Nerone (Boito)

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Nerone
Lingua originale italiano
Genere tragedia in quattro atti
Musica Arrigo Boito
Libretto Arrigo Boito
Atti quattro atti e due quadri
Prima rappr. 1 maggio 1924
Teatro Milano, Teatro alla Scala
Personaggi
  • Nerone (tenore)
  • Simon Mago (baritono)
  • Fanuel (baritono)
  • Asteria (soprano)
  • Rubria (mezzosoprano)
  • Tigellino ( basso)
  • Gobrias (tenore)
  • Dositeo (baritono)
  • Perside (soprano)
  • Cerinto (contralto)
  • il tempiere (tenore)
  • due viandanti (tenore e basso)
  • lo schiavo ammonitore (baritono)
  • Ambubaie,fanciuelle gaditane, acclamoatori, cavalieri augustani, liberti, schiavi, plebe, senatori, artisti dionisiaci, guardie germane, eneatori, sacerdoti del tempio di Simon Mago, matrone, classari, pretoriani, cristiani, aurighi e fautori delle fazioni verde e azzurra ( coro)

Nerone è la seconda ed ultima opera di cui Arrigo Boito scrisse sia il libretto che la musica.

L'opera, rimasta incompiuta per la morte dell'autore, fu completata da Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini su incarico di Arturo Toscanini, e fu rappresentata postuma il 1º maggio 1924 (Boito era morto nel 1918), ottenendo un grandissimo successo per l'epoca, anche se in seguito fu rappresentata molto raramente.

Indice

Trama [modifica]

Atto I [modifica]

La via Appia

È notte, e nella Via Appia risuonano i canti dei viandanti (Canto d'amor). Nerone, spaventato, dice al fido Tigellino di aver scorto una Erinni, una delle terribile divinità vendicatrici, che lo tormentava per il matricidio. Tigellino lo rassicura, e lo esorta a compiere il rito con Simon Mago per placare i Mani della madre Agrippina. Durante il rito riappare nuovamente l'Erinni, e Nerone scappa spaventato. Simon Mago chiede quale sia la sua vera identità: è Asteria, una giovane innamorata di Nerone (È il mio nume!). Il mago pensa di utilizzare la ragazza per poter assecondare l'imperatore.
Sulla via, intanto, compare Rubria, una cristiana, che sta pregando Dio (Padre Nostro). Viene raggiunta da Fanuél, il capo dei cristiani, che la invita ad andarsene, dato che si sta avvicinando il Grande Nemico, Simon Mago. Il mago appare, ed esorta Fanuél a cedergli i suoi miracoli in cambio dell'oro. Il cristiano rifiuta, ed i due si allontanano, infuriati.
Frattanto, Nerone viene a sapere da Tigellino che il popolo sta venendo verso di lui. L'imperatore teme per la sua vita, ma scopre che il Popolo vuole portarlo in trionfo verso Roma (Fortuna a fronte!).

Atto II [modifica]

Nel tempio di Simon Mago

Mentre si svolgono i riti nel tempio (Stupor! Portento!) Simon Mago escogita con i suoi fedeli di piegare Nerone al suo potere. Apparso l'imperatore nel tempio, gli ordina di andare all'altare (Su quell'altare), e fa apparire Asteria in vesti di dea. L'imperatore ne è estasiato (Ecco, la Dea si china), ma si rende conto subito che è un inganno, vista la reazione "umana" della finta dea, che lo bacia. Allora fa arrestare Simon Mago e ordina che Asteria sia gettata nella fossa delle serpi. Presa poi la cetra si siede sull'altare, come Apollo, e inizia a suonare.

Atto III [modifica]

L'orto

Mentre i cristiani pregano sotto la guida di Fanuel (canto delle beatitudini: E vedendo le turbe), giunge Asteria, fuggita dalla fossa dei serpenti in cui era stata fatta gettare per ordine di Nerone, e li avverte che Nerone ha ordinato anche il loro arresto. Simon Mago guida i soldati romani sino a loro, e Fanuel viene arrestato. Il cristiano chiede ai fratelli di pregare per lui (Cantate a Dio).

Atto IV [modifica]

Quadro Primo [modifica]

L'oppidum del circo massimo

Simon Mago viene avvertito da Gobrias dell'incombente incendio dell'Urbe, appiccato da Asteria per poter fuggire liberamente, e con lui i Cristiani. Anche Nerone ne è a conoscenza e se ne allieta con Tigellino (Ciò ch'io struggo). Quando i cristiani vengono condotti nell'arena, una vestale, in realtà Rubria velata, chiede pietà per loro. Scoperta da Simon Mago, la giovane viene condannata con i cristiani, che la afferrano e preparano a buttarla nell'Arena. Divertito, Nerone ordina che anche Simon Mago vi sia gettato (E tu non voli?). Il popolo s'avvia verso l'interno del circo, quando Gobrias avverte il popolo: L'incendio è nelle fornici. Si ode un boato generale, e tutto il quadro viene nascosto dal fumo delle fiamme.

Quadro Secondo [modifica]

Lo spoliarum del circo massimo

Fanuel ed Asteria cercano Rubria nello spoliarum, dove depongono i morti (Scendi, cerchiam tra i morit). Lì c'è anche il cadavere di Simon Mago. I due scoprono Rubria, ancora viva. Lì la giovane confessa che ha servito un falso dio come vestale, e svela al cristiano il suo amore. Fanuel la perdona e la dichiara sua sposa, ma la giovane muore. Fanuél scappa subito, ma Asteria rimane un attimo a contemplare il cadavere di Rubria. La giovane invoca la pace su di lei, e fugge subito: il tetto dello spoliarum crolla.

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