Piccola Scala

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Piccola Scala "Arturo Toscanini"
PiccolaScala.jpg
La Piccola Scala nel 1978
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Dati tecnici
Capienza 600 posti
Realizzazione
Costruzione 1949-1955
Inaugurazione 26 dicembre 1955
Architetto Piero Portaluppi e Marcello Zavelani Rossi

La Piccola Scala fu un teatro di Milano, situato in via Filodrammatici, a fianco all'omonimo illustre teatro, inaugurato nella seconda metà del XX secolo e attivo per quasi trent'anni. Fu intitolata ad Arturo Toscanini il 16 gennaio 1982.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Al momento della ricostruzione della sala dopo il bombardamento fu allestito, su progetto di Piero Portaluppi e Marcello Zavelani Rossi, un teatro con capienza di circa seicento persone, la "Piccola Scala". L'accesso era da via Filodrammatici e il palcoscenico si trovava accanto a quello del teatro principale, in modo che, eliminando tutti i fondali, da una sala si poteva vedere l'altra. Questo teatro minore, inaugurato nel 1955,[2] fu dedicato al repertorio più antico, e in generale a tutte quelle opere che richiedevano meno spazio e impegnavano un organico ridotto.

Tra i molti allestimenti si possono citare: Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa che inaugurò la sala (direttore Nino Sanzogno, regia di Giorgio Strehler),[3] Il ritorno d'Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, nel 1972, diretto da Nikolaus Harnoncourt e con la regia di Jean-Pierre Ponnelle,[4] Ariodante di Georg Friedrich Händel, nel 1981, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi[5] e molte altre opere di musicisti anche contemporanei, come Mauricio Kagel, Virgilio Mortari (La scuola delle mogli, 1959), Luciano Chailly (Una domanda di matrimonio, 1957), Riccardo Malipiero (La donna è mobile, 1957, e Sette canzoni, 1960), Nino Rota (La notte di un nevrastenico, 1960), Sylvano Bussotti, Giorgio Federico Ghedini (L'ipocrita felice, 1956).[6] Nella sala si poteva assistere anche a concerti da camera, spettacoli di marionette, film e conferenze.

La sala fu dedicata ad Arturo Toscanini in occasione dei venticinque anni dalla scomparsa, il 16 gennaio 1982.[1]

A causa della drastica diminuzione della capienza, da 600 a 350 spettatori, imposta dalle nuove normative, e della conseguente difficoltà nel coprire le spese a fronte di un ridotto pubblico pagante, la stagione lirica fu però interrotta poco dopo, nell'ottobre 1983.[7] La sala fu in seguito destinata a magazzino e definitivamente distrutta per far spazio al nuovo palcoscenico del teatro maggiore in occasione dei lavori degli anni 2000.[8]

Prime rappresentazioni assolute[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b L'ultimo trionfo di Toscanini, La Stampa, 17 febbraio 1982.
  2. ^ The New Grove Dictionary of Opera, voce Piccola Scala.
  3. ^ Joyce Bourne, The Concise Oxford Dictionary of Music, Oxford University Press, 2004, p. 16.
  4. ^ jean-claude.brenac.pagesperso-orange.fr
  5. ^ Hicks; Le magazine de l'opéra baroque.
  6. ^ Gherardo Casaglia, "Piccola Scala", Almanacco Amadeus.
  7. ^ È sicuro, la Piccola Scala non avrà più la sua lirica, La Stampa, 19 ottobre 1983.
  8. ^ cultura.regione.lombardia.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Gatti, Il Teatro alla Scala nella storia e nell'arte (1778-1958), Milano, Ricordi, 1963.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]