Charlton Heston

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Charlton Heston, nome d'arte di John Charles Carter (Evanston, 4 ottobre 1923Beverly Hills, 5 aprile 2008), è stato un attore e regista statunitense, grande interprete di colossal d'argomento biblico-storico e premio Oscar al miglior attore nel 1960 per Ben Hur.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nativo dell'Illinois, figlio di Lila Charlton e Russell Whitford Carter, operaio,[1] aveva dieci anni quando i suoi genitori divorziarono. Andò a vivere con la madre che, poco tempo dopo, sposò Chester Heston. La nuova famiglia si spostò nell'agiata Wilmette, sobborgo a nord di Chicago.

Heston (questo il suo nuovo cognome) frequentò la New Trier High School. Si iscrisse al corso di recitazione, ottenendo ottimi risultati che gli fruttarono una borsa di studio per la Northwestern University da parte del Winnetka Community Theatre, dove lavorava come attore. Mentre era ancora al liceo, recitò in un film amatoriale muto, adattamento del Peer Gynt.

Nel 1944, Heston lasciò il college e si arruolò nelle United States Army Air Forces, dove rimase due anni, presso le Isole Aleutine, in Alaska, con la Eleventh Air Force, ricoprendo il grado di Staff Sergeant.

Teatro e televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1944 sposò l'attrice Lydia Clarke. Dopo la seconda guerra mondiale i due vissero nel quartiere newyorkese di Hell's Kitchen, dove lavorarono come modelli. Nel 1948 a Charlton fu offerto un ruolo secondario a Broadway, nel rifacimento di Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, con protagonista Katharine Cornell. Per la sua interpretazione, Heston ricevette vari consensi. Ebbe successo anche in televisione, ricoprendo numerosi ruoli nella serie della CBS Studio One, uno dei più popolari sceneggiati dell'epoca.

Dotato d'un fisico prestante [era alto 191 cm]a teatro interpretò molti ruoli, tra cui quello di protagonista nel Macbeth, Tommaso Moro in A Man for All Seasons e Marco Antonio sia in Giulio Cesare che in Antonio e Cleopatra.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Charlton Heston in I dieci comandamenti (1956)

Il primo film professionale di Heston fu La città nera, nel 1950, per la cui interpretazione riscosse ammirazione. Il salto di qualità arrivò con il ruolo di un direttore di circo in Il più grande spettacolo del mondo (1952) e successivamente Heston divenne un'icona interpretando Mosè in I dieci comandamenti (1956), per cui fu scelto in quanto il regista Cecil B. DeMille riteneva che incarnasse la statua di Mosè del Michelangelo.

Nella sua lunga carriera ricoprì numerosi ruoli da protagonista in pellicole dal tema epico-storico, come Ben-Hur (che gli valse l'Oscar al miglior attore e per cui oggi è soprattutto ricordato), El Cid, 55 giorni a Pechino, Il tormento e l'estasi e Khartoum.

Altri due filoni cinematografici che videro impegnato Heston furono la fantascienza e i film catastrofici, alcuni dei quali riscossero un grande successo di pubblico e divennero dei cult del genere. Alcuni titoli da ricordare: Il pianeta delle scimmie, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, 2022: i sopravvissuti, Terremoto e Airport 1975.

Nel 1958 figurò come protagonista nel capolavoro di Orson Welles "L'infernale Quinlan", nel ruolo di un rinomato poliziotto messicano che cerca la verità in una serie di affari poco puliti. Pellicola celebrata in tutto il mondo, famosissima per il piano sequenza iniziale, è unanimemente considerato dai critici di tutto il mondo come uno dei film più belli di sempre.

Nel 1970 impersonò ancora una volta Marco Antonio, nella prima versione cinematografica in Technicolor di un'opera di Shakespeare, 23 pugnali per Cesare. L'anno successivo debuttò dietro la cinepresa, realizzando All'ombra delle piramidi, un adattamento di Antonio e Cleopatra, che aveva già rappresentato in teatro nei primi anni di carriera: oltre a dirigere, qui interpretò per l'ennesima volta Marco Antonio. Avendo ricevuto caustici giudizi dalla critica, il film non uscì nemmeno nei cinema e raramente è stato trasmesso in televisione; non esiste nemmeno una versione in DVD. Scarsi consensi hanno avuto anche gli altri due film in cui diresse se stesso, I predatori della vena d'oro (1982) e il televisivo Un uomo per tutte le stagioni (1988).

A partire da I tre moschettieri (1973), Heston cominciò a partecipare a numerosi film in ruoli secondari o con semplici cameo. Nonostante ciò, la sua grande popolarità non è mai venuta meno. Grazie alla sua voce, immediatamente riconoscibile, è stato scelto come narratore in varie pellicole.

Negli anni ottanta e novanta, insieme al figlio Fraser produsse e partecipò a numerosi film per la tv. Ottenne un grande successo dalla critica per la serie Charlton Heston presenta la Bibbia, trasmessa dalla tv via cavo A&E Network e riproposta con successo in DVD.

Nel 2001 prese parte con un cameo al remake del Pianeta delle scimmie di Tim Burton, interpretando il ruolo di un'anziana scimmia che prima di morire dà una pistola al figlio, introducendo l'uso delle armi da fuoco nella sua specie.[2]

Il suo ultimo film è stato My Father (2003), nei panni del nazista Josef Mengele. È stato impegnato in politica, a destra, e fu presidente della National Rifle Association dal 1998 al 2001 ed eletto nel consiglio di amministrazione della stessa dal 2001 al 2003.

Nel 2003 il Presidente George W. Bush gli ha concesso la Medaglia presidenziale della libertà.[3] Charlton Heston è morto il 5 aprile 2008, a 84 anni, nella sua casa di Beverly Hills, in California; nel 2002 lui stesso rese noto di essere affetto dalla malattia di Alzheimer. Il suo corpo è stato cremato.

Viene citato nella canzone dei Cosa Nostra Klub (CNK) assieme al Soylent Green (del film 2022: i sopravvissuti). La canzone parla di una cena delle truppe delle SS. Il figlio Fraser Clarke Heston fa il regista.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni minori[modifica | modifica sorgente]

Heston ha partecipato come guest star alla serie-tv Friends.

Heston ha fatto la comparsa nel film The Order (2001) con Jean-Claude Van Damme . La sua parte si limitava solo a presentarsi al protagonista come un affermato archeologo, scappare con lui in auto per sfuggire a due killer, per poi essere ucciso qualche minuto dopo.

Nel 2002 Heston ha preso parte al film-documentario di Michael Moore Bowling a Columbine (Bowling for Columbine) nel quale viene intervistato dal regista/autore nelle vesti di presidente della National Rifle Association sull'uso delle armi negli Stati Uniti. L'attore reagì abbandonando il regista e chiedendogli di allontanarsi da casa sua.

Il peggior attore[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 Heston ha ottenuto il Razzie Awards nella categoria peggiore attore non protagonista per tre sue interpretazioni: Come cani e gatti (Cat and Dogs) (USA, 2000) di Lawrence Guterman, Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie (nonostante non sia accreditato nel cast) e Amori in città... e tradimenti in campagna (Town and Country) (USA, 2001) di Peter Chelsom.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia presidenziale della libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà
— 2003

Libri[modifica | modifica sorgente]

Heston ha scritto diversi libri, incluse autobiografie e libri religiosi:

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

  • Emilio Cigoli in Ben-Hur, L'infernale Quinlan, Ruby, fiore selvaggio, Il principe guerriero, Pony Express, I giganti del mare, La freccia insanguinata, I due capitani, I dieci comandamenti, I bucanieri, I violenti, Gli ultimi giganti, Il più grande spettacolo del mondo, El Cid, Furia bianca, La guerra privata del maggiore Benson, Il re delle isole, Gli ultimi giganti
  • Gianni Musy in True Lies, Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie, Ogni maledetta domenica, My father, Volo 232 - Atterraggio di emergenza
  • Renato Turi ne Il pianeta delle scimmie, Terremoto, Costretto ad uccidere, La battaglia di Midway
  • Nando Gazzolo ne I tre moschettieri, La più grande storia mai raccontata
  • Giuseppe Rinaldi in Sierra Charriba, Il tormento e l'estasi
  • Gigi Proietti in Hamlet
  • Gualtiero De Angelis ne La città nera
  • Rolf Tasna in 55 giorni a Pechino
  • Elio Zamuto ne I predatori della vena d'oro
  • Pino Locchi in Tombstone, Alla 39ª eclisse
  • Pietro Biondi in Milady
  • Sergio Di Stefano in Friends
  • Claudio Capone ne L'infernale Quinlan (ridoppiaggio)

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Charlton Heston Biography (1923?-). URL consultato il 23.12.2008.
  2. ^ Questo è forse un riferimento al suo appoggio alla National Rifle Association, la lobby americana delle armi.[senza fonte]
  3. ^ (EN) http://www.medaloffreedom.com/2003RecipientsPresidentialRemarks.htm

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar al miglior attore Successore
David Niven
per Tavole separate
1960
per Ben-Hur
Burt Lancaster
per Il figlio di Giuda

Controllo di autorità VIAF: 41996890 LCCN: n50033841