Major League Baseball

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Major League Baseball
Logo della competizione
Sport Baseball pictogram.svg Baseball
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Canada Canada
Partecipanti 30
Sito Internet mlb.mlb.com
Storia
Fondazione 1876
Detentore San Francisco Giants
Edizione in corso Major League Baseball 2014

La Major League Baseball (MLB) è la lega professionistica di baseball nordamericana, ed è il campionato di più alto livello al mondo.

Più specificatamente, la Major League Baseball ("MLB") si riferisce all'attività delle due top league americane, la National League e la American League, indicando l'unione organizzativa che esiste sin dal 1903. Ogni squadra della MLB gioca in tutto 162 incontri a stagione e le due leghe hanno regole leggermente diverse. Quando due formazioni delle due leghe si incontrano si usano le regole della squadra di casa.

La Major League Baseball è governata dalla Major League Constitution, un patto che ha subito numerose modifiche dal 1920, con le più recenti revisioni datate 2001.

La stagione della Major League generalmente va da aprile fino a settembre. I giocatori ed i team si preparano per il campionato durante l'allenamento primaverile, solitamente in Florida ed in Arizona, tra febbraio e marzo.

Squadre e calendario[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre sono 30 divise in due leghe: 15 nella più antica National League ("NL") e 15 nell'American League ("AL"). Ognuna ha la sua divisione interna, dove le squadre sono generalmente raggruppate geograficamente in "East," "Central," e "West," rispettivamente. Il numero di squadre è: NL East 5, NL Central 5, NL West 5, AL East 5, AL Central 5, AL West 5. Nel 2013 la squadra degli Houston Astros è passata dalla NL Central alla AL West e quindi entrambe le leghe hanno 15 squadre, con 3 divisioni di 5 squadre ciascuna.

La stagione regolare di ogni squadra consta di 162 partite, una durata stabilita nel 1961 (dal 1898 al 1960 le gare erano 154). Il calendario delle partite prevede che ogni squadra disputi più partite contro squadre della stessa division. Nel 1997 la Major League Baseball introdusse per la prima volta la interleague play, ovvero gli scontri durante la regular season fra squadre delle due diverse leghe, che venne criticata dai puristi del gioco, ma che esaltò i fan.

American League[modifica | modifica wikitesto]

Divisione Squadra Città/Stato Nazione Stadio
East Baltimore Orioles Baltimora, Maryland Stati Uniti Stati Uniti Oriole Park at Camden Yards
Boston Red Sox Boston, Massachusetts Stati Uniti Stati Uniti Fenway Park
New York Yankees Bronx, New York, New York Stati Uniti Stati Uniti Yankee Stadium
Tampa Bay Rays St. Petersburg, Florida Stati Uniti Stati Uniti Tropicana Field
Toronto Blue Jays Toronto, Ontario Canada Canada Rogers Centre
Central Chicago White Sox Chicago, Illinois Stati Uniti Stati Uniti U.S. Cellular Field
Cleveland Indians Cleveland, Ohio Stati Uniti Stati Uniti Progressive Field
Detroit Tigers Detroit, Michigan Stati Uniti Stati Uniti Comerica Park
Kansas City Royals Kansas City, Missouri Stati Uniti Stati Uniti Kauffman Stadium
Minnesota Twins Minneapolis, Minnesota Stati Uniti Stati Uniti Target Field
West Houston Astros Houston, Texas Stati Uniti Stati Uniti Minute Maid Park
Los Angeles Angels of Anaheim Anaheim, California Stati Uniti Stati Uniti Angel Stadium of Anaheim
Oakland Athletics Oakland, California Stati Uniti Stati Uniti Oakland-Alameda County Coliseum
Seattle Mariners Seattle, Washington Stati Uniti Stati Uniti Safeco Field
Texas Rangers Arlington, Texas Stati Uniti Stati Uniti Rangers Ballpark in Arlington

National League[modifica | modifica wikitesto]

Divisione Squadra Città/Stato Nazione Stadio
East Atlanta Braves Atlanta, Georgia Stati Uniti Stati Uniti Turner Field
Miami Marlins Miami, Florida Stati Uniti Stati Uniti Miami Ballpark
New York Mets Flushing, New York, New York Stati Uniti Stati Uniti Citi Field
Philadelphia Phillies Filadelfia, Pennsylvania Stati Uniti Stati Uniti Citizens Bank Park
Washington Nationals Washington Stati Uniti Stati Uniti Nationals Park
Central Chicago Cubs Chicago, Illinois Stati Uniti Stati Uniti Wrigley Field
Cincinnati Reds Cincinnati, Ohio Stati Uniti Stati Uniti Great American Ball Park
Milwaukee Brewers Milwaukee, Wisconsin Stati Uniti Stati Uniti Park
Pittsburgh Pirates Pittsburgh, Pennsylvania Stati Uniti Stati Uniti PNC Park
St. Louis Cardinals St. Louis, Missouri Stati Uniti Stati Uniti Busch Stadium
West Arizona Diamondbacks Phoenix, Arizona Stati Uniti Stati Uniti Chase Field
Colorado Rockies Denver, Colorado Stati Uniti Stati Uniti Coors Field
Los Angeles Dodgers Los Angeles, California Stati Uniti Stati Uniti Dodger Stadium
San Diego Padres San Diego, California Stati Uniti Stati Uniti PETCO Park
San Francisco Giants San Francisco, California Stati Uniti Stati Uniti AT&T Park

Nomi delle squadre e colori[modifica | modifica wikitesto]

Nello sport professionistico statunitense esiste una struttura standardizzata e orientata al mercato che è evoluta nel tempo per nomi e colori delle squadre, incidendo sull'identità delle squadre stesse. Sono coinvolti tre fattori: un designatore geografico, cioè il nome delle città o della regione, un soprannome e dei colori rintracciabili nello stemma. Questo approccio contrasta con lo sport non americano, dove gli schemi usati sono del tutto differenti.

La componente geografica è necessaria a differenziare formazioni diverse: ad esempio i New York Rangers, dell'hockey, dai Texas Rangers del baseball; gli Arizona Cardinals del football dai Saint Louis Cardinals del baseball, eccetera.

Originariamente i club atletici dei gentleman erano attori chiave nello sviluppo del baseball organizzato, così i primi team più importanti furono semplicemente chiamati col nome del club stesso: Athletic Club, Mutual Club, Olympic Club, Forest City Club, Kekionga Club, Atlantic Club, Western Club. Dal 1871 con la nascita della National Association le squadre iniziarono a competere non solo con rivali locali ma con altre formazioni del nord-est. Quindi furono aggiunti ai nomi dei pattern indicanti i toponimi geografici: Athletic of Philadelphia, Mutual of New York, Olympic of Washington, Forest City of Cleveland, Kekionga of Fort Wayne, Atlantic of Brooklyn, Western of Keokuk.

Dal 1876, quando si avviò l'attività agonistica della NL, le squadre di baseball non furono più associate direttamente ai club atletici e la maggior parte delle squadre originali furono nominate in base ai colori della loro divisa. Ne sono esempi: Boston Red Stockings, Chicago White Stockings, Cincinnati Red Stockings, Hartford Dark Blues, Louisville Grays, St. Louis Brown Stockings. Le formazioni di New York e Filadelfia invece conservarono ancora il tradizionale Mutual e Athletic.

In questo periodo i soprannomi erano costruiti ad hoc e usati secondo il piacimento di giornalisti sportivi e spettatori. I soprannomi furono associati a particolari città e i tifosi si rivolgevano a loro in quel modo, seppur non legato a prodotti o elementi tipici locali né alle precedenti squadre di quella località.

All'inizio del XX secolo i soprannomi cominciarono a divenire più importanti, a livello societario ma anche di marketing. A volte accadde che una squadra cambiasse il proprio nome o ne adottasse uno ufficiale che si sovrapponesse a quello passato. Un esempio sono i Boston Braves, che prima di assumere quella denominazione avevano molti soprannomi. Spesso i nomi vennero cambiati per lo scarso successo fra stampa e pubblico. Gli originali Washington Senators si chiamavano "Washington Nationals" e questo fu il nome ufficiale per decenni; poi però Senators, nickname già usato da tempo, prese il sopravvento a fine anni 1950.

Al contrario i Brooklyn Dodgers iniziarono adottando il vecchio nome "Atlantic", per passare ad essere i "Bridegrooms" prima e i "Trolley Dodgers" poi; la trasformazione continuò in "Superbas", "Robins" (per il nome del manager Wilbert Robinson). In questa girandola di nomi il soprannome "Dodgers" però persistette fino agli anni 1930 quando finalmente finì sulle maglie.
Un esempio di cambio per marketing è quello degli Houston Colt .45, che nel 1965 divennero Houston Astros, quando la città divenne il simbolo della corsa allo spazio essendo sede del centro di controllo delle missioni NASA.

I colori sociali sono talvolta legati al nome della società e occasionalmente sono cambiati per motivi di marketing. Un esempio accadde nel 1963 quando il presidente Charles O. Finley cambiò i colori dei Kansas City Athletics da un tradizionale bianco-grigio con strisce blu e rosse ad un giallo luminoso con strisce gialle, in concomitanza con l'avvento della televisione a colori.

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Le regole ufficiali della MLB prevedono che tutti i giocatori della stessa squadra indossino la stessa uniforme, anche se agli inizi questo non accadeva. Originariamente le squadre erano distinte in base al colore dell'abbigliamento e il successo dei Cincinnati Red Stockings si incarnò nel fatto che tutti i giocatori avevano calzettoni rossi. Nel 1876 i Chicago White Stockings vestivano con colori diversi. Nel 1882 la National League assegnò i colori delle uniformi delle diverse squadre.

Tradizionalmente quando giocavano in casa le squadre indossavano uniformi prevalentemente bianche, quando giocavano fuori invece predominava il grigio, sempre con strisce dei colori societari. Queste convenzioni derivavano anche dal fatto che non era semplice lavare continuamente le divise, soprattutto quando una squadra era in tour per una serie di trasferte. Il grigio permetteva di nascondere lo sporco che si accumulava. Questa esigenza decadde con la diffusione dei lavaggi automatici. Dagli anni settanta, con l'avvento delle fibre sintetiche, le squadre usarono molto di più i colori nelle uniformi.

Dagli anni novanta il marketing delle squadre MLB si fece ben più intenso con la vendita al pubblico di cappellini e magliette, con il risultato di creare una vasta gamma di uniformi per squadra. Ora alcune squadre non hanno solo una tenuta di casa e una da trasferta, ma diverse, ad esempio da amichevole o speciali. Casi particolari sono i "Turn Back the Clock Day", dove le squadre indossano le loro divise storiche.

Le regole ufficiali:

  • Tutti i giocatori della stessa squadra devono avere uniformi identiche
  • Ognuna deve avere un numero sulla schiena
  • Se l'abbigliamento sottostante è visibile tutti i giocatori della squadra devono averlo uguale
  • Deve esserci un'uniforme bianca per le partite casalinghe e una colorata per le trasferte; attualmente però non è chiara l'effettiva validità di questa regola (oggi si assiste spesso a partite nelle quali la regola è applicata solo ai pantaloni e derogata per le maglie)
  • Le maniche devono essere di lunghezza circa uguale[non chiaro]
  • Non ci deve essere nulla che richiami l'immagine del baseball, sebbene questa regola sia stata palesemente violata senza conseguenze da Milwaukee Brewers e Philadelphia Phillies.
  • Nessun annuncio pubblicitario
  • Sulla schiena possono esserci i nomi dei giocatori, ogni altra scritta deve essere approvata dal presidente della Lega.

Nella sua commedia "Baseball & Football" George Carlin osserva che nel baseball, a differenza dal football americano, l'allenatore deve indossare la stessa uniforme dei giocatori. Ma questo non accadeva originariamente. Giocatori-allenatori erano frequenti ma i non giocatori non indossavano l'uniforme. In seguito ex giocatori divenuti allenatori continuarono a vestire come la squadra e da questo viene l'abitudine, iniziata negli anni quaranta e diventata tuttora una tradizione che non conosce deroghe.

All-star game[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di luglio la stagione raggiunge la metà e viene interrotta per tre giorni, durante i quali si disputa il Major League Baseball All-Star Game. La partita si disputa tra i migliori giocatori della National League e della American League, in uno stadio scelto anno per anno delle leghe. A guidare le due selezioni sono i due coach che si sono affrontati l'anno prima nelle World Series, i quali hanno anche il compito di convocare i lanciatori, scegliendoli fra le varie squadre. Oltre alla "partita delle stelle" il programma comprende altre esibizioni, come l'Home run derby, molto apprezzato dai tifosi.

La kermesse ha avuto la sua prima edizione nel 1933 e si è disputata con continuità, con l'unica eccezione del 1945 a causa del conflitto mondiale. Fino all'edizione del 2002 si è trattato di una mera esibizione, senza nulla di concreto in palio. Proprio quella sfida tuttavia finì in parità, dopo 11 inning, per carenza di lanciatori, esito molto criticato dal pubblico. Come risposta nel 2003 e 2004 venne tentata una nuova formula per incentivare i giocatori: la squadra vincitrice della partita avrebbe avuto il beneficio del vantaggio di campo nelle World Series, superando così la precedente alternanza fra AL e NL. Per il successo riscosso tale regola è stata poi adottata a tempo indeterminato.

Dal 1970 sono i fan a determinare i partecipanti all'All Star game, indicando con apposite votazioni i preferiti per ognuna delle otto posizioni della formazione iniziale (esclusi i lanciatori); il voto avviene su cartoncini prestampati, con uno spazio riservato per i voti scritti. Il voto dei fan totale è stato abolito dal 1957 dopo uno scandalo avvenuto a Cincinnati: un giornale locale con schede preparate appositamente riuscì a far giocare titolari sette giocatori della città sugli otto totali. Nel 1970 fu ripristinato il voto e da qualche anno si può partecipare anche via Internet.

Per gli altri giocatori delle formazioni sono state usate diverse formule. Per un lungo numero di anni vennero scelti dagli allenatori delle due selezioni. Nel 2004 però la MLB ha istituito un sistema di voto per cui alcuni sono scelti dal voto fra giocatori della lega e altri dall'allenatore dopo essersi consultato con l'ufficio del commissioner. Inoltre ogni squadra deve essere rappresentata da almeno un giocatore, in modo da aumentare l'interesse dell'All-Star Game fra i tifosi.

Post-season[modifica | modifica wikitesto]

Le regole di accesso alla postseason, cioè quella porzione della stagione durante la quale si disputano confronti ad eliminazione diretta per guadagnare il diritto di accedere alle World Series che mettono in palio titolo di campione, sono state modificate più volte nel corso degli anni. Dal 1995 al 2011 le regole in vigore prevedevano che, alla fine della stagione, si qualificassero per i play-off i tre campioni di division di ogni lega insieme alla squadra (la "Wild Card") con il miglior punteggio fra le rimanenti. Dal 2012 per accedere alla Wild Card è necessario vincere un ulteriore singolo incontro di playoff ad eliminazione diretta tra le due migliori squadre non vincitrici di division, mentre le altre squadre qualificate riposano. La post-season prosegue poi articolata in tre round:

  • 2 serie ALDS (American League Division Series) e 2 serie NLDS (National League Division Series), ogni serie al meglio delle cinque partite fra le quattro qualificate dalla regoular season di ogni lega.
  • ALCS (American League Championship Series) e NLCS (National League Championship Series), ogni serie al meglio delle sette partite fra le qualificate delle Division Series. La Championship Series assegna il titolo di campione di lega, commemorato con una tipica bandiera di forma triangolare (il pennant).
  • World Series, serie al meglio delle sette partite tra i campioni delle due leghe. La vittoria nella serie assegna il titolo di campioni del mondo.

Vincitori delle World Series

Squadra Titoli
New York Yankees 27
St. Louis Cardinals 11
Oakland Athletics (5 come Philadelphia Athletics) 9
Boston Red Sox (uno come Boston Americans) 8
San Francisco Giants (5 come New York Giants) 7
Los Angeles Dodgers (uno come Brooklyn Dodgers) 6
Cincinnati Reds 5
Pittsburgh Pirates 5
Detroit Tigers 4
Atlanta Braves (uno come Boston Braves e uno come Milwaukee Braves) 3
Baltimore Orioles 3
Chicago White Sox 3
Minnesota Twins (uno come Washington Senators) 3
Chicago Cubs 2
Cleveland Indians 2
Miami Marlins (entrambi come Florida Marlins) 2
New York Mets 2
Toronto Blue Jays 2
Philadelphia Phillies 2
Arizona Diamondbacks 1
Kansas City Royals 1
Los Angeles Angels of Anaheim 1

Politica anti-doping[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della Major League Baseball i test antidoping sono stati sempre ben poco considerati. Comunque dopo lo scandalo BALCO sull'uso di steroidi, che ha messo in risalto come molti dei migliori giocatori di baseball usassero droghe per migliorare le proprie prestazioni, la MLB ha finalmente deciso di punire più severamente i colpevoli e attuare controlli seri. La politica è stata accettata da atleti e manager ed è entrata in vigore nel 2005.

Dopo la prima positività si è sospesi 10 partite, alla seconda 30 incontri, alla terza 60, alla quarta un anno, alla quinta la punizione è a discrezione del commissioner. I giocatori sono testati almeno una volta all'anno, ma molti sono controllati diverse volte.

Questo programma rimpiazza quello precedente, con il quale nessuno era stato sospeso nel 2004. Con questa politica, istituita nel 2002, una prima positività avrebbe comportato solo un trattamento per l'atleta, senza rendere pubblico il suo nome.

Quindi nel novembre 2005 proprietari e giocatori approvarono persino regole più severe per i positivi all'antidoping rispetto a quelle appena accettate. Sotto le nuove norme una prima positività comporta una sospensione di 50 partite, una seconda 100, una terza squalifica a vita dalla MLB. Questa politica porta finalmente la MLB vicina alle regole internazionali, da cui si era tenuta a lungo a distanza. Proprio questa riluttanza a adeguarsi nella lotta al doping è stata una delle cause per cui il baseball è stato escluso dal programma olimpico a partire dal 2012.

Il 30 marzo 2006 Bud Selig ha lanciato un'inchiesta sull'uso di steroidi da parte di giocatori come Barry Bonds, Jason Giambi, Tom Moglia e Gary Sheffield, sulla scia di polemiche lanciate da libri come Game of Shadows.

Il 13 dicembre 2007 è uscito The Mitchell Report stipulato dall'ex senatore americano Mitchell. Ben 89 giocatori professionisti della Major League Baseball sono stati citati in questo resoconto. Essi sono stati accusati per uso di steroidi o droghe. Tra i tanti nomi citati spiccano quelli di Barry Bonds, fresco vincitore del titolo di Fuoricampo, Roger Clemens, Andy Petitte, Miguel Tejada, Eric Gagne e Alexander Rodriguez.

Provenienze dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della stagione 2006 c'erano 744 giocatori negli opening rosters, dei quali le provenienze erano le seguenti:

All'inizio della stagione 2007 c'erano 750 giocatori negli opening rosters, dei quali le provenienze erano le seguenti:

Politiche di blackout nel broadcasting[modifica | modifica wikitesto]

La Major League Baseball ha numerose regole di blackout, applicate in base a due criteri:

  • Un'emittente locale ha la priorità a trasmettere partite della squadra del proprio mercato rispetto alle emittenti nazionali. Per esempio la TBS manda in onda molte partite degli Atlanta Braves negli USA e in Canada. Fox Sports Net (FSN) mostra partite anche in molte altre aree. Se i Braves giocano un incontro che FSN o un'altra emittente locale trasmette, TBS sarà blacked out per la durata dell'incontro per chiunque nel codice postale del mercato della squadra che gioca contro i Braves. Un mercato che ha una squadra locale che gioca in una partita infrasettimanale su ESPN o ESPN2 ed è mostrata su una tv locale, vedrà ESPNEWS o, in passato, un'altra partita in onda su ESPN o ESPN2 alla stessa ora (se ESPN o ESPN2 opera una copertura regionale delle trasmissioni e se effettua una scelta degli incontri), o sarà soggetta ad un'altra programmazione. La trasmissione via Internet è caratterizzata dalle stesse regole.
  • La FOX ha determinati diritti sulle partite del sabato ed ESPN ha gli stessi su quelle notturne della domenica. Le emittenti non possono mostrare partite del proprio mercato senza riguardo del fatto che la partita sia in casa o fuori se la partita stessa ha un certo orario di inizio (generalmente non vi sono altre partite previste in quei momenti). Questo, almeno teoricamente, avviene per fare in modo che il pubblico veda le partite del mercato su ESPN o su FOX.

Tutti i Continental United States, eccetto alcuni casi isolati, hanno almeno un territorio di blackout di squadra. Alcune aree potrebbero giacere entro i territori di due o più. Le squadre generalmente hanno esclusivi diritti territoriali sull'area immediatamente circostante, ma persino allora possono esserci eccezioni.

MLB in televisione in Italia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2008 e fino all'estate 2013 la Major Legue Baseball è stata trasmessa con commento originale in inglese a pagamento sulla pay TV Sky Italia su ESPN America. Fino al 2012 veniva anche trasmessa con commenti in italiano da parte di Elio e Faso (membri della band Elio e le Storie Tese) insieme a Pietro Colnago su Sky Sport. Inoltre settimanalmente per una parte della stagione e per tutta la stagione Regular Season e Post Season dal 2008 viene trasmesso un match MLB in sintesi di un'ora circa (solitamente il Sunday Night Baseball o il Monday Night Baseball) su un circuito di più di 20 tv locali italiane con commento in italiano. Dalle World Series 2013 la MLB torna ad essere trasmessa con commento in lingua italiana su Sky Sport, grazie a una partnership con Fox International Channels, per poi essere trasmessa su Fox Sports dalla stagione 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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