La lupa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo film, vedi La lupa (film 1953) oppure La lupa (film 1996).

La lupa è una novella di Giovanni Verga. Fu inclusa nella raccolta Vita dei campi e pubblicata presso Treves nel 1880. È molto interessante la tipologia del personaggio femminile che Verga dà a "La Lupa": una tipologia femminile molto diversa dagli altri personaggi femminili in altre novelle del Verga. È una donna quasi stregonesca e demoniaca con un'alta voracità sessuale: la protagonista infatti arriva ad adescare un giovanotto, che riesce a convincere a sposare la figlia solo per poterlo avere in casa con sé e poterlo sedurre in ogni momento. Il protagonista, esasperato dalle attenzioni della donna e dalla volontà di essere fedele alla moglie, arriverà a uccidere la donna.

Il grande successo spinse Verga a ricavarne un dramma teatrale in un atto, con lo stesso titolo, che fu rappresentato per la prima volta al Teatro Gerbino di Torino il 26 gennaio 1896.

Dal dramma verghiano sono stati tratti due film: uno La lupa del 1953 diretto da Alberto Lattuada; un altro del 1996 interpretato da Monica Guerritore, La lupa, per la regia di Gabriele Lavia.

Altre opere tratte dalla novella sono:

  • La lupa: (dalla tragedia omonima di G. Verga) / 3 atti di Vincenzo De Simone; per la musica di Santo Santonocito
  • La lupa: (dalla tragedia omonima di G. Verga) / riduzione in versi di Franco Pastore.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La novella di Verga racconta di una donna che veniva chiamata “Lupa” perché non era sazia mai delle relazioni con gli uomini. Descrive molto bene la donna fisicamente occhi neri come il carbone, labbra rosse e carnose, seno vigoroso, alta, pallida e magra. Sua figlia Maricchia era triste per il comportamento della madre e sapeva che nessuno mai l’avrebbe presa in sposa anche se era bella e aveva buona dote. Tutte le donne del paese quando passava si facevano il segno della croce perché avevano paura che potesse portare via da loro i mariti e i figli solo con uno sguardo. Un giorno la Lupa si innamorò di Nanni che era un ragazzo che era tornato da poco da un servizio militare e che lavorava nei campi. La lupa una sera gli confessò il suo amore ma lui la respinse dicendole che voleva in sposa sua figlia Maricchia. La Lupa se ne andò via con le mani nei capelli e non tornò da lui per due mesi. Ad ottobre la Lupa si presentò con la figlia da Nanni e li fece sposare. Offrì loro la sua casa a patto che le lasciassero un angolino per dormire. La Lupa aveva vicino a sé Nanni e lo importunava sempre. Egli le chiese più volte di non presentarsi al fienile, ma Nanni cedette ed ebbe una relazione con la Lupa. Maricchia lo venne a sapere e litigò con la madre dandole della ladra e le disse che se avesse continuato ad importunarlo sarebbe andata dal brigadiere, e così fece, e il brigadiere disse alla Lupa di lasciare la casa ma lei rifiutò perché la casa era la sua. Un giorno Nanni ricevette una pedata da un asino nel petto e rischiò la vita. Il sacerdote si rifiutò di confessarlo per timore che la lupa fosse lì. Se ne andò ma tutto tornò come prima e la Lupa continuava a perseguitarlo fino a che Nanni non minacciò di ucciderla. Un giorno, mentre Nanni zappava la vigna, vide la Lupa arrivare e, stanco della tentazione, prese la scure e la uccise.

Lo sviluppo narrativo[modifica | modifica sorgente]

La presentazione della protagonista. La novella inizia con la descrizione della protagonista, le cui caratteristiche fisiche (alta, magra, pallida, con due occhi grandi) richiamano i tratti della strega nell'immaginario popolare, accentuati dal particolare che anche il parroco del paese aveva persa l'anima per lei, nel senso che non era riuscito a redimerla o addirittura ne era rimasto soggiogato. La natura della donna è delineata in poche immagini: il soprannome datole dalla comunità (la Lupa), la metafora dello spolpare gli uomini, che rende l'idea ferina della sua insaziabilità (ella si spolpava i loro figliuoli e i loro mariti) e la prepotente seduzione dello sguardo da satanasso, che aggiunge al ritratto un alone diabolico. Agli occhi del paese le colpe della madre ricadono sulla figlia: come la Lupa è isolata, perché il suo comportamento minaccia l'unità della famiglia, così la buona Maricchia, pur avendo una ricca dote (bella roba... buona terra), è esclusa dall'inserimento sociale e da un matrimonio normale (nessuno l'avrebbe tolta in moglie).

La relazione incestuosa. Dopo la presentazione della protagonista e dell'ambiente, si mettono in moto il meccanismo narrativo, sottolineato dal cambio di tempo verbale (dall'imperfetto narrativo al passato remoto: Una volta la Lupa si innamorò). È introdotto Nanni, un giovane lavoratore cui la donna si dichiara con violenza e passionalità (Te voglio!... Voglio te!). All'inizio il giovane si dimostra indifferente, abbastanza padrone di sé e grettamente interessato agli aspetti economici e alla dote di Maricchia; allora la Lupa, per appagare il proprio desiderio, si serve della figlia e la costringe alle nozze. Ma la sicurezza di Nanni comincia a vacillare ed il giovane, come soggiogato da una forza diabolica, non riesce ad opporsi alla tentazione della suocera. Il proverbio popolare (tra le quindici e l'imbrunire le donne oneste non si fanno vedere in giro) è utilizzato dal narratore come preludio agli eventi che seguiranno e contribuisce a descrivere il clima di una Sicilia arcaica e patriarcale. L'atteggiamento provocatorio e disinvolto della Lupa si inserisce in questo clima come elemento di rottura rispetto alla corrente concezione del femminile. L'espressione proverbiale contiene l'annuncio dell'incesto che sta per compiersi e l'implicito giudizio di condanna. I fatti si intuiscono dai comportamenti dei personaggi: prima la tentazione (trovandosela dinanzi ritta, pallida, col petto prepotente, e gli occhi neri come il carbone), poi il rimorso (Andatevene! Andatevene! non ci venite più nell'aia), poi l'attesa carica di desiderio (Ma... quando tardava a venire, nell'ora fra vespero e nona, egli andava ad aspettarla in cima alla viottola bianca e deserta) ed ancora la disperazione. L'attrazione erotica diventa per Nanni un incantesimo infernale (tentazione... dell'inferno!) nel contrasto tra desiderio e volontà, fino alla tragica conclusione.

Amore e morte. Il momento di massima tensione narrativa coincide con lo scioglimento (Sentite! le disse...). Ma la Lupa, ferma nel suo proposito di dominio sul genero, preferisce morire piuttosto che vivere senza di lui (Ammazzami... ché non me ne importa; ma senza di te non voglio starci) e quando tornerà dal giovane, avanzando con atteggiamento di sfida, non conoscerà pentimenti e si offrirà alla morte con la coerenza e la forza di un'eroina. Nanni, al suo cospetto, balbetta, è esitante, incerto, pallido e stralunato, perdente nonostante tutto.

La funzione dello spazio[modifica | modifica sorgente]

La rappresentazione spaziale è realistica, ma lo spazio tende ad assumere significati diversi, in alcuni casi anche simbolici. I personaggi agiscono in spazi interni ed esterni: la casa indica il rispetto dei valori più radicati della comunità, come il matrimonio e la famiglia (Maricchia stava in casa ad allattare i figliuoli), mentre i campi bruciati dall'afa estiva alludono alla loro profanazione (in quell'ora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femminile buona, la gnà Pina era la sola anima viva che si vedesse errare per la campagna, sui sassi infuocati delle viottole, fra le stoppie riarse dei campi immensi che si perdevano nell'afa).

L'ambientazione è fortemente simbolica: l'atmosfera torrida del paesaggio rinvia alla passione irrefrenabile della Lupa (le ore calde di giugno, i sassi infuocati, le stoppie riarse, l'afa) ed il delitto avviene nei campi, sotto il sole che fa luccicare la scure: i colori dominanti sono il nero degli occhi della Lupa (la morte), in contrasto con il bianco del pallore di Nanni (la paura), e il rosso dei papaveri, simbolo della perversa passione rusticana (il papavero è velenoso) e del sangue della Lupa colpita dalla scure di Nanni (amore e sangue).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura