Peer Gynt

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Peer Gynt
Poema drammatico in cinque atti
Henrik Klausen interpreta Peer Gynt
Henrik Klausen interpreta Peer Gynt
Autore Henrik Ibsen
Titolo originale Peer Gynt
Lingua originale Norvegese
Ambientazione In diversi luoghi: nel Gudsbransdal, nel mare, nel Sahara, in Marocco, dall'inizio del XIX secolo all'epoca della composizione.
Composto nel 1867
Prima assoluta 24 febbraio 1876
Oslo
Prima rappresentazione italiana 1928
Torino
Personaggi
  • Åse
  • Peer Gynt, suo figlio
  • Aslack, il fabbro, poi L'uomo in lutto
  • Il coppiere
  • Il padrone di Hägstad
  • Ingrid, sua figlia
  • Lo sposo di Ingrid, chiamato Mads Moen, poi L'uomo in grigio
  • Il padre e la madre dello sposo
  • Solvejg
  • Helga
  • Il padre e la madre di Solvejg
  • Donne, uomini, ragazzi, vecchi
  • La donna in verde
  • Il vecchio di Dovre, poi Il vecchio curvo
  • Anziano cortigiano
  • La strega troll
  • Il troll cerimoniere
  • Altri troll
  • Il Grande Curvo (la voce dall'oscurità)
  • Kari
  • La vecchia in verde
  • Il bambino
  • Trumpeterstraale
  • Mister Cotton
  • Monsieur Ballon
  • Von Eberkopf
  • Schiavi, un sorvegliante, un ladro ed un ricettatore
  • Anìtra
  • La statua di Mnemone e la sfinge di Gizeh, che cantano
  • Begriffenfeldt, direttore di un manicomio
  • Schafmann, guardiano, insieme ad altri tre guardiani
  • Huhu, riformatore della lingua di Malabar
  • Il fellah
  • Hussein
  • Il comandante, due marinai, un pilota, un nostromo, un cuoco, un mozzo
  • Il passeggero sconosciuto
  • Il prete
  • Tre ventenni e quattro giovinetti
  • Il Sindaco
  • Uno della folla, un uomo maturo, l'uomo magro, il fonditore di bottoni
  • Invitati alle nozze, piccoli troll maschi e femmine, arabi, schiavi, danzatrici, matti ricoverati nel manicomio
 

Peer Gynt è un poema drammatico in cinque atti del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, scritto nel 1867 e rappresentato per la prima volta ad Oslo (a quell'epoca chiamata Christiania) il 24 febbraio 1876, con le musiche di scena di Edvard Grieg.

Indice

[modifica] Genesi e caratteri generali

Ibsen scrisse Peer Gynt mentre era in viaggio tra Roma, Ischia e Sorrento. Fu pubblicato a Copenaghen il 14 novembre 1867. Questa prima edizione ebbe una tiratura di 1250 copie e fu seguita da una ristampa di 2000 copie dopo solo 14 giorni. Ad alimentare le vendite era stato anche il successo di Brand, il dramma precedente di Ibsen.

A differenza di altre opere di Ibsen, Peer Gynt è scritto in versi. Si tratta d'altronde, di un dramma destinato alla lettura, non ad essere rappresentato sul palcoscenico. Le difficoltà dovute ai rapidi e frequenti cambi di scena (compreso un intero atto che si svolge nell'oscurità assoluta) lo rendono comunque di difficile rappresentazione. L'ambientazione fantastica ne fa un lavoro lontano dal realismo "naturalista" delle opere della maturità di Ibsen.

[modifica] Trama

Peer Gynt può essere considerata una commedia dolceamara incentrata sulla figura di un eccentrico antieroe norvegese. Peer Gynt è il figlio di Jon Gynt, uomo un tempo ricco e rispettato. Diventato un ubriacone e perso tutto il suo denaro, Jon lascia Peer e sua madre Åse a vivere nella povertà. Peer vuole recuperare il suo onore e le ricchezze che il padre ha perso, ma si perde spesso in sogni ad occhi aperti, e si trascina senza far nulla per la maggior parte del tempo. Viene coinvolto in una rissa e diventa un fuorilegge. Quindi fugge dal suo paese e durante la sua fuga incontra prima tre giovani vedove amorose e poi una donna vestita di verde, la figlia del re dei trold, che lo vuole sposare.

Solveig, che Peer aveva incontrato ad un matrimonio e di cui si era innamorato, lo raggiunge alla sua capanna nella foresta per vivere con lui, ma lui la lascia e parte per i suoi viaggi. Rimane lontano per diversi anni, calandosi in diversi ruoli e occupazioni incluso quello di uomo d'affari impegnato in una spedizione sulle coste del Marocco. Vaga attraverso il deserto, passa il Memnone e la Sfinge. Diventa anche un capo Beduino e un profeta. Prova a sedurre Anitra, figlia di un Beduino, e finisce segregato in un manicomio al Cairo. Qui viene salutato come imperatore. Infine, ormai vecchio sulla strada di ritorno a casa, fa naufragio. Tra i passeggeri ha incontrato il Passeggero Sconosciuto, considerato da alcuni studiosi il fantasma di Lord Byron. Il Passeggero Sconosciuto vuole usare il cadavere di Peer per scoprire dove si trovano i sogni.

Tornato a casa in Norvegia, Peer Gynt assiste al funerale di un paesano, ed a un'asta, dove lui vende tutto ciò che aveva dalla sua vita precedente. Peer incontra il fonditore di Bottoni, il quale sostiene che l’anima di Peer deve andare nel crogiolo di un fonditore insieme ad altri oggetti fusi mal riusciti se lui non è in grado di dire quando nella sua vita è stato “sé stesso”, e un personaggio chiamato l'Uomo Magro (che probabilmente è il Diavolo), il quale crede che Peer non sia un vero peccatore da mandare all'inferno.

Peer, molto confuso, finalmente raggiunge Solveig. Lei lo ha aspettato nella capanna da quando lui se ne è andato. Solveig gli dice che lui è sempre stato sé stesso nella fede, speranza ed amore che lei prova da sempre per lui. Con il suo amore Peer viene finalmente redento.

[modifica] Le musiche di scena di Grieg

Quando, dopo alcuni anni, decise di portare il Peer Gynt sulle scene teatrali, Ibsen chiese a Edvard Grieg di comporre le musiche di scena. Dal momento che allestire i lavori più lunghi di Ibsen, come appunto Peer Gynt, è estremamente difficile e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma. Tanto più che oltre dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e 55), che diventarono le sue composizioni più popolari. Solo la prima delle due canzoni di Solveig fu inserita nelle suite, affidandone la melodia ai violini.

Lo stesso Grieg realizzò una riduzione pianistica delle due suite. La canzone di Solveig fu inserita anche nei pezzi per pianoforte op. 52, una raccolta di trascrizioni di lieder. Il suo incipit ha però un'origine più lontana, in quanto proviene dalla canzone popolare norvegese Jeg lagde mig så silde, che lo stesso Grieg trascrisse sia per voce che per pianoforte.

[modifica] Struttura delle musiche di scena

  1. Alle nozze (preludio all'atto I)
  2. Processione nuziale
  3. Halling
  4. Springar
  5. Il ratto della sposa: Lamento di Ingrid (preludio all'atto II)
  6. Peer Gynt e le villanelle (melologo)
  7. Peer Gynt e la donna in verde
  8. (melologo)
  9. Nell'antro del re della montagna (coro e melologo)
  10. Danza della figlia del re della montagna
  11. Peer Gynt inseguito dai troll (coro e melologo)
  12. Peer Gynt e il tortuoso (melologo)
  13. La morte di Åse (preludio all'atto III e melologo)
  14. Il mattino (preludio all'atto IV)
  15. Il ladro e il ricettatore (voci soliste)
  16. Danza araba (voce solista e coro)
  17. Danza di Anitra
  18. Serenata di Peer Gynt (voce solista)
  19. Peer Gynt e Anitra (melologo)
  20. Canzone di Solveig (voce solista)
  21. Peer Gynt davanti alla statua di Memnone
  22. Il ritorno a casa di Peer Gynt: sera tempestosa sul mare (preludio all'atto V)
  23. Naufragio (melologo)
  24. Solveig canta nella capanna (ripresa della melodia della canzone)
  25. Scena notturna (melologo e coro)
  26. Inno di Pentecoste: «Benedetto sia il giorno» (coro)
  27. Ninna-Nanna di Solveig (melologo, voce solista e coro)

[modifica] Struttura delle Suite

[modifica] Op. 46

  • Il mattino
  • La morte di Åse
  • La danza di Anitra
  • Nell'antro del re della montagna

[modifica] Op. 55

  • Lamento di Ingrid
  • Danza araba
  • Il ritorno a casa di Peer Gynt
  • Canzone di Solveig

[modifica] Le musiche del Peer Gynt di Grieg al cinema

Alcune parti delle suite, specialmente «Il mattino», «Nell'antro del re della montagna» (ben descritto come il can-can dei troll) e l'elegia per archi «La morte di Åse», sono state spesso impiegate nel cinema (il motivetto fischiettato dal protagonista di M - Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang è proprio «Nell'antro del re della montagna» (anche se, nella versione italiana, è stato 'storpiato'), presente anche nel film del 2011 Hanna (film) e utilizzato come sottofondo musicale nella scena della gara di canottaggio di The Social Network di David Fincher e anche in alcune scene di L'uomo, la donna, la bestia di Alberto Cavallone) e nella pubblicità, oltre ad essere state riarrangiate per numerosi altri progetti musicali (Hall of the Mountain King, del gruppo metal Savatage e del gruppo Hard Rock Rainbow nell'album Stranger in Us All, dalla E.L.O. (Electric Light Orchestra), nonché nelle ultime battute del primo album da solista di Rick Wakeman Journey to the Centre of the Earth). Inoltre, la musica di «Nell'antro del re della montagna» è cantata come 'Canzone del Perfido' da Gambadilegno/Capitano Pietro nel cartone animato Disney I tre moschettieri.

[modifica] Curiosità

  • «Il mattino» fu usato negli anni '70 per il Carosello dell'Olio Sasso.

[modifica] Altri progetti

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