Carceri

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Carceri
comune
Carceri – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Sindaco Tiberio Businaro (Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°12′00″N 11°37′00″E / 45.2°N 11.616667°E45.2; 11.616667 (Carceri)Coordinate: 45°12′00″N 11°37′00″E / 45.2°N 11.616667°E45.2; 11.616667 (Carceri)
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 9,73 km²
Abitanti 1 616[1] (31-12-2010)
Densità 166,08 ab./km²
Comuni confinanti Este, Ospedaletto Euganeo, Ponso, Vighizzolo d'Este
Altre informazioni
Cod. postale 35040
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028022
Cod. catastale B749
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti carceresi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Carceri
Posizione del comune di Carceri all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Carceri all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Carceri (Càlzare in veneto[2]) è un comune di 1.619 abitanti della provincia di Padova.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Le origini[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome 'Carceri' è ancora incerta, ma di sicuro non fa riferimento alla presenza di antiche prigioni: il nome potrebbe risalire al termine Carceres, cioè piccole stalle, recinti per cavalli, anche se carceres significava anche pozzi per la raccolta dell'acqua, nonché piccole celle, con riferimento alle stanze con un letto ed inginocchiatoio che si affacciavano sui chiostri dell'Abbazia. La tesi più accreditata fa risalire il nome a calcĕus, cioè i calzari che i frati camaldolesi usavano vestire nei tre secoli di insediamento nell'Abbazia di Santa Maria, tant'è che nel linguaggio dialettale si usa ancora dire Calzare per fare riferimento al Comune di Carceri.

Monumenti, opere d'Arte e luoghi di interesse artistico[modifica | modifica sorgente]

Abbazia di Carceri - 24 colonnine del chiostrino
Abbazia di Carceri - grande chiostro del XVI secolo

L'abbazia di Santa Maria, che comprende il monastero camaldolese e la foresteria, rappresenta l'unica attrazione turistica di Carceri.

L'abbazia nacque sulle ceneri di una vecchia chiesa, nel 1189 quando i canonici Portuensi consacrarono la nuova chiesa che avevano edificato sulla chiesa preesistente, antecedente all'anno Mille, cui è ancora conservato il battistero, sostituendo il primitivo edificio con un'ampia aula romanica a tre navate. I monaci agostiniani vi rimasero infatti fino al 1407 e la loro attività fu preziosissima per la bonifica delle terre, la costruzione di strade e di argini di contenimento delle acque ed in definitiva per il popolamento delle campagne di questa zona della provincia di Padova, che era spesso soggetta ad inondazioni dell'Adige. Gli agostiniani lasciarono però Carceri in seguito a numerose carestie e pestilenze che decimarono la comunità. Del periodo è rimasto un chiostrino di 24 colonnine in marmo rosso di Verona, variamente abbinate e composite, che sostengono altrettanti capitelli e archetti formando una struttura leggera ed elegante ma allo stesso tempo tanto robusta da sostenere una parete in muratura massiccia e pesante. È un po' un'anticipazione di ciò che avverrà in Palazzo Ducale a Venezia, dove porticati al piano terra costruiti con strutture leggere e aggraziate reggono l'enorme massa muraria dei saloni soprastanti.

Nel 1407 papa Gregorio XII trasferì il possesso e la cura della chiesa e del monastero al monaci camaldolesi che la ressero fino alla fine del XVII secolo. Essi continuarono l'opera di bonifica delle terre, ampliarono le strutture dell'abbazia dotandola di quattro chiostri, costruirono la biblioteca e vi costituirono una vera e propria Accademia di Studi. L'abbazia divenne quindi un centro di potere temporale e spirituale tra i più importanti del Veneto. Del periodo camaldolese rimangono il grande chiostro del XVI secolo, la navata della chiesa ed il coro, la foresteria, parte della biblioteca cui, dispersi i preziosi volumi, rimangono i locali oggi denominati sala degli affreschi.

Nel 1690 papa Alessandro VIII mise all'asta l'abbazia per ricavarne fondi al fine di finanziare le campagne militari dei Veneziani contro i turchi che minacciavano l'integrità dell'Europa. L'intero complesso fu acquistato dalla famiglia Carminati che a sua volta in seguito la cedette in locazione. A causa dei continui passaggi di proprietà l'abbazia lentamente decadde, fu oggetto di saccheggi, furti, spoliazioni, privata di tutto ciò che poteva servire ai poveri abitanti della zona. L'abbazia stessa e le sue adiacenza vennero trasformate in una grande fattoria ed adattate alle nuove esigenze. Del periodo in cui fu proprietà della famiglia Carminati restano la villa (oggi canonica) il cui piano nobile è decorato da affreschi ed intarsi. Nel 1951 i conti Carminati donarono quanto rimaneva di tutto il complesso edilizio alla parrocchia di Carceri.

Da metà degli anni novanta un gruppo di volontari è impegnato alla ristrutturazione del monastero e della foresteria per riportare l'Abbazia al suo antico splendore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 141.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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