Harold Arlen

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Harold Arlen, in una foto del 17 maggio 1960.
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore canzone 1940

Harold Arlen (Buffalo, 15 febbraio 1905New York, 23 aprile 1986) è stato un compositore statunitense di musica popolare.

Considerato tra i più grandi compositori del suo genere nel XX secolo, vanta un corpus di oltre 400 canzoni, di cui alcune molto note, tra cui A Sleepin' Bee, Any Place I Hang My Hat Is Home, Come Rain or Come Shine, Down with Love, It's Only a Paper Moon, My Shining Hour, The Man That Got Away, When the Sun Comes Out e, in particolare, Over the Rainbow, che fu votata come la migliore canzone del secolo dalla Recording Industry Association of America.[1]; tra i suoi parolieri, troviamo anche Truman Capote.
Tra gli artisti che hanno inciso sue canzoni vi sono Billy Eckstine, Dinah Shore, Frank Sinatra, Rosemary Clooney, Louis Armstrong, Peggy Lee, Shirley Bassey, Tony Bennett, Julie Andrews; ma le interpretazioni più note al pubblico rimangono quelle di Judy Garland con Over the Rainbow da "Il mago di Oz" (per il quale Arlen vinse l'Oscar) e di Barbra Streisand, la quale registrò decine di canzoni del maestro nei suoi album degli anni '60.
Realizzatore, tra il 1931 e la fine dei anni '50, di una dozzina di musical e riviste per Broadway, pur non abbandonando mai ufficialmente la composizione, dopo il 1959 non scrisse però più per il palcoscenico.
Nel 1967, Arlen incise un album, Harold Sings Arlen With Friend, dove egli interpretava le sue più famose canzoni e in due di esse duettò con Barbra Streisand, sua musa ideale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Arlen nacque come Hyman Arluck, a Buffalo, figlio di un ebreo cantor. Il suo fratello gemello morì il giorno dopo. Imparò a suonare il pianoforte da giovane e formò una band da ragazzo. Conquistò successo localmente come pianista e cantante e si trasferì a New York City all'inizio degli anni venti. Lavorò come accompagnatore in varietà.[2] A quel punto, cambiò il suo nome in Harold Arlen. Incise con la "Buffalodians" orchestra,come con quelle di Red Nichols, Henny Hendrickson e Arnold Johnson. Nel 1929, Arlen compose la prima canzone conosciuta dal pubblico: "Get Happy" (parole di Ted Koehler). All'inizio e a metà degli anni trenta, lavorò per il Cotton Club, un night club molto conosciuto di Harlem e lavorò anche per i musical di Braodway, componendo musiche anche per i film di Hollywood. Arlen continuò a incidere successi, da segnalare quelli con l'orchestra di Leo Reisman's. Le composizioni di Arlen sono diventate popolari tramite i musicisti di jazz e per la facilità di incorporare il feeling del blues nelle canzoni popolari americani anche le più tradizionali. Arlen e Koehler scrissero molte canzoni di successo negli anni trenta. A metà degli anni trenta, Arlen si sposò e passò molto tempo in California, scrivendo per i musical di Hollywood. Fu in questo periodo che cominciò al lavorare con il paroliere Yip Harburg. Nel 1938, il team fu preso dalla Metro-Goldwyn-Mayer per comporre le canzoni per il film Il mago di Oz. La più famosa di questa è "Over the Rainbow" per la quale vinsero l'Academy Award per la migliore canzone originale. Scrissero anche "Down with Love", una canzone inserita nel 2003 nel film Down with Love. Arlen fu amico di lunga data dell'attore Ray Bolger, uno dei protagonisti di Il mago di Oz. Nel 1948, Arlen lavorò con il paroliere Johnny Mercer, continuando a scrivere canzoni di successo come "Blues in the Night", ("My Mama Done Tol' Me") e "Ac-Cent-Tchu-Ate the Positive".

Spettacoli teatrali (parziale)[modifica | modifica sorgente]

  • You Said It 1931 musica di Harld Arlen, testi delle canzoni Jack Yellen, libretto Jack Yellen e Sid Silvers, 192 repliche
  • Earl Carroll's Vanities [1932] libretto di Jack McGowan, musica di Harold Arlen, testi delle canzoni Ted Koehler (prima: 10 dicembre 1932)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Harold Arlen - Tributes - Honors & Awards. URL consultato il 06-09-2007.
  2. ^ Laurie, Joe, Jr. Vaudeville: From the Honky-tonks to the Palace. New York: Henry Holt, 1953. p. 328.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edward Jablonski, Harold Arlen: Rhythm, Rainbows, and Blues, Northeastern University Press, 1996. ISBN 1-55553-263-2.

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