Olzai
| Olzai comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonio Ladu (lista civica) dal 31/05/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°11′0″N 9°9′0″E / 40.18333°N 9.15°ECoordinate: 40°11′0″N 9°9′0″E / 40.18333°N 9.15°E | ||||
| Altitudine | 474 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 69,85 km² | ||||
| Abitanti | 903[1] (09-10-2011) | ||||
| Densità | 12,93 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Austis, Nughedu Santa Vittoria (OR), Ollolai, Ottana, Sarule, Sedilo (OR), Sorradile (OR), Teti | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 08020 | ||||
| Prefisso | 0784 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 091057 | ||||
| Cod. catastale | G058 | ||||
| Targa | NU | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | olzaesi | ||||
| Patrono | San Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Olzai nella provincia di Nuoro |
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| Sito istituzionale | |||||
Olzai (Ortzài o Orthài in sardo) è un comune italiano di 903 abitanti della provincia di Nuoro, nella regione della Barbagia di Ollolai. Il suo nome potrebbe derivare dalla voce fenicia "Hol" "Hoel" (territorio, dimora del mio pellegrino) secondo il teologo e linguista Spano Giovanni[2]; oppure da "Iolai" secondo Corona Francesco[3].
Indice |
Collocazione geografica [modifica]
Il territorio è principalmente montuoso di origine granitica, l'abitato si trova al centro di un vasto e naturale anfiteatro montuoso che partendo da Nord con "S'Ispiliu" (alt.758 m) continua verso Est con "Eliai" (alt.851 m) - "Nodu Fasolu" (alt.920 m) - "Fronte Oroniai" (alt.905 m) - Monte "San Sebastiano" (alt.1038 m) - "Nodu Gosolodine" (alt.961 m) - Punta "S'Asisorgiu" (alt.1127 m) - "Pala Lepazzai" (alt.1076 m) - Monte "San Basilio" (alt.1017 m) e finisce con avvallamenti a Sud nelle regioni "Su Cannisone" (alt.544 m) e "Pala de Laro" (alt.463 m).
È territorialmente coinvolto nel Parco del Gennargentu. Conserva la storica chiesa di Santa Barbara, la casa-museo del pittore Carmelo Floris e un mulino ad acqua recentemente ristrutturato in modo mirabile. All'interno del paese è inoltre notevole l'opera di canalizzazione del piccolo fiume che, dopo l'alluvione del primo decennio del '900, fu incanalato in un letto lastricato in pietra e molto largo, ai cui bordi sorgono due strade distinte collegate da stupendi esempi di ponte ad arco in pietra.
Rioni [modifica]
S'Arreconza, Malamureddu, Lolea, Elisea, Lepazzai, Sorreddu, S'Umbrosu, Sant'Istasi, Pred'e Pistis, Sant'Ignazio, Murui, Santa Suvia, Santa Varvara, Drovennoro, 'Onca e Mussa, Cambone, Su Puzzu, Santu Juvanne, Babb'e Ogozzi, Gheddesai, Sant'Antoni, Sa Harrera, Burusone, Zihuri, Su Nodu Mannu.
Storia [modifica]
Come dimostrano i numerosi ritrovamenti di nuraghi, dolmen e menhir, si presume che il territorio di Olzai, fosse abitato sin dal periodo nuragico. Nel Medioevo fece parte del Giudicato di Arborea. Dieci abitanti di Olzai (in quel tempo chiamato "Oltai") risultano tra i firmatari del famoso trattato di pace tra la Giudicessa Donna Eleonora d'Arborea del Giudicato d'Arborea e Giovanni I d'Aragona Re del "Regnum Sardiniae et Corsicae" e Sovrano della Corona d'Aragona. L’atto fu firmato il 24 gennaio 1388 dai rappresentanti istituzionali dello stato, dai rappresentanti delle ville, i "majores de villa" e i "juratos" di tutti i villaggi del giudicato, in numero proporzionale all’importanza di ciascuna villa. Gli olzaesi furono rappresentati dal "Majore" Antonio Contona assieme a 4 "juratis" e 5 "habitatoribus"[4]. Questo trattato durò poco e dopo varie battaglie, tra cui quella di Sanluri, passò dalla Curatoria di Ollolai al Marchesato di Oristano dell'ex comandante arborense Pietro Cubello (1410), restando abbastanza indipendente anche quando passò al Regno di Sardegna il 17 agosto 1420, giorno in cui finì per sempre il Regno di Arborea venduto per 100.000 fiorini d'oro dall'ultimo Giudice Guglielmo III di Narbona al Re Alfonso V di Aragona. Estinti i Cubello, Leonardo Alagon reclamò il Marchesato ma dopo la battaglia di Macomer (1478) venne deportato in Spagna e Olzai finì sotto la completa dominazione aragonese del viceré Nicolò Carroz e agli inizi del 1500 passando al nipote Pietro Maza de Lizana fu unito al feudo di Mandas. Fu con l’ultimo dei feudatari di Valencia - Don Pedro Maza Ladron y Mendoza - che, il 23 dicembre 1614, il Re Filippo III di Spagna elevò il Feudo a Ducato, l’unico concesso fino a tutto il Seicento. Il Ducato di Mandas, uno dei più vasti feudi dell’isola, comprendente diversi villaggi, era costituito dall’accorpamento della Curatoria di Seurgus (Mandas, Isili, Siurgus Donigala, Nurri, Escalaplano, Orroli, Escolca, Serri, Gergei, Villanovatulo), della Baronia di Sicci (Dolianova), della Barbagia di Seulo (Esterzili, Seulo, Sadali, Ussassai, Seui), della Barbagia di Ollolai (Fonni, Ollolai, Gavoi, Olzai, Lodine, Ovodda, Mamoiada) e del Marchesato di Terranova in Gallura (Olbia).
Siti archeologici [modifica]
Nuraghi: [modifica]
Dei 17 nuraghi situati nel territorio di Olzai e catalogati ai primi del 900 [5], soltanto 11 figurano anche nelle carte topografiche dell'Istituto Geografico Militare di Firenze. Qui di seguito l'elenco dei nomi con le relative coordinate geografiche:
- Nuraghe Ludorioe ---- 40°12'3"N 9°8'45"E
- Nuraghe Lenuie ---- 40°11'55"N 9°8'13"E
- Nuraghe Comiddo ---- 40°11'30"N 9°5'44"E
- Nuraghe Sorghiddai ---- 40°1_'__"N 9°4'__"E
- Nuraghe Badu Ottana ---- 40°9'__"N 9°3'__"E
- Nuraghe Imbilighe Mare ---- 40°9'50"N 9°1'27"E
- Nuraghe Oritti ---- 40°9'35"N 9°1'18"E
- Nuraghe Su Puddu ---- 40°10'47N 9°1'9"E
- Nuraghe Barbarighinos o Sos Pranos ---- 40°8'48"N 9°1'26"E
- Nuraghe Portoni ---- 40°8'29"N 9°1'51"E
- Nuraghe Sa Femmina ---- 40°10'__"N 9°0'__"E
I restanti 6 nuraghi:
- Nuraghe Palai
- Nuraghe Lochilo
- Nuraghe Bumbas
- Nuraghe Orocai
- Nuraghe Zibbas
- Nuraghe Andria Mula
Chiese [modifica]
- Chiesa San Giovanni Battista, dal 1738 chiesa parrocchiale
- Chiesa Santa Barbara
- Chiesa Sant'Anastasio
- Chiesa Arcangelo Gabriele
Feste e tradizioni popolari [modifica]
- Festa di fine/inizio anno "Terra Ruvia" (31 Dicembre /1 Gennaio)
- Falò di Sant'Antonio Abate (16 Gennaio)
- Festa di Sant'Anastasio (22 Gennaio)
- Carnevale (Giovedì, Domenica, Lunedì, Martedì grasso, Mercoledì delle Ceneri e Pentolaccia la domenica successiva)
- Festa dell'Angelo (2ª Domenica di Maggio)
- Festa di Sant'Isidoro (3ª Domenica di Maggio)
- Festa di San Giovanni Battista (25 Giugno)
- Festa dei SS. Pietro e Paolo (29 Giugno)
- Festa di Santa Barbara (26 agosto)
- Cortes Apertas (Primi giorni di dicembre)
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[6] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera era di 33 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Marocco 24 2,58%
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 09 ottobre 2011 (data Censimento).
- ^ autore del Vocabolario sardo ed etimologio della Sardegna, 1873.
- ^ autore del Dizionario dei comuni della Sardegna, 1898 (pag.66).
- ^ da "Historiae patriae monumenta" 1861 Tom.I pag 817
- ^ Pietro MELONI-SATTA, OLZAI reminescenze e divagazioni, 1911.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia [modifica]
- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006. ISBN 8-871-38430-X
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.
- Giovanni Spano - "Vocabolario sardo geografico patronimico ed etimologico compilato dal Comm. Canonico Giovanni Spano" - Cagliari, Tip. Alagna, (1872)
- Francesco Corona - "Dizionario dei Comuni della Sardegna" - Cagliari, Tip. Dessì, (1898)
- Pasquale Tola - "Historiae patriae monumenta. Codex diplomaticus Sardignae" - Torino, (1861)
- Pietro Meloni-Satta - "Olzai, Reminescenze e Divagazioni" - Ditta Editrice: Giuseppe Dessì di Cagliari, MCMXI (1911) / Ristampa 1991 a cura dell'Associazione Culturale "G.Dore"
Collegamenti esterni [modifica]
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