Zeder

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Zeder
Il risveglio del morto, dal trailer
Il risveglio del morto, dal trailer
Paese di produzione Italia
Anno 1983
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati
Sceneggiatura Pupi Avati, Maurizio Costanzo, Antonio Avati
Produttore Antonio Avati, Gianni Minervini, Enea Ferrario
Distribuzione (Italia) Gaumont
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Giancarlo Basili, Leonardo Scarpa
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Zeder è un film horror del 1983, diretto dal regista Pupi Avati e da lui sceneggiato con il fratello Antonio e Maurizio Costanzo. Ne sono protagonisti Gabriele Lavia e Anne Canovas.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato prima in Emilia e poi in Romagna, tra Bologna e Rimini[1].

Bologna, 1982. Stefano, un giovane scrittore di romanzi, riceve in regalo dalla moglie, Alessandra, per il loro anniversario, una macchina per scrivere usata. Nel provarla scopre che al suo interno contiene ancora un vecchio nastro, e dalla bobina ne legge e trascrive i contenuti, venendo a conoscenza di una serie di ricerche riguardanti misteriosi terreni chiamati "terreni K". Incuriosito, e sperando di trovare elementi interessanti per la trama del suo nuovo romanzo, con l'aiuto del professore di storia delle religioni Chesi inizia così a indagare sulla teoria, elaborata agli inizi del XX secolo da un certo Paolo Zeder, secondo la quale alcuni terreni sparsi per il mondo aventi particolari caratteristiche chimiche comuni (da lui battezzati "terreni K") costituirebbero una porta tra il mondo reale e l'aldilà, consentendo ai morti in essi seppelliti di tornare in vita.

La ricerca porta Stefano a spostarsi in vari luoghi dell'Emilia Romagna sulle tracce del precedente proprietario della macchina da scrivere, l'eccentrico Luigi Costa, un ex prete che aveva scelto di abbandonare i voti e cercare ossessivamente un terreno K dopo aver scoperto di avere poco da vivere a causa di un male incurabile. Giunto al Lido di Spina, dove sorgono una ex colonia estiva (la stessa dove Luigi Costa aveva prestato servizio come sacerdote) e una necropoli etrusca (che nella storyline del film è di dimensioni molto maggiori rispetto alla popolazione stimata per l'epoca, facendo sospettare che nel luogo si praticasse un particolare culto per resuscitare i defunti) scopre che in realtà molte altre persone sono interessate al terreno K che probabilmente si trova sotto la colonia. Una equipe di scienziati francesi, guidata dal professor Meyer (scopritore del terreno K originario in cui si era fatto seppellire lo stesso Zeder, nonché ex tesista del prof. Cheli) su suggerimento dello stesso Costa, sta infatti conducendo una serie di esperimenti all'interno della colonia, non facendosi scrupoli a depistare, o ad eliminare, tutte le persone potenzialmente d'intralcio alle ricerche.

Spinto dalla sua curiosità e dalla ricerca della verità, Stefano si ritrova quindi coinvolto in un gioco molto pericoloso, che lo porterà a rischiare più volte la vita e a toccare con mano il terribile segreto celato nel terreno K.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito oltre un anno prima che l'autore statunitense Stephen King desse alle stampe il suo romanzo Pet Sematary, la cui trama ha il proprio punto focale in comune col film di Avati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà le scene al mare sono state girate a Milano Marittima, dove ancora oggi è visibile la vecchia colonia usata dal regista, e a Cesenatico, sul lungomare e in un villino liberty a pochi metri dal faro

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]