Rosso Malpelo

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Rosso Malpelo
Autore Giovanni Verga
1ª ed. originale 1880
Genere novella
Ambientazione cava di rena rossa
Protagonisti Rosso Malpelo
« Egli era davvero un brutto ceffo, torvo, ringhioso e selvatico. Al mezzogiorno, mentre tutti gli altri operai della cava si mangiavano in crocchio la loro minestra, e facevano un po' di ricreazione, egli andava a rincattucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel pane di otto giorni, come facevano le bestie sue pari; e ciascuno gli diceva la sua motteggiandolo, e gli tirava dei sassi, finché il soprastante lo rimandava a lavorare con una pedata".[1] »

Rosso Malpelo è una novella dell'opera di Giovanni Verga, che comparve per la prima volta sul "Fanfulla" nel 1878 e che venne in seguito raccolta e pubblicata nel 1880 insieme ad altre novelle uscite nel 1879-1880 in "Vita dei campi."

Rosso Malpelo descrive la realtà di povertà e sfruttamento delle classi disagiate in Sicilia alla fine del XIX secolo, realtà che Verga conosceva ma che emergeva altresì dalle inchieste del Regno d'Italia da poco formatosi (1861). Principalmente, l'opera è un ritratto, umanissimo e di grande attualità, di un adolescente condannato dai pregiudizi popolari e dalla violenza della gente all'emarginazione e ad una tragica fine, similmente a quella del padre, oltre ad un duro lavoro nelle cave di rena siciliane.

Nonostante il principio dell'impersonalità, che caratterizza gli scrittori veristi, Verga lascia trasparire la pietà che prova per Malpelo, un "vinto" che non ha alcuna possibilità di sottrarsi al suo destino. Fa capire che i ragazzi come lui reagiscono al male che viene loro fatto infliggendo altrettanta sofferenza e cercando di reprimere i sentimenti di compassione pur di sopravvivere (emblematici sono i comportamenti rudi del protagonista nei confronti di Ranocchio e dell'asino). Per rendere più realistico il racconto, inoltre, decide di esprimersi con parole dialettali e modi di dire popolari; per descrivere Malpelo, il cui nome già lo caratterizza come personaggio negativo, almeno secondo credenze popolari secondo le quali i capelli rossi erano collegati al male, lo paragona spesso ad una bestia. Il linguaggio realistico e le descrizioni neutre e oggettive dei maltrattamenti che Malpelo subisce causano un profondo disagio nel lettore, forzandolo ad una riflessione sulle pessime condizioni in cui la vita del povero ragazzino versava.

Indice

[modifica] Lo stile della novella

Rosso Malpelo è una novella di Verga dove non vi è un narratore onnisciente e quindi vi è un eclissarsi dell'autore che da un punto di vista distaccato mette in scena i personaggi, li presenta, li giudica o li compatisce. L'imparzialità in questa novella è raggiunta da Verga attraverso la tecnica dello "straniamento" (teorizzata dal narratologo russo Šklovskij, per la quale viene mostrato strano qualcosa di diverso, o viceversa, dal momento che viene preso un punto di vista diverso dal consueto. Verga ottiene questo effetto attuando una regressione culturale, facendo coincidere il suo punto di vista con l'opinione comune del villaggio di Malpelo, come è possibile evincere dall'incipit:

Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo."[2]

Verga narratore utilizza infatti delle proposizioni consecutive e conclusive che stonano all'orecchio del lettore il quale percepisce che la vera opinione di Verga autore è diversa.

Rosso Malpelo è un ragazzo con i capelli rossi; questo significava, secondo le leggende popolari, essere malizioso e cattivo. Per questo motivo è maltrattato da tutti e non trova affetto nemmeno dalla madre che non accetta la sua scelta di vita, che non si fida di lui e che quando il ragazzo torna a casa dal lavoro gli chiede sempre se ha rubato dei soldi dallo stipendio; per di più la sorella lo "accoglie" sempre picchiandolo. Malpelo lavora con il padre, Mastro Misciu (al quale è stato dato il soprannome di Bestia), in una cava di rena rossa. I due sono molto legati: Misciu infatti è l'unico ad avergli mai dato affetto e Malpelo, appena gli altri operai provano a prendere in giro il povero padre, lo difende. Un giorno Misciu Bestia accetta di lavorare (lavoro detto nella novella; a cottimo) in un punto della miniera tanto pericoloso che nessuno avrebbe fatto lo stesso; il bisogno di soldi lo spinge a rischiare. La sera tardi, mentre Malpelo gli sta dando una mano, il pilastro cade all'improvviso addosso a Misciu. Rosso Malpelo, preso dalla disperazione e dal panico inizia ad urlare e a chiedere aiuto ma, quando anche gli altri se ne accorgono, ormai è troppo tardi e Mastro Misciu è già morto. Dopo la morte del padre Malpelo diventa ancora più cattivo agli occhi degli altri e riprende a lavorare nella galleria dov'era morto il padre.il soprastante lo mantiene a lavorare lì solo perché in quella cava è morto il padre. Qualche tempo dopo alla cava viene a lavorare un ragazzino piccolo e debole che prima faceva il muratore, che è stato costretto ad abbandonare il mestiere a causa di una caduta. Il ragazzo, soprannominato Ranocchio per il modo di camminare e di atteggiarsi viene subito preso di mira da Malpelo che lo tormenta in continuazione picchiandolo e insultandolo. Più Ranocchio non si difende, più lui continua: vuole che impari a reagire e ad affrontare la vita che non è sempre facile e che secondo lui è una continua sfida. In realtà il vero motivo è che Malpelo gli vuole bene e vuole insegnargli come difendersi, spesso gli dà la sua razione di cibo pur di non farlo morire di fame oppure lo aiuta con i lavori pesanti. Dopo qualche tempo viene ritrovato il cadavere di Mastro Misciu. Tutto ciò che a Malpelo rimane del padre sono pochi oggetti che Malpelo custodisce come tesori e tanti ricordi. Non molto tempo più tardi Ranocchio, che da un po' di tempo si era ammalato di tisi, muore all'improvviso. Malpelo, rimasto solo, scompare nella cava: gli era stato affidato il compito di esplorare una galleria ancora sconosciuta. Nessuno si sarebbe assunto un compito così pericoloso ma lui, sapendo che nessuno se ne sarebbe preoccupato, accetta e parte: preso del pane, del vino, gli attrezzi e i vestiti di suo padre, si addentra in quella galleria e non ne uscirà mai più. La differenza fra questo personaggio verghiano è che il suo destino è segnato e niente può fare, è un vinto, mentre i personaggi di Pirandello cercano di capire, di scappare, di nascondersi dietro una maschera e ogni tanto sognare un'altra vita.

TRAMA IN BREVE

rosso malpelo è un ragazzo che lavora in miniera, e l'unico che gli vuole bene è suo padre il quale muore in miniera, e resta solo con madre e sorella, le quali lo maltrattano per rubargli la paga e poi non lo guardano piu. il suo unico amico, ranocchio, muore ed allora la sua vita declina....per sempre.

[modifica] Edizioni

[modifica] Note

  1. ^ Rosso Malpelo, in Giovanni Verga. Tutte le novelle, a cura di Carla Riccardi, Mondadori, Milano, 1979, pag. 173
  2. ^ in op.cit., pag. 173

[modifica] Voci correlate

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