La lupa (film 1953)

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La lupa
Lalupa1.jpg
Ettore Manni e Kerima
Titolo originale La lupa
Paese di produzione Italia
Anno 1953
Durata 93 min
Colore b/n
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Giovanni Verga (novella)
Sceneggiatura Ennio De Concini, Alberto Lattuada, Alberto Moravia, Ivo Perilli
Produttore Dino De Laurentiis e Carlo Ponti
Produttore esecutivo Bianca Lattuada (direttore di produzione)
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Leo Catozzo
Musiche Felice Lattuada, diretta da Franco Ferrara
Scenografia Carlo Egidi
Costumi Dario Cecchi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La lupa è un film del 1953 diretto da Alberto Lattuada. Liberamente tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga, il soggetto cinematografico di Lattuada prende i personaggi e la storia verghiana, ma li ambienta in Basilicata invece che in Sicilia, durante il secondo dopoguerra negli anni cinquanta anziché nell'Ottocento.

Le riprese sono state girate a Matera.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La lupa è una donna di mezza età, bella e focosa, che vive con la figlia Maricchia, poco più che adolescente in un paesino della Basilicata. È usa adescare gli uomini grazie alla sua avvenenza ed ottenerne in cambio favori.

Durante la festa di Sant'Agata, durante la quale la figlia Maricchia interpreta il ruolo della Santa, la lupa conosce Nanni, un giovane soldato, e intraprende con lui una breve relazione.

Successivamente, lo stesso Nanni conosce Maricchia e se ne innamora. Allorché, la lupa, pur di tenere Nanni vicino a sé, favorisce il matrimonio della figlia con Nanni, per poi andare a vivere sotto lo stesso tetto della coppia di giovani sposi.

La lupa, non sazia, cerca di irretire Nanni, il quale, volendo rompere con lei ogni rapporto e vedendo in lei la rovina della sua famiglia, la picchia e la caccia di casa.

Nel frattempo, le donne del paese, piene di odio e di gelosia nei suoi confronti, si coalizzano e cercano di linciarla. Lei fugge, protetta dai carabinieri, nel frattempo intervenuti per reprimere la sommossa, e si rifugia nel magazzino dei tabacchi; qui, pur di non farsi prendere, mentre lancia strali verso la folla inferocita, appicca il fuoco e perisce tra le fiamme.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Film girati a Matera, da sassiweb.it. URL consultato il 15 gennaio 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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