Carla Fracci

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Carla Fracci nel 2014

Carla Fracci (Milano, 20 agosto 1936) è una ballerina italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carla Fracci nel 1957.

Figlia di un tranviere, Luigi Fracci, sin dal 1946 studia alla scuola di ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova ed altri coreografi, diplomandosi nel 1954. Dopo solo due anni diviene danzatrice solista, quindi prima ballerina nel 1958.

Carla Fracci in prova con Fabio Grossi, in occasione del Premio Acqui Danza conferitole nel 2006.

Da quell'anno le sue apparizioni sono state numerosissime. Tra la fine degli anni cinquanta e durante gli anni settanta danza con alcune importanti compagnie straniere, quali il London Festival Ballet, il Sadler's Wells Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet.

Dal 1967 è tra le artiste ospiti più apprezzate dell'American Ballet Theatre.

Margrethe Shanne, Yvette Chauviré, Alicia Markova, Carla Fracci in Pas de Quatre

La sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini. Ha danzato con i migliori ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Giuseppe Picone, Roberto Bolle. Giselle danzata con Bruhn è indimenticabile e ne viene tratto un film nel 1969. Altrettanta fama le viene dal cimentarsi in opere contemporanee, quali Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate e ne cura scrupolosamente e diffusamente l'immagine mediatica.

Nel 1982, è protagonista di una fiction televisiva: compare infatti nello sceneggiato RAI, diretto da Renato Castellani, Verdi, dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore.[1]

Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli.

Molte restano, negli anni successivi, le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Eugenio Onieghin, La vita di Maria, A.M.W. La bambola di Kokoschka, La primavera romana della signora Stone , quest'ultimo con Giuseppe Picone ed Alma Manera con la regia di Beppe Menegatti per citare solo alcune delle principali.

Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell'Arena di Verona.

Carla Fracci ai funerali di Luciano Pavarotti

Dal 1994 è membro dell'Accademia di Belle Arti di Brera, dal 1995 è presidente dell'associazione ambientalista Altritalia Ambiente e nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO.

Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Ne incrementa la produzione nel repertorio tradizionale (con gli allestimenti de Il lago dei cigni, La bella addormentata, Lo schiaccianoci, Raymonda, Don Quixote, Le Corsaire, Romeo e Giulietta, Les Sylphides e Giselle) ed in quello firmato da Diaghilev per i Ballets Russes (da La sagra della primavera nella ricostruzione di Millicent Hodson a Shéhérazade, L'uccello di fuoco e Petruška nelle versioni di Andris Liepa). A quest'attività affianca la riproposta di balletti perduti e nuove creazioni create dai coreografi : Luc Bouy, Luciano Cannito, Paul Chalmer, Fredy Franzutti, Mario Piazza, Vladimir Vasiliev, Luca Veggetti, Gillian Whittingham, Renato Zanella - sotto la direzione di Beppe Menegatti.

Dal giugno 2009, è assessore alla Cultura della Provincia di Firenze.

Nel dicembre 2013 Arnoldo Mondadori Editore pubblica la sua autobiografia Passo dopo passo a cura di Enrico Rotelli.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 20 ottobre 2003[3]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— Roma, 2 giugno 1983[4]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 25 febbraio 2000[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grasso, Aldo - Scaglioni, Massimo, Le Garzantine - Enciclopedia della Televisione, Garzanti, Milano, 2002, p. 806
  2. ^ La piccola grande Fracci tra divi e divine alla Scala - IlGiornale.it
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carla Fracci. A cura di Enrico Rotelli, Passo dopo passo. La mia storia, Mondadori, 2013.
  • Carla Fracci la leggendaria. Leonardo International, 2010.
  • Carla Fracci dalla A alla Z tra pubblico e privato. A cura di Giuliana Gargiulo. Graus Editore, 2005.
  • Carla Fracci immagini 1996-2005. A cura ed immagini fotografiche di Lucia Baldini. Le Lettere, 2005.
  • Carla Fracci Lo spettacolo della mia vita. A cura di Alexandra della Porta Rodiani. Leonardo Arte, 1996.
  • Carla Fracci - Trent'anni di Danza. Immagini fotografiche di Dino Jarach. J&R Edizioni "Gli Artisti", 1985.
  • Carla Fracci La mia vita sulle punte, come diventare ballerina. A cura di Carla Fracci e Daniel Jarach.Sperling & Kupfer, 1978.
  • Perché Carla Fracci. A cura di Lorenzo Arruga. Blow-up di Marsilio Editori, 1974.
  • Vivere è danzare...danzare è vivere Carla Fracci. Fotografata da Luciano Chesini, presentazione di Vittoria Ottolenghi. Gregoriana 42 editrice, 1975.

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