Jack Nicholson

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Jack Nicholson, nome d'arte di John Joseph Nicholson (Neptune City, 22 aprile 1937), è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

È l'attore che detiene il record di candidature al Premio Oscar ben 12, e 3 vinti: due come miglior attore protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo e Qualcosa è cambiato e uno come miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza. Con 18 nomination e 7 vittorie è l'attore che detiene il record sia di vittorie che di candidature ai Golden Globe.È considerato uno dei più grandi attori della storia del cinema e nel corso della sua carriera si è cimentato in interpretazioni di altissimo livello, lavorando con grandi registi quali Stanley Kubrick, Tim Burton, Warren Beatty e molti altri.

Tra i suoi film più famosi ci sono anche Easy Rider, Cinque pezzi facili, L'ultima corvè, Chinatown, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Shining, Il postino suona sempre due volte, Reds, Voglia di tenerezza, Codice d'onore, Qualcosa è cambiato e tanti altri.

Nel 1994 gli è stato assegnato un Life Achievement Award dall'American Film Institute per il proprio contributo nella storia del cinema statunitense.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson nel ruolo di Wilbur Force ne La piccola bottega degli orrori (1960)

Nicholson nasce a Neptune City, nel New Jersey, il 22 aprile 1937 da Donald Furcillo, uno showman statunitense di origini italiane, e da June Nicholson, studentessa statunitense di origini irlandesi, inglesi ed olandesi.

Jack Nicholson venne a conoscenza della verità sulla propria famiglia solo nel 1974, all'età di trentasette anni, grazie ad un giornalista del noto quotidiano Time, che stava facendo delle ricerche su di lui. L'attore scoprì così di essere figlio di June Nicholson, la donna che aveva sempre creduto essere sua sorella, mentre quella che credeva fosse sua madre era in realtà sua nonna. Il vero padre di Nicholson era un alcolista di origini italiane, che abbandonò June subito dopo il parto, avvenuto quando la ragazza aveva 17 anni[1][2][3].

A diciassette anni decide di trasferirsi a Los Angeles, dove inizia la sua carriera nel mondo del cinema, partecipando ai corsi di arte drammatica di Jeff Corey, tenuti da Martin Landau.

Nel frattempo incontra e stringe amicizia con diversi personaggi, tra i quali Dennis Hopper, Harry Dean Stanton e Roger Corman, il che gli permette di esordire sul grande schermo nel 1958 con un ruolo da protagonista in The Cry Baby Killer. Nel 1960, lavora ancora con Corman nel film La piccola bottega degli orrori.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

I primi successi[modifica | modifica sorgente]

Il primo successo arriva nel 1969 con Easy Rider, un film-manifesto per quegli anni. La sua interpretazione di George Hanson, un avvocato alcolizzato in cerca di nuove emozioni, resa celebre da uno strampalato discorso sui Venusiani, ottiene una nomination all'Oscar come "miglior attore non protagonista". In Easy Rider, Nicholson lavorerà al fianco di Dennis Hopper attore, regista e co-sceneggiatore del film insieme a Peter Fonda.

Negli anni settanta non nasconde l'uso di stupefacenti, e si schiera politicamente contro la guerra del Vietnam, manifestando contro il governo statunitense. Nicholson, all'epoca, è infatti molto impegnato politicamente. Una passione, quella per la politica, che gli resterà anche negli anni a venire tanto che presenzierà, anni dopo, nel 1992, all'insediamento alla Casa Bianca del presidente Bill Clinton candidato dal partito democratico vincente dopo dodici anni di governo repubblicano.

Gli anni settanta e il primo Oscar[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson nel 1981

Dopo Easy Rider la sua carriera viene lanciata improvvisamente, e diventa uno degli attori più richiesti ad Hollywood. Col successo ottenuto per l'interpretazione nel film infatti, Nicholson decise di proseguire la carriera di attore che in quel periodo voleva abbandonare per fare il regista. Il passo successivo vede Nicholson interpretare Robert Eroica Dupea in Cinque pezzi facili, interpretazione che gli vale una nomination per l'Oscar al miglior attore; poi, dopo esser stato diretto da Mike Nichols in Conoscenza carnale, è protagonista nel 1973 de L'ultima corvè, interpretazione che gli vale un'altra candidatura per l'Oscar al miglior attore.

Nel 1974 Nicholson interpreta il detective Jake "J.J." Gittes, accanto a Faye Dunaway, diretto da Roman Polanski in uno dei massimi capolavori del regista: Chinatown; la parte gli permette di vincere un Golden Globe come miglior attore protagonista (e il film si aggiudica anche miglior film, regia e sceneggiatura, bissando i premi, ad eccezione del miglior film, ai BAFTA Award 1975), il film arriva così come super favorito agli Oscar dello stesso anno con ben undici nomination, tra cui miglior film, regia, attore, attrice, e sceneggiatura, ma la sorte vuole che tra Chinatown e la statuetta dorata si interponga Il Padrino parte II, di Francis Ford Coppola che, pure essendo candidato in meno categorie, riesce a strappare sei Oscar tra cui miglior film e regia; unico premio per Chinatown è la miglior sceneggiatura originale e Nicholson viene battuto da Art Carney in Harry e Tonto.

L'anno seguente viene diretto da Michelangelo Antonioni in Professione: reporter e nello stesso anno, 1975, riesce finalmente a strappare all'Academy il premio Oscar come migliore attore protagonista per la straordinaria interpretazione di Randle Patrick McMurphy in Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman che si aggiudica le cinque statuette più importanti (film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale).

Stella di Jack Nicholson sulla Hollywood Walk of Fame.

Gli anni ottanta e il secondo Oscar[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo del film, Nicholson è diretto da Elia Kazan in Gli ultimi fuochi e nel 1980 arriviamo ad una delle sue migliori interpretazioni di sempre: quella di Jack Torrance in Shining di Stanley Kubrick. Poi viene diretto da Warren Beatty in Reds (nomination all'oscar come migliore attore non protagonista) finché non si arriva nel 1983 quando, diretto dall'amico James L. Brooks vince nuovamente il premio Oscar come miglior attore non protagonista per Voglia di tenerezza, film che si aggiudica anche miglior film, miglior regia e attrice. Nel 1989 interpreta lo psicopatico Joker nel film Batman di Tim Burton. Per questa interpretazione Nicholson guadagnò 60 milioni di dollari, entrando a far parte del Guinnes World Record come l'interpretazione più pagata nel mondo del cinema.

Passano gli anni e le interpretazioni dell'attore sono sempre di altissimo livello, ciò dimostrato dai numerosi premi e nomination al premio Oscar che riceve (L'onore dei Prizzi, Ironweed e Codice d'onore).

Gli anni novanta e il terzo Oscar[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 Nicholson collabora di nuovo con il regista Tim Burton nel film Mars Attacks! nel quale interpreta due personaggi:il Presidente degli Stati Uniti D'America Jim Dale e l'immobiliarista di Las Vegas Art Land. Tuttavia, i dirigenti degli studios erano contrari all'idea di far morire il personaggio di Jack,così Tim Burton decise di far interpretare due personaggi a Jack e di farli morire entrambi.

Tuttavia,non tutte le sue interpretazioni ricevettero critiche positive.Infatti Jack ottenne un Razzie Awards per il peggior attore per Hoffa - Santo o mafioso? e per La gatta e la volpe. Nonostante ciò, l'attore, grazie a quel film, ottenne anche un Golden Globe.

Poi nel 1997 viene nuovamente diretto da James L. Brooks, questa volta però come protagonista, in Qualcosa è cambiato, dove vince per la terza volta (record assoluto) il Premio Oscar.

Gli anni recenti[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson a Cannes nel 2001

Nel 1997, dopo l'oscar e il successo, forse stanco, decide di allontanarsi dalle scene per un po' di tempo. Ritorna nel 2001 con La promessa, diretto da Sean Penn, dove offre una buona prova, in un cast pieno zeppo di celeberrimi attori tra i quali Benicio del Toro, Patricia Clarkson, Aaron Eckhart, Helen Mirren e tanti altri. L'anno successivo è lo straordinario protagonista di A proposito di Schmidt, dove la parte di Warren Schmidt, letteralmente disegnata su Nicholson, gli permette un'altra volta di arrivare super favorito ai Golden Globes (che vince) e agli oscar dove trova però alcuni monumenti del cinema come Daniel Day-Lewis e Michael Caine; a sorpresa vince Adrien Brody protagonista de Il pianista di Roman Polanski.

L'anno dopo è protagonista di due commedie: Terapia d'urto di Peter Segal accanto ad Adam Sandler e Tutto può succedere - Something's Gotta Give di Nancy Meyers accanto a Diane Keaton.

Per un paio d'anni si riposa per poi tornare nel 2006, collaborando per la prima volta con Martin Scorsese, per The Departed, dove interpreta un pazzo e luciferino boss di origine irlandese braccato dalla polizia: Frank Costello (non l'omonimo boss esistito, ma un personaggio che si ispira a James J. Bulger).

Nel film Non è mai troppo tardi (2007) interpreta la parte di un vecchio e sarcastico miliardario Edward Cole, scopertosi malato terminale di cancro, dove ha per compagno di stanza d'ospedale Morgan Freeman, anch'egli malato terminale di cancro.

Nel 2010 torna sul grande schermo recitando in Come lo sai (How Do You Know), sotto la regia di James L. Brooks.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson durante la partita Lakers vs Nuggets

È un sostenitore del Partito Democratico statunitense[4], e per le presidenziali del 2008 ha appoggiato la candidatura di Hillary Clinton. È uno sfegatato tifoso dei Los Angeles Lakers, squadra di basket dell'NBA e dei New York Yankees, squadra di baseball dell'MLB.

Nicholson è stato sposato una volta, dal 1962 al 1968, con Sandra Knight, da cui ha avuto una figlia, Jennifer (1962). Nel 1981 ha un'altra figlia, Honey, dalla relazione con l'attrice danese Winnie Hollman. Dal 1973 al 1989 è stato legato all'attrice Anjelica Huston, che lo lasciò quando scoprì che Nicholson stava per avere un figlio da un'altra donna, Rebecca Broussard, dalla quale poi, di fatto, avrà Lorraine (1990) e Raymond (1992).

È stato per decenni vicino di casa di Marlon Brando; dopo la sua morte, ne ha acquistato la villa, tuttavia manifestando in seguito l'intenzione di abbatterla[5][6][7].

Jack Nicholson venne a conoscenza della verità sulla propria famiglia solo nel 1974, all'età di trentasette anni, grazie ad un giornalista del noto quotidiano Time, che stava facendo delle ricerche su di lui. L'attore scoprì così di essere figlio di June Nicholson, la donna che aveva sempre creduto essere sua sorella, mentre quella che credeva fosse sua madre era in realtà sua nonna. Il vero padre di Nicholson era un alcolista di origini irlandesi, che abbandonò June subito dopo il parto, avvenuto quando la ragazza aveva 17 anni[8][9][10].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson alla cerimonia in cui Dennis Hopper ottenne la stella della Hollywood Walk of Fame nel 2010
Impronte di Jack Nicholson al Grauman's Chinese Theatre di Hollywood, datate 1974

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Jack Nicholson è uno degli attori maggiormente premiati nella storia del cinema.

Premio Oscar[modifica | modifica sorgente]

Golden Globe[modifica | modifica sorgente]

Premio BAFTA[modifica | modifica sorgente]

Nominato 7 volte dal British Academy of Film and Television Arts, ha ottenuto tre riconoscimenti:

Festival di Cannes[modifica | modifica sorgente]

Nominato due volte ottiene il riconoscimento nel 1974 quale miglior attore per L'ultima corvè

David di Donatello[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Nicholson è stato doppiato da:

  • Michele Gammino in Verso il sud, Il postino suona sempre due volte, Reds, Frontiera, Terrore in sala, Codice d'onore, Wolf - La belva è fuori, Qualcosa è cambiato, A proposito di Schmidt, Terapia d'urto, Non è mai troppo tardi, Come lo sai
  • Giancarlo Giannini in Professione: reporter, Shining, Batman, Hoffa: santo o mafioso?, La promessa, Tutto può succedere - Something's Gotta Give, The Departed - Il bene e il male
  • Pino Colizzi in L'onore dei Prizzi, Heartburn - Affari di cuore, Le streghe di Eastwick, Dentro la notizia, Ironweed, Il grande inganno, La gatta e la volpe, Mars Attacks!
  • Massimo Turci in I maghi del terrore, La vergine di cera, Psych Out - Il velo sul ventre, L'amica delle cinque e mezza, Conoscenza carnale
  • Gigi Reder in Una nave tutta matta
  • Claudio Capone in Le colline blu
  • Luciano Melani in Angeli dell'inferno sulle ruote, La sparatoria, Easy Rider, Cinque pezzi facili, L'ultima corvè
  • Cesare Barbetti in Il re dei giardini di Marvin, Chinatown, Due uomini e una dote
  • Adalberto Maria Merli in Qualcuno volò sul nido del cuculo
  • Pino Locchi in Missouri
  • Michele Kalamera in Gli ultimi fuochi
  • Luigi La Monica in Voglia di tenerezza, Tre giorni per la verità, Conflitti del cuore
  • Oreste Rizzini in Blood & Wine
  • Davide Lepore in La piccola bottega degli orrori (ridoppiaggio)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La scheda di Jack Nicholson. Biografia e filmografia - Trovacinema
  2. ^ la sorella di Jack e' sua mamma
  3. ^ The Woman Jack Nicholson Thought Was His Sister Was His Mother
  4. ^ (EN) NEWSMEAT - Jack Nicholson's Federal Campaign Contribution Report. URL consultato il 22 agosto 2007.
  5. ^ Articolo sul sito trovacinema.repubblica.it. URL consultato il 14 settembre 2013.
  6. ^ Articolo su Repubblica. URL consultato il 14 settembre 2013.
  7. ^ Articolo sul Corriere della sera. URL consultato il 14 settembre 2013.
  8. ^ Scheda di Jack Nicholson sul sito trovacinema.repubblica.it. URL consultato il 12 settembre 2013.
  9. ^ Articolo del Corriere della Sera del 9 marzo 1994. URL consultato il 12 settembre 2013.
  10. ^ (EN) Articolo sul sito www.todayifoundout.com. URL consultato il 12 settembre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Art Carney
per Harry e Tonto
1976
per Qualcuno volò sul nido del cuculo
Peter Finch
per Quinto potere
Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Geoffrey Rush
per Shine
1998
per Qualcosa è cambiato
Roberto Benigni
per La vita è bella
Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
Louis Gossett Jr.
per Ufficiale e gentiluomo
1984
per Voglia di tenerezza
Haing S. Ngor
per Urla del silenzio

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