Galtellì

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Galtellì
comune
Galtellì – Stemma
La croce sul Monte Tuttavista
La croce sul Monte Tuttavista
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Giovanni Santo Porcu (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°23′00″N 9°37′00″E / 40.383333°N 9.616667°E40.383333; 9.616667 (Galtellì)Coordinate: 40°23′00″N 9°37′00″E / 40.383333°N 9.616667°E40.383333; 9.616667 (Galtellì)
Altitudine 35 m s.l.m.
Superficie 56,82 km²
Abitanti 2 515[1] (06-2012)
Densità 44,26 ab./km²
Comuni confinanti Dorgali, Irgoli, Loculi, Lula, Onifai, Orosei
Altre informazioni
Cod. postale 08020
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091027
Cod. catastale D888
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti galtellinesi
Patrono SS. Crocifisso
Giorno festivo 3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Galtellì
Posizione del comune di Galtellì nella provincia di Nuoro
Posizione del comune di Galtellì nella provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Galtellì (Garteddi in sardo[2][3]) è un comune di 2.515 abitanti della provincia di Nuoro.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Galtellì è lambito dal fiume Cedrino e nell'inverno 2004 è stata oggetto di un'inondazione causata da straordinarie precipitazioni piovose.

Il paese si trova alle pendici del monte Tuttavista, che a sua volta lo separa dal mare ed offre agli abitanti la possibilità di rifornirsi d'acqua potabile. In tempi non troppo recenti era ricchissimo di selvaggina e quindi territorio di caccia anche per i paesi limitrofi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Galtellì conserva le tracce del suo passato in quanto essendo sede di diocesi aveva un ruolo molto importante in tutto il territorio dell'antico giudicato di Gallura e, in particolare, nel territorio della Baronia.

La diocesi fu istituita tra il X ed il XII secolo, l'11 settembre 1495 fu soppressa (ed il suo territorio unito a quello dell'arcidiocesi di Cagliari), il 21 luglio 1779 la sede fu ristabilita con il nome di diocesi di Galtellì-Nuoro (come suffraganea dell'arcidiocesi di Cagliari e con residenza a Nuoro) e nel 1928 fu riunita nella Diocesi di Nuoro.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Galtellì e Diocesi di Nuoro.
Le rovine del Castello di Pontes

Sul Monte Tuttavista si trovava nel 1070 una fortificazione romana, che poi sarebbe stata inglobata nel complesso del Castello di Pontes (o Castello di Galtellì), eretto in età imprecisata ma conquistato dagli Aragonesi nel 1333[4].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

A Galtellì è possibile ammirare uno dei centri storici più caratteristici e meglio conservati della Sardegna, nel quale si possono ammirare numerose chiese, fra le quali:

  • la sopra citata cattedrale di San Pietro che conserva all'interno un interessante ciclo di affreschi romanici,
  • la chiesa di Santa Maria delle Torri (attuale Santissimo Crocifisso) dove è custodito un Crocefisso ligneo,
  • la Chiesa dell'Assunta (Sec. XVI),
  • la chiesa di Santa Croce (Sec. XV).

A livello storico-architettonico rileva anche l'antica casa padronale "Domo de Marras", attualmente adibita a Museo Etnografico, nel quale sono allestiti vari ambienti di vita e cultura agropastorale.

Via Nazionale[modifica | modifica sorgente]

La strada principale del paese è via Nazionale, che svolge efficacemente le funzioni di piazza; luogo di incontro per i residenti e per i visitatori attraverso i negozi e i locali pubblici come i bar.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Fra le sue strade è ambientato il romanzo di Grazia Deledda Canne al vento, nel quale è citato con il nome di Galte. A pochi passi dall'ex cattedrale di S.Pietro, infatti, è possibile visitare ancora oggi quella che fu l'abitazione dove soggiornò la scrittrice sarda.

Ottorino Pietro Alberti (arcivescovo di Cagliari) scrisse diverse opere riguardanti la storia della diocesi, fra le quali Il Cristo di Galtelli.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Toponomastica[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 l'amministrazione comunale di Galtellì ha deciso di cancellare tutti i riferimenti toponomastici a Casa Savoia, dopo le frasi ingiuriose rivolte dall'ultimo discendente Vittorio Emanuele di Savoia nei confronti della popolazione sarda.

Via Umberto è stata rinominata in Via Karol Wojtyła, Via Vittorio Emanuele in Via Beata Vergine Assunta, Via Savoia in Via Sa Prama e Via Margherita in Via don Michele Cosseddu.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al giugno 2012.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 30 del 29.09.2010 [1]
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 295.
  4. ^ FilmCommission
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ottorino Pietro Alberti, La Diocesi di Galtellì
  • Ottorino Pietro Alberti, La Diocesi di Galtellì dalla sua soppressione (1495) alla fine del sec. XVI
  • Ottorino Pietro Alberti, Scritti di storia civile e religiosa della Sardegna – Edizioni Della Torre
  • Ottorino Pietro Alberti, Il Cristo di Galtelli
  • Gino Camboni, "Galtellì - natura, storia, arte, cultura" - Edizioni Solinas, Comune di Galtellì, Assessorato Cultura e Turismo (2000)
  • Neria De Giovanni, "Galtellì nei luoghi e nella storia di Canne al Vento”, Ed. Nemapress (1992).
  • Mario Massaio, “La donna in Grazia Deledda tra passato e futuro.”
  • Dolores Turchi, “Grazia Deledda nella tradizione.”
  • Piras: “La critica su Grazia Deledda: il sapere e il pregiudizio.”
  • Ignazio Delogu: “Grazia Deledda o il finis barbagiae, appunto per una lettura.”
  • Giovanna Cerina: "Deledda ed altri narratori", Cuec editori, (1992)
  • Antonio Cambedda (tesi di laurea) "Architettura religiosa e militare a Galtellì dal Medioevo al XIX sec." 1991/92
  • Canne al Vento: "Grazia Deledda", Ghisetti e Corvi Editori, 1993
  • Atti del Convegno: “Parco Letterario di Grazia Deledda” Galtellì, (2 agosto 1996)
  • Atti del Convegno: “Grazia Deledda a 70 anni dal Nobel” Ed. Puddu e Congiu, (25, 26, 27 ottobre 1996)
  • Francesca Pirodda,“Tesori d’arte a Galtellì” Ed. Solinas, (1998)
  • Giovanna Santoro, “Galtellì nel Medioevo” Ed. Solinas, (2004)
  • Maria Giacobbe: "Grazia Deledda", Casa Editrice Bompiani e c. spa, (1999)
  • Ugo Collu: "Grazia Deledda nella cultura contemporanea", ed. De Stef Spa, (1992)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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