Mars Attacks!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mars Attacks!
Mars Attacks.JPG
Una scena del film
Titolo originale Mars Attacks!
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1996
Durata 101 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia, fantascienza, azione
Regia Tim Burton
Soggetto Jonathan Gems
Sceneggiatura Jonathan Gems
Produttore Tim Burton, Larry J. Franco
Casa di produzione Warner Bros. Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Storyboard Timothy Burgard, Robin Richesson, Pete von Sholly
Art director John Dexter, James Hegedus
Character design Tim Burton, Tony Hudson
Animatori Larry Odien, Chris Armstrong, Kyle Balda, Linda M. Bel, Patrick Bonneau, Sue Campbell, Bruce Dahl, Peter Daulton, Lou Dellarosa, Jenn Emberly, Tim Harrington, Jason Ivimey, Heather Knight, Julija Learie, Victoria Livingstone, Neil Michka, Julie Nelson, David Parsons, Magali Rigaudias, Trish Schutz-Krause, Scott Wirtz, Brad Woods
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Chris Lebenzon
Effetti speciali Michael Lantieri, Industrial Light & Magic
Musiche Danny Elfman
Scenografia Wynn Thomas
Costumi Colleen Atwood
Trucco Julie Hewett, Norma Lee, Candace Neal, Robin L. Neal, Ve Neill, Valli O'Reilly, Julie C. Steffes, Joy Zapata, Gary Archer, Barry R. Koper, Barbara Lacy, Brian Penikas, Bron Roylance
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Mars Attacks! è un film satirico del 1996 diretto da Tim Burton. La pellicola è una commedia nera, una parodia con toni macabri della fantascienza (soprattutto film di serie B) degli anni cinquanta. La storia, l'ambientazione e la fisionomia degli alieni sono basate su una vecchia celebre serie di figurine, in omaggio ad un tipo di caramelle in voga negli anni sessanta. Il film presenta un cast ricchissimo, vi sono numerosi camei e apparizioni speciali: Jack Nicholson, Danny DeVito, Michael J. Fox, Tom Jones, Glenn Close, Pam Grier, Jack Black e molti altri.

Il film è largamente basato sugli effetti speciali (curati dalla Industrial Light & Magic). Inizialmente i marziani dovevano essere animati con la tecnica dello stop motion, ma la produzione decise per la computer grafica e il progetto passò da Barry Purves alla Industrial Light & Magic di George Lucas. La colonna sonora è interamente di Danny Elfman, tranne la musica utilizzata come arma contro i marziani, una canzone del cantante country Slim Whitman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Non molto tempo dopo un avvistamento UFO, la Terra viene circondata da dei dischi volanti provenienti da Marte. Nonostante l'ostilità dei vertici militari, lo staff del presidente degli Stati Uniti d'America Jim Dale sceglie la via della moderazione per opportunismo politico. Per stabilire il primo contatto viene organizzato un comitato di accoglienza a Pahrump, Nevada.

La vicenda viene seguita non solo dalle alte sfere ma anche da gente comune: il giovane fornaio Richie Norris è sfavorito dall'amore della sua famiglia per il fratello militare ed è sorretto dall'affetto dell'anziana nonna, l'ex pugile Byron Williams lotta con un lavoro umiliante e sottopagato in una Las Vegas ipercorrotta per riunirsi con la moglie Louise e seguire i due figli.

All'incontro i marziani diffondono un messaggio di pace tramite il traduttore universale del prof. Kessler ma - alla vista di una colomba liberata da un hippie - vaporizzano quasi tutti i presenti. La loro intenzione è palesemente bellicosa e si rivelano essere particolarmente infidi, sadici e violenti. L'ecatombe è totale. Andandosene via, portano con sé l'eterea giornalista Nathalie Lake e il suo cane chihuahua, sui quali condurranno crudeli quanto comici esperimenti. Il Presidente si fa convincere che ci sia stato un "fraintendimento culturale" e cerca di negoziare con i Marziani. Invitati al Congresso, compiono un'ulteriore strage e rapiscono Kessler per sottoporlo ad esperimenti come Nathalie.

Per eliminare il presidente, i Marziani infiltrano una loro agente travestita da femme fatale nella Casa Bianca. La Marziana ne uccide il lascivo segretario Jerry Ross, che l'aveva fatta entrare irretito dal look sensuale, ma alla fine fallisce e viene uccisa a sua volta. L'analisi del cadavere rivela che essi respirano azoto. Infuriato, l'imperatore di Marte ordina l'invasione della Terra con dischi volanti e immense armature robotiche che seminano caos, morte e devastazione: sono distrutti in modo plateale il Big Ben, la Torre Eiffel, il Taj Mahal, la Piramide di Cheope, il Washington Monument, Las Vegas, l'Isola di Pasqua. Le effigi dei presidenti del Monte Rushmore vengono riscolpite al laser in volti marziani.

Le armate marziane devastano il pianeta. Il Presidente si convince della loro immensa crudeltà dopo la morte della moglie Marsha Dale. Il generale Decker ottiene finalmente il via libera all'impiego dell'arsenale nucleare: viene lanciato così un potente missile atomico che gli alieni neutralizzano con un'esilarante controarma a trombetta. Gli invasori conquistano il quartier generale e lo stesso Presidente soccombe infilzato dalla bandiera marziana, non prima di aver tentato di convincerli a unire le forze e convivere insieme pacificamente.

Casualmente il giovane Richie Norris scopre il punto debole dei Marziani: la frequenza tonale della musica country, che li fa esplodere la testa. Utilizzando la canzone preferita della nonna, (Indian Love Call cantata da Slim Whitman), il suono viene irradiato ovunque. Gli invasori Marziani vengono rapidamente e definitivamente annientati. Le teste dissezionate di Kessler e di Nathalie, che durante l'invasione dei Marziani si sono innamorati, riescono a scambiarsi un bacio prima che il loro disco volante affondi in mare.

Tra le rovine del campidoglio di Washington, Richie e sua nonna sono decorati con la Medaglia d'Onore conferita dalla la figlia adolescente del presidente, Taffie Dale. Byron ritrova la famiglia dopo avere lottato e sconfitto gli invasori nel Nevada. La Terra è salva grazie alle persone normali e oneste mentre tutto l'apparato politico, economico e mediatico, che aveva palesato la propria meschina debolezza e bassezza d'animo di fronte a una situazione tragica per l'intero pianeta, è stato disintegrato dagli alieni. La conclusione è sulle note di It's Not Unusual cantata dallo stesso Tom Jones sopravvissuto all'invasione marziana in uno scenario idilliaco fatto di nuova purezza, natura e animali selvatici.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film, costato circa 70 milioni di dollari, ne ha incassato solo la metà in patria, mentre grazie ai risultati conseguiti all’estero gli incassi totali sono stati di 101.371.017 dollari.[1] Un moderato successo commerciale che classificò il film nell’anno della sua uscita ad un non esaltante 39º posto nella classifica degli incassi nazionali. Il 1996 fu invece dominato proprio dal suo concorrente diretto: il blockbuster Independence Day con i suoi 306 milioni di incassi nazionali.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Mars Attacks! polarizzò la critica americana. Su Rotten Tomatoes il film ha ricevuto il 51% di recensione positiva, Roger Ebert apprezzò gli omaggi ai film di fantascienza degli anni cinquanta. Jonathan Rosenbaum scrisse una critica positiva sul film, apprezzando la comicità surreale e lo humor nero presenti, descrivendo scherzosamente il film come "un incrocio tra Il dottor Stranamore e Gremlins".[2] Alcuni però hanno trovato addirittura delle analogie con il "fratello maggiore" Independence Day. Tim Burton stesso si difese: "È stata una pura coincidenza, nessuno me ne aveva parlato. Ma credo solo che per il genere sia simile, fondamentalmente credo che Independence Day sia diverso nel tono, è stato diverso in tutto. Sembrava quasi come se avessimo fatto una versione Mad Magazine di Independence Day." All'estero invece il film fu accolto più positivamente.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto degli alieni è ispirato ad una serie di figurine di science fiction pubblicate nel 1962 negli Stati Uniti. Le figurine illustravano la storia dell'invasione della Terra da parte di una popolazione aliena ostile e crudele. Erano anche mostrati i bizzarri metodi di attacco, tortura e massacro utilizzati dai marziani. Le figurine diventarono molto popolari fra i ragazzini dell'epoca, ma il contenuto esplicitamente violento e i riferimenti sessuali contenuti in esse portarono la compagnia distributrice a fermarne la produzione a causa delle molteplici proteste ricevute dalle associazioni dei genitori. Parimenti, gli alieni ritratti nelle figurine erano, a loro volta, palesemente ispirati ai mutanti allevati dal popolo dei metaluniani nel famoso film Cittadino dello spazio del 1955. Il loro volto (come quello di vari alieni malvagi ritratti nelle riviste pulp dell'epoca d'oro della fantascienza) ricorda l'aspetto di un cranio umano, con un enorme cervello. Hanno una tuta spaziale verde con delle bombole piene di azoto retrostanti e un enorme casco per respirare, inoltre l'ambasciatore marziano indossa, sopra la tuta, un brillante mantello rosso; il soprabito dell'imperatore invece è blu.

La sala all'interno della Casa Bianca dove il Presidente Nicholson prende le più importanti decisioni riguardo all'invasione dei marziani ricorda, per certi versi, la War Room ("stanza dei bottoni") nel capolavoro di Stanley Kubrick Il Dottor Stranamore. Va ricordato che nella realtà non esiste alcuna War Room all'interno della Casa Bianca.

La tecnica di jamming per uccidere i marziani curiosamente ne ricorda una adoperata durante la seconda guerra mondiale in Finlandia, dove la canzone popolare Säkkijärven polkka fu utilizzata per localizzare e far brillare una decina di mine sovietiche.[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Mars Attacks! (1996) - Box Office Mojo, boxofficemojo.com, 19 aprile 2011. URL consultato il 19 aprile 2011.
  2. ^ Jonathan Rosenbaum, Flirting With Disaster in Chicago Reader. URL consultato il 15 aprile 2009.
  3. ^ (FI) Ensimmäinen radiomiina ja Säkkijärven polkka., intervista al generale Lauri Sutela sul sito delle Forze armate finlandesi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]