Basilica di Santa Tecla

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°27′51″N 45°27′51″E / 45.464023°N 45.464023°E / 45.464023; 45.464023

1leftarrow.pngVoce principale: Duomo di Milano.

Le rovine dell'abside della Basilica.

La basilica di Santa Tecla a Milano era un'antica basilica paleocristiana, oggi non più esistente se non in minime parti, in particolare relative alla zona absidale. Le porzioni superstiti sono sotto il sagrato del Duomo di Milano e sono visitabili.

Era una basilica a cinque navate. Dai rilievi e dagli studi[1] effettuati pare avesse una lunghezza totale di 80,80 metri e una larghezza di 45,30 metri.

Storia [modifica]

Secondo alcuni studiosi fu costruita forse per volere dell'imperatore romano Costante I (figlio di Costantino I) nel 345 col nome Basilica Maior e la sua fondazione risalirebbe, quindi, al periodo preambrosiano, molto probabilmente intorno al 350, ai tempi del vescovo Eustorgio o del vescovo Dionigi. Secondo questa ipotesi sarebbe una delle chiese del complesso cattedrale citate in una celebre lettera inviata nel 386 da Ambrogio alla sorella Marcellina.[1].

Altri studiosi la riferiscono al periodo ambrosiano o forse più tardi [2].

Fu distrutta da Attila nel 452 e ricostruita più modestamente, venendo poi intitolata a santa Tecla solo nel VIII secolo; nel corso del Medioevo fu poi restaurata più volte per guerre, incendi e semplici interventi di mantenimento.

Ormai pericolante, fu demolita, su decreto (1458) del vescovo Carlo da Forlì, per dare spazio alla fabbrica del duomo di Milano, che divenne la nuova cattedrale di Milano. Nel 1461, lo stesso vescovo Carlo Nardini da Forlì si preoccupò della solenne traslazione nella nuova cattedrale della reliquia del Santo Chiodo della crocifissione di Cristo, fino ad allora conservata in Santa Tecla.

Note [modifica]

  1. ^ a b Fiorio, Maria Teresa. Le Chiese di Milano. Milano, Mondadori Electa, 2006. ISBN 8837037635
  2. ^ Lusuardi Siena, Silvia. Il gruppo cattedrale, in La città e la sua memoria. Milano e la tradizione di Sant'Ambrogio. Milano, Electa, 1997, pp. 36-37. ISBN 8843560107

Altri progetti [modifica]