Sedilo

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Sedilo
comune
Sedilo – Stemma Sedilo – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Sedilo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Oristano-Stemma.png Oristano
Amministrazione
Sindaco Vittorio Umberto Cocco (lista civica) dal 01-06-2010
Territorio
Coordinate 40°10′27″N 8°55′09″E / 40.174167°N 8.919167°E40.174167; 8.919167 (Sedilo)Coordinate: 40°10′27″N 8°55′09″E / 40.174167°N 8.919167°E40.174167; 8.919167 (Sedilo)
Altitudine 283 m s.l.m.
Superficie 68,88 km²
Abitanti 2 182[1] (31-12-2013)
Densità 31,68 ab./km²
Comuni confinanti Aidomaggiore, Bidonì, Dualchi (NU), Noragugume (NU), Nughedu Santa Vittoria, Olzai (NU), Ottana (NU), Soddì, Sorradile
Altre informazioni
Lingue italiano, sardo
Cod. postale 09076
Prefisso 0785
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095052
Cod. catastale I564
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 357 GG[2]
Nome abitanti sedilesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sedilo
Localizzazione del comune di Sedilo nel territorio della provincia di Oristano.
Localizzazione del comune di Sedilo nel territorio della provincia di Oristano.
Sito istituzionale

Sedilo (IPA: [sɛˈdilo][3]) è un comune italiano di 2.182 abitanti[1] della provincia di Oristano in Sardegna. Prima del 1974, anno di istituzione della provincia di Oristano, faceva parte della provincia di Cagliari. Si trova nella subregione storica del Barigadu.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sedilo si trova sul limitare dell'altopiano di Campeda-Abbasanta. La zona altimetrica è quella della collina interna. Il suo territorio è attraversato dal fiume Tirso, il più lungo della Sardegna, il cui sbarramento presso Busachi origina il lago Omodeo. L'invaso occupa parte del territorio di Sedilo.

L'ambiente naturale è vario. La vegetazione potenziale è quella costituita dalle formazioni a lecceta. Sono molto comuni specie come le roverelle (Quercus pubescens), le sughere (Quercus suber) e, nelle vallate, l'olmo (Ulmus minor). La macchia mediterranea è caratterizzata da specie quali l'olivastro (Olea europaea), il lentisco (Pistacia lentiscus), il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis) ed il cisto femmina (Cistus salvifolius). La vegetazione ripariale che si sviluppa lungo le sponde dei corsi d'acqua è caratterizzata dal pioppo (Populus alba), dal salice fragile (Salix fragilis) e dal tamericio (Tamarix gallica). La fauna è rappresentata dalla volpe, il cinghiale, conigli e lepri, oltre alle varie specie di uccelli[4][5].

Dal punto di vista geologico il territorio di Sedilo come lo si può osservare oggi, si è originato in seguito al fenomeni erosivi e di ruscellamento che sono seguiti ad un'intensa attività tettonica e vulcanica. I fenomeni erosivi hanno portato alla sedimentazione all'interno della vallata di Ottana, ai quali è seguita un'attività vulcanica di tipo effusivo che ha portato alla formazione di estese colate di basalto. I litotipi presenti nel territorio di Sedilo, elencati in ordine cronologico di formazione, sono i seguenti[6]:

  1. Vulcaniti Oligo-Mioceniche;
  2. Arenarie di Sedilo dell'Oligocene-Langhiano;
  3. Tufi di Sedilo e Noragugume;
  4. Arenarie di Dualchi;
  5. Basalti.

La morfologia del versante occidentale del territorio è caratterizzata da un altopiano basaltico sulla cui sommità si trovano numerose sorgenti. Nel settore meridionale, in prossimità del fiume Tirso, si trovano basse colline mentre tutta la zona ad est del fiume presenta una morfologia determinata dalla presenza di strati alternati duri e teneri (ignimbriti e tufi)[7].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Secondo la classificazione di Köppen il clima di Sedilo può essere definito un clima temperato sublitoraneo (Csb), con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche. Di rado si verificano gelate. Alcuni giorni autunnali e primaverili possono essere caratterizzati dalla formazione della nebbia.

Sedilo[9] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,4 9,9 15,4 20,5 26,1 32,0 38,0 30,9 29,4 21,9 16,3 12,2 10,8 20,7 33,6 22,5 21,9
T. mediaC) 6,2 5,6 9,5 13,3 18,3 22,8 28,2 24,1 21,4 16,0 12,2 8,0 6,6 13,7 25,0 16,5 15,5
T. min. mediaC) 2 1,3 3,6 6,2 10,5 13,6 18,4 17,2 13,4 10,1 8,1 3,8 2,4 6,8 16,4 10,5 9,0
Precipitazioni (mm) 0 96,8 81,7 5,6 3,6 4,4 0,0 10,5 66,2 7,4 159,1 96,8 193,6 90,9 14,9 232,7 532,1
Giorni di pioggia 0 13 10 2 2 2 0 2 5 3 10 9 22 14 4 18 58
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 6 7 9 10 11,3 10,0 8,0 6,3 5,0 4,0 4,3 7,3 10,4 6,4 7,1

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il nome di Sedilo trae probabilmente origine dalla parola latina sedulus, che significa lavoratore.

I primi insediamenti nel territorio di Sedilo sono attribuibili al Neolitico e testimoniati dal ritrovamento di numerose Domus de janas, databili a quel periodo. Dall'età del bronzo fanno la loro comparsa numerosi nuraghi, risalenti ad epoche diverse in una sequenza cronologica determinabile dalla tipologia costruttiva. Si ritrovano così i nuraghi a corridoio ed i nuraghi a tholos, oltre alle numerose tombe dei giganti e villaggi nuragici.

La conquista della Sardegna da parte dell'Impero Romano portò presto alla colonizzazione. Nel territorio di Sedilo sono stati ritrovati numerosi cippi e urne funerarie recanti iscrizioni in latino, oltre ad un tratto di strada lastricata. All'età bizantina si deve l'introduzione dei culti orientali, come quello in onore di San Basilio e dello stesso San Costantino Imperatore.

Con l'età giudicale la Sardegna viene suddivisa in quattro regni autonomi, i giudicati. Sedilo faceva parte della curatoria di Guilcier, posta nella porzione centro-settentrionale del giudicato di Arborea. Con la fine del giudicato e la conquista aragonese Sedilo venne infeudato nel 1410. Nel 1537 il feudo venne acquistato da una nobile famiglia spagnola e venne elevato al rango di contea. Nel 1726 il feudo passò al demanio del Regno di Sardegna e, nel 1736, venne venduto ed elevato a marchesato. Nel 1836 il regime feudale venne abolito.

Con regio decreto del 15 luglio 1909 fu istituita una sezione di pretura, facente capo al mandamento di Ghilarza[11].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del Comune di Sedilo.

Il Comune di Sedilo ha come segni distintivi lo stemma ed il gonfalone concessi con Decreto del Presidente della Repubblica del 13 luglio 1987[12].

La blasonatura dello stemma è la seguente:

« Partito: nel primo, di argento, alla torre di rosso, merlata di due alla guelfa, murata di nero e aperta del campo, appuntata dall'aquila rivolta di nero rostrata e allumata di argento, il tutto sormontato dalla bilancia di rosso; nel secondo, di azzurro, alla torre di argento, murata e aperta di nero, sormontata dal sole raggiante, di oro. Ornamenti esteriori da Comune. »
(D.P.R. 13 luglio 1987)

La blasonatura del gonfalone è invece la seguente:

« Drappo partito di azzurro e di bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »
(D.P.R. 13 luglio 1987)

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
  • Chiesa del Carmine[13] (conosciuta localmente con il nome di Chiesetta delle Anime).
  • Chiesa della Santa Croce.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate.
  • Chiesa di San Basilio.
  • Chiesa di San Giacomo.
  • Santuario di San Costantino Imperatore.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Sedilo ha un'elevata densità di monumenti riconducibili alla civiltà nuragica ed ai periodi storici successivi[14]. Il più famoso sito archeologico è il complesso nuragico di Iloi, con un nuraghe trilobato. Le campagne di scavo, condotte negli anni dall'Università di Sassari, hanno portato progressivamente alla scoperta di un villaggio nuragico, due tombe dei giganti e, nella vicina valle, una necropoli a domus de janas[15]. Altro interessante sito dell'età nuragica è Puntanarcu, con la caratteristica fonte[16].

Escursionismo[modifica | modifica sorgente]

Con i fondi derivati dalla Misura 4.14b del Programma operativo regionale Sardegna 2000/2006 è stata predisposta, dall'Ente foreste della Sardegna, una rete di sentieri percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo attraverso le campagne del paese[17]. Un sistema di segnali in legno indica i percorsi con le relative distanze[18]. I sentieri si ricollegano ad una rete più ampia comprendente il territorio dei comuni limitrofi, tra i quali Nughedu Santa Vittoria arrivando fino all'oasi naturalistica di Assai (in territorio di Neoneli).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[19]

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica[20] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente nel comune era di 45 persone, suddivisa tra le seguenti nazionalità:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Le manifestazioni culturali sono principalmente legate alla vita religiosa della comunità. L'evento di maggiore interesse e risalto è la festa in onore di San Costantino Imperatore che culmina, nei giorni del 6 e 7 luglio, con l'Ardia, sfrenata corsa a cavallo presso il santuario a lui dedicato. Mediamente otto giorni dopo l'Ardia a cavallo (l'ottava o s'ottada) ne viene svolta una a piedi che segue lo stesso percorso.

Altra festa caratteristica è quella in onore di Sant'Antonio Abate, il 16 gennaio, durante la quale viene acceso un grande falò, in sardo sa tùva, nella piazza antistante la chiesa omonima. Questa tradizione è tipica dei paesi della Sardegna centrale.

Il 15 maggio viene festeggiato Sant'Isidoro. La processione lungo le vie del paese è accompagnata da carri, che vengono ornati da fiori, e attrezzature agricole.

San Basilio Magno viene festeggiato il primo giorno di settembre. Si svolge la caratteristica corsa degli asinelli.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'attività economica principale è l'allevamento, prevalentemente ovino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2013. URL consultato il 01 luglio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  4. ^ Scheda del SIC ITB031104 dal sito del Ministero dell'Ambiente. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  5. ^ Scheda della ZPS ITB023051 dal sito della Regione Sardegna. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  6. ^ Inquadramento geologico. URL consultato il 6 maggio 2010.
  7. ^ Inquadramento geomorfologico. URL consultato il 6 maggio 2010.
  8. ^ Classificazione sismica dal sito della Protezione Civile. URL consultato il 27 settembre 2009.
  9. ^ Temperature riferite alla stazione di rilevamento di Macomer e precipitazioni riferite alla stazione di rilevamento di Ghilarza per l'anno 1983. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  10. ^ Tavola dei Gradi giorno dal sito dell'ENEA. URL consultato il 27 settembre 2009.
  11. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia. URL consultato il 2 aprile 2013.
  12. ^ Ufficio araldico - Fascioli comunali. URL consultato il 2 aprile 2013.
  13. ^ Antonio Francesco Spada, op. cit., p. 161
  14. ^ Carta morfologica del territorio e distribuzione dei monumenti. URL consultato il 6 maggio 2010.
  15. ^ Nuraghe e villaggio nuragico di Iloi. URL consultato il 6 maggio 2010.
  16. ^ Fonte di Puntanarcu. URL consultato il 6 maggio 2010.
  17. ^ SardegnaForeste - Sentieri del Guilcer-Barigadu-Mandrolisai. URL consultato il 29 agosto 2009.
  18. ^ Carta dei sentieri 3, Guilcer-Barigadu-Mandrolisai. URL consultato il 29 agosto 2009.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2010 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza. Comune: Sedilo. URL consultato il 12 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Tanda (a cura di), SEDILO 2. I monumenti del territorio del Comune, Villanova Monteleone, Antichità Sarde. Studi e Ricerche, 1996.
  • Antonio Francesco Spada, Sedilo I. La Storia, Sedilo, Comune di Sedilo, 1998.
  • Antonio Francesco Spada, Sedilo II. La Gente, Sedilo, Comune di Sedilo, 1998.
  • Francesco Floris (a cura di), Sedilo (PDF) in Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Editoriale La Nuova Sardegna, 2007, p.505, ISBN non esistente. URL consultato il 12 ottobre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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