Album tributo

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Nella musica moderna, un album tributo (tribute album in inglese) è una collezione di cover di un determinato artista, messa insieme per omaggiarlo.

Uno dei primissimi esempi di album tributo risale al 1981 quando Hal Willner, produttore discografico statunitense, mise insieme l'LP Amarcord Nino Rota.[1] In seguito Willner si è ripetuto, pubblicando altri tributi a Kurt Weill, Charles Mingus e Harold Arlen tra gli altri. In Italia, invece, uno dei primi casi di album tributo è del 1974, quando il gruppo dei Nomadi volle omaggiare l'amico Francesco Guccini con il disco I Nomadi interpretano Guccini.

Un album tributo può presentare alcune caratteristiche particolari:

  • Le cover sono composte in uno stile musicale totalmente differente dalle composizioni originali, come gli album del collettivo Easy Star All-Stars, un gruppo di artisti reggae che hanno rifatto Radiohead e Pink Floyd, o come la serie String Quartet, che ha pubblicato un grandissimo numero di album eseguendo ogni canzone solamente con un quartetto d'archi: sono presenti artisti dagli HIM a Madonna ai Panic! at the Disco. Il loro Exit... Stage Right: String Quartet Tribute to Rush è stato anche nominato per un Grammy
  • Le cover sono cantate in una lingua diversa dall'originale: ad esempio risale al 1999 il tributo ai The Cure cantato in spagnolo Porque No Puedo Ser Tu (traduzione di Why Can't I Be You? del gruppo britannico)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Guardian, 4 agosto 2000, [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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