Gabriele Lavia

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Gabriele Lavia in Zeder (1983)

Gabriele Lavia (Milano, 10 ottobre 1942) è un attore teatrale, attore cinematografico, doppiatore, regista teatrale e regista cinematografico e d'opera lirica italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figura tra le più rappresentative del teatro italiano degli ultimi quarant'anni, Gabriele Lavia cresce a Torino, la città dove la famiglia di origine siciliana (il padre lavora al Banco di Sicilia) si è trasferita[1].

Debutta come attore teatrale nel 1963 dopo il diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica. Si rivela al grande pubblico recitando nello sceneggiato televisivo Marco Visconti (con Raf Vallone e Pamela Villoresi), per la regia di Anton Giulio Majano, nella parte di Ottorino Visconti.

Per il Teatro alla Scala di Milano nel 1969 è il Servo della casa di Laio in Edipo re (Sofocle) con musiche di scena di Andrea Gabrieli per regia di Giorgio De Lullo, con Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Renzo Palmer, Gualtiero Tumiati, Mario Erpichini, Alfredo Bianchini, Roberto Rizzi e Tonino Pierfederici, nel 1983 cura la regia di Les pèlerins de la Mecque di Christoph Willibald Gluck con Cecilia Gasdia nella Piccola Scala, nel 1984 la regia di I Lombardi alla prima crociata con Silvano Carroli, Ghena Dimitrova e Josè Carreras diretto da Gianandrea Gavazzeni e nel 2011 di Attila (opera) con Orlin Anastassov diretto da Nicola Luisotti.

È stato diretto in teatro da molti importanti registi tra i quali Giancarlo Sbragia, Luigi Squarzina, Giorgio Strehler, Mario Missiroli, Marco Sciaccaluga.

Regista lui stesso di Scandalosa Gilda, del noir Sensi e La lupa, tutti con Monica Guerritore, che in quel periodo era sua moglie.

Negli anni settanta e ottanta partecipa a fondamentali pellicole horror come Chi sei? di Ovidio G. Assonitis, Profondo Rosso e Inferno di Dario Argento e infine Zeder di Pupi Avati, diventati tutti autentici cult del genere.

Come regista teatrale esordisce nel 1975 con Otello di William Shakespeare e come regista cinematografico, nel 1983 con il film Il principe di Homburg (grazie al quale nel 1984 si aggiudica il Nastro d'Argento al miglior regista esordiente). Come regista d'Opera lirica il suo esordio è nel 1983 con I pellegrini alla Mecca di Gluck. Come attore cinematografico è stato diretto anche da Francesco Nuti, Dario Argento, Gabriele Muccino, Tonino Cervi, Giuseppe Tornatore, Pupi Avati, Francesco Maselli, Damiano Damiani, Mauro Bolognini.

Nel 1989 con Giancarlo Volpi fonda a Milano la Compagnia Lavia. È stato co-direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma (dal 1980 al 1987), direttore artistico del Teatro Stabile di Torino (dal 1997 al 2000) e del festival Taormina Arte (nel 1993). Nel 2004 è il vincitore del Premio Olimpici del Teatro per la migliore regia e per il migliore spettacolo (L'avaro di Molière). Dal 2011 dirige il Teatro Stabile di Roma con sede all'Argentina.

Ha prestato la sua voce in alcuni doppiaggi, come Hugo Weaving in V per Vendetta (2005) e Stanley Tucci in Il diavolo veste Prada (2006). Nel 2008 è stato presidente di giuria del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio.

Nel 2011 partecipa allo spettacolo Italialand nella puntata del 25 novembre, interpretando "La morte" che va a prendere Bersani e con cui poi giocherà a scacchi. Bersani è interpretato da Maurizio Crozza.

Al Teatro Verdi (Trieste) nel 2011 cura la regia di Salomè (opera) diretto da Stefan Anton Reck.

Ha tre figli: Lorenzo, nato dal primo matrimonio con Annarita Bartolomei, e Maria e Lucia, nate dalle seconde nozze (dal 1981 al 2001) con Monica Guerritore, dalla quale ha divorziato.

In occasione del Giorno della memoria al Quirinale, il 27 gennaio 2012, Lavia legge un brano tratto da Se questo è un uomo di Primo Levi, in occasione del 25esimo anniversario della scomparsa dello scrittore italiano di origine ebraica.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Film cinema[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Stampa - Lavia: “Rivivo i miei ricordi di bambino siciliano a Torino”

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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