La Terra contro i dischi volanti

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La Terra contro i dischi volanti
Titolo originale Earth vs. the Flying Saucers
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1956
Durata 83 min
Colore B/N (colorato negli anni ottanta)
Audio sonoro
Genere drammatico, fantascienza
Regia Fred F. Sears
Soggetto Donald E. Keyhoe (libro), Curt Siodmak, Ray Harryhausen
Sceneggiatura George Worthing Yates, Bernard Gordon
Produttore Charles H. Schneer
Produttore esecutivo Sam Katzman
Casa di produzione Clover Production
Distribuzione (Italia) C.E.I.A.D. Columbia
Fotografia Fred Jackman Jr.
Montaggio Danny D. Landres
Effetti speciali Ray Harryhausen
Scenografia Paul Palmentola
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La Terra contro i dischi volanti (Earth vs. the Flying Saucers) è un film di fantascienza del 1956 diretto da Fred F. Sears.

Si avvale degli effetti speciali di Ray Harryhausen, il quale animò con la tecnica del passo uno sia gli alieni, sia i dischi volanti (persino le esplosioni degli edifici).

Prodotto in economia e diretto da un regista che solitamente si occupava di film western, La Terra contro i dischi volanti è considerato un piccolo classico, fonte di ispirazione per pellicole successive sul tema delle invasioni aliene.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il dottor Russell Marvin lavora in una base militare al progetto "Sky Hook" , che riguarda la messa in orbita di particolari nuovi e rivoluzionari satelliti.

Viene allora effettuata una lunga serie di lanci, il cui esito si rivela però immancabilmente disastroso. Successivamente si scopre che la causa di tutti questi continui insuccessi va attribuita alla presenza di una gigantesca e misteriosa astronave aliena.

Inizialmente comunque gli alieni non si dimostrano aggressivi, poiché raggiunto il nostro pianeta, essi cercano in un primo tempo il dialogo con i terrestri, cercando di comunicare mediante l’uso di strani messaggi sonori.

In conseguenza della scoperta appena effettuata vengono allertati i comandi militari, e questi, temendo un'aggressione, ordinano immediatamente all'esercito di abbattere la gigantesca astronave, ma ogni tentativo effettuato non porta ad alcun tangibile risultato, poiché essa risulta essere protetta da un fortissimo e impenetrabile campo di energia.

Gli alieni sono dunque involontariamente incappati nelle sperimentazioni della base militare, e solo dopo essere stati aggrediti, reagiscono a loro volta brutalmente, sganciando contro le città della Terra l’enorme e letale flotta di dischi volanti, e pongono a Marvin un terribile ultimatum: "Se le grandi potenze non si arrenderanno immediatamente agli alieni, nel giro di poco tempo la Terra verrà completamente distrutta".

Temendo che gli alieni traducano rapidamente nei fatti questa terribile minaccia, lo scienziato si prodiga in tutti i modi possibili allo scopo di studiare le caratteristiche dei dischi volanti, e nel giro di poco scopre che gli invasori possono essere sconfitti, qualora si riescano ad alterare gli equilibri dei campi gravitazionali che adoperano per proteggersi.

Nel frattempo gli extraterrestri continuano ad attaccare brutalmente, dimostrando la forza e la potenza delle loro terribili armi, devastando Washington, e aggredendo contemporaneamente anche le altre principali città del pianeta, come Parigi, Mosca, Londra.

Marvin frattanto scopre che gli invasori sono travisati e protetti da caschi dotati di strani congegni di traduzione vocale, e che essi indossano tute ingombranti come armature medioevali, ma nel contempo leggerissime.

Marvin infine scopre che gli invasori provengono da un sistema solare che si va disintegrando, e che adoperano una misura del tempo infinitamente più lunga della nostra.

Allo scopo di sconfiggere i terrestri e carpire i segreti della loro difesa, gli alieni non esitano a ricorrere anche al rapimento e al lavaggio del cervello di scienziati e militari.

Lavorando alacremente al suo progetto, Marvin riesce tuttavia a mettere rapidamente a punto l'arma che deve essere utilizzata per combatterli, che si dimostra peraltro molto efficace, e nel giro di poco i terrestri, scoperto il punto debole degli alieni, riescono a volgere la situazione, che appare ormai disperata, a loro favore, sconfiggendoli rapidamente e in modo definitivo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Ray Harryhausen, nel disegnare i dischi volanti, avrebbe tratto la sua ispirazione osservando una fotografia inglese del 1954 che ritrarrebbe un UFO: in effetti il riferimento agli innumerevoli avvistamenti di "oggetti volanti non identificati", di cui la cronaca dell'epoca era piena zeppa è presente anche nell'introduzione del film, con la voce fuori campo, che informa gli spettatori sui numerosi e inquietanti casi di avvistamenti segnalati ovunque.[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Fatto in economia e diretto con una certa approssimazione da un regista di western, La Terra contro i dischi volanti è diventato comunque un piccolo classico al punto da ispirare in diversi momenti Mars Attacks! e, soprattutto, Independence Day. »
(FantaFilm[1])

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il film esce in Italia in piena estate del 1956, doppiato dalla CDC.

Negli anni cinquanta alcuni termini un pochino desueti, per l'epoca naturalmente, non erano ancora ben entrati nell'uso comune con la loro pronuncia corretta. Poteva quindi capitare, come appunto succede in questo film, di sentire pronunciare nella colonna sonora italiana missìle, anziché mìssile, ponendo cioè l'accento sulla seconda "i" e non, come poi entrato nell'uso comune, sulla prima.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), La Terra contro i dischi volanti in Fantafilm.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Luchi, La Terra contro i dischi volanti, in Oltre il Cielo, n° 5, Silvestri Ed., Roma, novembre 1957.
  • Riccardo F. Esposito, La Terra contro i dischi volanti, in Nova Sf*, anno III (XXI), n° 11 (53) ["Le radici del futuro"], Perseo Libri, Bologna 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]