Ardauli

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Ardauli
comune
Ardauli – Stemma Ardauli – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Oristano-Stemma.png Oristano
Amministrazione
Sindaco Roberto Putzolu (lista civica) dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 40°05′00″N 8°55′00″E / 40.083333°N 8.916667°E40.083333; 8.916667 (Ardauli)Coordinate: 40°05′00″N 8°55′00″E / 40.083333°N 8.916667°E40.083333; 8.916667 (Ardauli)
Altitudine 421 m s.l.m.
Superficie 20,55 km²
Abitanti 946[1] (31.12.2011)
Densità 46,03 ab./km²
Comuni confinanti Abbasanta, Ghilarza, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Sorradile, Tadasuni, Boroneddu, Ulà Tirso
Altre informazioni
Cod. postale 09081
Prefisso 0783
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095007
Cod. catastale A380
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 516 GG[2]
Nome abitanti ardaluesi
Patrono Madonna del Buoncamino
Giorno festivo secondo lunedì di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ardauli
Posizione del comune di Ardauli all'interno della provincia di Oristano
Posizione del comune di Ardauli all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Ardauli (Ardaule in sardo[3]) è un comune italiano di 974 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna. Appartiene alla regione denominata Barigadu, nel centro dell'Isola.

Per giungere ad Ardauli, dopo aver lasciato la Strada statale 131 Carlo Felice Abbasanta - Nuoro, si procede lungo la SP 15 sino a giungere, sul ponte del lago Omodeo al bivio Sorradile-Ardauli; sulla destra, percorrendo per sette chilometri la SP 30, si giunge al comune.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il suo nome deriva dall'illirico Ar-daute che significa 'presso il fiume' (l'oscillazione -t- /-l- è tipica delle lingue mediterranee arcaiche). Il fiume in questione è il Tirso.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste e tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Il paese festeggia nell'arco dell'anno numerosi santi e alcune tradizioni di origine arcaica:

  • Sant'Antonio "de su fogu"; (abate) festeggiato nel mese di gennaio nella chiesetta a lui dedicata con l'accensione di un falò e l'offerta da parte degli organizzatori di dolci tipici del posto e vino.
  • Sa Festa e Maju: Cade nella terza settimana di maggio. Si organizza una processione accompagnata da cavalieri, carri trainati da buoi e trattori addobbati con "sas tracas" (rappresentazione della vita quotidiana). Alla fine della celebrazione religiosa viene effettuata "sa dita de sa cressia e su trigu" (l'asta delle ciliege e del grano) in offerta al santo. La sera la tradizione voleva che in "su chinau de lucura" (vicinato di lucura) si svolgesse la corsa degli asinelli e le tradizionali pariglie. Corse spericolate a cui in passato partecipavano i più valorosi e coraggiosi cavalieri.
  • San Quirico e Santa Giulitta: festeggiati nel mese di agosto dove si svolge un novenario nella chiesa che dista circa 4 km dal paese. La tradizione vuole che i santi vengano portati a piedi dalla parrocchia sino al novenario in "su cammineddu Sardu", una strada di campagna che arriva sino al novenario e riportati in paese alla fine delle cerimonie. per l'intera durata del novenario la molta gente del paese dimorava nei "muristenes" (piccole case vicino alla chiesa) dove la sera ancora oggi si organizzano balli e canti. Di grande importanza è "sa notte e sa chena" (la notte della cena) dove viene organizzata una rassegna culinaria di prodotti tipici del posto: ravioli di patate e s'ortau (un preparato di carne di maiale, formaggio e varie spezie bollito e poi arrostito).
  • Santi Cosma e Damiano: festeggiati nel mese di settembre nella chiesa a loro dedicata all'interno del paese. Essendo santi medici il martedì si svolge la messa dove partecipano tantissimi infermi. I santi vengono ricoperti da nastrini colorati che vengono benedetti e offerti ai fedeli.
  • San Giovanni: festeggiato a giugno, tradizione ormai persa. Era più una tradizione pagana che prevedeva la notte l'accensione di "Unu fogone" (falò) in ogni famiglia od ogni rione. In questa sera si sceglievano "sos Compares de Santu Juanni" che sarebbero come gli odierni amici. Si sanciva il patto di amicizia dandosi la mano e saltando il fuoco acceso insieme. La cerimonia si sarebbe dovuta concludere con il bere alcuni decotti di erbe e l'omaggio delle stesse erbe che sarebbero dovute essere conservate con cura.
  • Sa die de sos mortoso (il giorno dei morti): Il 2 novembre è ancora oggi tradizione andare in giro per il paese e chiedere "sa coccoi" (il pane lavorato).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 36.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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