Il pirata
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| Il pirata | |
| Lingua originale: | italiano |
| Musica: | Vincenzo Bellini |
| Libretto: | Felice Romani (libretto online) |
| Fonti letterarie: | Charles Maturin, Bertram, or The Castle of Saint-Aldobrand (1816) |
| Atti: | due |
| Epoca di composizione: | aprile/maggio - ottobre 1827 |
| Prima rappresentazione: | 27 ottobre 1827 |
| Teatro: | Teatro alla Scala, Milano |
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Personaggi:
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| Autografo: | Conservatorio S. Pietro a Majella, Napoli |
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Il pirata è un'opera di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, rappresentata in prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano il 27 ottobre 1827.
Indice |
[modifica] Genesi e debutto
Dopo il successo di Bianca e Fernando, Bellini si trasferì da Napoli a Milano (dove giunse il 12 aprile 1827) con l'idea di affrontare il pubblico del Teatro alla Scala. L'impresario Domenico Barbaja appoggiò la scrittura del giovane compositore, affiancandogli il poeta Felice Romani, all'epoca librettista ufficiale del massimo teatro milanese. Si trattava però di convincere i soci dell'impresa, riluttanti all'idea di scritturare un maestro poco più che esordiente. A questo scopo, lo stesso Romani, trovatosi in perfetta sintonia col Bellini, si rese disponibile a rinunciare al proprio compenso, ciò che alla fine non fu necessario.
A causa di una lacuna nell'epistolario belliniano, non si sa quasi nulla della genesi del Pirata. Il libretto fu tratto dal mélodrame di Isidore J. S. Taylor Bertram, ou le Pirate, andato in scena a Parigi nel novembre 1826, a sua volta ispirato alla tragedia in 5 atti Bertram, or The Castle of Saint-Aldobrand di Charles Maturin (1816).
L'opera fece il suo debuttò al Teatro alla Scala di Milano il 27 ottobre del 1827. Benché fosse la prima volta che il compositore catanese, all'epoca quasi venticinquenne, affrontava il pubblico scaligero, l'opera ottenne un successo clamoroso. Ad esso contribuì la qualità eccellente del cast, in cui spiccava il celebre tenore Giovanni Battista Rubini, specializzato nel registro acuto e sopracuto, che affrontava avvalendosi del falsettone. Una circostanza che spiega l'esiguo numero di riprese che l'opera ha avuto in tempi moderni. La trama, insolitamente romantica per il melodramma italiano dell'epoca, tra uragani e fatali premonizioni, nonché la struggente intensità delle melodie belliniane, qui più accese e patetiche che nelle opere successive, dovettero conquistare il pubblico milanese, sempre ansioso di novità. Al punto che a Bellini si attribuì la volontà di fondare una nuova scuola, scostandosi dal modello dominante di Gioachino Rossini.
[modifica] Trama
L'azione si svolge in Sicilia, nel Castello di Caldora e nelle sue vicinanze.
Durante l'antefatto, l'amore tra Imogene e Gualtiero è ostacolato dal duca Ernesto di Caldora, partigiano di Carlo I d'Angiò, che fa imprigionare il padre di Imogene per costringerla a sposarlo. In esilio forzato, ignaro delle nozze tra Imogene ed Ernesto e della nascita del loro primogenito, Gualtiero organizza una squadra di pirati aragonesi e inizia una serie di scorribande sulla costa sicliana, col proposito di tornare nella sua terra e sposare Imogene. La flotta dei d'Angiò, capitanata da Ernesto, sconfigge i pirati in battaglia: si salva solo un vascello, quello su cui si trova Gualtiero, che una tempesta getta sulla costa siciliana, non lontano da Caldora.
[modifica] Atto I
Un saggio e pietoso eremita, il Solitario, esorta i pescatori a portare soccorso ai naufraghi. Approdato sulla terra ferma, Gualtiero riconosce nel Solitario il suo vecchio precettore, Goffredo, che lo conduce nella sua abitazione. Anche Imogene si reca a portare soccorso ai naufraghi e chiede notizia dei pirati e del loro capo. Uno dei pirati, Itulbo, per non svelare il piano di Gualtiero, le dà la falsa notizia della sua morte. La notizia sconvolge Imogene, che proprio quella notte aveva sognato di ritrovare sulla spiaggia il corpo insanguinato di Gualtiero, ucciso dal marito.
Mentre sotto mentite spoglie i pirati, ospiti di Imogene al castello, passano la notte a bere e cantare, Gualtiero è invitato alla presenza della duchessa. Nascosto in un grande mantello, il suo aspetto è quasi irriconoscibile. Eppure Imogene è turbata e quando finalmente Gualtiero si rivela, si getta tra le sue braccia. La notizia delle nozze con Ernesto sconvolge Gualtiero, che minaccia di colpire a morte il figlio nato da quel legame.
Nel frattempo Ernesto si reca a conoscere i naufraghi e, insospettito, rinuncia a rinchiuderli in prigione solo per l'intercessione di Imogene. Partiranno l'indomani all'alba. Ma Gualtiero medita vendetta e, furtivamente, chiede ed ottiene da Imogene un ultimo colloquio prima della partenza.
[modifica] Atto II
Imogene sta per recarsi all'incontro segreto con Gualtiero, quando s'imbatte in Ernesto che, accortosi del suo turbamento, le chiede spiegazioni. La donna motiva il proprio stato d'animo con la sorte del padre, ma Ernesto non le crede e intuisce che si tratta invece del suo mai sopito amore per Gualtiero.
È quasi l'alba. Gualtiero e Imogene si incontrano su una loggia del castello. Fedele al proprio ruolo di sposa e di madre, Imogene rifiuta di fuggire con l'innamorato, ma proprio nel dirsi addio gli amanti sono sorpresi da Ernesto. I rivali si allontanano per affrontarsi in un duello all'ultimo sangue.
Giunge la notizia della morte del Duca. Gualtiero, in un gesto di lealtà suprema, si consegna ai cavalieri di Caldora, il cui Gran Consiglio lo condanna a morte. Impazzita per il dolore, Imogene vaga col figlio per le sale del castello: il suo sogno premonitore si è compiuto, ma a parti invertite. Mentre ancora delira sente la condanna di Gualtiero, ed impazzisce definitivamente (Oh sole, ti vela di tenebre oscure!).
[modifica] Finale II
Alla prima dell'opera, essa finiva in modo diverso. Sulla rupe sulla quale Gualtiero stava per essere giustiziato, giungono Itulbo e i pirati per liberarlo, e Imogene per vedere cosa sta succedendo. Gualtiero, allora, ordina a tutti di fermarsi (Un'aborrita luce io fuggo!) e si getta dalla rupe, con lo sconcerto di tutti. Bellini, dopo la prima, revisionò l'opera, togliendo la scena, di cui rimangono ancora però lo spartito e le parole. Addirittura si arrivava a volte ad invertire le scene tra soprano e tenore: la scena della pazzia, in alcune rappresentazioni, precedeva la cavatina di Gualtiero Tu vedrai la sventurata.
[modifica] Numeri musicali
- 0 Sinfonia - Allegro con fuoco, Andante maestoso, Allegro agitato (Re maggiore / Re minore / Re maggiore)
[modifica] Atto I
- 1 Introduzione Ciel! qual procella orribile - Allegro agitato assai (Coro, Solitario - Sol minore / Sol maggiore)
- 2 Scena e cavatina Nel furor delle tempeste (Gualtiero)
- Recitativo Io vivo ancora!
- Tempo d'attacco - Allegro moderato Nel furor delle tempeste (Sol minore / Si bemolle maggiore)
- Tempo di mezzo - Allegro Del disastro di questi infelici (Coro - Sol maggiore)
- Cabaletta - Allegro moderato Per te di vane lagrime (Si bemolle maggiore)
- 3 Scena e cavatina Lo sognai ferito, esangue (Imogene)
- Preludio - Maestoso (Mi bemolle maggiore)
- Recitativo Sorgete; è in me dover - Allegro (Mi bemolle maggiore)
- Cantabile - Andante mosso assai Lo sognai ferito, esangue (Sol minore / Mi bemolle maggiore / Si maggiore / Mi bemolle maggiore)
- Tempo di mezzo - Allegro mosso Cielo! è dessa! (Sol minore)
- Cabaletta Sventurata, anch'io deliro - Allegro moderato (Sol maggiore)
- 4 Coro di pirati Viva! viva!.. - Allegro brillante (Si bemolle maggiore)
- 5 Scena Ebben?.. Verrà... (Imogene, Adele)
- 6 Scena e duetto Tu sciagurato! Ah! fuggi... (Imogene, Gualtiero)
- Recitativo Perché cotanta io prendo d'uno stranier pietà? - Andante, Andante sostenuto (La minore)
- Arioso Se un giorno fia che ti tragga - Andante mosso (La bemolle maggiore / Si bemolle maggiore)
- Tempo d'attacco Tu sciagurato! Ah! fuggi... - Allegro (Do maggiore / Fa maggiore)
- Cantabile Pietosa al padre! e meco - Andante sostenuto (Do minore / Do maggiore)
- Tempo di mezzo Alcun s'appressa - Allegro
- Cabaletta Bagnato dalle lagrime - Allegro (La minore)
- 7 Scena Grazie, pietoso ciel - Allegro moderato (Imogene, Adele)
- 8 Marcia e coro Più temuto, più splendido nome - Moderato (Fa maggiore)
- 9 Cavatina Sì, vincemmo, e il pregio io sento (Ernesto)
- Cantabile Sì, vincemmo, e il pregio io sento - Andante molto sostenuto (Fa maggiore)
- Tempo di mezzo Più temuto, più splendido nome - Allegro (Coro - La maggiore)
- Cabaletta Sì, vincemmo, e il pregio io sento - Allegro marziale (Fa maggiore)
- 10 Finale I Parlarti ancor per poco (Gualtiero, Imogene, Ernesto, Itulbo, Solitario, Adele, Coro)
- Recitativo M'abbraccia, o donna - Allegro
- Tempo d'attacco All'accento, al manto, all'armi - Allegro (Do maggiore)
- Cantabile Parlarti ancor per poco - Largo agitato (La minore / La maggiore)
- Tempo di mezzo Ebben; cominci, o barbara, la mia vendetta - Allegro (Fa maggiore)
- Stretta Ah! partiamo, i miei tormenti - Allegro molto agitato (Si bemolle minore / Si bemolle maggiore)
[modifica] Atto II
- 11 Introduzione Che rechi tu? - Allegro moderato (Coro, Adele - Do maggiore)
- 12 Scena Vieni; siam sole alfin (Imogene, Adele)
- 13 Scena e duetto Tu m'apristi in cor ferita (Imogene, Ernesto)
- Recitativo Arresta. Ognor mi fuggi! - Allegro
- Tempo d'attacco Tu m'apristi in cor ferita - Allegro moderato (La maggiore / Fa minore / Fa maggiore)
- Cantabile Ah! lo sento: fra poco disciolta - Larghetto (Fa maggiore)
- Tempo di mezzo (ripresa del tempo d'attacco) Che rechi? - Allegro moderato (Do maggiore)
- Cabaletta Ah! fuggi, spietato, l'incontro fatale - Allegro assai (La maggiore)
- 14 Scena Lasciami, forza umana - Allegro molto (Gualtiero, Itulbo)
- 15 Scena, duetto e terzetto Vieni: cerchiam pe' mari (Imogene, Gualtiero, poi Ernesto)
- Recitativo Eccomi a te, Gualtiero - Allegro agitato
- Tempo d'attacco Vieni: cerchiam pe' mari - Allegro moderato (Do maggiore / La maggiore)
- Tempo di mezzo Crudele! e vuoi? - Allegro moderato (entra Ernesto)
- Cantabile Cedo al destino orribile - Andante sostenuto (Re maggiore / La maggiore)
- Tempo di mezzo Parti alfine - Allegro
- Stretta Va, t'allontana - Più mosso (Do maggiore)
- 16 Scena Sventurata! fa core (Imogene, Adele)
- 17 Coro Lasso! perir così - Allegro assai maestoso (Do maggiore)
- 18 Scena ed aria Tu vedrai la sventurata (Gualtiero)
- Recitativo Giusto ciel! Gualtiero! - Allegro maestoso (Adele, Coro, Gualtiero)
- Cantabile Tu vedrai la sventurata - Larghetto maestoso (Do maggiore)
- Tempo di mezzo Già s'aduna il gran consesso - Allegro moderato (Coro, Gualtiero, Adele - La maggiore)
- Cabaletta Ma non fia sempre odiata - Allegro cantabile (Do maggiore)
- 19 Scena Udiste! È forza, amiche (Adele, Coro)
- 20 Scena ed aria Col sorriso d'innocenza (Imogene)
- Preludio - Andante maestoso, Cantabile (assolo di corno inglese (Fa maggiore / Fa minore)
- Recitativo Oh! s'io potessi dissipar le nubi (Fa minore)
- Cantabile Col sorriso d'innocenza (Fa maggiore)
- Tempo di mezzo Qual suono ferale - Allegro, Maestoso, Allegro
- Cabaletta Oh, sole! ti vela di tenebre oscure - Allegro giusto (Fa maggiore)
[modifica] Cast della prima assoluta
| Ruolo | Registro vocale | Interprete |
|---|---|---|
| Ernesto | baritono | Antonio Tamburini |
| Imogene | soprano | Henriette Méric-Lalande |
| Gualtiero | tenore | Giovanni Battista Rubini |
| Itulbo | tenore | Lorenzo Lombardi |
| Goffredo | basso | Pietro Angilioni |
| Adele | soprano | Marietta Sacchi |
[modifica] Incisioni
- Nicola Rescigno, Orchestra e coro dell'American Opera Society - Maria Callas (Imogene), Pier Miranda Ferraro (Gualtiero), Costantino Ego (Ernesto), Chester Watson, Glade Peterson; EMI Classics (dal vivo, 27 gennaio 1959 - drasticamente tagliata e modificata).
- Gianandrea Gavazzeni, Orchestra e coro della RAI di Roma, Montserrat Caballé (Imogene), Bernabé Martí (Gualtiero), Piero Cappuccilli (Ernesto), Ruggero Raimondi (il Solitario), Giuseppe Baratti, Flora Rafanelli (Adele) - EMI Classics (1971).
- Marcello Viotti, Orchestra e coro dell'opera di Berlino, Lucia Aliberti (Imogene), Stuart Neill (Gualtiero), Roberto Frontali (Ernesto), Hermine May (Adele), Kelly Anderson (Goffredo), José Guadalupe Reyes (Itulbo) - Berlin Classics (1994).
[modifica] Bibliografia
[modifica] Facsimile dell'autografo belliniano
- Il Pirata. Melodramma in Two Acts. A Facsimile Edition of the Original Manuscript, con un introduzione di Philip Gossett, Early Romantic Opera, Garland Press, New York 1983, 2 voll.
[modifica] Collegamenti esterni
- Abbozzo del Pirata - collezione Francesco Paolo Frontini
- Libretto de Il Pirata - Libretti d'opera italiani
- Libretto de Il Pirata - testo in HTML
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Opere di Vincenzo Bellini Adelson e Salvini (1825) | Bianca e Fernando (1826) | Il pirata (1827) | La straniera (1829) |

