La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

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La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone
Paolo e ugo.jpg
Villaggio e Tognazzi in una scena del film
Titolo originale La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1975
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati, Antonio Avati
Sceneggiatura Pupi Avati, Antonio Avati, Gianni Cavina
Produttore Giovanni Bertolucci
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Ruggero Mastroianni
Effetti speciali Carlo Rambaldi
Musiche Amedeo Tommasi
Scenografia Fiorenzo Senese
Costumi Fiorenzo Senese
Trucco Paolo Franceschi, Gianfranco Mecacci
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone è un film del 1975 diretto da Pupi Avati.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il lungo titolo racchiude elementi della trama del film, che è la storia del nobile Anteo Pellacani, cinico, misantropo e anticlericale che fa ritorno al paesino di Bagnacavallo in Romagna (nella realtà si tratta della città di Cento, in provincia di Ferrara) per prendere possesso della casa e dell'orto appena ereditati. Nell'orto vi è un albero di fico della specie detta del fico fiorone, sotto il quale, nel 726, avvenne lo stupro di una giovane, Girolama Pellacani, che si sacrificò offrendo la sua verginità ai barbari longobardi, per salvare le compagne. Da allora quell'albero divenne miracoloso, fino a quando il nobile Anteo, un tempo promettente atleta, cadde dal fico ed ebbe gravi danni ad una gamba, compromettendo irrimediabilmente la propria carriera agonistica. Da allora venne soprannominato "La gambina maledetta". Anteo, divenuto ora proprietario, vuole sfogare il proprio risentimento sull'albero e abbatterlo. In un'occasione spaventa un gruppo di pellegrini che passa per la sua terra sparandogli con una mitragliatrice, finché un giorno egli vede sul vecchio fico una figura femminile, che grazie ad una serie di equivoci, crede essere la Santa. Si tratta in realtà di una prostituta (Delia Boccardo), che vi si è rifugiata e da quel momento la sua vita cambia drammaticamente.

Le location[modifica | modifica wikitesto]

il film, pur essendo ambientato a Bagnacavallo, è stato quasi interamente girato in provincia di Bologna e di Ferrara. La villa del barone Pellacani (Tognazzi) era a Bagno di Piano (tra Calderara di Reno e Castello d'Argile). Il paese attraversato in taxi dal barone appena arrivato era Cento di Ferrara. Così come il teatro, lo studio del notaio, la chiesa col videoconfessionale, ecc. La stazione di arrivo era a Bondeno (Fe). Le sequenze iniziali ambientate in Vaticano sono state girate nel palazzo Comunale a Bologna. La balera era a Finale Emilia. Solo le sequenze della Santa bambina furono girate a Manziana, nei pressi di Roma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davide Pulici, La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, in Nocturno dossier, n. 75, ottobre 2008, p. 31.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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