Edward mani di forbice

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Edward mani di forbice
Edmadifor.png
Winona Ryder e Johnny Depp in una scena del film.
Titolo originale Edward Scissorhands
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1990
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere fantastico, drammatico, romantico
Regia Tim Burton
Soggetto Tim Burton, Caroline Thompson
Sceneggiatura Caroline Thompson
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi, Caroline Thompson
Produttore esecutivo Richard Hashimoto
Casa di produzione Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox Italia (1991)
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Colleen Halsey, Richard Halsey
Effetti speciali Stan Winston
Musiche Danny Elfman
Scenografia Bo Welch
Costumi Colleen Atwood
Trucco Irene Aparicio, Fern Buchner, Bridget Cook, Selena Evans-Miller, Matthew W. Mungle, Ve Neill, Rick Provenzano, Kim Santantonio, Susan Schuler-Page, Werner Sherer, Liz Spang, Rick Stratton, Yolanda Toussieng, Mary Ann Valdes, Lynda Kyle Walker, Brad Wilder, Stan Winston, Steve LaPorte
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Non mi ha finito. »
(Edward)

Edward mani di forbice (Edward Scissorhands) è un film di Tim Burton del 1990, con Johnny Depp. Il film segna l'inizio di una sempre più stretta collaborazione tra lui e il regista, nonché l'instaurarsi definitivo della collaborazione tra il regista e il compositore Danny Elfman.

Il film è una fiaba drammatica situata in un'esagerata e altamente stereotipata visione del sobborgo americano e della tipica famiglia americana che vi abita. Combina intenzionalmente i cliché e gli stili cinematografici degli anni cinquanta, sessanta e ottanta. Il concetto, e molti dei temi di Edward mani di forbice possono essere comparati al romanzo gotico inglese Frankenstein di Mary Shelley e alla leggenda francese de La bella e la bestia.

La critica acclamò il film come un racconto senza tempo sull'amicizia; è spesso citato come il miglior film di Burton[1], anche se il successo fu modesto al botteghino, guadagnando 56 milioni di dollari in tutto il mondo.[2] Il regista considera Edward mani di forbice come il film che più incarna il suo lavoro personale.

Da sottolineare la presenza tra gli attori di Vincent Price, di cui il regista è sempre stato un gran estimatore (vedi il cortometraggio Vincent del 1982). Il film sarà il penultimo dell'artista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Una notte, una vecchia signora racconta alla nipotina la storia che spiega l'origine della neve come fiaba della buonanotte. Racconta così le vicende di un ragazzo chiamato "Edward", che possedeva delle forbici al posto delle mani, perché egli era in realtà un essere umano artificiale creato da un inventore, che morì per un infarto prima che potesse "completarlo".

Molti anni dopo la creazione di Edward, la rappresentante dei cosmetici Avon Peggy Boggs visita la villa gotica localizzata in cima alla collina della città, dove trova Edward tutto solo e isolato. Realizzando che l'essere dalle dita taglienti è innocuo, Peggy decide di portarlo a casa sua nella radiosa cittadina dove vive. Nonostante il contrasto dell'oscuro ed intimidatorio aspetto di Edward con le colorate persone del quartiere, egli stringe una sincera amicizia con il figlio minore di Peggy, Kevin, e col marito Bill. Fra l'altro, Edward si innamora perdutamente della bellissima Kim, la figlia adolescente di Peggy, nonostante l'iniziale terrore che Kim prova per lui.

Gli altri abitanti del quartiere di Peggy sono impressionati seppur incuriositi da Edward, che si rivela abilissimo nel creare sculture vegetali con i cespugli utilizzando le lunghe lame che possiede al posto delle mani; in seguito Edward applicherà questo suo talento anche per creare degli strabilianti tagli di capelli alle vicine di casa. Così nell'intero vicinato nasce un sentimento di fiducia e simpatia nei confronti di Edward, tranne che per due individui: la fanatica religiosa Esmeralda (convinta che Edward sia il diavolo) e Jim, il fidanzato di Kim. La signora Joyce Monroe, la impicciata e snob vicina di casa di Peggy, desidera fare soldi sfruttando il talento di Edward, proponendogli di aprire insieme un salone di bellezza dove egli applicherà le sue abilità, arrivando addirittura a cercare di sedurre sessualmente Edward, che scappa da lei in stato di shock.

Intanto Jim, desideroso di comprarsi un furgone nuovo, si approfitta di Edward facendogli aprire le serrature delle porte della villa dei suoi genitori con le sue lame, e una volta preso i soldi e suonato l'allarme, fugge via abbandonando Edward in casa, che viene ingiustamente accusato di furto e arrestato. Kim è l'unica che si oppone volendo aiutare Edward ma viene portata via a forza da Jim. Peggy riesce a farlo uscire di galera dopo che un esame psicologico abbia rivelato che Edward, per via del lungo isolamento dalla società che ha vissuto, viva senza un vero e proprio senso di realtà e pensiero logico, e senza l'aiuto di qualcuno non abbia saputo distinguere chiaramente la differenza tra bene e male. Nel frattempo, infuriata dal rifiuto di Edward, Joyce lo accusa ingiustamente di tentato stupro nei suoi confronti. Questa forte accusa, unita all'arresto per furto e alle continue calunnie di Esmeralda, rovina la reputazione di Edward presso il vicinato.

Durante il periodo natalizio Edward è rifiutato ed evitato da tutti, tranne che dalla famiglia Boggs, che di conseguenza diventa malvista dal vicinato come l'ospite. Kim ringrazia Edward per non avere detto niente riguardo a loro alla polizia e gli chiede scusa per l'accaduto. Con sorpresa Edward ammette che sapeva che quella era la casa di Jim, e che non aveva detto niente perché a chiedere di aiutarlo era stata lei. Mentre preparano gli addobbi, Edward si mette a scolpire la statua di ghiaccio di un angelo e ad ogni rapido colpo di lama, produce un getto di fiocchi di neve, sotto i quali Kim si mette a danzare affascinata. Improvvisamente Jim la richiama ad alta voce e Kim, girandosi di scatto, si graffia la mano con le lame di Edward. Jim se la prende poi ingiustamente con Edward, affermando che lui abbia volontariamente ferito la ragazza. Offeso, Edward corre via strappandosi i vestiti che gli avevano regalato e girovagando per il quartiere furioso distruggendo le sue opere. Questo attira l'attenzione dei vicini che impauriti chiamano la polizia. Kim, arrabbiata per il modo in cui Jim tratta Edward, rompe il fidanzamento con lui. Mentre Kim si fa curare dalla madre, Peggy ammette di essersi pentita nell'avere portato Edward fra la gente, non considerando le conseguenze che lo avrebbero potuto far soffrire, e pensa che la cosa migliore per Edward sia che torni al castello.

Mentre Peggy e Bill escono a cercarlo, Edward ritorna a casa da Kim, e questa lo abbraccia felice che stia bene. Jim, infuriato per il fidanzamento rotto da Kim, non sopporta l'idea che lo abbia lasciato e decide di tornare indietro. Improvvisamente Edward, per impedire che Jim investa Kevin, che sta tornando dalla casa di un amico, con il furgone, salta addosso al ragazzino per spingerlo al sicuro e senza volerlo lo ferisce lievemente al volto. I vicini però, che hanno assistito alla scena, sono convinti che Edward avesse attaccato il bambino. A peggiorare la situazione è Jim che si avventa su Edward sbattendolo per terra e lui per liberarsi lo ferisce alla spalla. La polizia arriva e Edward scappa rifugiandosi nel suo castello. Il poliziotto che lo ha assistito in prigione, comprendendo il suo stato e intuendo che non è stata colpa di Edward, decide di lasciarlo andare, sparando dei colpi per simulare la sua uccisione e intimando alla gente di andarsene. Il vicinato tuttavia non gli presta ascolto, ed irrompe nei giardini del castello.

Edward si rifugia nella sua villa e scopre che Kim lo ha seguito. Anche Jim raggiunge l'abitazione di Edward e lo attacca con l'intenzione di ucciderlo. Dopo aver spintonato Kim, Jim viene infilzato da Edward e precipita dalla finestra della villa sotto gli occhi del vicinato, che nel frattempo li aveva raggiunti. Kim confessa ad Edward l'amore che nutre nei suoi confronti e se ne va via dopo aver scambiato un bacio d'addio. Dopo aver preso un pezzo di ricambio di Edward, Kim lo mostra ai vicini, dicendo loro che Edward è morto per il crollo del tetto e che i due ragazzi si sono uccisi a vicenda. I vicini, abbagliati e anche rattristati dalla notizia, si allontanano dalla villa e tornano a casa.

La vecchia signora che raccontava la storia alla nipotina si rivela essere Kim, e finisce il racconto dicendo che da allora non ha mai più rivisto Edward. Afferma anche di aver deciso di non visitarlo ritornando alla villa (siccome Edward sembra essere immortale per via della propria natura artificiale) perché vuole che Edward la ricordi con il suo aspetto da giovane. Aggiunge però che, dalla sua scomparsa, ogni Natale cadeva la neve nel vicinato, cosa che non avveniva mai prima. Infatti è Edward che fa nevicare scolpendo ogni inverno delle statue di ghiaccio, e viene mostrato scolpire appassionatamente vedendoci danzare la giovane Kim, nell'ultima, toccante, scena del film.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Edward mani di forbice si hanno nei disegni d'infanzia del regista Tim Burton, che rifletteva così i suoi sentimenti di isolamento e d'incapacità di comunicazione con le persone intorno a lui. Burton affermò che era spesso solo ed aveva problemi ad intrattenere amicizie. «Avevo la sensazione che le persone avevano semplicemente quest'impulso a lasciarmi da solo per qualche ragione, non so esattamente perché.» Commentò anche che «[questa cosa era] associata subcoscientemente ed era connessa ad un soggetto che voleva toccare ma che non poteva; che era sia creativo che distruttivo». Burton affermò che «nel business cinematografico, nel successo, nella vita ad Hollywood o nella mia infanzia, tre parole si ripetono con una regolarità che si rianima nelle orecchie di ogni mia introflessione: paura, pericolo e, più frequente di tutte, incorporeità. Così mi chiedo perché ogni cosa mi sembra incorporea?»[3] Inoltre, Burton cita l'influenza di Frankenstein di Mary Shelley, del Fantasma dell'opera di Gaston Leroux, del Gobbo di Notre-Dame di Victor Hugo, di King Kong e de Il mostro della laguna nera.

Dopo il successo di Pee-wee's Big Adventure (1985), Burton portò l'idea ai suoi agenti della William Morris Agency, dove questi lo presentarono a Caroline Thompson, pensando che i due potessero lavorare insieme. Burton lesse una storia breve di lei intitolata Primogenito, che parlava di un aborto che ritornava in vita. Affermò anche che la storia dipingeva un tono che lui stesso voleva per il film. Durante la pre-produzione di Beetlejuice - Spiritello porcello (1988) seppe che lei era la più adatta a scrivere il copione, pagandola con qualche migliaia di dollari di sua tasca, e così, commissionò la Thompson per scriverne la sceneggiatura. Nella Thompson, Burton trovò uno spirito affine che avrebbe poi scritto la sceneggiatura per altri progetti lungometrati di Burton, come Nightmare Before Christmas. Caroline Thompson affermò che scrisse la sceneggiatura come fosse per una "poesia d'amore" rivolta a Burton, chiamandolo «la persona più articolata che conosca, ma che non riuscirebbe a mettere insieme una sola frase». Inizialmente Burton aveva il piano di realizzare il film come un musical, spiegando che «mi sembrava grande e operistico», ma poi abbandonò l'idea.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Il cast ed il gruppo spese dodici settimane nelle riprese in Florida, dove trovarono una comunità occupata nella quale poter filmare, la suddivisione di Carpenter's Run a Lutz. Riguardo alla location, in accordo con le decisioni dello scenografo Bo Welch, essa doveva essere "un tipo di generico sobborgo pianeggiante, che rendemmo il più banale possibile dipingendo tutte le case in un colore pastello sbiadito, e riducendo le dimensioni delle finestre per farlo sembrare un po' più paranoico."[4] Sessanta differenti case furono ritinteggiate per la visione suburbana di Tim Burton, tutte quante erano abitate e gli occupanti furono d'accordo nel cambiare i loro colori esterni abbaglianti.

Il regista affermò riguardo al film ed alla scenografia che "Molto di essa rappresentava per me un ricordo della mia crescita in periferia. Non è un cattivo posto. È un posto bizzarro. È un luogo in cui alcune persone crescono e si chiedono "Perché ci sono resine d'uva sul muro?" (ma altri no). Tentammo di renderlo divertente e strano senza essere critici. È un posto in cui è presente molta integrità." La produzione poi si trasferì in un set di Los Angeles, California, per riprendere le scene del palazzo.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Danny Elfman, che collaborò precedentemente con Burton in Pee-wee's Big Adventure, Beetlejuice - Spiritello porcello e Batman fu ingaggiato per comporre la musica. Elfman descrive tre temi che appaiono nel film, il primo è il "Tema Principale" (con ciò che lui chiama "lo stile del libro di storie"). L'"emozionale" (o secondo tema) è caratterizzato da Kim nonna mentre racconta alla sua nipotina la favola prima di andare a letto. Elfman affermò che questo era l'originale "Tema di Edward" così come una possibile musica per il tema principale, ma entrambi Burton ed Elfman decisero di abbandonare l'idea.[5] Credeva che questo pezzo creava "il cuore del personaggio". "Il Ballo di Ghiaccio", la composizione più riconoscibile, conclude il terzo ed ultimo tema. Elfman prese anche a comporre un "Tema Suburbano" seriamente, dipingendolo come un'opportunità per il film. Nella scena in cui Edward taglia i capelli di varie casalinghe del vicinato, Elfman affermò che non fu intenzionale "aggiungere un ritmo da tango tzigano, o spagnolo," definendolo casuale. Elfman descrisse la musica di sottofondo come "attorcigliante il tema" o "i temi che erano stati scritti innocentemente; sembra diventare sempre peggio". Nella scena in cui Edward entra in casa dei Boggs e guarda alle foto di famiglia è il momento musicale che Elfman considera migliore in tutto il film.

Elfman afferma di essere stato sempre alleviato alla fine di un lavoro su un film, ma su Edward mani di forbice si sentì l'esatto opposto, affermando che voleva di più e sperava che il film fosse più lungo. Sinora, Elfman cita il suo lavoro sul film come il suo più personale e favorito film su cui ha lavorato. Inoltre, Elfman lo considera anche come il più difficile a cui ha lavorato, affermando scherzosamente che fu "anche più difficile di Batman". Fu in seguito al suo lavoro su Edward mani di forbice che conquistò il titolo di compositore cinematografico. Nondimeno, Elfman teorizza scherzosamente che i pezzi e le note della colonna sonora appaiono simultaneamente in vari trailer cinematografici o in pubblicità televisive. Elfman fu romanticamente impegnato con la scrittrice Caroline Thompson durante la produzione del film. Inoltre, riguardo alla musica di Elfman, tre canzoni furono interpretate da Tom Jones, le quali appaiono alla fine del film. Elfman stesso riconosce Burton come creativo nello scegliere le canzoni "It's Not Unusual", "Delilah" e "With These Hands". "It's Not Unusual" sarebbe poi apparsa in Mars Attacks! (1996), altro film di Burton in collaborazione con Elfman e con lo stesso Tom Jones che appare nel film come cammeo.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Edward mani di forbice fu proiettato la prima volta in America il 7 dicembre 1990 e guadagnò 6.325.249 dollari nella sua settimana d'apertura. Ciò fu causa di una certa delusione per la 20th Century Fox, che pensava potesse battere il Batman (1989) dello stesso Burton e l'E.T. l'extra-terrestre (1982) di Steven Spielberg.[6] Benché fu ben anticipato con un po' di pubblicità (soprattutto per passaparola)[7] avrebbe alla fine conquistato un modesto guadagno di 56.362.352 dollari, a livello mondiale, potendo così superare la spesa di produzione iniziale di 20 milioni.[2] Box office a parte, il film divenne il più alto guadagno della 20th Century Fox nel 1990.[8] Fu però ottimo il risultato al VHS, lanciato nel 1991 e che guadagnò 27.500.000 dollari per il solo noleggio.[9]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'aspetto di Edward, soprattutto capelli e trucco è ispirato a Robert Smith, frontman e leader del gruppo The Cure, al quale Tim Burton chiese perfino di scrivere la colonna sonora del film. Ma il cantante in quel momento era occupato con la registrazione di Disintegration
  • Johnny Depp dice solo 169 parole in tutto il film
  • L'idea per il film è ispirata ad un disegno che Tim Burton fece da bambino
  • Alcune delle sculture topiarie fatte da Edward possono essere ammirate ancora oggi al ristorante di New York "Tavern On the Green"
  • Nel film Alice in Wonderland (anche questo di Tim Burton) si possono notare le sculture di Edward nel giardino della regina rossa
  • Alcuni robot della fabbrica di biscotti hanno la faccia che ricorda molto quella di Jack Skeletron, anch'esso inventato da Tim Burton
  • Nel film, durante la cena a casa di Kim, Jim parla di alcuni accessori che suo padre si è comprato, tra cui "compact disc e registratore"; ma la storia è ambientata presumibilmente intorno agli anni '50 - '60 e quindi questo non è possibile, in quanto queste cose non erano ancora state inventate
  • Nell'album raccolta di Francesco Baccini Baccini and Best Friends il cantante genovese duetta con Angelo Branduardi nella canzone Mani di forbice, ispirata proprio al tema del film di Tim Burton (come suggerisce il titolo della canzone)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Edward Scissorhands at Metacritic; accessed January 22, 2007.
  2. ^ a b Edward Scissorhands (1990), Box Office Mojo. URL consultato il 12 giugno 2007.
  3. ^ David Ansen, Donna Foote, The Disembodied Director in Newsweek, 21 gennaio 1991.
  4. ^ Laurie Halpen Smith, Look, Ma, No Hands, or Tim Burton's Latest Feat in The New York Times, 26 agosto 1990.
  5. ^  . 20th Century Fox, , 1998
  6. ^ Paul Francis, Burton officially decides to commit for 'Batman Sequel' in The Salt Lake Tribune, 4 marzo 1991.
  7. ^ Anne Thompson, Fox assemble a series of low-key approaches in Sun-Sentinel, 5 dicembre 1990.
  8. ^ (EN) 1990 Domestic Grosses, Box Office Mojo. URL consultato il 25 dicembre 2009.
  9. ^ (EN) Box Office and Business for Edward Scissorhands (1990), IMDB. URL consultato il 16 dicembre 2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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