Ivo Perilli

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Ivo Perilli

Ivo Perilli (Roma, 10 aprile 1902Roma, 24 novembre 1994) è stato uno sceneggiatore, regista e scenografo italiano. È padre dell'attrice e doppiatrice Valeria Perilli, e del poeta e saggista Plinio Perilli, avuti dall'attrice Lia Corelli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver frequentato un istituto d'arte, si laurea in architettura, lavorando contemporaneamente nel campo delle produzioni cinematografiche nel periodo muto ricoprendo vari incarichi come scenografo, pittore e costumista. È anche autore di diversi cartelloni cinematografici e pubblicità per i film spesso realizzati direttamente presso le sale cinematografiche.

Nel 1931 l'incontro con Mario Camerini, con cui avrà una lunga collaborazione, per il quale lavora alle scene e costumi per il film Figaro e la sua gran giornata, negli studi della Cines di Roma. Sarà l'inizio di una lunga carriera nel cinema.

Dopo essere stato aiuto regista per Gli uomini, che mascalzoni! (1932), nel 1933 gira il suo primo film, Ragazzo, pellicola sfortunata, perché mentre era già programmata per la visione in varie sale, tutte le copie del film furono ritirate, sembra per ordine dello stesso Mussolini come atto punitivo verso Nino D'Aroma, ideatore del soggetto. L'unica pellicola disponibile fu depositata nella Cineteca del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove venne visionata negli anni dagli studenti, ma nel 1944, un gruppo di militari tedeschi in ritirata verso il nord entrò nel Centro e, dopo aver trafugato varie attrezzature, diede fuoco ai locali: l'unica copia di Ragazzo fu distrutta per sempre.

Dopo il suo primo film come regista continuò la sua attività di sceneggiatore per vari registi, dirigendo negli anni '30 altri due film.

Molto attivo anche nei programmi dell'EIAR e successivamente della RAI, in programmi di varietà, e nel teatro leggero.

Nel 1974, lavora alla sceneggiatura di quello che sarà il suo ultimo film Mio Dio, come sono caduta in basso!.

Muore a Roma a 92 anni, nel 1994.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario dei registi, di Pino Farinotti.
  • Ma l'amore no, di Francesco Savio, Sonzogno Milano 1975.
  • Almanacco Bompiani 1942.
  • Almanacco Bompiani, il teatro di rivista italiano 1975.
  • Il Radiocorriere.

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