Oakland Athletics

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Oakland Athletics
Baseball Baseball pictogram.svg
Oakland Athletics logo.png
Segni distintivi
Uniformi di gara
Kit baseball cap yellowbill.png
Kit trousers beltonwhite.png

Casa

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Kit trousers beltongrey.png

Trasferta

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Terza

Colori sociali Verde, oro, bianco
Dati societari
Città Oakland (California)
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Lega American League
Division Western
Fondazione 1901
Denominazione Philadelphia Athletics (1901-1954)
Kansas City Athletics (1955-1967)
Oakland Athletics (1968-1969)
Oakland A's (1970-1981)
Oakland Athletics (1981–presente)
Presidente Michael Crowley
Proprietario Lew Wolff & Jordan Schaub
General manager Billy Beane
Allenatore Bob Melvin (2011-presente)
Sito web oakland.athletics.mlb.com
Palmarès
World Series 1910,1911,1913,1929,1930,1972,1973,1974,1989
Titoli di League 15
Titoli di Division 16
Wild card 1
Impianto di gioco
O.Co Coliseum (1968-presente)
35.067 posti

Gli Oakland Athletics sono una delle squadre professionistiche di baseball della Major League Baseball (MLB), con sede a Oakland, California.

Le maglie: dal 1963 sono di color verde, oro e bianco.
Grafica del logo: "A's" in stile Old English.
Il leggendario manager Connie Mack (1911)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Philadelphia Athletics (1901-1954)[modifica | modifica wikitesto]

Gli Athletics nacquero nel 1901 a Philadelphia quando fu fondata la American League da Ban Johnson. Connie Mack fu assunto come nuovo manager della squadra dove rimase quasi per mezzo secolo. Con lui gli Athletics vinsero le World Series nel 1910, 1911, 1913, 1929e 1930.

Il 12 ottobre 1954 la società fu venduta ad Arnold Johnson che nel 1955 decise di trasferire la squadra nella città di Kansas City.

Kansas City Athletics (1955-1967)[modifica | modifica wikitesto]

Il trasferimento a Kansas City riguardò soprattutto un aspetto finanziario a favore della società degli Athletics che prevedeva la presenza minima allo stadio di 1.000.000 di persone: nella prima stagione furono 1.393.054, superati solo dai New York Yankees e dai Milwaukee Brewers.

Johnson non si limitò solo al patto finanziario con la città, ma stipulò un accordo che prevedeva lo scambio di giocatori di alto livello con i New York Yankees. Uno dei casi più celebri riguardò Roger Maris che prima di firmare nel 1960 con gli Yankees, giocò una stagione con gli Athletics.

Il 19 dicembre del 1960, Charlie Finley rilevò la società da Johnson per via degli scarsi risultati raggiunti, comprese quattro stagioni con più di 100 sconfitte, mentre gli spettatori erano scesi a 600.000 negli ultimi anni.

Finley individuò come futura sede la città di Oakland, in California, e il 18 ottobre 1967 ottenne la possibilità di trasferire la squadra.

Oakland Athletics (1968-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Anni '60 e '70[modifica | modifica wikitesto]

Ryan Sweeney con la maglia odierna degli Athletics

Gli Oakland Athletics fecero il loro debutto allo stadio Alameda County Coliseum (stadio condiviso con gli Oakland Raiders).

Il giorno 8 maggio 1968 il lanciatore degli Athletics Catfish Hunter realizzò una partita perfetta (la precedente risaliva al 1922).

Sotto la guida del nuovo manager Bob Kennedy gli Oakland nel 1968, alla loro prima stagione in California, raggiunsero 82 vittorie e 80 sconfitte ottenendo il primo risultato stagionale positivo dal 1952.

Nel 1969 e nel 1970 si classificarono primi della propria divisione, nel 1971 raggiunsero i playoff (mancavano dal 1931) ma furono battuti dai futuri campioni dei Baltimore Orioles mentre nel 1972 vinsero le World Series contro i Cincinnati Reds per 4-3.

Nuovamente nel 1973 e nel 1974 difesero e vinsero il titolo per tre volte consecutive grazie soprattutto a giocatori che poi sarebbero entrati nella Hall of Fame come Reggie Jackson, Sal Bando, Joe Rudi, Catfish Hunter e Rollie Fingers. Nel 1975 l'avventura degli Athletics si concluse contro i Boston Red Sox.

Successivamente l'equilibrio della squadra fu stravolto dall'entrata in vigore della nuova regola dei free agent. Nel 1979 la squadra concluse la stagione con un bilancio di 54 vittorie e 108 sconfitte e un'affluenza allo stadio di 3.787 spettatori a partita classificandosi in entrambe le categorie ultima della Major League Baseball.

Anni '80 e '90[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni ottanta, grazie all'ingresso del nuovo GM Billy Marin, le sorti della squadra si rialzarono.

Successivamente, con l'arrivo del dirigente Tony La Russa, la squadra si qualificò ai playoff dal 1988 al 1992 vincendo le World Series nel 1989 contro i San Francisco Giants. La serie contro i Giants nel derby della California rimase famosa anche per le violenti scosse di terremoto registrate durante la serie di finale.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni del nuovo millennio, gli Athletics hanno avuto fra le proprie fila giocatori come Nick Swisher e l'ex MVP 2004 Miguel Tejada senza però raccogliere i fasti degli anni precedenti.

Il 9 maggio 2010, contro i Tampa Bay Rays, il lanciatore degli Athletics Dallas Braden ha realizzato la 19° partita perfetta nella storia della MLB.

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Record Stagionali[modifica | modifica wikitesto]

Membri della Baseball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Roster attuale[modifica | modifica wikitesto]

Roster Oakland Athletics
Roster attivo Roster inattivo Staff tecnico

Lanciatori

Ricevitori

Interni

Esterni

Battitori designati

  • Nessuno

Lanciatori

  • Nessuno

Ricevitori

  • Nessuno

Interni

  • Nessuno

Esterni

  • Nessuno


Manager

Coach

  • 51 Darren Bush (bullpen)
  • 30 Chili Davis (battitori)
  • 2 Mike Gallego (terza base)
  • 14 Chip Hale (bench)
  • 59 Ariel Prieto (coach)
  • 46 Tye Waller (prima base)
  • 41 Curt Young (lanciatori)

Lista infortunati per almeno 60 giorni


40 attivi, 0 inattivi, 1 sulla lista infortunati (60 giorni)

Injury icon 2.svg Lista degli infortunati per 7 o 15 giorni
Lista di restrizione
# Congedo personale
A In Arbitration
Roster aggiornato al 22 febbraio 2014
TransazioniGrafico di profondità


Media[modifica | modifica wikitesto]

La squadra ha fatto da soggetto al film L'arte di vincere del 2011.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Moneyball - L'arte di vincere in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]