Vittuone

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Vittuone
comune
Vittuone – Stemma Vittuone – Bandiera
Piazza Italia con la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione
Piazza Italia con la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Sindaco Fabrizio Bagini (centrosinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°29′00″N 8°57′00″E / 45.483333°N 8.95°E45.483333; 8.95 (Vittuone)Coordinate: 45°29′00″N 8°57′00″E / 45.483333°N 8.95°E45.483333; 8.95 (Vittuone)
Altitudine 146 m s.l.m.
Superficie 5,97 km²
Abitanti 9 082[1] (31-12-2010)
Densità 1 521,27 ab./km²
Comuni confinanti Arluno, Cisliano, Corbetta, Sedriano
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015243
Cod. catastale M091
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vittuonesi
Patrono santa Croce
Giorno festivo prima o seconda (se cade dopo il terzo giorno del mese) domenica di maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Vittuone
Posizione del comune di Vittuone nella provincia di Milano
Posizione del comune di Vittuone nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Vittuone (Vitüòn o Vitìòn o anche Vütìòn in dialetto milanese) è un comune italiano di 9.077 abitanti (al 31/05/2011) della provincia di Milano, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale ha forma allungata e confina ad ovest e a sud-ovest con Corbetta, a sud con Cisliano, a est ed a nord-est con Sedriano e infine a nord con Arluno.

Milano, il capoluogo, dista una ventina di chilometri.

Geologia e idrografia[modifica | modifica sorgente]

Morfologicamente, il territorio di Vittuone è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni. L'altitudine è compresa tra i 135 e i 151 m s.m.l..

Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Vittuone come delle zone limitrofe all'abitato sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano. Tra i fontanili più rilevanti ricordiamo il fontanile Saretta (luogo presso il quale è stata rinvenuta la salma di Mike Bongiorno dopo il suo trafugamento) ed il Tre Teste.

È parte del Parco Agricolo Sud Milano (superficie a parco ha 284,46)

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista sismico Vittuone presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[2] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Vittuone è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 5 8 13 18 22 26 29 28 24 18 10 5 16.33
Temperatura min. media (°C) -2 0 3 7 11 15 17 17 14 8 4 -1 7.75
Piogge (mm) 64 63 95 82 82 97 65 68 69 100 101 60 78.83
Umidità relativa (%) 86 78 71 75 72 71 71 72 74 81 85 86 78
Eliofania assoluta (ore) 2 3 5 6 7 8 9 8 6 4 2 2 5
Venti (dir.-nodi) SW 4 SW 9 SW 9 SW 9 S 9 S 9 S 9 SE 4 SW 4 S 4 S 4 S 4 6,5

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Sotto il profilo toponomastico si ritiene che il nome Vittuone derivi per assonanza dal latino "vitam tibi dono", riferendosi alle improbabili terme di cui si crede l'antica esistenza. Maggiormente veritiera è la tesi che vede le origini del toponimo Vicus Todonius, ossia villaggio di Todone, un importante personaggio locale del periodo longobardo ricordato in un documento del 793 d.C. ("Codex Diplomaticus Longobardiae").

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Vittuone era un villaggio già esistente in epoca romana e forse di probabili origini gallico - celtiche. Le prime scoperte testimonianti un primordiale insediamento romano risalgono al 1868 quando il Nobile Giovanni Venini ritrovò nel parco della sua villa di campagna sita in centro al paese alcune ceneri ed ossa provenienti da urna cinerarie, accompagnate da cimeli in bronzo. Nel 1902, presso la cascina Resta vennero ritrovate monete che portavano effigi del I e del II secolo d.C. e un vaso antropomorfo (1907). Per tale motivo questi ritrovamenti possono far supporre che Vittuone fu un castrum di rinforzo alle legioni del Ticino o più facilmente un pagus (villaggio minore) della vicina Corbetta.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel primo periodo medioevale l'inesistenza di una ricca documentazione ufficiale non consente di tracciare un quadro storico sintetico ben preciso. Il borgo già nel medioevo aveva una certa importanza, in quanto Goffredo da Bussero, già alla fine del XIII secolo, cita la chiesa di San Martino a Vittuono,[3] e dall'archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano si sa che questa possedette dei beni nel comune, nel periodo compreso tra il 1347 e il 1486. Dati certi si hanno nel 1311 quando un vittuonese fu rettore a Milano e partecipò con Marco Visconti, altri rettori e trecento uomini a cavallo all'attacco della casa dell'arcivescovo Cassono della Torre per intimargli l'esilio. Da una cronaca del Besta intitolata "Fior dei Fiori" apprendiamo che tra i capitani delle porte della città di Milano vi erano alcuni uomini d'arme scelti tra la nobiltà campagnola: per la porta Ticinese fu Giovanni da Vittuone.

San Carlo Borromeo

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel XVI secolo il nucleo di Vittuone era particolarmente compatto ed articolato essenzialmente attorno a pochi corti, gravitanti a loro volta attorno alle ville principali. Al posto dell'attuale chiesa si trovava l'oratorio intitolato ai santi Nazario e Celso con retrostante giardino, mentre la chiesa sorgeva fuori dal paese, lungo la strada che portava a Novara (demolita negli anni 1975 circa). Presso di questa si trovava un cimitero visitato da san Carlo Borromeo in occasione della sua visita al paese dell'8 aprile del 1570.

Durante tutto il Settecento, Vittuone si arricchi di edifici e strutture prevalentemente adibiti ad uso agricolo: da segnalare la visita dell'allora Duchessa di Milano, Maria Teresa d'Asburgo nel 1737. All'epoca napoleonica risale invece l'impianto dell'attuale cimitero, costruito sulla base dell'Editto di Saint-Cloud e allorquando il comune era stato temporaneamente fuso con Sedriano. Alla restaurazione austriaca si deve invece la costruzione di nuove strade di collegamento con il vercellese e la realizzazione della nuova tratta ferroviaria che segnerà profondamente la futura economia del paese.

Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Durante l'Ottocento il paese non progredì in grandezza rispetto al passato, ad eccezione di due importanti realizzazioni: la costruzione della cascina S.Carlo appartenuta ai Resta e la costruzione nel 1848 dell'attuale chiesa parrocchiale su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia al posto del vecchio oratorio. La precedente chiesa parrocchiale, infatti, si trovava in prossimità del cimitero, presso la Cascina Parrocchiale (o Garascia oggi demolita) cioè in una zona piuttosto periferica del paese e per questo motivo venne portata più in centro. Verso la fine del XIX secolo viene costruito l'attuale asilo comunale intitolato al nobile Giovanni Venini, suo fondatore.

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Il Novecento segna la rinascita economica di Vittuone con l'apertura delle prime grandi industrie, nate dalla presenza dei numerosi lavoratori grazie alla vicinanza della tratta ferroviaria Milano-Torino. Al 1937 risale la costruzione della scuola elementare del paese, ancora oggi attiva. Gli interventi urbanistici del secondo dopoguerra hanno cancellato alcuni retaggi urbanistici del passato, come ad esempio un complesso di abitazioni ottocentesche affacciate sulla piazza principale della città. Dopo una parentesi durante la quale si è cercato di porre freno alle speculazioni edilizie negli ultimi 10 anni si è ripreso a costruire massivamente; circa l' 80% delle aree non coperte da vincoli sono oggi edificate, e ci si avvia ad costruire sul cosiddetto "bosco del bacin" un'area boschiva di 220.000 metri quadrati posta nella parte nord orientale del paese.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Vittuone-Stemma.png

Lo stemma di Vittuone è la risultante di quelli delle singole casate che in Vittuone hanno lasciato la loro impronta. Nel 1920 il comune realizzò il suo emblema che venne concesso con Regio Decreto l'8 aprile 1939 e trascritto nei registri della Consulta Araldica il 7 marzo 1940. In esso comparivano i simboli di quelle che furono considerate le principali famiglie; la ruota venne ripresa dallo stemma dei Conti Resta, il castello sormontato dalla colomba venne desunto da quello della famiglia Annoni, le fasce trasversali oro e rosso dallo stemma dei Venini, mentre il cavallo rappresenta la famiglia Destrerio. Di fatto questa non fu certo una famiglia nobile e si meritarono una posizione nell'emblema di Vittuone grazie a lasciti di poco conto, mentre nello stemma comunale non ritroviamo accenno alcuno alla famiglia Salazar, di origine spagnola, che grande importanza ha invece rivestito nei secoli passati nella vita del paese, e la famiglia Arrigoni che ebbero beni in Vittuone.

Curiosità storiche Le fasce trasversali oro e rosse in realtà non compaiono affatto nell'arma della famiglia che ebbe beni in Vittuone, ma vennero presi dall'arma di una omonima famiglia con la quale i Venini condividevano l'origine.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale dell'Annunciazione di Maria Vergine[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale dell'Annunciazione di Maria Vergine
Vittuone
Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Vittuone
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Milano
Consacrazione 1848
Stile architettonico Architettura neoclassica
Inizio costruzione 1847
Completamento 1848
Interno della chiesa parrocchiale all'Annunciazione di Maria Vergine a Vittuone

La chiesa parrocchiale, intitolata all'Annunciazione di Maria Vergine, venne costruita nel 1848, su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia, in sostituzione della vecchia chiesa di Santa Maria che sorgeva fuori dal paese accanto alla cascina parrocchiale e che era troppo piccola per le esigenze dei fedeli.

Il luogo prescelto per la nuova struttura si trovava invece in pieno centro cittadino, sull'area dell'antico oratorio dei Santi Nazaro e Celso, benedetto il 7 novembre 1490. Il patronato dello stabile era della famiglia De Capitani, per poi passare ai Cantoni ed infine nel 1732 al conte Giuseppe Resta. L'oratorio, ci dicono le cronache, era molto decadente e si decise pertanto di demolire tale struttura e di costruirvi appunto sopra il nuovo tempio avendo il Resta ceduto il patronato dello stabile alla parrocchia, a condizione però che nella nuova chiesa da costruirsi vi fosse una cappella dedicata ai due santi. I lavori iniziarono nel 1847 e la nuova chiesa venne benedetta già nell'autunno del 1848. Nello stesso anni fu avviata l'edificazione del campanile. Nel 1860 arrivarono le campane, sostituite nel 1949 con sei nuove tonalità in Si bemolle; nel 1891 vennero effettuate la tinteggiatura, gli abbellimenti e le decorazioni.

Nella chiesa sono presenti affreschi di fine Ottocento dei pittori Morgagni, Gambini e Faini. Le vetrate dell'abside sono state realizzate nella seconda metà degli anni '60 dalla pittrice vetratista Amalia Panigati. Un prezioso organo in stile neorinascimentale sovrasta l'entrata principale e le due acquasantiere marmoree provengono dall'Oratorio di San Francesco d'Assisi, sorgente un tempo presso il complesso della villa dei conti Resta. Si conservano inoltre gli stendardi delle confraternite e un ricco reliquiario comprendente un frammento della Santa Croce di Gerusalemme pervenuto alla parrocchia nel 1696 quando venne donata dal cardinale romano Francesco Maidalchini (nipote di Donna Olimpia Maidalchini) a un certo Pietro Paolo Morlacco, milanese, esperto nell'arte del legno, il quale la donò alla Parrocchia di Vittuone nei primi di maggio di quell'anno, raccomandandola alla protezione del conte Resta.

La fondazione della parrocchia come ente a sé stante risale al XV secolo. La serie dei parroci è nota dal 1530. Dai registri parrocchiali risulta che nel 1567 era già dotata di un tesoro complessivo di 450 lire, 19 soldi e 6 denari, oltre che di alcuni poderi nei pressi della chiesa stessa. Ogni sacerdote aveva un tempo anche una prebenda o beneficio (onorifico ma comprendente somme in danaro derivabili), per lo più legato ad una cappellania, eretta a un determinato altare o cappella, i cui redditi, uniti alle distribuzioni corali, garantivano il sostentamento del titolare. Le prebende principali erano quelle di santa Maria (solitamente nella persona fisica del parroco), di san Nazaro e Celso e di san Bernardino in Sedriano.

La chiesa possiede un concerto di 6 campane in Si2 calante, fuso nel 1949 da Carlo Ottolina di Seregno (MB). Le campane suonano a sistema ambrosiano e sono dotate della tastiera, per il suono a festa manuale delle campane.[1]

Campana Nota nominale Fonditore e Anno di fusione Diametro
Prima Sol3 Carlo Ottolina nel 1949 931.5 mm
Seconda Fa3 Carlo Ottolina nel 1949 1049 mm
Terza Mi3 Carlo Ottolina nel 1949 1186 mm
Quarta Re3 Carlo Ottolina nel 1949 1250 mm
Quinta Do3 Carlo Ottolina nel 1949 1413 mm
Sesta Si2 Carlo Ottolina nel 1949 1591 mm

Chiesa della Sacra Famiglia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Sacra Famiglia venne costruita a Vittuone tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento come cappella dell'omonimo oratorio. La struttura, di ridotte dimensioni, ha la particolarità di essere compresa all'interno del complesso dell'oratorio stesso, ma di avere il retro gittante su Via C. Battisti, da dove l'accesso è consentito al complesso attraverso un piccolo cancello (oggi perlopiù chiuso). La chiesa ha una struttura ad un'unica navata con tetto a capriate, sovrastato da un piccolo campanile in mattoni a vista terminante a cuspide. Alla chiesa è associata come protettrice anche la Madonna di Lourdes alla quale, di fianco alla chiesa, è stata dedicato un piccolo giardino sacro costituito da una grotta e da un laghetto artificiale con pesci.

Cappella della Madonna del Salvatore[modifica | modifica sorgente]

La Cappella della Madonna del Salvatore

Eretta per commemorare un'epidemia di colera abbattutasi sul paese, venne riedificata alla fine del XVII secolo. La struttura, attualmente, si presenta molto semplice, con facciata e tetto a capanna rifinita con lesenature che evidenziano i tratti portanti e decorano al tempo stesso il frontale della cappelletta. Il portale è in legno, completato da una pesante grata di ferro di protezione, ai lati della quale si trovano due piccole finestrelle che, secondo la tradizione post-conciliare voluta da San Carlo Borromeo, dovevano consentire anche ai fedeli non comunicati di assistere ai divini offici. Sui fianchi della chiesa, si trovano due piccole finestrelle, poste in corrispondenza dell'altare, che consentono di dare luce all'interno della chiesa. Rilevante è l'abside della cappella, che è visibile dall'esterno in una struttura semicirolare decorata con lesene ad arco che ne evidenziano le linee aggraziate. All'interno si trovano alcune tracce di affreschi risalenti al XVII secolo. Un tempo la chiesa era posta fuori dal centro abitato, lontano anche dalle ultime case del paese, mentre oggi, con l'espansione del comune, la chiesa si trova non solo inglobata nel complesso cittadino, ma può essere ammirata dalla vicina ex Strada Statale 11 e dal trafficatissimo svincolo che conduce ad Arluno.

Cappella di Santa Maria del Lazzaretto[modifica | modifica sorgente]

La Cappella di Santa Maria del Lazzaretto a Vittuone

Eretta nel XVII secolo ed utilizzata durante la peste del 1630 come ricovero fuori paese dei malati contagiosi e ancora oggi si trova in un'area periferica del paese, immersa nel verde del Parco Agricolo Sud di Milano.

La cappella con la tipica struttura a capanna, con portale in legno e grata di ferro, completato sui fianchi da due finestrelle quadrangolari poste quasi a terra.

Sulla facciata si trova un affresco raffigurante San Carlo Borromeo che comunica un appestato prima che questi salga in cielo al cospetto di Dio, assistito in questo da altri santi tra cui si può riconoscere, sulla destra, San Rocco (patrono degli appestati). L'opera risalirebbe al XVII secolo, ma data la sua posizione conobbe diversi rifacimenti, tra cui uno datato al 1891 ad opera di Rodolfo Gambini (maestro e ispiratore di Paolo Bellegotti, famoso pittore arlunese che realizzò alcuni decori della Collegiata di San Vittore a Corbetta). Malgrado questi accorgimenti, oggi si è persa buona parte degli affreschi presenti esternamente alla struttura.

La cappella è divenuta recentemente un forte luogo di devozione popolare ed è giunta alla curiosità dei media grazie al ritrovamento in loco della salma di Mike Bongiorno, trafugata in precedenza.

Cappella dei Caduti[modifica | modifica sorgente]

La cappella commemorativa dei caduti delle guerre mondiali, si trova nei pressi del cimitero di Vittuone, a ridosso della cinta, gittante sul viale alberato che conduce all'ingresso principale del camposanto. La struttura, costruita originariamente come cappella per la famiglia Resta, venne in seguito donata alla parrocchia, che nel 1928 l'adibì alla commemorazione dei defunti caduti in guerra, venendo completata dopo il 1945 con l'aggiunta delle lapidi in commemorazione dei soldati della Seconda guerra mondiale. La struttura si presenta di piccole dimensioni, con portale ad arco, decorato con due colonne a lesena, architravate e decorate in stile neoclassico. Eclettico è il frontone, che riecheggia di stile greco con l'aggiunta di conchiglie e valve agli estremi del timpano. La cappella è, come si è detto, accessibile dalla strada, senza dover entrare nel camposanto, ma è per la maggior parte dell'anno chiusa al pubblico.

Cappella di San Luigi Gonzaga[modifica | modifica sorgente]

La cappella (o eremo) di San Luigi Gonzaga è il luogo di raccoglimento e preghiera dell'oratorio omonimo nel complesso del quale si trova inserita. Essa si trova nel cortile interno di Villa Annoni-Cicogna-Rossi e sorge probabilmente dove un tempo si trovava l'area rurale e delle scuderie. La struttura interna è semplice, ad un'unica navata, sovrastata da un bellissimo soffitto cassettonato seicentesco originale. Costituita negli anni '70, la cappella è stata recentemente restaurata con l'aggiunta di un affresco all'altare.

Oratorio di San Francesco (demolito)[modifica | modifica sorgente]

Anticamente esisteva a Vittuone anche un oratorio privato dedicato a San Francesco d'Assisi ed inserito all'interno del complesso di Villa Resta. Esso risaliva nelle sue forme al Settecento come il contesto architettonico in cui era inserito e sorgeva nell'ala laterale destra della villa e, per la sua posizione, era utilizzato prevalentemente come cappella privata dalla famiglia Resta, anche se godeva di un accesso pubblico che poteva essere utilizzato dai massari alle dipendenze degli aristocratici.

Quando la famiglia Moroni subentrò alla famiglia Resta, diede l'oratorio in uso alla parrocchia ma ne mantenne di fatti la proprietà e la libertà di deciderne le sorti. La cappella venne demolita negli anni '50 del Novecento in quanto la struttura era ormai cadente ed insicura anche per l'officiatura della messa. Da questo oratorio vennero però recuperate le due acquasantiere che oggi si trovano nella chiesa parrocchiale di Vittuone, oltre alle due campane che si trovavano sul piccolo campanile della cappella che sono andate ad aggiungersi al complesso campanario della parrocchia.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Villa Resta Mari[modifica | modifica sorgente]

Villa Resta dal fronte verso il giardino

Villa Resta venne eretta nel XVIII secolo su progetto di Francesco Maria Richini per conto del conte Carlo Resta che la utilizzò come casa di villeggiatura. Vittuone ospitava la famiglia Resta già dal 1643 quando il cavalier Aurelio Resta aveva acquistato ingenti proprietà e vi aveva preso una residenza.[4]

Nel 1737 la villa ospitò Maria Teresa d'Asburgo durante una sua visita nelle terre lombarde. Ai beni dei Resta, per matrimonio all'inizio dell'Ottocento, si aggiunsero anche quelli dei marchesi Olevano Confalonieri che ingrandirono il potenziale di ricchezza della famiglia che andò a rispecchiarsi in una nuova fase di evoluzione della villa. Morto senza eredi Giuseppe restanel 1872, questi nominò sue eredi le sorelle Camilla e Giulia. A quest'ultima, maritata Moroni, spettarono le proprietà di Vittuone con l'annessa villa. Il figlio di Giulia vendette poi la proprietà all'industriale Carlo Sormani che però acquistò solo l'ala padronale, lasciando ai Resta-Moroni le due ali laterali d'ingresso.

La villa si distingue ancora per il maestoso portico a colonne binate e per lo scalone di rappresentanza che conduce ai piani superiori. La facciata è caratterizzata da un corpo centrale che si snoda in due ali laterali molto lunghe che formano la vicina piazza Resta. Grandioso è anche il parco sul retro, di ridotte dimensioni, ma di gusto barocco, alterato nel periodo del romanticismo in alcune sue forme e caratterizzato ancora oggi da una splendida fontana di notevole portata, dirimpetto alla quale si trovano i complessi che ospitavano una filanda, recentemente ristrutturati.

Il cancello in ferro battuto che costituisce l'attuale ingresso della villa risale al XIX secolo, quando fu eretto in seguito allo smembramento e all'alienazione delle proprietà della famiglia Resta.[4]

L'edificio comprendeva anche una serie di complessi rurali e l'abitazione del massaro presso via Cavour, ove era presente un piccolo giardino in stile.[5]

La villa ospita oggi la direzione di un'azienda e viene aperta al pubblico in occasione di mostre e feste di paese.[6]

Villa Venini[modifica | modifica sorgente]

Uno scorcio di Villa Venini dal cortile d'onore. Si noti la caratteristica torretta piccionaia

Risalente al tardo '600 ha una presumibile origine conventuale (pare essere stata sede dell'ordine dei Benedettini). A conferma di ciò la splendida ringhiera in ferro battuto dello scalone di rappresentanza con elementi dell'araldica ecclesiastica: una spada, un cappello pretalizio ed una mazza priorale. L'aspetto attuale, seppur degradato, è frutto dei rifacimenti ottocenteschi, periodo in cui fu costruita la filanda in prolungamento dell'ala est dell'edificio.

A lungo di proprietà della casata Salazar, trasferita della Spagna a Milano al seguito delle armate spagnole di Filippo II, la villa fu venduta nel 1827 alla famiglia Venini.[4]

La villa consta di 124 ambienti, fra abitazioni e rustici, fra i quali una grande corte rustica laterale al complesso, chiusa da un grande portone prospiciente la piazza antistante la villa, un arsenale ed una scuderia capace di dodici posti per cavalli. Tra gli ambienti più caratteristici si distingue una ghiacciaia rivestita di cotto, una lavanderia, dei granai e una classica serra per gli agrumi stagionali. Come azienda agricola, il complesso possedeva anche due grandi torchi da vino, l'uno posto nella cantina e l'altro in un locale al piano terreno, ed una filanda, il tutto ad uso esclusivo dei proprietari che in questo modo avviarono una fiorente attività.

Entrando nel cortile d'onore si passa all'edificio padronale dove si possono ammirare splendide sale come una adibita al gioco del biliardo. Un grande atrio fungeva da tramite tra la corte ed il giardino e la lastricatura era realizzata in cotto, con una volta sostenuta da colonne di granito con capitelli.

Qui si trova ancora oggi uno scalone affrescato che conduce al piano nobile, il quale terminava con una scaletta in legno che consentiva di raggiungere una torretta belvedere che aveva un tempo la funzione di piccionaia. Dall'atrio si accede quindi al giardino grande, cinto da muri, il quale ha sempre mantenuto la medesima dimensione ma senza presentare questo impianto romantico che risale all'Ottocento, terminante in un cancello di ferro battuto. La villa dispone anche di un piccolo oratorio realizzato, nei particolari della pavimentazione, della volta e dell'altare, interamente in cotto e legno.[4] Il complesso conserva lo splendido parco ancora caratterizzato da numerose varietà arboree secolari e una discreta presenza faunistica come picchi, cardellini e pavoni.

Villa Annoni Cicogna Rossi[modifica | modifica sorgente]

Costruita nel XVIII secolo, la villa Annoni Cicogna Rossi occupa ancora oggi l'ala occidentale di una corte che si affaccia sulla strada conducente ad Arluno. Essa venne fatta costruire dalla famiglia Annoni che ne rimase proprietaria sino all'anno 1900 quando, per legato testamentario, il conte Aldo nominò suo erede universale il cugino conte Gian Piero Cicogna. Questi, dopo la sua morte, lasciò erede delle sue proprietà in Vittuone la moglie, la quale procedette a vendere lo stabile a Vittorio Rossi, commerciante nato a Vittuone ma residente a Milano che sfruttò per breve tempo l'abitazione come propria residenza di villeggiatura. Alla morte del Rossi, la figlia Ada decise di frazionare il complesso della villa e l'ala padronale della residenza venne acquistata negli anni '50 del Novecento dall'allora parroco don Carlo Biaggi, che vi istituì l'oratorio maschile che ancora oggi vi ha sede.

Il complesso, di modeste dimensioni, è ispirato nelle sue forme a Villa Resta, con la facciata verso il parco che ricalca fedelmente il progetto del Richini, al contrario di quella principale sulla via, uniformata alle case coloniche dell'area e di scarso stile. All'interno, interessante è il portico trabeato con soffitti a cassettoni decorati con motivi ornamentali che si affaccia sulla corte nobile, caratterizzata quest'ultima da un grazioso pozzo e da un'ammirevole balaustra in ferro battuto. Un tempo dotata di un ampio giardino andato perduto nel corso del Novecento, rimane a testimonianza della sua grandiosità il bellissimo cancello che delimitava la proprietà verso ovest.

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

La Crocetta[modifica | modifica sorgente]

La Cruséta della peste

Detta popolarmente Crusèta, essa consiste in un monumento eretto con tutta probabilità nel XVII secolo a commemorare la fine della peste, in un'area un tempo periferica al paese e oggi molto centrale. La struttura si presenta come una colonna di granito di circa cinque metri di altezza, sormontata da una croce in ferro battuto, il tutto poggiante sopra un basamento (anch'esso di granito) di forma quadrangolare decorato con croci lobate scolpite. Si ha ragione di credere che in questo luogo (o meglio nella vicina via XXIV maggio) avesse sede anche una piccola chiesa, dedicata a San Pietro, dal momento che la colonna stessa viene anche detta "di San Pietro". Della chiesa non si sono però trovate tracce consistenti, dal momento che essa è stata abbattuta in epoche remote, forse anche prima della costruzione della Crocetta.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7][8]

Provenienza della popolazione straniera residente
(dati ISTAT al 31 dicembre 2007[9])
Albania Albania 225
Romania Romania 147
Ecuador Ecuador 71
Perù Perù 50
Marocco Marocco 48
Pakistan Pakistan 31
Bulgaria Bulgaria 28
Serbia Serbia 28
Cina Cina 28
Ucraina Ucraina 25
Egitto Egitto 18
Tunisia Tunisia 11
El Salvador El Salvador 11
Algeria Algeria 9
Russia Russia 8
Moldavia Moldavia 8
Slovacchia Slovacchia 7
Croazia Croazia 7
India India 6
Polonia Polonia 5
Cuba Cuba 4
Finlandia Finlandia 3
Spagna Spagna 3
Bielorussia Bielorussia 3
Nigeria Nigeria 3
Filippine Filippine 3
Germania Germania 2
Regno Unito Regno Unito 2
Rep. Dominicana Repubblica Dominicana 2
Argentina Argentina 2
Brasile Brasile 2
Austria Austria 1
Francia Francia 1
Portogallo Portogallo 1
Lituania Lituania 1
Bosnia ed Erzegovina Bosnia-Erzegovina 1
Madagascar Madagascar 1
Mauritius Mauritius 1
Thailandia Thailandia 1
Vietnam Vietnam 1
Stati Uniti Stati Uniti 1
Colombia Colombia 1
Australia Australia 1

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 risiedevano ad Vittuone 812 cittadini stranieri, ovvero il 10,5 % della popolazione totale.[10]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto corbettese che differisce dal primo in più punti. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il corbettese, nella variante vittuonese, è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti.[11].

Religione[modifica | modifica sorgente]

Religioni a Vittuone (2007)
Cattolici
  
92,1%
Ortodossi
  
6,1%
Islam
  
1,4%
Altri
  
0,4%
Percentuale basata su un campione di 8000 persone

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente all'arcidiocesi di Milano.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio del comune di Vittuone sono presenti 125 attività industriali con 1.006 addetti pari al 41,43% della forza lavoro occupata, 126 attività di servizio con 518 addetti pari al 5,19% della forza lavoro occupata, altre 168 attività con 720 addetti pari al 21,33% della forza lavoro occupata e 16 attività amministrative con 625 addetti pari al 6,92% della forza lavoro occupata. Complessivamente risultano occupate 2.428 persone, pari al 32,26% del numero complessivo di abitanti del comune.

Nel comune è abbastanza presente ancora l'agricoltura con coltivazioni di cereali e foraggi per il bestiame, favoriti in particolare dalla presenza delle risorgive che consentono di irrigare adeguatamente il terreno. Una parte della popolazione è occupata nel settore della zootecnia, soprattutto bovina. La principale risorsa economica rimane ad ogni modo l'industria con la presenza di numerose officine metalmeccaniche, fabbriche di motori, di giocattoli e per la lavorazione delle materie plastiche, oltre a imprese edili e per la costruzione di mobili.

Impieghi e distribuzione della popolazione lavorativa al 2001
(i lavoratori sono 2.428 individui, pari al 32,26% della popolazione residente)
Tipologia Numero di addetti % sulla popolazione lavoratrice Numero di aziende
Industrie e agricoltura 1.006 41,43% 125
Servizi 518 5,19% 126
Amministrazione 625 6,92% 16
Altro 720 21,33% 168

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Vittuone è attraversata dalla ex strada statale 11 Padana Superiore, che collega Milano a Torino, affiancando numerose strade provinciali che si diramano anche nei centri vicini.

Ferrovie e trasporto pubblico[modifica | modifica sorgente]

Vittuone è servita dalla fermata ferroviaria di Vittuone-Arluno, che si trova nel territorio comunale di Vittuone, a nord del centro abitato. La stazione, posta sulla linea Torino–Milano, è servita dai treni della linea S6 (NovaraTreviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Dal 1879 al 1957 Vittuone fu servita dalla tranvia interurbana a vapore Milano–Magenta, nota come "Gamba de legn", poi sostituita da un servizio di autobus tuttora attivo che collega la città ai principali centri urbani lungo la via tra Magenta e Milano. Fino al 2008 la linea (capolinea sia a Lotto sia a Molino Dorino) è stata gestita da ATM (ex linea 420 Milano-Magenta-Cuggiono) e successivamente passata a Movibus.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci durante il Regno d'Italia Italia[modifica | modifica sorgente]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Giuseppe Resta sindaco 1863 1871 Destra storica Vittuone, 11-01-1808 Vittuone, 16-02-1872 Nobile
Giovanni Venini sindaco 1871 1882 Destra storica Milano, ? Vittuone, 25-06-1890 Archeologo e letterato. Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia[12]
Annibale Scotti sindaco 1883 1914 Destra storica Vittuone, 25-06-1858 Vittuone, 17-11-1932 Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia[13]
Carlo Roma sindaco 1915 1920 Destra storica
Erminio Milani sindaco 1920 1924 PSI
Giovanni Cairo commissario straordinario 1924 1924 Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Dante Cottone commissario prefettizio e successivamente podestà 1925 1931 Partito Nazionale Fascista Generale d'esercito, Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia[14]
Modestino Gialanella commissario prefettizio 1931 1931
Dante Cottone podestà 1932 1937 Partito Nazionale Fascista
Umberto Majerna commissario prefettizio 1937 1938
Giovanni Scotti podestà 1938 1943 Partito Nazionale Fascista
Gioacchino Perotta commissario prefettizio 1943 1944
Manfredo Spennacchio podestà 1944 1945 Partito Nazionale Fascista
Ferruccio Pozzi sindaco 1945 1945 Indipendente Morimondo, 1895 Vittuone, 20-06-1945 Fucilato

Sindaci durante la Repubblica Italiana Italia[modifica | modifica sorgente]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Angelo Fumagalli sindaco 1945 1951 Partito Socialista Italiano Vittuone 15-02-1892
Pasquale Ghidoli sindaco 1951 1955 Democrazia Cristiana Vittuone 28-08-1904
Roberto Bianchi sindaco 1955 1970 Democrazia Cristiana Vittuone 28-09-1914
Teresio Milani sindaco 1970 1975 Democrazia Cristiana Vittuone 22-04-1921
Giuseppe Baglio sindaco 1975 1988 Partito Comunista Italiano Vittuone 03-10-1928
Alberto Adria commissario prefettizio 1988 1989
Alberto Adria commissario straordinario 1989 1989
Giuseppe Baglio sindaco 1989 1998 Partito Comunista Italiano/Partito Democratico della Sinistra/Democratici di Sinistra Vittuone 03-10-1928
Carlo Portaluppi sindaco 1998 2007 Lista civica di Centro-Destra Vittuone 09-09-1934
Enzo Maria Tenti sindaco 2007 7 maggio 2012 Coalizione di Centro-Destra Tradate 05-04-1966
Fabrizio Bagini sindaco 7 maggio 2012 in carica Coalizione di Centro-Sinistra Milano 03-05-1955

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nella città sono presenti le sedi di associazioni sportive tra cui:

  • Atletica '99
  • C.S. Sportivo Vittuone (fondato nel 1946), con centro sportivo provvisto di 4 campi da calcio
  • Polisportiva Oratoriana Vittuone, società calcistica con sede presso l'Oratorio S.Luigi
  • A.S.BasketTiAmo Vittuone
  • A.S.D. Rugby Sant'Anna Vittuone

Inoltre, sono presenti anche due campi da calcetto in erba sintetica con attiguo campo da tennis, coperto ed anch'esso in erba sintetica, campo da basket coperto nella sede della scuola (campo di allenamento della squadra di basket) ed infine, all'oratorio, emergono i nuovissimi campi da calcetto in sintetico, con anche campi da calcio da 11 e da 7, campo da basket e campo da pallavolo in cemento.

Cronistoria recente[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Vittuone
  • 2005-06 - 1° in Prima Categoria. Promosso in Promozione.
  • 2006-07 - 5° nel girone F di Promozione. Perde i play off contro il Naviglio Trezzano.
  • 2007-08 - 11° nel girone G di Promozione. Vince lo spareggio salvezza contro il Frigirola.
  • 2008-09 - 12° nel girone G di Promozione. Vince lo spareggio salvezza contro la Medese.
  • 2009-10 - 2° nel girone G di Promozione. Ripescato in Eccellenza.
  • 2010-11 - 18° nel girone A di Eccellenza. Retrocesso in Promozione.
  • 2011 - in estate cambia denominazione in Accademia Calcio Corbetta Vittuone.
  • 2011-12 - 2° nel girone G di Promozione.
  • 2012-13 - 1° nel girone G di Promozione. Promosso in Eccellenza.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Il comune conta un asilo nido privato, tre scuole materne di cui una privata, due scuole elementari, una scuola media. Vi ha sede inoltre l'Istituto di Istruzione Superiore Statale "E. Alessandrini", comprendente il Liceo Scientifico-Tecnologico e l'Istituto Tecnico Industriale.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Una scena di Noeuv febrar Santa Pulonia della Compagnia Teatrale Vittuonese

La Compagnia Teatrale Vittuonese, fondata nel 1973, è costituita da attori dilettanti che sono arrivati ad essere oltre 200 nel corso della storia del gruppo. Nei 40 anni di attività la Compagnia ha allestito 20 spettacoli con oltre 140 repliche. Dopo l'ingresso nella compagnia di Antonio Corno, il repertorio si è arricchito dalle traduzioni in dialetto vittuonese di alcune commedie di Carlo Goldoni. L'ultimo spettacolo rappresentato dalla Compagnia nel corso del 2013 è la commedia brillante "Arsenico e vecchi merletti".

Personalità nate a Vittuone[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Vittuone[modifica | modifica sorgente]

  • Rodolfo Gambini, pittore (XIX secolo)
  • Giacomo Moraglia, architetto (XIX secolo)
  • Carlo Annoni, parroco di Vittuone, storico e archeologo (XIX secolo)
  • Giovanni Treccani, industriale e senatore del Regno d'Italia, fondatore del "Cotonificio Valle Ticino" e della famosa enciclopedia (XX secolo)
  • Giulio Natta, premio nobel, soggiornò da sfollato alla cascina Marzorata (XX secolo)
  • Alessio Rimoldi (4 luglio 1976), atleta vincitore della medaglia d'oro ai Campionati Mondiali militari di Beirut del 2001

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il cardinal Tettamanzi, a Vittuone nel maggio 2012 durante le celebrazioni per la festa patronale della Santa Croce.
  • Prima o seconda domenica di maggio (se cade dopo il terzo giorno del mese): Festa della Santa Croce - fiera ed istituzioni cavalleresche dell'"Ordine della Santa Croce" ai benemeriti della parrocchia
  • Terza domenica di ottobre: Festa della Beata Vergine del Rosario.
  • Da inizio giugno a fine agosto: Vittuone estate - manifestazione estiva di cultura e spettacolo che comprende concerti di musica, film all'aperto, balli e spettacoli.

Ogni giovedì si tiene il mercato presso Piazza don Giovanni Sironi.

Ad accompagnare celebrazioni pubbliche e processioni religiose, si affianca spesso il corpo bandistico "Giuseppe Verdi", costituito nel 1897.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La Bogia dòra[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Vittuone è divenuto famoso anche per il soprannome di Bogia dòra. La Bogia dòra (letteralmente Palla dorata) è una caratteristica peculiare del Campanile della Chiesa dell'Annunciazione, sovrastato da una grande sfera di rame ricoperta di lamine di oro massiccio, completata al vertice da una croce di bronzo dorato. Il progetto, che ricordava molto quello della sfera d'oro della cupola del Duomo di Firenze, fu molto apprezzato all'epoca della costruzione del campanile e divenne un segno di orgoglio per gli abitanti del paese.

Cercino[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni '50 del XX secolo si è diffuso in paese uno strettissimo legame con la città di Cercino (SO). Moltissimi vittuonesi hanno infatti acquistato case di villeggiatura a Cercino, in Valtellina, un modo per sentirsi "sempre a casa" anche in vacanza. Più volte nel corso degli anni sono stati organizzati scambi culturali tra i due paesi.

Il ritrovamento della salma di Mike Bongiorno[modifica | modifica sorgente]

Vittuone è stato il luogo del ritrovamento della salma del celebre presentatore Mike Bongiorno dopo quasi un anno dalla sua sparizione, l'8 dicembre 2011.

L'aria da Vituon[modifica | modifica sorgente]

A Vittuone è stata dedicata una canzone in dialetto

L'aria da Vituon

L'aria da Vituon l'è spèsa cumè la nebia che gh 'em dai nostar part e la duminiga quand ta ve a mèsa la ta pasa i pulmon da part a part. L'e fa da tanti ropp miscià sùinsema da udur da gent, da stall e da curtil cume al minestron ca fa la nona cun tutt i verdur dal mes d'april.

Gh'è denter un tuchel da vila Resta un toch de Lasarètt cu'l funtanin i pass di tusanètt che quand l'è festa van in gir sota brasc al murusin.

Un such da des ca sa cumprava in dal Ginela la crus dal Palo e un'ungia da Samal l'udur di castegn in la padela i girament in lett quand canta al gall. Dal parch dala Venini gh'è una foeuia par tùtt i matrimoni un gran de ris e dala gent gh'è dentar la gran voeuia da fa un quaicoss par vùtà i amis.

Al nus dal Scell e i prà da la stasion che adess gh'in pù ma gh'eran ai me temp gh'è dentar anca un tòch da circulon e tut al laurà ch'hann fa i nòst gent.

Da l'Uratori vecc una gasusa la strencia dal curaa al curtin di vacch di vecc gh'è dentar la fadiga e al caminà pian pian cumè da stràch. Ma suratùtt gh'è dent un tòch da coeur da quei ch'hann piangiù e ch'hann ridù da quei ca nàs, da quei che inveci moeur Bogia d'Ora cume ti ga n'è in gir pù.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it.
  3. ^ Sulla posizione di questa chiesa tanto si è discusso anche perché non ci sono fonti certe della sua esistenza. Essa era probabilmente collocata nella posizione della vecchia parrocchiale, o presso la Cascina Garascia (oggi demolita) o presso l'area Crocetta.
  4. ^ a b c d Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone (1997)
  5. ^ Andrea Balzarotti, Studi sul complesso rurale di Villa Resta, Corbetta, 2007
  6. ^ villarestamari.com
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ fino al 1861: Archivio Parrocchiale di Vittuone
  9. ^ DEMO ISTAT
  10. ^ dati Istat
  11. ^ Si veda in particolare (IT) Livio Aina, 'Ndèm dònn - quando a Corbetta parlavano le campane, 2004.
  12. ^ Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997. Il figlio di Giovanni, Antonio, ottenne il titolo di nobile nel 1929. Giovanni era fratello del senatore Eugenio Venini.
  13. ^ Mario Comincini, "Il territorio tra Milano e il Ticino - Studi storici: società, economia e arte", ed. In Curia Picta, Corbetta, 2007.
  14. ^ Mario Comincini, "Il territorio tra Milano e il Ticino - Studi storici: società, economia e arte", ed. In Curia Picta, Corbetta, 2007. Durante la Prima guerra mondiale, col grado di Tenente Colonnello, ebbe il comando del 1º battaglione della 59º reggimento di fanteria nella brigata "Calabria" della IV armata dell'esercito.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997
  • Massimo Salamone e Denise Villa, All'ombra del gelso, Comune di Vittuone, Vittuone, 2000
  • Antonio Corno e Adelio Valneri, Vituon Bell Bell, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2000
  • Teresio Fraviga e Antonio Corno, Fabbriche vittuonesi XX secolo, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]