Oliver Stone

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William Oliver Stone (New York, 15 settembre 1946) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e attore statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Stone nasce il 15 settembre 1946 a New York figlio di Louis Stone, un broker statunitense di origine ebraica, e di Jacqueline Goddet, una casalinga francese di religione cattolica. Prima di dedicarsi al cinema, Stone ha svolto vari lavori, tra i quali quelli di insegnante e di tassista.

Ha combattuto in Vietnam come volontario dal 1967 al 1968 nella 25ª divisione di fanteria e nella 1ª divisione di cavalleria, ed è rimasto ferito due volte in combattimento, guadagnandosi la Bronze Star Medal al valore. Tornato in patria, si è laureato alla New York University Film School dove tra i suoi insegnanti risalta la figura dello storico regista Martin Scorsese.

Il suo esordio come sceneggiatore risale al 1978, con Fuga di mezzanotte (con cui si aggiudicò l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale) mentre il suo primo lavoro come regista è di quattro anni prima, del 1974, Seizure, preceduto in realtà dal cortometraggio Last Year in Viet Nam, un film-documentario sperimentale che ricevette riscontri positivi.

Dopo l'insuccesso del suo secondo film horror (La mano con l'attore Michael Caine), Stone riceve, nel 1983, l'incarico (da parte del regista Brian De Palma) di lavorare sulla sceneggiatura del suo prossimo lavoro, il gangster-movie Scarface. Il film con Al Pacino non solo ebbe un grande successo, ma divenne un vero e proprio cult del filone. D'altro canto è noto che Stone lavorò sulla sceneggiatura anche come terapia contro la sua dipendenza dalla cocaina.[1] Nel 1986 si dedicò alla lavorazione del film Salvador che ebbe un immenso successo di critica, per poi lavorare sul film che lo portò sull'olimpo dei registi più acclamati di sempre ovvero Platoon, considerato da molti esperti come uno dei migliori film di guerra di sempre oltre che film semi-autobiografico sulle esperienze di Stone in Vietnam. Il film si aggiudica 8 nomination agli Oscar, vincendone 4 tra cui quelle per miglior film e quella per miglior regista. Il film successivo fu l'acclamato Wall Street in cui il protagonista Michael Douglas vinse l'Oscar al miglior attore.

Platoon non fu di certo il suo unico film sulla Guerra in Vietnam che tanto segnò la sua vita negli anni '60: nel 1989 ultimò infatti lo storico Nato il quattro luglio con Tom Cruise, pellicola che ebbe Otto nomination agli Oscar aggiudicandosene due (tra cui quella per miglior regista, sarà la terza statuetta per il regista statunitense).

Nel 1991 uscì il primo film della famosa trilogia dei Presidenti Americani ideata da Stone ovvero JFK - Un caso ancora aperto (gli altri film della trilogia saranno Gli intrighi del potere su Richard Nixon e W. su George W. Bush) film che fece successo quanto scandalo ma che vinse comunque due Oscar su 8 nomination.

Nel 1994 fu la volta dell'emblematico Assassini nati, film basato su un soggetto che Stone comprò da Quentin Tarantino con cui avviò poi una serie di controversie che crearono non poche problematiche e conflitti tra i due registi.[2] Il risultato finale del film fu comunque una pesante critica alla violenza della società gestita dai media e dai mezzi di informazione, mentre le critiche al lavoro ultimato furono sia negative che positive: i critici si trovano in sintonia nel considerare impeccabili le interpretazioni degli attori nella pellicola del regista statunitense (tra cui Tommy Lee Jones e Woody Harrelson) e anche nel considerare innovative ed originali certe tecniche che adottò Stone, ma non tutti condivisero la sua scelta di criticare la violenza mostrandola per tutto il film in modo così diretto e gratuito.

Oliver Stone tornerà sul filone di Assassini Nati nel 2012 con il film Le belve anche se questa volta la critica non sarà diretta ai media ed ai mezzi di informazione, bensì alle forze dell'ordine ed alle amministrazioni americane che, secondo il regista, al posto di vincere il problema del traffico illegale di droghe fa in modo di spostare il problema al confine con il Messico.[3]

Platoon[modifica | modifica sorgente]

« C'è stato qualcuno che ha scritto: "L'inferno è l'impossibilità della ragione". Questo posto è così: è l'inferno! »
(Chris Taylor)

Stone decide di iniziare la lavorazione di una sceneggiatura di quello che sarà il suo film più celebre: il risultato sarà Platoon in cui le vicende narrate sono le reali esperienze vissute dal regista statunitense durante la sua permanenza nella guerra del Vietnam, egli infatti inizia la scrittura del copione non molto tempo dopo esser rientrato dal Vietnam nel 1968. Inizialmente Hollywood snobba la sceneggiatura in quanto molti produttori son del parere che quello che c'è da dire sulla guerra del Vietnam è già stato riportato in film di grande successo come Apocalypse Now e Il cacciatore, tuttavia la forza del copione di Stone attira ugualmente alcuni produttori che vedono in lui un enorme potenzialità. Gli verrà quindi assegnata la stesura di una sceneggiatura per un altro film, Stone accettò e scrisse Fuga di mezzanotte nel 1977, grazie a cui vinse l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale (prima statuetta per Stone) fatto che gli aprì tutte le porte di Hollywood che aveva completamente appreso l'enorme potenziale di Stone, non gli fu difficile quindi trovare il produttore per poter iniziare la lavorazione di Platoon.

Dopo che i ruoli principali furono offerti ad attori come William Petersen, Keanu Reeves e Kyle MacLachlan e rifiutati dagli stessi per vari motivi, Stone si circondò di un cast di attori del calibro di Charlie Sheen, Willem Dafoe e Tom Berenger (oltre che ad un giovanissimo Johnny Depp).

Le riprese del film iniziarono nel febbraio del 1986 sull'isola Luzon nelle Filippine dove tra l'altro fu girato anche il capolavoro, del regista Francis Ford Coppola, Apocalypse Now che trattava sempre della guerra in Vietnam (curioso anche il fatto che il protagonista della pellicola di Coppola fu Martin Sheen, padre di Charlie Sheen che interpreta invece il protagonista Chris Taylor in Platoon).

Curioso anche il fatto che alcuni attori di Platoon scrissero delle frasi sui loro elmetti indossati durante il film. Sull'elmetto di Charlie Sheen è visibile la scritta «When I die, bury me upside-down, so the world can kiss my ass» («Quando muoio, seppellitemi sottosopra, così il mondo può baciarmi il culo»); sull'elmetto di Mark Moses vi è disegnato un personaggio di Mad Magazine che dice: «What, me worry?» («Preoccupato, io?»); Johnny Depp invece aveva scritto semplicemente «Sherilyn» (un omaggio alla sua fidanzata di allora, Sherilyn Fenn).[4]

La scena più nota del film (poi immortalata nelle locandine del film ed in tutto il merchandising futuro) è sicuramente quella del Sergente Elias ferito ed inseguito dai soldati nordvietnamiti, prima di morire sotto i loro colpi il soldato alza le braccia verso il cielo in un gesto che, inoltre, sarà ripreso in tono satirico e comico in diverse parodie di film di Guerra. Altra scena forte fu quella della distruzione del villaggio vietnamita da parte delle truppe americane (scena che riprende i reali fatti di My Lai), inoltre il regista italiano Ruggero Deodato affermò anni dopo che il regista Stone gli confidò che per questa scena si ispirò a quella della distruzione del villaggio degli indigeni immortalata nel suo film più famoso, Cannibal Holocaust.

Dopo 54 giorni di riprese il film esce nelle sale ottenendo un ottimo riscontro di critica e di pubblico. La pellicola vince inoltre 4 premi Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Montaggio e Miglior Sonoro) oltre che tre Golden Globe. Nel momento in cui Stone fece uscire Platoon il regista Stanley Kubrick fu costretto a rinviare di un anno l'uscita del suo film sul Vietnam ovvero Full Metal Jacket, questo perché la pellicola di Stone ebbe molti giudizi positivi e si rivelò film pluri-premiato, il film di Kubrick non sarebbe stato quindi una novità.

Wall Street[modifica | modifica sorgente]

« Avidità!? Cosa c'è di male... dopotutto, è solo una questione di soldi. »
(Gordon Gekko)

Dopo il successo di Platoon, Oliver Stone inizia a lavorare al film Wall Street in cui chiamerà, nei panni di protagonisti, gli attori Michael Douglas e Charlie Sheen (già protagonista nel precedente lavoro del regista).

Stone stava già pensando ad un film sulla borsa già dal 1985, anno in cui morì, a 75 anni, suo padre Louis Stone che era un agente della borsa ai tempi della Crisi del 1929. Su questo fatto il regista ammise anche che il suo futuro sarebbe stata la carriera finanziaria (per seguire le orme del padre) se non fosse stato così "negato" e disinteressato alla matematica.

Quando la sceneggiatura era agli inizi della stesura, Stone aveva creato, come protagonista, la figura di un giovane agente della borsa ebreo, decise quasi subito di riscrivere tutto per evitare commenti negativi da parte della comunità ebraica che avrebbe potuto fraintendere il lavoro del regista statunitense attaccandolo e criticandolo pesantemente.

Il film, una volta uscito, avrà critiche assolutamente positive, sia da parte della critica che del pubblico, inoltre l'impeccabile interpretazione di Douglas dell'avido personaggio Gekko gli varrà, come miglior attore, il Premio Oscar, il Golden Globe, il David di Donatello e il Nastro d'argento. I vari monologhi sull'avidità, presenti nella sceneggiatura di Stone e che lo stesso regista volle mettere assolutamente in mostra, esprimono al meglio i connotati del personaggio di Gekko (ispirato probabilmente a Carl Icahn) e di una certa America, ovvero quella reaganiana. Dopo l'ultimazione del film, la durata di esso era di ben 160 minuti ma fu drasticamente ridotto a 125 minuti a causa dell'eliminazione di parecchie scene.[5]

Nato il quattro luglio[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo di Platoon, Stone decide di fare un secondo film sulla Guerra del Vietnam, questa volta però scrive la sceneggiatura del film che ha in mente basandosi sulla biografia, uscita nel 1976, Nato il quattro luglio del veterano di guerra Ron Kovic, volontario in Vietnam e rimasto paralizzato in sedia rotelle dopo essere stato ferito alla spina dorsale durante una battaglia.

Per il ruolo del protagonista Stone contatta il giovane Tom Cruise (che si era fatto notare per l'interpretazione impegnata in Rain Man - L'uomo della pioggia) oltre a dare un ruolo anche ad attori che avevano già recitato per lui in Platoon, come appunto Willem Dafoe e Tom Berenger. Stone aveva già incontrato Cruise già da quando stava lavorando sulla sceneggiatura del suo precedente lavoro Wall Street e l'idea iniziale era anche quella di assegnarli il ruolo di Fox che fu invece assegnato a Charlie Sheen.

Una volta ultimato il film sarà un vero e proprio manifesto del periodo dell'attivismo pacifista di Ron Kovic e alla sua uscita viene dedicato alla memoria dell'attivista politico Abbie Hoffman.

Come i precedenti Platoon e Wall Street, Nato il quattro luglio avrà molte critiche positive sia dalla critica che dal pubblico e risulterà l'ennesimo film pluri-premiato di Stone con otto nomination agli Oscar (aggiudicandosene due di cui uno allo stesso Stone come miglior regista), oltre che a 4 Golden globe. Sarà inoltre il secondo film della trilogia della Guerra in Vietnam di Stone (l'ultimo film della trilogia sarà Tra cielo e terra) che fece con un budget di 14 milioni di dollari e incassò 160 milioni.

Assassini Nati - Natural Born Killers[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura originale del film (con il titolo di Thrill Killers) fu venduta, per 400.000 dollari, dal regista Quentin Tarantino (all'epoca ancora agli esordi). Dopo una prima lettura Stone decise di modificarla completamente lasciandone soltanto pochi dialoghi di quelli originali e il nome di alcuni personaggi (oltre che al titolo modificandolo in Assassini nati - Natural Born Killers), questo perché gli venne l'idea di fare un film in cui il tema centrale fosse stato la violenza ed i media. Ciò causò una serie di conflitti tra i due registi, si dice anche che la controversia abbia scatenato una rissa fra i due in un bar: Tarantino, offeso dallo stravolgimento della trama e soprattutto del finale, avrebbe colpito Stone con un pugno causandogli la frattura del setto nasale. Nonostante questo fatto negativo Tarantino affermò più avanti che il pubblico avrebbe apprezzato il film in quanto, a suo parere, miglior lavoro di Stone, in contrasto con ciò però affermò anche che le forti polemiche tra i due lo portarono a non guardare mai per intero il film. Stone, tuttavia, secondo le regole contrattuali non aveva commesso nulla di illegale.[6] Il film di Stone uscì nelle sale nel 1994, stesso anno in cui Tarantino finì la realizzazione di Pulp Fiction con cui ottenne un immenso successo di critica e i pubblico. Pur di evitare che la critica paragonasse i due film (in quanto lo stesso Tarantino non si riconosceva più nella sceneggiatura venduta e completamente modificata da Stone), il giovane regista rinviò l'uscita del suo Pulp Fiction di un mese in modo che non combaciasse con l'uscita di Assassini Nati.

Tarantino, noto per i tributi che inserisce nei suoi film, d'altro canto inserì un tributo al lavoro di Stone nella sua pellicola Kill Bill vol. 2, quando Bill dice la frase «You're a Natural Born Killer» («Sei un'assassina nata»).

Il film fu criticato da parte della stampa e dell'opinione pubblica a causa del contenuto esplicito di violenza che avrebbe lasciato in secondo piano il messaggio di forte critica della stessa, che pure è evidente nelle intenzioni dell'autore. Stone affermò comunque che, in Assassini nati la violenza viene "elaborata per avere un effetto satirico".[7] La satira, come ebbe a dire Stone, è il mezzo migliore per spiegare il messaggio del film secondo il quale "viviamo in un'epoca in cui i media rincorrono la violenza" per cui per ogni delitto che si commette dovremmo farci una sorta di esame di coscienza e chiederci quanto non ne siamo parzialmente responsabili noi stessi, come soggetti, e come società.[7] Stone disse anche di aver lavorato al film come un bambino che schizza colori su di una tela: "Non mi sono auto censurato" portando avanti per tutta la la pelliccola tecniche innovvative ed uno stile cinematografico mai visto prima, ciò spiega la forma particolare con cui il film è stato realizzato e presentato e che ha fatto dire al suo produttore che questo è "il più grande film sperimentale mai realizzato": tra le particolarità del film spicca un montaggio a tratti talmente veloce da lasciare alcuni fotogrammi o piccoli spezzoni come vere e proprie "immagini subliminali", oltre che a 3000 inquadrature differenti (un normale lungometraggio ne ha circa 700) portate avanti con cambi di pellicola che variano dagli 8mm sino ad arrivare ai 70mm, oltre che immagini alternate tra il bianco e nero, il colore ed il cartone animato. Stone giustificò la particolarità e l'innovazione tecnica del film affermando di essersi ispirato a registi come David Lynch e Stanley Kubrick, in particolare ai loro film Eraserhead - La mente che cancella e Arancia meccanica.

In 56 giorni di lavorazione successe un fatto particolare che aiuta a capire l'atmosfera respirata durante le riprese: quando Mallory si ribella al tentativo di violenza del detective Scagnetti nel reagire con violenza, ruppe sul serio il naso a Tom Sizemore. Il regista Oliver Stone, dinanzi al naso rotto di Sizemore non fermò le riprese, anzi reagì positivamente gridando: "Non tagliare! Continua! Continua! Finché non muori, continua!".[8]

A lavoro ultimato e con il film nelle sale, gli incassi negli Stati Uniti furono di $50 282 766 e nel solo week-end d'apertura incassò ben $11 166 687 .[9]

Oliver Stone con Rino Barillari in piazza dé Ricci, a Roma, il 25 settembre 2012
Oliver Stone e Hugo Chávez, al Festival di Venezia del 2009

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Per il suo lavoro di regista, sceneggiatore e produttore, ha ricevuto 11 candidature all'Oscar, vincendo 3 volte: Fuga di mezzanotte come sceneggiatore, Platoon e Nato il quattro luglio come regista. Per contro è stato anche candidato ai Razzie Awards nel 2004, come peggior regista per Alexander.

Una caratteristica distintiva dei suoi film consiste nell'uso di una moltitudine di cineprese e formati, dal VHS alle pellicole da 8mm o da 70mm e di uno stile aggressivo e polemico oltre che alla stesura di sceneggiature altamente impegnate con dialoghi lineari, critici e ben diretti.

Ogni suo film crea delle attese e delle polemiche e la critica lo conosce bene come regista altamente politicizzato (lo stesso Stone si definisce anarchico). La critica cinematografica statunitense non ha quasi mai risparmiato il regista e per certi versi lo ha anche temuto: per fare un esempio basti pensare alla paura ed al dissenso creato tra la critica e l'industria cinematografica statunitense quando si seppe che Stone stesse lavorando ad un film sull'attentato dell'11 settembre: il motivo del dissenso fu la paura che il tema affrontato dal regista sarebbe stato la teoria del complotto sull'attentato del 2001 quando in realtà era una semplice storia di eroismo di alcuni uomini durante quel triste giorno. Alla sua uscita infatti, World Trade Center, non aveva nessuno sfondo politico-ideologico.[10] Altro esempio fu la dura critica, da parte della stampa e delle alte cariche politiche statunitensi, lanciata al film JFK - Un caso ancora aperto già da un mese prima che uscisse nelle sale in quanto considerato un film assolutamente falso e con riferimenti storici distorti e non reali, questo perché il film del regista abbraccia la tesi della teoria del complotto sulla morte del Presidente John F. Kennedy.

Stone è noto come ottimo sceneggiatore, basti pensare all'Oscar vinto per la sceneggiatura di Fuga di mezzanotte (scritto per Alan Parker) oltre che alle nomination ottenute per le sceneggiature dei suoi lavori Platoon, Salvador, Nato il quattro luglio, JFK - Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere, oltre a ciò Stone scrisse anche sceneggiature per film che non verranno premiati ma che diverranno comunque dei veri e propri cult-movie come Conan il barbaro e Scarface.

Stone ha affrontato nei suoi lavori temi caldi come l'Assassinio di John F. Kennedy, la guerra del Vietnam, il Salvador, il problema dei traffici di droga ed il rapporto tra violenza e media.

Oliver Stone è stato il primo regista statunitense riuscito nell'intento di intervistare il líder máximo cubano Fidel Castro, rappresentandolo in due documentari Comandante e Looking for Fidel, dove ripercorre la storia dei primi anni della rivoluzione cubana, problemi sociali, i dissidenti il disastro economico; traendone conclusioni talvolta in sale da pranzo, studi privati o in aule di studio insieme agli studenti universitari tutto insieme alla figura del leader.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Premi e nomination[modifica | modifica sorgente]

Premio Oscar[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Contenuti extra del DVD/Blu-ray
  2. ^ Oliver Stone on trial: Exhibit #1: The Screenplay. URL consultato in data 1º gennaio 2008.
  3. ^ (EN) Jennifer Lawrence Out of Oliver Stone's 'Savages' As New Cast Members Are Rumored. thefilmstage.com. URL consultato in data 10 aprile 2012.
  4. ^ a b c d (EN) Trivia for Platoon (1986). Internet Movie Database. URL consultato in data 21 agosto 2012.
  5. ^ a b sito Moviepedia [1].
  6. ^ Gerald Peary, Quentin Tarantino: Interviews, Boston, Roundhouse Publishing, 1998. ISBN 1-57806-051-6.
  7. ^ a b Chaos Rising, documentario sulla realizzazione del film, disponibile sul DVD della Warner Bros.
  8. ^ a b Interview with a Stone, intervista a Oliver Stone, condotta da Charlie Rose, disponibile sul DVD della Warner Bros.
  9. ^ Box Office Mojo: Natural Born Killers (1994). URL consultato in data 1º gennaio 2008.
  10. ^ (EN) An indictment of Mr. Conspiracy. latimes.com, 8 agosto 2006

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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