Giovanni Aldini

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Giovanni Aldini

Giovanni Aldini (Bologna, 10 aprile 1762Milano, 17 gennaio 1834) è stato un fisico italiano.

Nipote di Luigi Galvani, docente presso l'Università di Bologna dal 1798, dove prese il posto del suo maestro Sebastiano Canterzani; incentrò i suoi studi sulle applicazioni dell'elettricità in campo medico e sull'illuminazione, sviluppando la costruzione di fari e dispositivi antincendio. Nel 1807 pubblicò a Londra uno studio sul galvanismo intitolato An account of the late improvements in Galvanism nel quale asserisce che in determinate condizioni sarebbe possibile riportare in vita un cadavere mediante stimoli elettrici, una teoria che troverà poi spazio nel romanzo Frankenstein, di Mary Shelley.[1] Sempre mediante stimoli elettrici, durante i suoi spettacoli, induceva movimenti spasmodici ai muscoli facciali, alle braccia e alle gambe di esseri umani e di animali.

Scrisse numerosi trattati in varie lingue, tra le quali l'inglese ed il francese.

Illustrazione degli esperimenti di Giovanni Aldini su cadaveri.

Molti suoi esperimenti furono giudicati spettacolari ed anche raccapriccianti (eseguiti su cadaveri).

Voleva riuscire a far resuscitare i morti, ma in quasi tutta l'Europa i condannati a morte venivano decapitati. Allora si spostò a Londra nel 1803, poiché era il posto più vicino dove venivano impiccati. Nelle carceri trovò un uomo che definiva ideale per i suoi esperimenti: George Forrest, accusato di aver ucciso moglie e figlia che però probabilmente la moglie aveva ucciso la piccola e poi si era suicidata[senza fonte]. Ma non era stato ancora condannato. Aldini comprò i giudici, e l'uomo fu impiccato. Aldini allora eseguì un esperimento pubblico sul cadavere utilizzando una grande pila, shokando i presenti a tal punto da provocare (indirettamente) la morte del suo assistente la notte stessa per infarto, dovuto con ogni probabilità al terrore scaturito in lui dopo l'esperimento (sebbene alcuni pensano che, dopo che Aldini era uscito, il morto avesse ripreso veramente vita, e si era mostrato a lui). Nel detto esperimento il cadavere ricominciò a respirare ed il suo cuore a battere. Per gli scienziati, Aldini riuscì per pochissimo tempo a riportare in vita il cadavere corporalmente, ma il cervello era comunque morto, e gli stimoli di movimento era necessario immetterli dall'esterno.

Grazie ai denari da lui lasciati fu fondata una scuola di scienze naturali a Bologna. Insieme a Luigi Galvani, fu di grande ispirazione per Mary Shelley nella creazione del libro di Frankenstein. [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PDF) http://www.apav.it/mat/tempolibero/cinemaematematica/futurofiaba/allegatoilromanzo.pdf
  2. ^ (EN) http://corrosion-doctors.org/Biographies/AldiniBio.htm

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