed un pregevole ciclo di affreschi dell'antica Cappella di San Michele.

[modifica] Chiesa di San Marco

Risalente al XVII secolo, già citata da Goffredo da Bussero come dedicata a San Gregorio, rappresenta ad oggi il più antico edificio religioso sopravvissuto integro del paese. Nel 1798 un editto della Republica Cisalpina sopresse la Confraternita del SS. Sacramento (voluta da S. Carlo Borromeo) a cui seguì il sequestro di tutti i beni compreso l'oratorio di San Marco sede logistica di tale istituzione.

[modifica] Chiesa di San Michele

La chiesa del XII secolo, sita sul territorio di Casone nella località Barco, è dedicata a San Michele che compare nell'affresco centrale, a fianco di una Madonna col Bambino che porge un grappolo d'uva (simbologia dei Vitali); in primo piano e inginocchiato appare San Carlo, aggiunto successivamente.

chiesetta di San Michele

Al centro della chiesetta è sepolto Monsignor Paolo Castiglioni nato a Barco il 12 marzo 1861, sull'epigrafe in marmo di Candoglia vi è riportata la seguente scritta: (traduzione dal latino) A Dio ottimo e massimo Paolo Castiglioni Vescovo titolare di Famagosta ausiliare di Milano con la sua cultura con la sua religiosità e il suo operato alle quali al maggior grado fu dedito fino alla vecchiaia portò grande onore alle sue funzioni. Chiamato da Dio il 19 marzo 1943 all'età di 69 anni. Il prelato è raffigurato anche in un dipinto apposto ad una delle pareti.

[modifica] Chiesa Parrocchiale dei Santi Carlo e Giuseppe

Chiesa Parrocchiale dei Santi Carlo e Giuseppe

La chiesa parrocchiale di Casone è dedicata ai santi Carlo e Giuseppe, al suo interno spiccano due quadri: uno raffigurante i santi Pietro e Paolo (copia del pittore Guido Reni); l'altro una Vergine col Bambino (che costituisce la pala dell'altare, attribuita al Guercino). La chiesa sorgeva sulle proprietà della contessa Ceriani Maineri che la donò al parroco don Carlo Fossati il quale la fece restaurare ed arredare con l'aiuto di maestranze volontarie del luogo. Lo stesso vale per il terreno su cui si costruì la casa parrocchiale, l'oratorio e un grande salone con palco, su cui si davano rappresentazioni teatrali.

[modifica] Chiesa dell'Immacolata Concezione

Chiesa privata, risale alla fine del 1600 dedicata alla Vergine Maria, sita sul territorio di Casone in Via San Carlo (spesso citata come la chiesetta di San Carlo), è tenuta in attività dalla famiglia Maltagliati. Al suo interno vi è un dipinto raffigurante la Vergine Maria e San Carlo Borromeo.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Villa Ghiotti

Villa Ghiotti fu costruita verso la fine del XVIII secolo a poche centinaia di metri dalla piazza di Marcallo, in via Vitali. Venne realizzata dalla famiglia Ghiotti, che fu proprietaria di vasti appezzamenti terrieri in paese. Essa è costituita ancora oggi da una parte centrale sovrastata da una slanciata torretta belvedere. Dall'ingresso si entra in un cortile e da qui si accede alla scala per i piani superiori. Al primo piano, nel tardo Ottocento, è stato aggiunto un loggiato con balaustre e colonnine di ghisa.

Attualmente la villa è di proprietà del comune, che l'ha rilevata negli anni '80 del Novecento, destinandola a sede di varie associazioni. Nel 2001, dopo accurati restauri, è divenuta sede del municipio cittadino. Nel 2003 è stato recuperato, e sistemato al pian terreno, un pregevole bassorilievo raffigurante Sant'Alessandro che un tempo si trovava all'ingresso della Curta Granda (via Manzoni). Questa corte, che è arrivata ad ospitare 50 famiglie, è stata rasa al suolo per far posto a dei palazzi. Sul manufatto è presente la frase: "1870 Ghiotti pose", che ne testimonia la donazione agli abitanti della corte da parte dei latifondisti Ghiotti. Sempre al piano terreno ha trovato sede la biblioteca comunale, mentre nei sotterranei è oggi conservato l'archivio comunale. Nel 2007 sono iniziati i lavori di recupero delle originarie stalle del complesso che erano state utilizzate come deposito. Ora questi locali ospitano gli uffici dei Servizi sociali. Di fronte alla villa, il grande parco accoglie oggi la tensostruttura e la Sala Cattaneo, ma era un tempo parte dei latifondi della famiglia.

[modifica] Villa Maggioni

Questa villa rappresenta sicuramente il complesso più interessante dal punto di vista urbanistico ed è costituita da due corpi. Il primo, un impianto seicentesco con uno schema ad "U": la costruzione si affaccia sulla piazza principale di Marcallo, piazza Italia. Il secondo corpo, con accesso da Via Milani, è stato costituito successivamente, nel XVIII secolo ed è stato unito con una costruzione più bassa a parte dell'edificio preesistente.

L'intera struttura era stata edificata dalla famiglia Maggioni, ma venne in seguito variata nelle sue forme. L'edificio nobile passò alla famiglia Bonacina, mentre la parte posteriore passò alla famiglia Quintini, i quali cedettero la loro parte della villa alla famiglia Cattaneo, attuale proprietaria, imparentata con la prima famiglia. La parte seicentesca è stata profondamente variata nelle sue forme, mentre quella settecentesca conserva il proprio aspetto originario, ma sono andate perdute nel tempo le decorazioni presenti nell'edificio.

[modifica] Villa Magnaghi

Villa Magnaghi risale ai primi anni dell'Ottocento. Oggi l'ingresso dà su Via Roma, ma anticamente questo era il transito secondario riservato alle carrozze. L'edificio è solenne e si presenta abbastanza ben conservato, anche se alcuni lavori di restauro hanno compromesso parte della struttura interna. L'ingresso secondario è stato arricchito da una gradevole loggia esterna, nella cui parte superiore si sviluppa un terrazzo belvedere racchiuso da una balaustra scolpita con originali motivi marmorei. Il parco della villa risulta ben curato e vi sono presenti essenze rare e piante secolari.

[modifica] Villa Duchi Valentini

I Duchi Valentini erano dei ricchi proprietari terrieri, che possedevano la maggior parte dei fondi di Barco. Essi eressero nel 1700 una villa che aveva lo scopo di essere una residenza estiva per la famiglia, posta al centro di un terreno agricolo, coltivato da fittavoli. Il corpo centeale è a tre piani con un grande loggiato. La pavimentazione dell'area porticata è costituita da ciottolato del fiume Ticino bianco e grigio a formare una decorazione a rombi. All'interno è ancora presente la rubinetteria originale d'epoca e i solai realizzati in bambù e paglia. Attualmente la villa è di proprietà privata ed è stato avviato (2010) un restauro.

[modifica] Villa Jacini

Villa Jacini

La costruzione dell'articolato complesso che ha nel suo perimetro due torri a forma ottagonale ed alte mura difensive, fu opera della famiglia Crivelli; è composto dalla villa Visconti Maineri e dalla adiacente foresteria. La villa è stata riadattata con la funzione di residenza estiva dei conti Jacini e comprende un nucleo centrale residenziale con la cucina ed i locali di rappresentanza, mentre le camere da letto e gli appartamenti privati sono situati al primo piano. Molti dei soffitti sono affrescati e davanti alla villa si estende un parco alberato di notevoli dimensioni con piante centenarie.

Dopo essere stata per decenni residenza estiva del conte Stefano Jacini, venne ceduta alla figlia Giulia. Attualmente è di proprietà privata ed è oggetto di ristrutturazione per realizzare nuovi appartamenti all'interno della villa ed in due nuovi corpi di fabbrica che saranno realizzati ove precedentemente erano presenti gli edifici rurali.

[modifica] Torre della Sguriéta

Questa torre, situata a Marcallo via Manzoni angolo via Vitali, ha origini piuttosto antiche: rientra nelle architetture fortificate medievali disposte sulla direttrice Milano-Ticino. Questa zona dall'XI al XIV secolo fu sotto il controllo dei potenti Crivelli e tali manufatti erano preposti alla tutela della strada, all'esazione dei pedaggi e all'avvistamento dei nemici. Venne in seguito modificata ed ingentilita nella sua struttura; a partire dal XVIII secolo veniva usata dai proprietari di Villa Ghiotti per meglio controllare dall'alto i propri possedimenti che si estendevano in quest'area. Il nome dialettale sembra derivare dall'antica funzione della torre, utilizzata come punto di partenza per i piccioni viaggiatori.

[modifica] Economia

Il comune di Marcallo con Casone è stato un centro prevalentemente agricolo, ricco di vigneti. Con la realizzazione del canale Villoresi a fine ottocento, con i canali da questi derivati, si è sviluppata la coltura dei cereali e foraggi. L'agricoltura passa dalle grandi estensioni latifondiste a piccoli appezzamenti a conduzione familiare per arrivare alle attuali aziende agricole. La diffusione della gelsicoltura e della bachicoltura che, dalla metà del XVIII secolo ha avuto un'importanza economica fondamentale fino a metà del XX secolo, ha portato allo sviluppo delle filande e delle prime importanti manifatture tessili.Dal 1960 l'economia è cambiata molto.

[modifica] Strade e collegamenti

L'abitato di Marcallo si trova presso l'antica strada della posta (Milano - Novara) all'incrocio con la preistorica strada mercatoria (via dei mercanti) che costeggia la riva sinistra del Ticino da Pavia a Golasecca e da qui alla Gallia. È posto a 4 km da Boffalora sopra Ticino e a circa 30 km dal capoluogo lombardo. Autostrada A4 - uscita - Marcallo-Mesero.

[modifica] Eventi

La fiera di San Marco, che si svolge ogni anno a Marcallo il 25 aprile, è stata riconosciuta come fiera regionale. All'interno del programma delle manifestazioni è stato inserito anche il festival celtico organizzato dall'associazione culturale Terra Insubre.

[modifica] Gemellaggi

Marcallo con Casone è gemellata con:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Massimo Olivares (LN) dal 08/06/2009

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
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