Atzara
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| Atzara | |||
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| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Provincia: | |||
| Coordinate: | Coordinate: | ||
| Altitudine: | 540 m s.l.m. | ||
| Superficie: | 35,81 km² | ||
| Abitanti: |
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| Densità: | 36,58 ab./km² | ||
| Comuni contigui: | Belvì, Meana Sardo, Samugheo (OR), Sorgono | ||
| CAP: | 08030 | ||
| Pref. telefonico: | 0784 | ||
| Codice ISTAT: | 091003 | ||
| Codice catasto: | A492 | ||
| Nome abitanti: | atzaresi | ||
| Santo patrono: | Sant'Antioco | ||
| Giorno festivo: | 13 novembre | ||
| Sito istituzionale | |||
Atzara (in sardo Atzàra) è un comune di 1.310 abitanti in provincia di Nuoro.![]()
Il borgo originario risale agli anni intorno al 1000 e sorse presso la fonte di "Bingia de giosso", tuttora esistente. Il centro storico è suddiviso negli antichi rioni di "Su Fruscu","Lodine", "Montiga e josso", "Montiga e Susu", "Sa Cora Manna", "Su Cuccuru de Santu Giorgi" e "Tzùri" , con vecchie case e gli edifici di carattere più monumentale costruiti prevalentemente in granito. Appartenne al giudicato di Arborea e quindi al Marchesato di Oristano e agli Aragonesi. Caratteristica è la chiesa parrocchiale di Sant'Antioco martire della fine del XV secolo, con semplice facciata liscia e grande rosone centrale, in stile gotico aragonese.
La torre campanaria è precedente e di stile romanico. Nei pressi il palazzo signorile di epoca aragonese, detto "de Su Conte". Anche la casa parrocchiale, poco distante appartiene a questo periodo. Nel centro del paese si trova il Museo d'arte Moderna e Contemporanea" Antonio Ortiz Echagüe, inaugurato nel 2000. Il museo nasce da un'idea del Pittore atzarese Antonio Corriga,uno dei più importanti artisti sardi contemporanei gia allievo di Figari, e dall'esigenza di trovare una giusta collocazione alla storia dei pittori che a vario titolo soggiornarono ad Atzara nel passato. Rispetto a questa storia si può parlare di una vera e propria scuola di atzara, che ha favorito lo sviluppo della pittura in Sardegna.I pittori che nei primi decenni del '900 arrivarono ad Atzara, furono affascinati dai particolari colori del costume che veniva indossato da tutti nel paese, sopratutto quello femminile, caratterizzato da colori vivaci e accesi, e da un particolare copricapo chiamato "Tiaggiòla", ha attirato da sempre i fotografi e i pittori, per il fatto che esso non ha eguali in nessun altro costume isolano. La produzione artistica dei pittori spagnoli e sardi nei primi anni del secolo, rappresenta un patrimonio artistico di cui Atzara va fiera, e che ha contribuito a far conoscere il paese oltre i confini dell'isola. Al giorno d'oggi il costume è portato da molte donne anziane del paese, mentre gli uomini, hanno smesso di indossarlo a partire dal secondo dopoguerra.
Nei dintorni si conservano i resti di "domus de janas" (località di Corongiu Senes), "tombe dei giganti" e il nuraghe di Abbagadda (ossia "Acqua Calda"), con torre centrale di circa 6 m di altezza.Altri nuraghi sono quelli di Ligios, di Ni' e Crobu,di Su Nurache, di Figos, di Su Pisu e di Suergèdu.
All'interno del territorio comunale si trovano la chiesa di Santa Maria de Giosso,e di Santa Maria de Susu, chiese campestri dedicata al culto di Maria. La chiesa di Santa Maria de Susu è situata in località Laonìsa, ad ovest del paese, lungo la vecchia strada che collegava Atzara con Belvì,ed è l'unica testimonianza dell'ormai scomparso villaggio che sorgeva qui nel Medioevo. La chiesa di Santa Maria Bambina risale intorno all'anno 1000 ed è collocata sulla strada per Samugheo. Sono inoltre presenti boschi di querce da sughero e un'antica miniera di grafite e quarzo.
Atzara è conosciuta sin dal medioevo per la produzione vitivinicola di eccellenza, grazie alla presenza di numerosi vigneti e di un microclima particolare, che da sempre hanno favorito la coltura della vite.A differenza delle altre aree della Barbagia, in cui la produzione di vino è basata esclusivamente sul Cannonau, i vini prodotti ad Atzara, nascono da un misurato e sapiente dosaggio di diverse qualità di uve, fra le quali il Cannonau, la Monica e il Bovale Sardo, rappresentano le principali.Il Casalis nel 1855, descrive così il vino di Atzara:"grandissima è la sua quantità, la quale non solo basta al consumo prodigioso che se ne fa nel paese, ma ancora a provvedere ai villaggi circonvicini, Dèsulo, Belvì, Aritzo, Tonara, Ortueri, Samugheo, Busachi, Allai, Fordongianos ed a molti altri villaggi del Marghine e del Campidano, nei quali luoghi non occorre festa, in cui non vadano cinque o più azzàresi, con altrettante botti di vino, senza far conto di quelli che vel trasportano in mezzine sul dorso dei cavalli. Dopo tanta quantità che si vende, ne resta ancora per bruciarlo ad acquavite, per la provvista del paese. La particolar industria di questi paesani in cotal ramo trae ancora vantaggio dalle uve, e ne fa del buon zibibbo per se stessi,e per darne ad altri."
Al giorno d'oggi, il vino rappresenta ancora l'elemento principale dell'economia di Atzara, e attraverso il perfezionamento e l'aggiornamento delle tecniche produttive, ha ormai raggiunto un livello qualitativo superiore rispetto ai decenni passati anche grazie alla nascita di alcune cantine private, che fanno della qualità dei prodotti, e non della quantità, la loro principale carettesistica.
Indice |
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Manifestazioni
- Seconda domenica di maggio: Sagra del vino e Festa di Sant'Isidoro
- 22 agosto: Festa campestre di Santa Maria de Giosso
- 8 settembre: Festa campestre Santa Maria de susu
- 13 novembre: Festa del patrono Sant'Antioco
- quarto fine settimana di novembre: Dal Vino Alla Pittura Cortes Apertas ad Atzara.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Alessandro Corona (Centro-sinistra (PdCI-PD)) dal 20/05/2005
Centralino del comune: 0784 65205
Posta elettronica: info@comune.atzara.nu.it


