Desulo

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Desulo
comune
Desulo – Stemma Desulo – Bandiera
Desulo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Gian Luigi Littarru (lista civica Desulo nel Cuore) dal 31/05/2010
Territorio
Coordinate 40°00′00″N 9°14′00″E / 40°N 9.233333°E40; 9.233333 (Desulo)Coordinate: 40°00′00″N 9°14′00″E / 40°N 9.233333°E40; 9.233333 (Desulo)
Altitudine 890 m s.l.m.
Superficie 74,72 km²
Abitanti 2 500[1] (31-12-2010)
Densità 33,46 ab./km²
Frazioni Asuai, Issiria, Ovolaccio
Comuni confinanti Aritzo, Arzana (OG), Belvì, Fonni, Ovodda, Tiana, Tonara, Villagrande Strisaili (OG)
Altre informazioni
Cod. postale 08032
Prefisso 0784
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091016
Cod. catastale D287
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti desulesi, desulesos
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Desulo
Posizione del comune di Desulo nella provincia di Nuoro
Posizione del comune di Desulo nella provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Desulo (Dèsulu in sardo[2]) è un comune italiano di 2.500 abitanti della provincia di Nuoro in Sardegna.

a 890 metri sul livello del mare. Desulo è parte integrante del Mandrolisai.

Territorio e clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Desulo faceva parte del Giudicato di Arborea, collocata nella curatoria del Mandrolisai. Fonti riportate sulle carte di Arborea, rivelatesi tuttavia un colossale falso storico, facevano derivare etimologicamente il nome da "esule" o "esilium", a indicare un gruppo di cristiani cacciati da Calmedia, l'odierna Bosa. Altre ricerche etimologiche vorrebbero origine del nome da "esulene" (luogo esposto al sole). È costituito da tre rioni: Issiria, Ovolaccio, Asuai che, prima della costruzione della strada Desulo-Fonni erano separate, unitesi in seguito ad un boom edilizio negli anni sessanta e settanta.

Patrimonio archeologico e naturalistico[modifica | modifica sorgente]

Attrazioni turistiche sono la montagna di ricca boschi e foreste incontaminate come Girgini; il nuraghe più alto della Sardegna in località "Ura 'e Sole", la vecchia parrocchia dedicata a Sant'Antonio Abate (patrono di Desulo), struttura importante dal punto di vista architettonico e storico-artistico; il centro storico che conserva scorci immutati nel tempo, caratterizzato dalle tipiche case realizzate in pietra di scisto. Desulo è la base di partenza ideale per le escursioni sulla vetta più alta della Sardegna: Punta La Marmora, a 1834 m.s.l.m.. Sempre da Desulo, percorrendo la Strada Provinciale 7 per Fonni, è possibile raggiungere il passo di Tascusì, considerato il valico automobilistico più alto della Sardegna a circa 1245-1248 m.s.l.m..

Festività e tradizioni popolari[modifica | modifica sorgente]

La sagra "Montagna Produce" si tiene dal 31 ottobre al 2 novembre dal 1991 promuove e valorizza i prodotti tipici della montagna, l'artigianato artistico e le secolari tradizioni. Durante la sagra viene assegnato il premio letterario "Montanaru", riservato ai poeti sardi. Numerose sono le iniziative culturali collaterali alla manifestazione. Altre festività sono la Sagra della Madonnina della neve, sagra che si tiene la prima settimana di agosto nel passo di Tascusì, la festa del patrono Sant'Antonio Abate a gennaio con l'accensione di un grande falò ( su fogu ' sant'antoni), Inoltre le feste di San Basilio e di San Sebastiano patroni di Ovolaccio e di Asuai. Attualmente si cerca di riportare in uso varie tradizioni come la transumanza, con le pecore portate all'arrivare della primavera dal Campidano al paese. A Desulo è ancora possibile vedere le donne anziane col costume tradizionale, fatto in orbace rosso e ricamato con colori vivissimi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Desulo[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 249.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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