La Wally

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La Wally
La Wally - Manifesto.jpg
Manifesto di Adolfo Hohenstein
Lingua originale italiano
Musica Alfredo Catalani
Libretto Luigi Illica (libretto online)
Fonti letterarie Die Geier-Wally (1875) di Wilhelmine von Hillern
Atti quattro
Epoca di composizione primavera 1889 - primavera 1891
Prima rappr. 20 gennaio 1892
Teatro Teatro alla Scala, Milano
Personaggi
  • Wally (soprano)
  • Stromminger, suo padre (basso)
  • Afra (mezzosoprano)
  • Walter, suonatore di cetra (soprano leggero)
  • Giuseppe Hagenbach di Sölden (tenore)
  • Vincenzo Gellner dell'Hochstoff (baritono)
  • Il Pedone di Schnals (basso)
  • Cori di Alpigiani, pastori, borghesi, vecchie, contadini, cacciatori, giovinotti, fanciulle di Sölden e dell'Hochstoff
Autografo archivio storico Ricordi

La Wally è un'opera lirica in quattro atti di Alfredo Catalani, musicata su libretto di Luigi Illica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1889, Catalani iniziò la stesura della sua ultima opera (tratta da un racconto di Wilhelmine von Hillern), terminandola nel marzo del 1891. Successivamente, nell'estate del medesimo anno, si recò in Tirolo assieme al celebre scenografo Adolf Hohenstein per osservare gli usi e i costumi locali.

Il 20 gennaio 1892, La Wally andò in scena al Teatro alla Scala di Milano, con la direzione di Edoardo Mascheroni e un esito molto buono (ebbe tredici repliche). Subito dopo, l'opera venne allestita con successo anche in altre città, nonostante l'opposizione di Giuseppe Verdi, che accusava Catalani di scegliere soggetti tedeschi, e che perciò lo vedeva come un traditore della patria (in seguito si pentirà però di tale giudizio).[senza fonte]

L'opera arrivò anche ad Amburgo, dove venne diretta da Gustav Mahler, che la giudicò la migliore opera italiana che aveva diretto. Vennero pianificate delle rappresentazioni anche per il Regio di Torino (1894), da intendersi come una nuova prima (avendo Catalani modificato il finale dell'opera), ma il compositore non potrà mai assistervi poiché morì nell'agosto del 1893.

Critica[modifica | modifica sorgente]

La Wally è stata sempre considerata come la migliore di tutte le opere catalaniane, sia per la bellezza della musica che per la coerente tenuta drammaturgica, che vieppiù si rafforza con il nuovo finale. E infatti, a dispetto delle forti riserve della critica, l'opera ebbe in passato una buona diffusione, arrivando anche in America, soprattutto per merito di Arturo Toscanini, sincero ammiratore di Catalani, che la dirigerà più volte (a una delle proprie figlie darà addirittura il nome di Wally e al proprio figlio quello di Walter).

Soprattutto in Italia, la fama dell'opera si è nel tempo un po' ridimensionata, al punto che di essa si conosce solo la splendida romanza Ebben? Ne andrò lontana. Tuttavia, tramite un ascolto approfondito, si possono cogliere altri momenti di grande ispirazione (ad esempio i preludi orchestrali al III° e IV° atto).

La Wally, insomma, è un'opera che attende una piena rivalutazione, vista l'importanza che riveste nell'evoluzione dell'opera italiana, senza dimenticare l'influsso avuto sul giovane Giacomo Puccini, che nel 1883 (ai tempi del Conservatorio) ebbe modo di assistere ad una replica di Dejanice che gli piacque molto, e che in seguito prese spunto nella sua evoluzione proprio da Catalani, tra l'altro lucchese come lui.[senza fonte]

Dopo la rappresentazione dell'opera al festival di Bregenz nel 1991, La Wally ha ripreso piede in alcuni teatri centro-europei; successivamente le rappresentazioni si sono allargate alla Scandinavia e all'Europa orientale. In Italia, al contrario, Catalani resta un compositore ancora da riscoprire.

Interpreti della prima rappresentazione[modifica | modifica sorgente]

La prima ebbe luogo il 20 gennaio 1892 al Teatro alla Scala di Milano.

Gli interpreti furono:[1]
Direttore: Edoardo Mascheroni
Scenografia: Adolfo Hohenstein
Wally: Hariclea Darclée
Walter: Adelina Stehle-Garbin
Afra: Virginia Guerrini
Giuseppe Hagenbach: Emanuele Suagnez
Vincenzo Gellner: Arturo Pessina
Pedone di Schnals/soldato: Pietro Cesari
Stromminger: Ettore Brancaleoni

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il Similaun

L'opera si svolge in quattro atti a Hochstoff e a Sölden, nell'alto Tirolo, verso il 1800, dove la disinvolta ma vulnerabile Wally è innamorata del bel cacciatore Giuseppe Hagenbach, figlio del nemico implacabile di suo padre. Questo porta all'inevitabile conclusione disastrosa.

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Il paesaggio: L'Hochstoff.

Per festeggiare il settantesimo compleanno del padre di Wally, Stromminger, si è svolta una gara di tiro al bersaglio. Arriva il giovane cantore Walter che intona la canzone dell'edelweiss stupendo tutti quando poi rivela che la canzone è opera di Wally. Un gruppo di cacciatori di Sölden, con l'ambita preda di un grande orso, condotti da Hagenbach, giunge dalla montagna. Presto emergono vecchie inimicizie e nasce un litigio tra Stromminger e Hagenbach, che sfocia in baruffa con insulti e minacce, finché irrompe Wally che separa i due. Hagenbach è condotto via dai suoi compagni.

Vincenzo Gellner, innamorato di Wally, nota che durante il litigio Wally si è comportata con Hagenbach come se ne fosse infatuata. Quando resta solo con Stromminger, lo mette a parte di questo sospetto. Stromminger, resosi conto dei sentimenti di Gellner verso la figlia, cerca di convincerla a sposarlo, in caso contrario ella dovrà lasciare per sempre la casa paterna. Wally replica che preferirebbe andarsene tra le nevi alpine piuttosto che sposare Gellner. Salutata dai paesani mentre cala la sera e suona l'Ave Maria, si allontana accompagnata da Walter.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

Il paesaggio: la piazza di Sölden, nella festività del Corpus Domini.

È trascorso un anno, Stromminger è morto e Wally ne ha ereditato la fortuna. Hagenbach, però, è fidanzato con Afra, la padrona dell'Osteria dell'Aquila, e non sembra interessato a Wally.

A Sölden si svolge la festa, che culminerà nel Laender del bacio, danza che ogni coppia cessa baciandosi. Giunge anche Wally, attratta dalla possibilità di incontrare Hagenbach. Essa risponde alle provocazioni del Pedone di Schnals replicando che chi la bacerà sarà il suo sposo. Mentre i paesani vanno alla Messa, sopraggiunge Gellner, che rivela a Wally di amarla sempre, nonostante essa lo abbia scacciato da Hochstoff, e di come Hagenbach sia fidanzato con Afra. Wally si infuria ed insulta pesantemente Afra, Hagenbach accorre in sua difesa. Su proposta del Pedone, Hagenbach accetta per sfida di tentare di strappare un bacio a Wally. Danzando, vi riesce dopo che Wally gli ha confessato il proprio amore. Ma affascinato da lei se ne innamora e la bacia sul serio. Non riesce però a spiegarsi con i villici, che assieme al pedone lo esaltano come vendicatore di Afra, mentre le donne scherniscono Wally. Quando Wally si rende conto di essere stata vittima di una cinica scommessa, la gelosia e la rabbia esplodono, ritorna da Gellner e gli chiede di uccidere Hagenbach come prova d'amore. In cambio sarà sua.

Atto III[modifica | modifica sorgente]

Il paesaggio: L'Hochstoff, la stessa sera, poi a notte A destra l'interno della casa di Wally.

Wally rientra a casa accompagnata da Walter. La sua rabbia è sbollita e vorrebbe non avere chiesto la morte di Hagenbach. Walter se ne va, e lei rimane sola. Si ode il canto del Pedone di Schnals che ritorna al suo paese. Gellner lo ferma e apprende così che Hagenbach sta venendo a Hochstoff. Si mette allora in agguato presso il ponte sull'Aache dopo aver spento la lanterna. Come Hagenbach arriva, lo spinge nell'abisso. Gellner poi si annuncia bussando a Wally, e racconta che grazie all'oscurità è riuscito ad aggredire Hagenbach e ad ucciderlo.

Wally, atterrita e sconvolta, afferra Gellner; vorrebbe gettarsi anche lei nel precipizio trascinandovi anche l'uomo, ma udendo un lamento comprende che Hagenbach è ancora vivo, e chiama aiuto a gran voce. Gellner allora fugge. Con l'aiuto dei paesani e di un gruppo di abitanti di Sölden sopraggiunti con Afra a cercare Hagenbach, Wally si cala nell'abisso e viene tirata su con il corpo di Hagenbach svenuto e ferito, ma vivo. Quindi lo affida ad Afra perché lo curi, e come espiazione regala alla donna tutti i suoi beni. Indi si allontana verso la montagna fra le benedizioni di tutti.

Atto IV[modifica | modifica sorgente]

Sul Murzoll.

Sola e depressa, Wally si è rifugiata sulle montagne che sovrastano il villaggio. Il suo unico amico, Walter, la raggiunge, le chiede di ritornare per il Natale e le ricorda i pericoli delle valanghe. Wally gli regala la sua collana e lo invita a ritornare a valle cantando per lei per l'ultima volta la canzone dell'edelweiss. Quindi resta sola immersa in pensieri malinconici.

Ma si ode una nuova voce: Hagenbach, ripresosi dalle ferite, viene a confessarle il proprio amore. Wally gli narra allora dell'agguato e di come sia colpevole. Ma Hagenbach perdona tutto, solo il loro amore è importante, e i due si riconciliano, uniti in un esaltante abbraccio. Presi nell'estasi amorosa non si sono però accorti che è sopraggiunta una tormenta.

Primo finale, talvolta eseguito:

Hagenbach e Wally, in mezzo alla tormenta, cercano il sentiero per ridiscendere a valle, ma improvvisamente una valanga li travolge e li trascina nell'abisso. Sulla montagna ritorna il silenzio.

Secondo finale, normalmente eseguito:

Hagenbach s'incammina a tentoni nella tormenta in cerca di un sentiero sicuro per ridiscendere insieme. Si è appena separato da Wally, quando una valanga si stacca dalla montagna e lo travolge. Wally straziata resta per un momento ferma sull'orlo del precipizio, quindi si getta anch'essa verso la morte.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura dell'opera prevede l'utilizzo di:

Da suonare internamente:

Brani famosi[modifica | modifica sorgente]

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

  • Canzone dell'edelweiss (Walter)
  • Ebben? Ne andrò lontana (Wally)

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

  • Finor non m'han baciata (Wally)
  • Già il canto fervido (landler del bacio) (Wally, Hagenbach, coro)

Atto terzo[modifica | modifica sorgente]

  • Preludio orchestrale A sera'
  • Né mai dunque avrò pace? (Wally)

Atto quarto[modifica | modifica sorgente]

  • Preludio orchestrale
  • Prendi fanciullo e serbala (Wally)
  • Oh come lunghi furon i dì (Hagenbach)
  • Vieni vieni una placida vita (Wally, Hagenbach)

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Avvenimenti del 20 gennaio 1892 dall'Almanacco di Gherardo Casaglia su amadeusonline

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Salvetti, «La Wally». In: Eduardo Rescigno e Cesaere Orselli (a cura di), Grande storia della Musica: L'Italia dopo Verdi, Milano: Gruppo editoriale Fabbri, 1982, p. 32
  • Paolo Petronio, Alfredo Catalani, Trieste: edizioni Svevo, 2009, ISBN 978-88-6268-058-5. Contiene l'analisi completa dell'opera.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda sul Dizionario dell'opera Baldini Castoldi Dalai
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