La seconda notte di nozze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La seconda notte di nozze
Katia Ricciarelli e Antonio Albanese.jpg
Katia Ricciarelli e Antonio Albanese
Titolo originale La seconda notte di nozze
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati
Sceneggiatura Pupi Avati
Produttore Antonio Avati
Casa di produzione Duea Film, Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Pasquale Rachini
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani (non accreditato)
Tema musicale Cantando con le lacrime agli occhi (V. Mascheroni / M. Panzeri)
Trucco Alessandro Bertolazzi, Paola Gattabrusi
Interpreti e personaggi

La seconda notte di nozze è un film del 2005 diretto da Pupi Avati, in cui ha esordito come attrice la celebre cantante lirica Katia Ricciarelli che per la sua interpretazione ha vinto il Nastro d'argento alla migliore attrice protagonista. Questo fu l'ultimo film di Marisa Merlini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Secondo dopoguerra. Rimasta vedova e in difficoltà economiche, Liliana è costretta ad abbandonare Bologna insieme al figlio Nino, ladro per istinto e che non esita a sfruttare la madre ancora piacente per sopravvivere. La vedova ha infatti scritto per chiedere implicitamente aiuto al fratello del defunto marito che le risponde manifestando tra le righe il suo amore risalente all'epoca del matrimonio del fratello, quando ancora era un adolescente.

Nino che si fa passare per avvocato e che è stato scoperto a rubare l'argenteria della sua promessa fidanzata pensa di approfittare dell'insperata occasione. Dopo aver rubato un'auto e i bagagli di una famiglia che l'ha assunto come autista per lasciare Bologna, Nino convince la madre a recarsi in Puglia dove c'è lo zio mai conosciuto che possiede qualche avere ed è stato a lungo ricoverato in manicomio.

Liliana e Nino vengono accolti con entusiasmo nella masseria dal fragile Giordano che aiuta i contadini del luogo disinnescando gli ordigni inesplosi che la guerra ha lasciato nei campi. Contrarie all'arrivo dei due sono le anziane zie di Giordano, Suntina ed Eugenia, ostili da tempo alla famiglia di Liliana.

Giordano pur di accogliere in casa l'amata vedova rinuncerà a una parte della sua eredità a favore delle avide zie e troverà un lavoro per il nipote presso un suo amico notaio. Nino sedurrà la figlia da poco sposata del notaio per derubarlo del denaro della cassa cambiali per finanziare il suo sogno di diventare protagonista di un film con il suo attore preferito che ha incontrato in Puglia.

Giordano rimedierà alle malefatte del nipote e gli presterà, senza speranza di riaverlo, il denaro per coronare il suo sogno cinematografico.

L'ingenuo e innamorato Giordano riuscirà a sposare Liliana che per gratitudine accetterà l'offerta di matrimonio a condizione che sarà "consumato" solo su sua richiesta. Il che avverrà la stessa notte delle seconde nozze.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film prende le mosse da Bologna per arrivare in Puglia, con sequenze girate nelle contrade di Monopoli, tra le campagne di Fasano, la masseria Signorelli in contrada Pezze Vicine, la via della scogliera a Savelletri, la borgata di Torre Canne e infine il paese di Ostuni, con la chiesa di San Vito Martire ed il Largo Trinchera. [1]

Nella scena del cinema vediamo un piccolissimo spezzone del film La signora di Shanghai (1947) con Rita Hayworth e Orson Welles.

L'auto che guida Nino (Neri Marcorè) è una Fiat 508 Balilla Trasformabile del 1938 (famiglia della Fiat 1100).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: scheda di Alfonso Marrese per Apulia Film Commission.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema