Josquin Desprez

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« Gli altri maestri devono fare come vogliono le note, ma Josquin è il padrone delle note, che hanno dovuto fare come vuole lui »
(Martin Lutero)
Josquin Desprez

Josquin Desprez, trascritto anche Des Prés o Desprès (1450 circa – Condé-sur-l'Escaut, 27 agosto 1521), è stato un compositore franco-fiammingo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È uno dei più grandi rappresentanti della scuola franco fiamminga, con i contemporanei Heinrich Isaac, Jacob Obrecht e Pierre de La Rue.

Nacque verso il 1450, probabilmente nei dintorni di Saint-Quentin, in Piccardia. Fu adottato nel 1466 dalla famiglia degli zii Lebloitte, che avevano Desprez come soprannome di famiglia, a Condé-sur-l'Escaut, dove il compositore trascorrerà gli ultimi vent'anni della sua vita. È accertato che non fosse nato a Condé, dal momento che l'atto di morte, redatto proprio a Condé, lo dichiara aubain, cioè straniero. Studiò a Saint-Quentin [1], dove era fanciullo cantore presso la basilica reale. Il primo impiego di cui abbiamo notizia certa è ad Aix-en-Provence tra il 1477 e il 1478, come cantore della cappella di Renato d'Angiò[2][3].
Tra il 1483 e il 1484, entrò a servizio della corte milanese degli Sforza: al seguito del cardinale Ascanio Sforza, fu probabilmente a Roma nel 1484-85 e a Parigi nel 1489. Formalmente, il compositore era "cantore ducale", cioè al servizio del giovane duca Gian Galeazzo Sforza, ma di fatto il governo del ducato era fermamente nelle mani di Ludovico il Moro, fratello maggiore del duca e reale patrono di Josquin[2].
Tra 1489 e il 1495 circa, Josquin prestò servizio presso la cappella pontificia a Roma[2]. Dopo alcuni viaggi in Francia, si trasferì per un certo periodo a Ferrara per servire Ercole I d'Este. Per lui scriverà la messa Hercules dux Ferrarie il cui tenor è tratto dalle vocali del nome del committente (è formato cioè dalle note il cui nome contiene tali vocali: Re-Ut-Re-Ut-Re-Fa-Mi-Re, tenendo presente che all'epoca la nota Do si chiamava ancora Ut). Dopo il 1505 si trasferì in Francia, non smettendo comunque di viaggiare. Morì a Condrè-sur-l'Escaut nel 1521.

Autore di una ventina di messe, composte secondo varie tecniche (come la messa su cantus firmus, la messa parafrasi, la messa parodia) e basate anche su musiche profane come la celebre melodia L'homme armé, un centinaio di mottetti, oltre 50 opere vocali profane (chansons e frottole) in francese e italiano, Desprez fu punto di riferimento per tutti i contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da Lutero, Palestrina e Orlando di Lasso. La sua importanza è indicata anche dal fatto che lo stampatore Ottaviano Petrucci dedicò alle sue messe ben tre libri nei primi due decenni del XVI secolo. La fama di Josquin fu tale che in molti vollero pubblicare musiche firmate col suo nome per favorirne il successo. Va quindi considerato che una composizione a lui attribuita da una fonte del XVI secolo può non essere sua.

Tra le sue messe, oltre alla Hercules dux Ferrarie e alle due messe L'homme armé (Missa l'homme armé sexti toni e Missa l'homme armé super voces musicales), ricordiamo la Missa de beata Virgine, la Missa La sol fa re mi, e la Missa Pange lingua, che è probabilmente l'ultima da lui scritta. Anche i contemporanei Antoine Brumel e Isaac scrissero Missae de beata Virgine. Tra i suoi mottetti, il mottetto per il periodo natalizio Praeter rerum seriem a sei voci, il Miserere a cinque voci, Ave Maria, Virgo serena a quattro voci e Tu solus qui facis mirabilia a quattro voci. Come il contemporaneo Pierre de La Rue e altri musicisti fiamminghi, ad esempio Johannes Ockeghem, Josquin utilizzò abbastanza spesso la scrittura in canone.

Il vasto repertorio profano abbraccia svariate tematiche, sia francesi che tipicamente italiane, tra cui quella popolare o quella della frottola; non si possono quindi non citare brani celeberrimi quali Mille regretz, El Grillo, Baisé moy, ma doulce amye, En l'hombre d'ung boissonet, Scaramella va alla guerra, In te Domine speravi, per trovar pietà, e molto altro.

Per la chiarezza espressiva e per l'equilibrio presente fra il testo e la musica, peraltro sostenuta da felice invenzione melodica e ampia conoscenza del contrappunto, egli può essere considerato come il più rappresentativo musicista del Rinascimento. La sua opera si mostrò aperta a tutte le forme e tutte le tecniche note al suo tempo, quindi appare sia una sintesi di una cultura musicale, sia un'anticipazione dei percorsi evolutivi della polifonia europea.[4]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claude Hémeré, Tabella chronologica decanorum... ecclesiae S. Quintini, Parigi, 1633, pp. 159-162.
  2. ^ a b c Macey, Noble, op. cit.
  3. ^ L'ipotesi avanzata dalla musicologia della fine del XIX secolo secondo cui il Judochus de Picardia o Juschinus de Frantia, che era impiegato come cantore adulto (biscantor) presso il Duomo di Milano dal 1459 al 1472 e nella cappella del duca Galeazzo Maria Sforza dal 1473 al 1498, fosse il Nostro, è stata dimostrata priva di fondamento. Si veda in merito (EN) L. Matthews, Merkley P., Iudochus de Picardia and Jossequin Lebloitte dit Desprez: the Names of the Singer(s) in Journal of Musicology, vol. 16, Berkeley, CA, University of California Press, 1998, pp. 204, 215, 224-225.
  4. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.IV pag.168-169

Registrazioni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • D. Fallows, Josquin. Turnhout: Brepols Publishers, 2009, ISBN 978-2-503-53065-9
  • H. Osthoff, Josquin Desprez, Schneider, Tutzing 1959-61
  • L. Lockwood (a cura di), Proceedings of the First Josquin Festival Conference, Oxford University Press, New York - Oxford 1976.
  • R. Sherr (a cura di), The Josquin Companion, Oxford University Press, Oxford 2001.
  • C. Fiore, Josquin des Prez, L'Epos, Palermo 2003. ISBN 88-8302-220-3
  • Patrick Macey, Jeremy Noble, Josquin (Lebloitte dit) des Prez [Josse, Gosse, Joskin, Jossequin, Josquinus, Jodocus, Judocus, Juschino; Desprez, des Près, des Prés, de Prés, a Prato, de Prato, Pratensis] in The new Grove dictionary of music and musicians, 2ª ed., Stanley Sadie, 2001.

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