La signora di Shanghai

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La signora di Shanghai
Lady from Shanghai trailer hayworth2.JPG
Rita Hayworth nei panni di Elsa Bannister
Titolo originale The Lady from Shanghai
Paese di produzione USA
Anno 1947
Durata 86 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico, noir, giallo
Regia Orson Welles
Soggetto tratto dal romanzo L'altalena della morte/ Se muoio prima di svegliarmi (If I Die Before I Wake) di Sherwood King
Sceneggiatura Orson Welles
William Castle (non accreditato),
Charles Lederer (non accreditato)
Fletcher Markle (non accreditato)
Fotografia Charles Lawton Jr., Rudolph Maté (non accreditato) e Joseph Walker (non accreditato
Montaggio Viola Lawrence
Musiche Heinz Roemheld
Tema musicale Please Don't Kiss Me, cantata da Doris Fisher
Scenografia Sturges Carne, Stephen Goosson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La signora di Shanghai (The Lady from Shanghai) è un film diretto da Orson Welles, anche protagonista del film assieme a Rita Hayworth ed Everett Sloane.

Trama[modifica | modifica sorgente]

New York, Central Park. Il marinaio ed avventuriero irlandese Michael O'Hara salva da un'aggressione la sensuale Elsa: il marito della donna è Arthur Bannister, avvocato ricco e famoso ma parzialmente disabile e molto più vecchio di lei. Bannister assolda il marinaio per farsi trasportare (lui, la moglie e Grisby, suo socio) su uno yacht a San Francisco con tappa ad Acapulco.

Stregato dalla gelida Elsa che rivede sdraiata sulla tolda del panfilo di Bannister, Michael accetta con la segreta speranza di poter intrecciare una relazione con lei e portarla via dal vecchio marito. Grisby, il socio di Bannister, ha intenzione di fuggire su un'isola dei mari del sud e rifarsi una vita; pertanto propone a O'Hara un complicato progetto di doppio gioco, basato su un omicidio simulato: in cambio di una somma di denaro, O'Hara deve fingere di averlo ucciso e assumersi la responsabilità del crimine, con la garanzia di venire scagionato per la mancanza del cadavere.

Nel susseguirsi delle vicende, Grisby viene realmente ucciso e il suo cadavere viene trovato dalla polizia. O'Hara, accusato dell'omicidio, viene difeso dallo stesso Bannister, ma le prove contro di lui sono schiaccianti. Prima che la sentenza venga pronunciata, riesce comunque a fuggire fingendo di suicidarsi con dei tranquillanti usati da Bannister e fa perdere le sue tracce scomparendo nella Chinatown di San Francisco. Qui rincontra Elsa e, mentre i tranquillanti cominciano ad annebbiargli la coscienza, scopre il torbido passato della donna a Shanghai e capisce che ad uccidere Grisby è stata proprio lei. Come in un sogno, O'Hara si ritrova in un padiglione di luna park dove, in un labirinto di specchi, assiste all'ultimo incontro tra Elsa e suo marito. Animati dal rancore, i due si uccidono a vicenda. Prima di morire, Elsa chiede aiuto a O'Hara, ma il marinaio non crede più alla donna e la lascia al suo destino.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Orson Welles, nel trailer del film

La signora di Shanghai è tratto dal romanzo If I Die Before I Wake di Sherwood King. Girato nel 1946, uscì due anni dopo perché Harry Cohn, allora capo della Columbia, non si capacitava della trasformazione che Welles aveva compiuto su Rita Hayworth, all'epoca moglie del regista oltre che primadonna della casa cinematografica.

Il regista l'aveva infatti dipinta come una dark lady spietata e senza scrupoli e, per dare maggior significato al personaggio, aveva ordinato di farle tagliare i capelli e di tingere di biondo platino quel che rimaneva della sua famosa chioma. Cohn, irritato dalla "trasfigurazione" di quella che considerava un'icona della Columbia, andò inoltre su tutte le furie quando gli fu presentato il conto della produzione del film: per il protrarsi delle riprese in esterni, realizzate lungo le coste del Messico (novanta giorni anziché i sessanta previsti), il budget era lievitato da 1.250.000 $ a due milioni.

La signora di Shanghai è l'ultimo film che Rita Hayworth interpretò sotto contratto per la Columbia. Pur riluttante ad interpretare la parte perché stava per separarsi da Orson Welles, accettò perché la loro figlia Rebecca poteva trarre qualche profitto economico dal progetto. Buona parte del film venne girata a bordo dello yacht Zaca della star di Hollywood Errol Flynn, che volle seguire da vicino tutta la realizzazione.

La scena finale degli specchi viene citata da Woody Allen in Misterioso omicidio a Manhattan.

Manifesti e locandine[modifica | modifica sorgente]

La realizzazione dei manifesti del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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