Ivan Graziani

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Ivan Graziani
Ivan Graziani nel 1981 a Cervo (IM)
Ivan Graziani nel 1981 a Cervo (IM)
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Rock
Periodo di attività 1964-1996
Etichetta CBS, Freedom Records, Dig-It, Numero Uno, Carosello
Gruppi Anonima Sound
Album pubblicati 19
Studio 16
Live 2
Raccolte 3
Sito web
« Signore è stata una svista
abbi un occhio di riguardo
per il tuo chitarrista. »
(Ivan Graziani, Il chitarrista)

Ivan Graziani (Teramo, 6 ottobre 1945Novafeltria, 1º gennaio 1997) è stato un cantautore e chitarrista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ivan Graziani nasce il 6 ottobre 1945 a Teramo, anche se si è diffusa una leggenda (smentita dal fratello Sergio[1]) secondo la quale Ivan sarebbe nato sul traghetto Olbia-Civitavecchia (da cui l'origine del nome "Ivan", anagramma di "navi")da madre sarda e da padre abruzzese. Quest'ultimo, Paolo, è il "fotografo di matrimoni" immortalato in "Io mi annoio" ("Cicli e tricicli", 1991), con lo studio a Teramo sul "Campo della fiera" ("La città che io vorrei" 1973 e "Ballata per quattro stagioni", 1976), in testi che sono solo due delle innumerevoli tessere di un vissuto inserite nel composito puzzle autobiografico del Nostro. Le sue speciali attitudini artistiche emergono ben prima dell'adolescenza, allorché riceve in dono una batteria che diventa il suo passatempo preferito, assieme al disegno. Tutto questo fino a che il fratello maggiore non lascia nell'angolo della stanza - che a quel tempo condividevano - una chitarra. Sergio la imbraccia quel tanto che basta per capire che non sarebbe stata cosa: molto meglio gli studi che lo porteranno a diventare uno stimato insegnante (sarà lui il pigro personaggio che "cita i classici a memoria"? Ne parleremo). Al piccolo della famiglia sembra aprirsi un mondo, giacché alle matite colorate si affianca il nuovo giocattolo, strimpellato così assiduamente da costringere i familiari e relegarlo in cortile, nella piccola costruzione destinata ai lavori fotografici notturni del padre. Quanto accade fra quelle mura anguste rimane davvero oscuro, ben più della camera che ne è unica testimone. Cosa saranno quei rumori che si odono da fuori, e come ci arrivano lì dentro? Non possiamo saperlo, ma è certo che in qualche modo personaggi come Big Joe Turner, Chuck Berry, Little Richard e Jerry Lee Lewis irrompono di prepotenza quel contesto fatto di sogni destinati a diventare realtà Già da bambino le sue passioni erano la chitarra e il disegno[2] e la sua indole artistica lo porta ad iscriversi all'istituto statale d'arte di Ascoli Piceno[3].

Gli esordi e gli Anonima Sound[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anonima Sound.
Nino Dale & His Modernists; alla destra, Ivan Graziani.La Spider è un esemplare unico progettato e modificato da Antonio Ippoliti nel 1962/63 il quale ne è ancora il proprietario.

Ancora diciottenne, Graziani è scelto da Nino Dale per suonare la chitarra nel suo complesso[4], molto rinomato in tutta la regione[2]. Proprio con i Nino Dale and His Modernists Graziani debutta discograficamente anche come cantante (sua è la voce solista in E adesso te ne puoi andar, incisa sul lato B di un 45 giri del complesso[5]). L'esperienza con il complesso di Nino Dale termina con l'ammissione di Ivan all'istituto di arte grafica di Urbino[6]

Nel 1966 fonda il gruppo Ivan e i Saggi con Velio Gualazzi (padre di Raphael Gualazzi) e Walter Monacchi, partecipando anche al Torneo Davoli Italia Beat nell'aprile 1967[7], per poi cambiare nome in Anonima Sound. Nello stesso anno il gruppo partecipa al Festival di Bellaria[8] e incide il suo primo 45 giri Fuori piove/Parla tu, pubblicato nel gennaio dell'anno successivo. Walter Monacchi ha affermato che Parla tu ottenne un discreto successo, nonostante i distributori avessero segnalato molte meno copie di quelle effettivamente vendute[9]. Nello stesso anno gli Anonima Sound incidono il loro secondo 45 giri, L'amore mio, l'amore tuo/I tetti[10], e partecipano al Cantagiro con Parla tu, classificandosi all'ultimo posto[11]. Nel 1969 gli Anonima Sound incidono il terzo 45 giri Josephine/Mille ragioni e partecipano nuovamente al Cantagiro con Josephine[12]. Nello stesso anno il gruppo lascia la CBS per firmare con la Numero Uno e si allarga con l'ingresso del tastierista Roberto "Hunka Munka" Carlotto[13]. In quell'anno gli Anonima Sound incidono per la Numero Uno il loro ultimo 45 giri, Ombre vive/Girotondo impossibile[14].

I primi dischi da solista e l'attività come session man[modifica | modifica wikitesto]

Ivan Graziani con Francesco De Gregori e Mario Scotti (al basso) negli studi della RCA durante le registrazioni di Bufalo Bill (1976)

Ivan Graziani abbandona gli Anonima Sound alla fine del 1970 per svolgere il servizio di leva obbligatorio[15], al termine del quale, nel 1972, intraprende la carriera solista, pubblicando alcuni 45 giri[16][17] con gli pseudonimi di Rockleberry Roll e Ivan & Transport, portando avanti anche, nello stesso periodo, l'attività di fumettista[18].

L'album di debutto, La città che io vorrei, è del 1973[19] (ristampato poi nel 1980 dalla EMI con il titolo Ivan Graziani special[20]), un album con idee che faranno presagire il suo stile, a cui fa seguito Desperation, pubblicato l'anno dopo e con testi in inglese, e l'album strumentale Tato Tomaso's Guitars (prodotto da Pippo De Rosa e pubblicato dalla Dig-It, MS 0006[21]), in omaggio alla moglie Anna per la nascita del figlio Tommaso, distribuito in pochissime copie[22].

Nello stesso periodo collabora, come turnista e autore, con vari artisti, tra cui Herbert Pagani (nell'album Megalopolis del 1973, benché non accreditato nella versione per il mercato italiano[23], e nel brano Arche de Noe dell'album Chez nous del 1975[24], oltre che in radio dal vivo all'inizio degli anni settanta[25]), la Premiata Forneria Marconi (con cui collabora alla composizione di From Under, nell'album del 1975 Chocolate Kings[26]), l'amico "Hunka Munka" Carlotto (nel 33 giri Dedicato a Giovanna G. del 1972[27]), Marva Jan Marrow (per cui suona le chitarre nel 45 giri Our Dear Angel, versione in inglese di Il nostro caro angelo di Lucio Battisti[22][28]), Gian Pieretti (per l'album Cianfrusaglie del 1975[29]), Lucio Battisti (per il quale suona nell'album Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera[30][31]), Bruno Lauzi[32], Francesco De Gregori (in Bufalo Bill[33]) e Antonello Venditti (nell'album Ullalla[34][35], nel cui tour promozionale è Graziani ad aprire le serate[36]); con Battisti collabora anche nel 1977 alla realizzazione dei provini dell'album Io tu noi tutti e Images[37]. Inoltre, nel 1974, la Premiata Forneria Marconi, cercando un cantante di ruolo, pensa proprio a Graziani; tuttavia la sua voce particolare non verrà infine considerata adatta al loro tipo di musica[38]. Nello stesso anno, Graziani si esibisce nella prima edizione del Premio Tenco[39].

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver firmato un contratto con la Numero Uno (etichetta con cui aveva già lavorato ai tempi degli Anonima Sound), nel 1976 registra, allo studio Il Mulino di Milano, l'album Ballata per quattro stagioni[40], in cui tra l'altro viene ripresa Il campo della fiera, una canzone da La città che io vorrei. Contraddistinto da testi molto apprezzati dalla critica non riceve, però, un adeguato successo di pubblico[senza fonte].

Segue nel 1977 I lupi che contiene il singolo Lugano addio con cui si fa conoscere al grande pubblico[41], sebbene il singolo mettesse questa canzone come facciata B della stessa title-track dell'album: in classifica per dieci settimane, arriva fino al diciannovesimo posto, mentre l'album resta in hit parade per trentotto settimane, raggiungendo la sedicesima posizione[42].

Nel 1978 esce Pigro, album musicalmente più maturo, che contiene otto storie di vite spezzate dalla pigrizia mentale e dall'indolenza, tra cui graffianti brani come Pigro, Monna Lisa, Paolina, Gabriele D'Annunzio; l'album resta in classifica per trenta settimane, arrivando fino alla quindicesima posizione[42]. Con l'uscita di Pigro, Graziani intraprende il primo, vero tour e nello stesso anno Paolina viene inserita nella raccolta Superpop '78[43] edito dalla RCA, affiancandosi ai brani dei cantanti di punta della casa discografica come Lucio Dalla, Rino Gaetano, Ivano Fossati e Anna Oxa.

Nel 1979 è la volta di Agnese dolce Agnese contenente Agnese, la quale ottiene un buon successo insieme a Taglia la testa al gallo, Fuoco sulla collina, Dr. Jekyll & Mr. Hyde e Canzone per Susy: l'album raggiunge la decima posizione e resta in classifica per quindici settimane[42]. Nello stesso anno collabora all'album Bandabertè componendo la musica del brano Colombo (affidandone il testo all'amico Attilio De Rosa) e alla raccolta a scopo benefico Cantautori s.r.l. (quinto disco più venduto dell'anno) in cui viene inserito il suo brano Lugano Addio[44].

Nel 1980 un altro significativo riscontro di pubblico con l'album Viaggi e intemperie; il brano Firenze (canzone triste) da alcuni ritenuto il suo più famoso successo, e pubblicato su 45 giri raggiunge la quinta posizione, restando in hit parade per trentasette settimane[42]. Spiccano anche Isabella sul treno, Dada, Radio Londra, Angelina e Tutto questo cosa c'entra con il Rock & Roll.

Nello stesso anno Graziani è scelto con Ron e Goran Kuzminac per lavorare a Q-Concert, un Q disc edito dalla RCA per pubblicizzare questo nuovo formato da cui nascerà anche una tournée[45]. Per Q-Concert i tre compongono insieme il brano Canzone senza inganni.

L'anno successivo Graziani pubblica un altro lavoro Seni e coseni, dove sono ben contrapposte le due personalità del cantautore abruzzese; canzoni delicate come Signorina, Cleo e Pasqua, lasciano il posto, sulla seconda facciata del disco, al rock tagliente di Tigre, Digos Boogie, Oh mamma mia. Il disco raggiunge la quattordicesima posizione in hit parade[46].

Dopo il doppio disco live del 1982 Parla tu (in cui reincide in studio l'omonima canzone del repertorio Anonima Sound), nel 1983 viene pubblicato l'album Ivan Graziani, che non riscuote un buon successo (raggiunge solo la trentatreesima posizione in classifica[42]): le canzoni Il chitarrista, Signora bionda dei ciliegi e Navi ottengono discreti ascolti in radio.

Ivan Graziani in concerto nel 1981; dietro di lui alla batteria Gilberto "Attila" Rossi

Nel 1984 esce Nove con gli arrangiamenti curati da Celso Valli[47], considerato da Ivan Graziani uno dei suoi album più belli[48], che vende più del precedente arrivando sino alla quattordicesima posizione in classifica[42]. I due brani che si evidenziano di più sono Limiti (Affari d'amore) e Minù Minù.

Nel 1985 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Franca ti amo. L'esperienza sanremese non è positiva - anche se garantisce una certa visibilità - e il brano si classifica al 17º posto su 22 canzoni in gara[49]; Franca ti amo ottiene un timido riscontro di pubblico.

Nel 1986 viene pubblicato Piknic, album poco considerato sia dalla critica che dal pubblico[50] (solo cinque settimane di presenza in hit parade, con la quarantanovesima posizione come massima raggiunta[42]). La registrazione di un nuovo album di inediti era obbligatoria per vincoli contrattuali con la casa discografica e ciò può aver inciso sull'esito infelice dell'album[51]; Enrico Deregibus lo definisce "forse il punto più basso della carriera di Graziani"[22].

Dopo Piknic Graziani abbandona la Numero Uno.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, stanco della situazione alla RCA a causa delle ingerenze nella produzione delle canzoni e dei cambiamenti avvenuti dopo l'addio del direttore generale Ennio Melis, Graziani decide di firmare per la Carosello e creare uno studio domestico (battezzato "Officine Pan Idler") per lavorare in tranquillità[52]. Nello stesso anno Graziani, oltre alla consueta tournée italiana, suona anche in Unione Sovietica, Canada e Cina[53].

Nel 1989 esce il primo album di Graziani con la nuova casa discografica, Ivangarage, e l'antologia Segni d'amore, sempre per Carosello. Mentre per Ivangarage è concessa libertà artistica, in Segni d'amore Graziani riarrangia alcuni dei suoi successi per da renderli più attuali[54]. All'interno di questa raccolta è inserito il brano inedito La sposa bambina. Nello stesso anno esce il 45 giri Tutto il coraggio che hai/Guaglio' guaglio', che tratta il tema delle stragi del sabato sera, frutto di un'iniziativa del "Sindacato italiano dei locali da ballo" e destinato ad essere distribuito gratuitamente nelle discoteche[55]. Sia per i testi di Ivangarage che per quello di Tutto il coraggio che hai, Graziani si avvale della collaborazione di Attilio De Rosa[56].

Nel 1991 esce l'album Cicli e tricicli, album in cui prevale il genere della ballata, in contraddizione con l'atmosfera rock che contraddistingue gli ultimi lavori di Graziani[57].

Nel 1994 Graziani partecipa per la seconda volta al Festival di San Remo. Il brano Maledette Malelingue raggiunge il settimo posto nella competizione e l'esperienza si rivela positiva, così come il seguente album Malelingue, il quale registra buoni livelli di vendita[58]. Sarà tuttavia la sua ultima collaborazione con la Carosello[59].

Nel 1995 esce per la CGD il secondo disco dal vivo di Graziani, Fragili fiori ... livan, che include anche cinque brani inediti. Tra questi vi è La nutella di tua sorella, in cui Graziani duetta con l'amico Renato Zero[60]. Nonostante sia in progetto un nuovo disco[61], Fragili fiori sarà l'ultimo lavoro di Graziani a causa della morte del cantautore.

La morte e le opere postume[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio del 1997, all'età di 51 anni, Ivan Graziani muore nella sua casa di Novafeltria, dove aveva chiesto di tornare dall'ospedale per le festività natalizie.

Con lui vengono seppelliti una delle sue chitarre (una Gibson che chiamava "mamma chitarra") e il suo gilet di pelle cui aveva applicato un gancio affinché potesse sorreggere la chitarra[62]. In omaggio alla sua scomparsa vengono ristampati tutti gli album incisi per la Numero Uno, mentre Antologia raccoglie i brani incisi per Carosello e CGD[63].

Nel 1999 esce il commemorativo Per sempre Ivan, contenente materiale di studio inedito più canzoni dell'artista interpretate da Renato Zero, Antonello Venditti, Biagio Antonacci, Umberto Tozzi e Alex Baroni.

La raccolta Firenze-Lugano no stop pubblicata nel 2004 contiene oltre ai brani più conosciuti del cantautore, anche gli inediti Giuliana e Il lupo e il bracconiere. Un altro brano inedito, Non credere, registrato con gli Anonima Sound nell'aprile del 1969[64], esce lo stesso anno in CD singolo.

Nel 2012 è stato pubblicato l'album tributo Tributo a Ivan Graziani (edito da Sony Music), a cui hanno partecipato numerosi artisti italiani, tra cui Filippo Graziani (figlio di Ivan), i Marlene Kuntz e Simone Cristicchi.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Benché musicista di professione, Ivan Graziani si è cimentato anche in altre forme d'arte. Egli infatti frequentò la Scuola d’Arte di Ascoli Piceno e l'Accademia di Belle Arti di Urbino[65] dove si diplomò pittore nel 1968, anche se la pittura non era la sua aspirazione; spendeva molto tempo invece alle lezioni di scultura. Sua passione era però il disegnare: eseguiva cartoon e riusciva a guadagnare 120.000 lire a striscione per una rivista pornografica svedese. In merito Graziani ha dichiarato[65] che la particolarità delle sue strisce era il fatto che consentissero alla mente del lettore di "spaziare": personaggi che "ricordavano quelli che si possono vedere su Linus, solo che erano pupazzetti scopatori". Il mestiere di disegnatore lo attraeva perché "il disegnatore è libero di fare quello che vuole" a differenza del cantante che "è sempre nelle mani di troppa gente"[66]. Nel periodo subito antecedente la sua morte accettò volentieri di partecipare alla creazione di Cartelle di sogni[67], un volume di suoi disegni inediti[68] in collaborazione con Vincenzo Mollica edito dal Comune di Urbino. I soggetti di questi disegni sono autoritratti, personaggi alla Corto Maltese, donne felliniane e scene di vita quotidiana, e molto spesso si riferiscono ai suoi pezzi più famosi[68]. A Graziani è stata dedicata la mostra celebrativa "L'arte (grafica) di un grande chitarrista" al Romics 2012 in cui sono stati esposti disegni, schizzi, fumetti, collage e dipinti del musicista teramano[69].

Di Ivan Graziani, oltre a centinaia di canzoni e disegni, è rimasto anche il libro Arcipelago Chieti, scritto dall'artista in ricordo dell'assurdo anno passato a svolgere il servizio militare nel 1971, in una caserma e nell'ospedale militare di Chieti. Il volume è stato stampato dalla casa editrice Tracce, mentre la stamperia d'arte Studio Calcografico Urbino di Pescara, con la quale ha sempre collaborato in veste di incisore e disegnatore, realizzò cinquanta esemplari di un'incisione dello stesso Ivan Graziani: un'acquaforte intitolata Volo Bellico.

Inoltre Graziani ha interpretato un cameo nei film Italian Boys di Umberto Smaila e Arrivano i miei di Nini Salerno, entrambi del 1982[70].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

La discografia di Ivan Graziani è stata ricostruita da Fernando Fratarcangeli (e pubblicata in Ivan Graziani - Discografia[71] ed in seguito nel volume Discografia italiana[72]); in seguito è stata ampliata con alcune integrazioni da Michele Neri, Franco Settimo e Vito Vita[73].

Album[modifica | modifica wikitesto]

Q disc[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.15
  2. ^ a b Lorenzo Arabia, op. cit., pag.16
  3. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.17
  4. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.25
  5. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.32
  6. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.32
  7. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.40
  8. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.43
  9. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.48
  10. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.57
  11. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.61
  12. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.63
  13. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.66
  14. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.70
  15. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.73
  16. ^ Dropout/True true in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  17. ^ Longer is the beach/Desperation in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  18. ^ Fernando Fratarcangeli, Ivan Graziani chitarrista "smart" in Raro!, n° 43, giugno 1995, pp. 22-27.
  19. ^ La città che io vorrei in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  20. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.190
  21. ^ Tato Tomaso's Guitars in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  22. ^ a b c Enrico Deregibus, Ivan Graziani in Dizionario completo della Canzone Italiana, Giunti Editore, 2010, pag.226, ISBN 88-09-75625-8.
  23. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.89
  24. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.114
  25. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.87
  26. ^ From Under in Archivio Opere Musicali, SIAE. URL consultato l'8 maggio 2013.
  27. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.89
  28. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.337, ISBN 88-6063-099-1.
  29. ^ Cianfrusaglie in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  30. ^ Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  31. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.394, ISBN 88-6063-099-1.
  32. ^ Johnny Bassotto, la tartaruga e altre storie di Bruno Lauzi in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi. URL consultato il 3 maggio 2013.
  33. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.149
  34. ^ Maurizio Becker, C'era una volta la RCA. Conversazioni con Lilli Greco, Roma, Coniglio editore, 2007, pag.37, ISBN 88-88833-71-4.
  35. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.420, ISBN 88-6063-099-1.
  36. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.151
  37. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.440, ISBN 88-6063-099-1.
  38. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.108
  39. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.107
  40. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.408, ISBN 88-6063-099-1.
  41. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.159
  42. ^ a b c d e f g Dario Salvatori, Graziani, Ivan in Storia dell'hit parade, Gremese, 1989, p. pag.151, ISBN 88-7605-439-1.
  43. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.165
  44. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.178
  45. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.187
  46. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.196
  47. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.215
  48. ^ Fernando Fratarcangeli, Ivan Graziani chitarrista "smart" in Raro!, n° 43, giugno 1995, pp. 22-27.
  49. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.226
  50. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.229
  51. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.229-230
  52. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.232-233
  53. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.235
  54. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.245
  55. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.247
  56. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.246
  57. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.258-259
  58. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.264
  59. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag. 267
  60. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag. 267-269
  61. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.274
  62. ^ Maurizio Gennari, L' addio dei cantanti a Ivan Graziani. Nella tomba portera' la sua chitarra in Corriere della Sera, 3 marzo 1997, p. 13. URL consultato il 6 ottobre 2012.
  63. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.275
  64. ^ Michele Neri, Annunziato Cangemi; Fabio Sanna, Lucio Battisti. Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, Roma, 2010, pag.144, ISBN 88-6063-099-1.
  65. ^ a b Mario Bonanno, op. cit., pag.47
  66. ^ Mario Bonanno, op. cit., pag.47-48
  67. ^ Ivan Graziani, Vincenzo Mollica; Claudio Strinati, Cartelle di sogni, Urbino, Comune di Urbino, Assessorato alla cultura, 1998.
  68. ^ a b Mario Bonanno, op. cit., pag.60
  69. ^ Edoardo Sassi, Romics, si fa il pieno di fumetti nel segno dell'Uomo Ragno - Stand, lezioni, incontri e un omaggio a Ivan Graziani. E domenica i «Cosplay Award», gara tra migliaia di appassionati in Corrieredellasera.it. URL consultato il 4 ottobre 2012.
  70. ^ Lorenzo Arabia, op. cit., pag.202
  71. ^ Fernando Fratarcangeli, Ivan Graziani - Discografia in Raro!, nº 118, gennaio 2001, pp. 76-81.
  72. ^ AA.VV., Graziani, Ivan in Discografia italiana, Raro!, 2007, pp. 320-321. AA.VV., Anonima Sound in Discografia italiana, Raro!, 2007, p. 25.
  73. ^ Michele Neri, Franco Settimio, Vito Vita, Ivan Graziani Opera Omnia in Musica leggera, nº 10, aprile 2010, pp. 31-41.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Piferi, Graziani Ron Kuzminac, Lato Side, 1981.
  • Renzo Arbore, Graziani Ivan in Il nuovissimo dizionario del rock, Roma, Anthropos, 1981, pag.149.
  • Luigi Granetto, Ivan Graziani. Note di copertina di Hit Parade International, Armando Curcio Editore, 1983.
  • Ivan Graziani, Arcipelago Chieti, Pescara, Tracce, 1988.
  • Paolo Barotto, Anonima Sound in Il Ritorno del Pop italiano, Luserna San Giovanni, Editrice Stilgraf, 1989, pag.21.
  • AA.VV., Graziani Ivan in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, Armando Curcio Editore, 1990, pagg.805-809.
  • AA.VV., Anonima Sound in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, Armando Curcio Editore, 1990, pag.44.
  • Ursus, Anonima Sound in Manifesto beat, Torino, Juke Box all'Idrogeno, 1990, pagg.7-8.
  • Mario Bonanno, Ivan Graziani. Il chitarrista, Bastogi Editrice Italiana, 2005, ISBN 978-88-8185-735-7.
  • Claudio Pescetelli, Anonima Sound in Una generazione piena di complessi, Arezzo, editrice Zona, 2006, pagg.10-11.
  • Eddy Anselmini, Ivan Graziani in Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, Modena, edizioni Panini, 2009, pag.734.
  • Lorenzo Arabia, Ivan Graziani. Viaggi e intemperie, Bologna, Minerva edizioni, 2011, ISBN 978-88-7381-373-6.
  • Alessio Marino, Anonima Sound e i gruppi di Teramo e Pesaro Urbino in "BEATi voi!" Vol.1, Viguzzolo (AL), Beat boutique 67, 2007.
  • Alessio Marino, Anonima Sound e i gruppi di Teramo e Pesaro Urbino, 2ª parte in "BEATi voi!" Vol.2, Viguzzolo (AL), Beat boutique 67, 2008.

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