Narbolia

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Narbolia
comune
Narbolia – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sardegna – stemma Sardegna
Provincia Oristano – stemma Oristano
Sindaco Pietro Fabrizio Fais (lista civica Narbolia il Vento che Cambia) dal 16/06/2008
Territorio
Coordinate 40°3′0″N 8°35′0″E / 40.05°N 8.58333°E / 40.05; 8.58333 (Narbolia)Coordinate: 40°3′0″N 8°35′0″E / 40.05°N 8.58333°E / 40.05; 8.58333 (Narbolia)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 40,49 km²
Abitanti 1 802[1] (31-12-2010)
Densità 44,5 ab./km²
Comuni confinanti Cuglieri, Riola Sardo, San Vero Milis, Seneghe, Milis, Baratili San Pietro.
Altre informazioni
Cod. postale 09070
Prefisso 0783
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095031
Cod. catastale F840
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 050 GG[2]
Nome abitanti narboliesi
Patrono santa Reparata
Giorno festivo 8 ottobre
Localizzazione
Narbolia è posizionata in Italia
Narbolia
Posizione del comune di Narbolia all'interno della provincia di Oristano
Posizione del comune di Narbolia all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Narbolia è un comune italiano di 1.802 abitanti della provincia di Oristano, in Sardegna.

Il nome Narbolia deriverebbe dalla presenza nel territorio della malva arborea, chiamata in sardo narbonia, con la pronuncia del gruppo ni come i o come li: i narboliesi chiamano infatti il loro comune Narabuia[3]. Più suggestiva la derivazione da Nurapolis, ossia città dei nuraghi[3], per via dei numerosi nuraghi nel territorio comunale, quali il Tradori, lo Zoddias, la "Zufais" Araganzola (quadrilobato), il Cresia, il Terra Craccus, nonché, verso il comune di Milis, il nuraghe Tunis famoso per il ritrovamento al suo interno di monete e terrecotte romane. Nel territorio del comune sono inoltre presenti diversi tombe dei giganti, domus de janas, i resti di un castello medioevale che è stato in precedenza un avamposto fenicio, e alcune terme romane alcune delle quali trasformate in chiese bizantine[3] come quella che si trova nelle immediate vicinanze di Narbolia, in località Sant'Andrea di Pischinappiu. Il centro storico del paese è stato recentemente ristrutturato e offre molti esempi delle antiche modalità costruttive delle abitazioni realizzate in pietra locale (basalto).

Il paese si trova al confine con il Campidano di Oristano e ai piedi del massiccio montuoso del Montiferru, a 18,3 km dal capoluogo provinciale Oristano ed a breve distanza dalla penisola del Sinis, ricca di spiagge dalla sabbia bianca e fine,Narbolia è stato un comune facente parte del Campidano di Milis.

Data la vicinanza con il mare, il paese subì molti attacchi da parte dei Mori: particolarmente feroce fu quello del 1623, quando gli abitanti, già ridotti in catene, vennero liberati da dei seneghesi guidati dalla chiesa d'origine. Tutto ciò avvenne nelle vicinanze dell'attuale cimitero del paese. Inoltre, alcuni toponimi come Trippus e Conca de Moru corrispondenti a zone tra il comune e la costa, ricorderebbero rispettivamente "Tripoli" e "testa di moro" e sarebbero i luoghi dove avvennero le più importanti battaglie contro gli invasori. In passato una delle attività principali dei narboliesi era la fabbricazione della calce, per mezzo di fornaci delle quali rimangono molte tracce, e ogni fornace era gestita da un gruppo ristretto di persone, che si dividevano i compiti e che venivano chiamati Forrogaius.

La piana di Cadreas è una zona molto fertile utilizzata infatti per l'agricoltura e la viticoltura oltre che per la tradizionale pastorizia ( ovini ). Nella piana di "Cadreas" si trova inoltre la "Grotta del Guano"; La grotta è nota nei racconti degli abitanti di Narbolia, Riola Sardo, Santa Caterina e dintorni, col nome di "grotta del guano" o per meglio dire, "sa grutta de su sotterru" (o interru, o internu: il toponimo varia a seconda di chi ne parla), ha il suo ingresso in località Cadreas, nel territorio del comune di Narbolia.

Si trova circa 300 metri a sinistra della strada che da Riola Sardo porta a Santa Caterina di Pittinuri, all'altezza della cantoniera di Cadreas.

Coordinate in WGS84 : N40°03.436' ; E 008°29.882'

La grotta è molto calda; nel periodo estivo ospita una grande colonia di pipistrelli del genere Rhinolophus mehelyi, e deve il suo nome italiano appunto ai resti organici dei pipistrelli che la abitano. Ne conta a migliaia, impressionanti ma inoffensivi, e attaccati al soffitto.

Seminascosto nella macchia mediterranea, l'accesso si apre con un pozzo poco profondo nelle arenarie di Cadreas, che immette in una prima camera di circa 10 metri x 5, e, lateralmente, ad uno stretto cunicolo a sezione vagamente rettangolare, che farebbe supporre un utilizzo antropico della grotta in età antica. Lungo alcune decine di metri, si sviluppa sino a una prima sala interna di forma ellittica, con un inghiottitoio alla base del quale si diparte un secondo cunicolo ancora da esplorare. I racconti popolari fanno variare lo sviluppo di questi cunicoli per una lunghezza che oscilla tra i 120 metri e oltre 1 km.


Indice

[modifica] Tradizioni

La principale era quelle delle confraternite, quella del Rosario in abito nero e quella dello Spirito Santo in livrea rossa che accompagnavano le celebrazioni religiose principali quali la Settimana Santa e i funerali e che erano solite organizzare grandiose feste nelle quali si svolgevano giochi quali Su ferru 'a pei nel quale due contendenti, sollevati per le braccia da due colleghi e messi uno di fronte all'altro, si scambiavano calci, armati delle robuste scarpe da campagna, su gambe e ventre. A Narbolia erano presenti anche diversi gruppi di canti antichi, quali ad esempio il Canto in re che sta scomparendo un po' da tutta la Sardegna. Si ritiene che anticamente nel paese ci fossero anche diversi gruppi di canti a tenore.

[modifica] Curiosità

Nel territorio comunale si trova la spiaggia e la vasta pineta di Is Arenas, sulla quale nell'estate 2006 si è spiaggiato un capodoglio[4].

Nel 1371, ai tempi del Giudicato di Arborea, il paese fu teatro del feroce omicidio di Mariana Serra Doria, una narboliese il cui corpo senza vita fu ritrovato la notte del 26 dicembre all'ingresso del paese, mutilato di braccia e gambe. Ciò diede seguito a numerosi sospetti che sfociarono in una faida tra la famiglia della vittima e quella dei due principali sospettati. La guerra tra clan si concluse solo nel 1376, con l'arrivo della peste che decimò i contendenti.

[modifica] Feste

La festa principale del paese è quella in onore della patrona Santa Reparata la quale, secondo la leggenda, è stata bruciata dietro la chiesa del paese[senza fonte]. La leggenda è nata dal fatto che nei pressi della chiesa è presente una torre nuragica, la quale, in tempi successivi alla sua realizzazione, fu utilizzata come forno per la cottura della calce. Da qui il nome "su forru de santa arraparada" (il forno di Santa Reparata), che stava solo ad indicare la localizzazione del forno e non il punto dove la santa fu bruciata. La festa in suo onore si svolge l'8 di ottobre. I festeggiamenti consistono (circa un mese prima della festa, di solito verso il 10 settembre), nell'andare nella pineta di Is Arenas per prendere della legna; si fa ritorno nel tardo pomeriggio in paese per allestire un falò che verrà poi bruciato il primo giorno di festa (su espuru = la vigilia). Dal 8 di ottobre vengono ospitati gruppi folcloristici e cantanti e si svolgono le gare di chitarra o giostre per i più giovani.

[modifica] Sagra delle zippole

Nel periodo di Carnevale, intorno al 20 di febbraio si tiene, ormai da qualche anno, la sagra delle zippole che vengono offerte gratuitamente ai partecipanti. È una fra le più apprezzate e amate della zona[senza fonte] e ad ogni evento vi partecipano moltissime persone.

[modifica] Chiese

Importanti per il paese sono le seguenti chiese:

  • Chiesa di Santa Reparata: è risalente a circa il 1600. Sull'altare in stile barocco è riportata la data del 1790, anno in cui fu realizzato. Attualmente la chiesa è in una fase di restauro voluta dal comune.
  • Chiesa di San Pietro: è una chiesa molto antica che fino al 1991, anno in cui venne completamente restaurata, si trovava in un grave stato di degrado.

Altre chiese sono:

  • Chiesa di Santa Caterina, di età giudicale.
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo.
  • La chiesuola de S'Arimita.

[modifica] Distanze stradali

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Pietro Fabrizio Fais (lista civica Narbolia il Vento che Cambia) dal 16/06/2008

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ a b c Giovanni Mele, op. cit.
  4. ^ Oristano, balena spiaggiata sulla costa. URL consultato il 30-09-2009.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

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