Inferno (film 1980)

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Inferno
Inferno (1980).JPG
i titoli di testa
Titolo originale Inferno
Lingua originale italiano,inglese
Paese di produzione Italia - USA
Anno 1980
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere Horror / Thriller
Regia Dario Argento
Soggetto Dario Argento da Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey
Sceneggiatura Dario Argento
Produttore Claudio Argento
Produttore esecutivo Salvatore Argento
Distribuzione (Italia) CDE Home Video
Effetti speciali Germano Natali
Musiche Keith Emerson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Ce ne sono molti di misteri in quel libro, ma l'unico grande mistero della vita è che essa è governata unicamente da gente morta... »
(L'antiquario Kazanian in Inferno)

Inferno è un film di Dario Argento con Eleonora Giorgi, Gabriele Lavia e Veronica Lazar, seguito di Suspiria (1977) e che precede di quasi trent'anni La terza madre (2007), capitolo conclusivo della trilogia delle Tre Madri. Altro successo di Dario Argento, che dichiarò di essersi ispirato ad una frase del libro Suspiria De Profundis di Thomas De Quincey nella quale l'autore dice di voler scrivere un libro sulla storia delle tre madri degli inferi: Mater Suspiriorum, Mater Lacrimarum e Mater Tenebrarum.

Indice

Trama[modifica]

Il film è incentrato su Rose Elliot, giovane poetessa newyorkese, che acquista un antico libro intitolato "Le Tre Madri", scritto da Emilio Varelli, architetto alchimista di cui si sono perse le tracce. Il libro racconta che Varelli ha conosciuto le tre madri degli Inferi: Mater Suspiriorum, la Madre dei Sospiri, Mater Lacrimarum, la Madre delle Lacrime e Mater Tenebrarum, la Madre delle Tenebre e per loro ha costruito tre case: una a Friburgo, una a Roma e una a New York.

Dopo aver letto il vecchio libro Rose inizia a temere di abitare nella casa di New York, dove vive Mater Tenebrarum e scrive una lettera al fratello Mark, studente di musica a Roma, per pregarlo di andare a farle visita.
La giovane poi si ferma a parlare con Kazanian, l'antiquario storpio che le ha venduto il libro, il quale la rassicura definendola una lettrice molto impressionabile. Successivamente Rose scende nei sotterranei del palazzo e qui vi scopre un pozzo dentro il quale le cade il portachiavi; immersasi nell'acqua per recuperarlo, la donna scopre che il pozzo nasconde un grande appartamento completamente sommerso, nel quale rinviene anche un cadavere semidecomposto.

Mater Tenebrarum

Dopo aver recuperato il portachiavi, Rose esce dal sotterraneo e fa ritorno a casa, ignorando che qualcuno la osserva. Intanto, qualcuno si introduce nel suo appartamento e la donna tenta di scappare alla ricerca di un rifugio all'interno del palazzo: infatti scende nei sotterranei dove stavolta scopre una specie di stanza disabitata da anni (forse da decenni) con strani oggetti antichi. Impaurita da un lampo, Rose indietreggia e, dopo che la luce del luogo è diventata rossa come il sangue, due mani artigliate la afferrano per la testa e la scaraventano a terra. Rose viene ghigliottinata.

A Roma intanto Mark, il fratello di Rose, mentre assiste ad una lezione in un'aula del conservatorio, tenta di leggere la lettera della sorella, senza riuscirci perché stregato dagli occhi di una donna bellissima ed inquietante, la quale ad un tratto sparisce. Il giovane insegue la donna, dimenticando la lettera che viene però presa e letta dall'amica Sara (Eleonora Giorgi). Quest'ultima, dopo aver letto la lettera, si reca in biblioteca alla ricerca del libro. Riesce a rubarne una copia ma perdutasi nei sotterranei della biblioteca, entra in un laboratorio alchemico dove uno strano uomo vestito di nero la costringe a forza a lasciare il volume.

Sara, terrorizzata, fa ritorno a casa e lì incontra Carlo, un giornalista suo vicino di appartamento, il quale accetta di farle compagnia per un po' di tempo dato lo stato di terrore della ragazza. Sara telefona a Mark e lo invita a venire da lei per la lettera della sorella. Intanto nell'appartamento di Sara, l'elettricità comincia a mancare ad intermittenza e Carlo, mentre cerca l'interruttore generale, viene ucciso con un coltello che gli viene piantato nel collo. Sara, in preda al terrore, tenta di fuggire ma viene anch'essa accoltellata. Mark, arrivato troppo tardi, trova vicino ai due corpi i frammenti della lettera di Rose. Mark, giunto a New York, conosce tutti gli abitanti dell'inquietante palazzo: Carol la portinaia, l'anziano professor George Arnold costretto su una sedia a rotelle e la giovane infermiera che si occupa di lui, la contessa Elise Delon Van Adler, una nobildonna malata, abbandonata dal marito sempre lontano per lavoro e il suo sinistro maggiordomo John.
La contessa, grande amica di Rose, rivela a Mark tutto ciò che la sorella aveva scoperto sul palazzo e sulle tre madri.
Più tardi, mentre segue alcune tracce di sangue in un corridoio del palazzo, Elise scorge una figura nera che trascina il corpo di Mark svenuto. Cercando di fuggire, la donna si ritrova in una stanza situata all'ultimo piano dove viene prima assalita da un branco di gatti inferociti e infine pugnalata a morte. La notte seguente, durante un'eclissi di luna, l'antiquario Kazanian prende un sacco contenente alcuni gatti e si reca al Central Park per gettarlo nel lago, ma involontariamente scivola e caduto nell'acqua viene assalito da una miriade di topi. Un venditore di hot dog, attirato dalle urla dell'antiquario, accorre verso di lui e invece di aiutarlo a salvarsi lo colpisce a morte.

Nel frattempo il maggiordomo e la portinaia progettano di impadronirsi di tutti i gioielli della contessa misteriosamente scomparsa. Mentre fruga nell'appartamento di Elise in cerca dei preziosi, John viene strangolato con una forza tale che gli occhi gli schizzano fuori dalle orbite. La portinaia, giunta sul luogo, trova il corpo del maggiordomo e terrorizzata, lascia cadere una candela accesa su un tendaggio che, dopo aver preso fuoco, cade sulle sue spalle bruciandola viva. Dimenandosi, la donna, precipita dalla finestra schiantandosi al suolo.

Intanto Mark, nota che alcune formiche entrano in un buco nel pavimento, scopre un passaggio nel pavimento, vi si cala e si trova al centro di una serie di cunicoli che s'intrecciano tra un piano e l'altro del palazzo. Prima di calarsi, trova un foglio, scritto da Varelli. Mark arriva infine nell'appartamento del prof. Arnold, il quale, parlando grazie ad un microfono a filo attaccato alle corde vocali, gli rivela di essere in realtà l'architetto Varelli e il responsabile di tutti gli omicidi. L'anziano tenta di uccidere Mark iniettandogli del veleno, ma cade dalla sedia a rotelle e finisce con l'impiccarsi con il filo che gli permetteva di parlare. Intanto le fiamme si sono propagate per l'intero palazzo; Mark entra in una stanza arredata con mobili antichi e qui incontra l'infermiera del prof. Arnold, la quale si rivela essere Mater Tenebrarum nonché la personificazione della Morte stessa. Mark riesce a fuggire dal palazzo appena in tempo mentre i pompieri arrivano sul luogo.
Mark si gira e dà un'ultima occhiata al palazzo in fiamme, mentre nei sotterranei la Morte arde tra le fiamme e ad un suo gesto il palazzo crolla definitivamente, custodendo per sempre i suoi orribili segreti.

Descrizione[modifica]

Inferno, secondo capitolo della trilogia delle Tre Madri di Dario Argento, ha ricevuto reazioni miste dagli appassionati, tuttavia è un film che conserva un particolare fascino che lo rende uno dei film più amati e celebrati del regista. Particolarmente degni di nota sono il lavoro svolto nello studio dei colori utilizzati nella fotografia di scena, che porta avanti il discorso iniziato con Suspiria, l'ambientazione americana, voluta da Argento per internazionalizzare ulteriormente il suo cinema e, l'atteggiamento fortemente negativo verso gli animali, come gatti, topi, insetti, ecc..., visti come personificazioni dei servi del Male. Il film è permeato da atmosfere molto oscure che da allora in poi caratterizzeranno i film soprannaturali di Argento. Inferno infatti, si concentra di più sugli aspetti splatter della violenza che sulla suspense creata della trama stessa. Diversamente rispetto a Suspiria, Inferno ricevette una distribuzione ridotta sul mercato internazionale (soprattutto quello statunitense), cosa che gli impedì di bissare il successo al botteghino del suo predecessore. Nonostante i responsi della critica inizialmente fossero abbastanza tiepidi e tutto sommato negativi, la reputazione del film è cresciuta con il passare degli anni.Secondo il settimanale Lancio story il regista avrebbe compiuto un sopralluogo a New York notando il palazzo in cui è ambientato il film e si sarebbe poi ritirato in un'abitazione isolata del New England per stendere la sceneggiatura a sua volta dettata ad una segretaria con cui aveva un contatto telefonico. In un primo momento, il protagonista maschile del film avrebbe dovuto essere l'attore americano James Woods, il quale diede forfait all'ultimo minuto per interpretare il ruolo da protagonista in un altro film, Il campo di cipolle di Harold Becker.[1]

Critica[modifica]

Paolo Mereghetti assegna al film una stella e mezzo, e scrive sul suo dizionario: «Argento abbandona definitivamente il genere thriller per l'horror sovrannaturale: ma questa volta manca la suspense e tutto si riduce a un rosaio di ammazzamenti immotivati».

Tullio Kezich sostiene: «Di queste streghe il film ci rivela i nomi: quella che sta a New York è la peggiore di tutte».

Il giornalista e critico cinematografico Kim Newman ha definito l'opera: «...probabilmente il film horror più sottovalutato degli anni ottanta.»[2] Nel 2005, la rivista di critica cinematografica Total Film ha inserito Inferno nella classica dei migliori 50 film horror di tutti i tempi.[3]

Morando Morandini scrive invece, dando due stelle e mezzo al film, «Come in Suspiria, la dimensione fantastica permette ad Argento di fare a meno della logica. La macelleria è la stessa e il bric - à - brac gotico funziona in eccesso».

Giovanni Grazzini scrive sul Corriere della sera: «Inferno aumenta la dose di quello che Argento chiama l'istinto selvaggio del pubblico ma c'è da chiedersi se costringere lo spettatore a spostare gli occhi dallo schermo e portarlo sull'orlo del vomito, sia una buona idea».

Pino Farinotti dà tre stelle al film senza lasciare commenti.

Rudy Salvagnini nel suo "Dizionario dei film horror" dà quattro stellette al film definendo l'opera: «Un film importante, nel quale Argento, al massimo della sua fortuna commerciale, si è voluto liberare dalle necessità narrative per dare libero sfogo al suo talento visuale».[4].

Colonna sonora[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inferno (colonna sonora).

La colonna sonora di questo film è stata composta ed eseguita dal tastierista inglese Keith Emerson.

Curiosità[modifica]

  • Dopo la morte della protagonista Sara, interpretata da Eleonora Giorgi, l’attrice si può vedere in un cameo nel palazzo newyorkese, quando Mark arriva da Roma.
  • L'omicidio di quest'ultima viene compiuta sulle note del celebre coro Va' pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi, il cui tema è anche rielaborato per un brano della colonna sonora del film; una scelta, questa, che rimane misteriosa, considerata la storia stessa del motivo verdiano.
  • Nella scena dell'assalto dei gatti sono visibili le mani degli operatori che le lanciano i felini addosso. Allo stesso modo quando il gatto entra nel buco scavato da Mark, si notano delle mani a trattenerlo. Si racconta che esso fosse l'unico a mangiare topi davanti alla macchina da presa.
  • Il film è stato girato prevalentemente nei teatri di posa di Cinecittà, compresi gli esterni della scena notturna del parco e del marciapiede antistante il palazzo newyorkese.
  • Il palazzo di Roma, quale casa della Mater Lacrimarum, situato in una fantomatica "Via dei Bagni" è in realtà il celebre Palazzo Coppedè, in piazza Mincio ed era già stato utilizzato in numerosi film tra i quali Il presagio (The Omen)(1976) quale residenza romana del diplomatico americano Robert Thorn e famiglia.
  • Gabriele Lavia, come nel suo precedente Profondo rosso, si riconferma in un personaggio di nome Carlo, qui giornalista sportivo, vittima della Mater Lacrimarum.
  • La suddetta divinità infernale si palesa ora come una giovane avvenente ed elegante, l'attrice Anja Pieroni, interprete di altri film di Argento, ora come ombra inquietante di un alchimista che sottrae il libro a Sara.
  • La Mater Tenebrarum newyorchese, appare come l'infermiera di Varelli, Veronica Lazar, e quale ombra scura con del sudario, secondo l'iconografia classica, interpretata dal cestista americano Ryan Hilliard.
  • Sollecitato probabilmente da associazioni animalistiche il regista dovette dichiarare in un'intervista televisiva di amare i gatti considerandoli animali benevoli, non come appaiono nel film, "servitori del Maligno".
  • Il tastierista Keith Emerson è autore ed interprete della colonna sonora. Nella partitura del tema principale si noterebbe una rassomiglianza con quello di Profondo rosso. Altre citazioni si notano nel tema grafico della locandina e della colonna sonora, ossia un volto femminile con occhi di teschio, già presente nella copertina di un LP del musicista britannico, Brain Salad Surgery, a sua volta opera dell'inquietante artista svizzero Giger creatore del mostro di Alien.
  • Gli aiuto regista di Argento sono Mario e Lamberto Bava, padre e figlio, il primo, veterano dell'horror italiano, è anche autore degli effetti visivi.
  • È la prima produzione americana di Argento: la casa di produzione è infatti la 20th Century Fox
  • Il film pur non bissando il successo di Suspiria guadagnò ben 4 miliardi di lire.

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Maiello, Fabio. Dario Argento - confessioni di un maestro dell'horror, Alacran Edizioni, 2007, Milano, pag. 130, ISBN 978-88-89603-75-8
  2. ^ Newman, Kim "Inferno (1980)", in Jack Sullivan (ed) The Penguin Encyclopedia of Horror and the Supernatural, Viking Penguin Inc., 1986, p219-20, 220. ISBN 0-670-80902-0 (Reprinted by Random House Value Publishing, 1989, ISBN 0-517-61852-4)
  3. ^ Shock Horror! Total Film Proudly Hails The 50 Greatest Horror Movies Of All Time. Total Film. URL consultato in data 1 agosto 2007.
  4. ^ Salvagnini, Rudy. Dizionario dei film horror, Corte del Fontero Editore, 2007, Venezia, pag. 342, ISBN 978-88-95124-02-5

Collegamenti esterni[modifica]

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