Renato Zero

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« ...guai, a chi ti guarda negli occhi e non sa chi sei
guai, a chi ti dorme vicino e non sa che vuoi... »
(da Guai, 1980)
Renato Zero
Renato Zero durante un concerto.
Renato Zero durante un concerto.
Nazionalità Italia
Genere Pop/Rock/Funk
Periodo attività 1965 - in attività
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Album pubblicati 30
Studio 26
Live 4
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Sito ufficiale
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Renato Zero, nome d'arte di Renato Fiacchini (Roma, 30 settembre 1950), è un cantautore italiano.

Considerato un vero e proprio "cantattore" e chansonnier dalle grandi capacità istrioniche, provocatrici e trascinatorie,[1] nel corso della sua carriera ha pubblicato 30 album (compresi live e due raccolte ufficiali) e scritto complessivamente più di 500 canzoni, oltre numerosi testi e musiche per altri interpreti.

Indice

Biografia

Anni sessanta

Le origini

Figlio di Ada, un'infermiera, e di Domenico, un poliziotto di origine marchigiana, Renato vive la sua adolescenza nella borgata della Montagnola (esperienza che gli ispirerà la canzone "Periferia", anch'essa dall'album Erozero). Frequenta le scuole fino alla terza media, dopodiché si dedica completamente alle sue passioni: la musica, la danza, il canto, la recitazione.

Giovanissimo, inizia a travestirsi e ad esibirsi in piccoli locali romani, assumendo, come sfida verso i tanti denigratori («Sei uno zero», è la frase che si sente ripetere più spesso), proprio il nome di Renato Zero. A 14 anni, ottiene il suo primo contratto, al Ciak di Roma, per 500 lire al giorno. Viene notato da Don Lurio, in una delle tante serate trascorse al Piper, noto locale notturno di Roma. Da qui, la scrittura per il gruppo di ballo I Collettoni, che fa da supporto a una giovanissima Rita Pavone nel suo show serale.

Registra anche alcuni fortunati caroselli per una nota marca di gelato. È proprio in quegli anni che nasce l'amicizia di Renato con Loredana Bertè e Mia Martini, trio che spesso girava la penisola in cerca di scritture. Proprio con Loredana fece parte de I Collettoni. Nel 1965, incide i suoi primi brani - "Tu", "Sì", "Il deserto", "La solitudine" - che non verranno mai pubblicati. Per il primo (doppio) singolo, bisogna aspettare il 1967: "Non basta sai"/"In mezzo ai guai", prodotto da Gianni Boncompagni, anche autore del testo (le musiche sono invece di Jimmy Fontana), che vende soltanto 20 copie (verrà poi inserito come omaggio nel VHS La notte di Icaro, circa 20 anni dopo)!

Interpreta la parte del venditore di felicità nel musical Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Lavora come comparsa in alcuni film di Federico Fellini (Satyricon e Casanova) e fa parte del cast della versione italiana del musical Hair, insieme, tra gli altri, a Loredana Bertè e Teo Teocoli.

La costruzione del personaggio

Ma nell'atmosfera dei tardi anni sessanta, che si sta impercettibilmente spostando dalla ingenua fase del beat (1964-1967) all'impegno politico post-'68, Renato stenta a trovarsi un'identità. Sarà nei primi anni settanta, con l'avvento del glam-rock, tutto cipria, lustrini e paillettes, che potrà proporre senza problemi il suo personaggio.

Questo personaggio provocatorio ed alternativo, che Zero racconterà in pezzi come "Mi vendo" (serio e volutamente sfrontato grido di un «prostituto felice») e, in genere, l'intero album Zerofobia, da "Morire qui" a "La trappola", da "L'ambulanza" al brano-emblema della filosofia zeriana, "Il cielo". Nel disco, è presente anche una cover in lingua italiana, di "Dreamer" dei Supertramp, qui divenuta "Sgualdrina".
Al periodo successivo (Zerolandia, la terra promessa dell'amore e dell'amicizia, senza distinzioni sessuali) si ascrivono pezzi come "Triangolo", "Fermo posta" e la fin troppo esplicita "Sbattiamoci", che si fondono e si completano con accorati messaggi anti-aborto, già presenti nei primi album ("Sogni nel buio"), nonché anti-droga ("La tua idea", interamente scritta da Renato, parole e musica, "Non passerà", "Uomo no" e "L'altra bianca" e contro il sesso troppo facile ("Sesso o esse").

Nelle composizioni più recenti dell'artista, e ad esempio nell'album Il dono si alternano temi sociali ("Stai bene lì", "Radio o non radio", "Dal mare") e spirituali-esistenziali ("Immi ruah", "La vita è un dono").

La forza di Renato Zero è stata quella di aver dimostrato la «normalità del diverso»: anch'egli, come e più degli altri - questo il messaggio - è capace di sentimenti d'amore, di rispetto, di solidarietà e di fede.

Il rapporto col pubblico

E proprio questo lato cattura negli anni un pubblico numeroso, al limite dell'idolatria: i cosiddetti «sorcini», termine che alla lunga ha sostituito quello originario di «zerofolli», coniato a metà degli anni settanta.

La leggenda vuole che, nel 1980, trovandosi a Viareggio, mentre si spostava in auto, assediato dai fans che con i motorini sfrecciavano da tutti i lati, disse: «Sembrano tanti sorci». [senza fonte] Da quel momento, i suoi ammiratori sono diventati ufficialmente «sorcini» e il cantante, per analogia, «il re dei sorcini». Nel 1981, ai suoi fans l'artista dedicò il brano "I figli della topa", inserito all'interno di Artide Antartide.

Anni settanta

Zero pubblica il suo primo album, No! Mamma, no!, nel 1973, senza raccogliere molto successo. Presentato dalla critica come un sosia di David Bowie, questo causa attriti con la casa discografica RCA, che ritira i fondi già pattuiti con il cantante per la promozione del disco attraverso spettacoli in tutta Italia.

L'album Invenzioni, del 1974, promosso con la partecipazione alla manifestazione Un disco per l'estate ottiene un tiepido successo.

Il primo singolo di successo è "Madame", del 1976, firmato da Renato insieme a due collaboratori che lo accompagneranno per parecchi anni: l'autrice Franca Evangelisti e il compositore Piero Pintucci. Altri collaboratori importanti di quel periodo sono Ruggero Cini e Roberto Conrado. "Madame" è inclusa nell'album Trapezio. Ma è con il singolo "Mi vendo", del 1977, trasmesso dalle radio libere, e con l'album Zerofobia, che Renato Zero si afferma. L'album include anche la sua canzone-simbolo, "Il cielo", che Renato racconta di aver composto sull'isola di Ventotene, alla fine degli anni sessanta.

L'affermazione artistica di Zero continua con gli album successivi: Zerolandia, del 1978 (primo disco dell'omonima etichetta discografica proprietà della "Zeromania Music Srl"), trainato dal 45 giri "Triangolo", ed EroZero, del 1979, al Numero Uno della classifica, che consacrano Renato Zero come uno degli artisti più amati dal pubblico. Per il 45 giri "Il carrozzone" (contenente sul lato B l'esilarante "Baratto", gettonatissima nei juke-box, dove Renato è ormai una presenza fissa, a partire dai brani più ballabili di Zerofobia, "Mi vendo" in cima a tutti), Zero conquista anche la prestigiosa Gondola d'oro.

Nel frattempo, Zerolandia è diventato anche un tendone circense itinerante, della capienza di cinquemila posti, nel quale Renato si esibisce, facendo tappa in varie città italiane e scatenando nel pubblico incredibili scene di isteria e tentativi di emulazione: sono tantissimi gli spettatori che si presentano ai concerti truccati e vestiti come Renato.

Sempre nel 1979, Renato Zero interpreta sè stesso, nel ruolo di protagonista, nel film Ciao nì!, per la regia di Paolo Poeti, che al botteghino batte che il gettonatissimo Superman. Il film è ricco di esibizioni musicali e raccoglie consensi principalmente tra i fans dell'artista.

Anni Ottanta

Esibizione alla discoteca Taro Taro di Collecchio

Zero entra negli anni ottanta abbandonando trucchi e cerone, ma non per questo rinunciando a stupire[2]. I suoi testi diventano più maturi e riflessivi; i concerti però continuano ad essere caratterizzati da un'irreferenabile voglia di grandeur, con cambi d'abito e sorprese a ripetizione: nel tour Senza tregua, del 1980, entra in scena su un carro, trainato da un cavallo bianco.

Da segnalare, nel 1982, l'inizio della collaborazione con il maestro Renato Serio, che, da quel momento e fino ad oggi (tranne sporadiche eccezioni), scriverà e arrangerà gli archi di tutti gli album di Renato. Fino al 1984, la carriera di Zero procede a gonfie vele: "Amico", "Più su", "Marciapiedi", "Spiagge", "Viva la Rai" e "Soldi" (queste ultime due sono altrettante sigle, all'interno di Fantastico 3, condotto da Corrado, in cui Renato ha uno spazio tutto suo, intitolato Fantastico Zero) sono solo alcuni dei successi ottenuti nei primi anni ottanta, tratti da capolavori indiscussi, quali i doppi album di studio Tregua, Artide Antartide e Via Tagliamento 1965/1970, il doppio album live Icaro e il Q disc Calore. Poi, improvviso, arriverà il calo dei consensi.

Renato sforna quattro doppi consecutivi: tre di studio e un live epocale, Icaro, contenente l'inno "Più su", che esce anche in formato singolo, abbinato all'inedito di studio "Galeotto fu il canotto". L'album esce nel 1980, lo stesso anno di Tregua (il primo nella serie dei doppi, disponibile sia come doppio che come due LP singoli, Tregua I e Tregua II), da molti definito come il disco più politico di Renato Zero, sia per i temi trattati ("Onda gay" su tutte, tema all'epoca piuttosto scottante) sia per il titolo (vari i riferimenti e le interpretazioni: la guerra fredda tra USA e URSS, la contrapposizione tra sinistra e destra o quella tra Oriente e Occidente). Tregua contiene, tra l'altro, il singolo "Amico", uno dei classici di Renato. Ma il vero capolavoro è il doppio di studio del 1981, Artide Antartide, che, pur privo di singoli promozionali, contiene numerosi brani poi diventati classici irrinunciabili, come "Il jolly", "Ed io ti seguirò", "Notte balorda" e "Marciapiedi", solo per citarne alcuni tra i più noti, ma nessuno dei venti pezzi di questa doppia fatica andrebbe dimenticato, come il pezzo di apertura "Pionieri" o il pezzo di chiusura "Stranieri", e tanti altri, tra cui "Gente", "L'ammucchiata", "La stazione", "Padre nostro".

Dopo Artide Antartide, Renato Zero è senza dubbio il cantautore italiano più popolare e seguìto. Via Tagliamento 1965/1970, terzo doppio di studio consecutivo e quarto in generale, pubblicato nel 1982, tratta la storia del Piper, mitico locale romano, della cui epoca cruciale Zero ha fatto parte, assieme a tanti altri, tra cui Patty Pravo, Loredana Bertè e Mia Martini. Il disco viene promosso in televisione, grazie alle sigle "Soldi" e "Viva la Rai", nel corso di 'Fantastico. Tra gli altri brani, "Resisti" (lato B di "Soldi"), il pezzo di apertura "Piper Club", il brano di chiusura costituito dall'inedito "Ancora fuoco", la cover di "Land of 1.000 Dances" e l'autobiografica "Ragazzo senza fortuna".

La lunga e fortunata stagione dei doppi (1980-1982) si conclude nel 1983, quando esce il Q disc Calore, trainato da "Spiagge".

Nel 1984, al giardino zoologico di Roma, vestito da leone e scortato da quattro aborigeni, Renato presenta il nuovo lavoro, Leoni si nasce. L'album (uscito lo stesso anno della sua prima raccolta, Identikit Zero, contenente brani riarrangiati e ricantati, più due inediti, "La gente come noi" - uno dei brani sulla sua «gente», come la stessa "Gente" o "Ancora gente" - e "Io qui", il cui testo è composto invece da un medley di titoli di alcuni dei suoi brani più rappresentativi) vende poco, pur raggiungendo rapidamente il Numero Uno nella classifica delle vendite (da cui uscirà però altrettanto rapidamente), trainato dal singolo "Da uomo a uomo" e dalla ballad, poi divenuta un classico di Renato, "Per non essere così", in cui affronta il tema della diversità ancora una volta, in modo diametralmente opposto a "Mi vendo". Ma soprattutto è la sua immagine, un tempo «cool» e trasgressiva, che appare vecchia e kitsch.

Non va meglio col successivo Soggetti smarriti, del 1986, nonostante i brani più riusciti, quali "Infiniti treni", "Fantasmi" (recentemente riproposta all'interno del tour Zero Movimento, un intero concerto trasmesso, in prima serata, dalla RAI, il che ha permesso al brano di riemergere su scala nazionale, trascinando con sé l'intero lavoro), "Fiori d'arancio" e "Donna donna donna", né con gli spettacoli dal vivo, che si svolgono non più in stadi e palasport, ma nelle piazze e nelle discoteche di provincia, spesso persino gratis.

I consensi toccano il fondo con Zero, del 1987, doppio album, che si rivela un flop clamoroso, raggiungendo a malapena la Top 20 (è la prima volta, dall'epoca di Trapezio, che un album di Renato non entra nella Top 10), pur contenendo qualche brano degno di nota, come l'autobiografica "Artisti", il pezzo si apertura "Lei" e alcune ballate in puro stile Zero, quali "Vagabondo cuore", "Ho dato" e "Siamo eroi", accanto ai quali sono evidenti brani di scarsa ispirazione, soprattutto sul secondo disco. Non è un caso, tra l'altro, se in tutti i lavori di questo periodo buio, viene a mancare quella che è ormai diventata una tradizione irrinunciabile, tanto per Renato quanto per i suoi fans: la cosiddetta «dedica» interna al disco, una specie di prosa poetica, solitamente riprodotta prima o dopo i testi delle canzoni, che introduce ai temi principali del disco di turno e che, pur se a tratti ampollosa e ridondante, assurge talvolta a vero e proprio manifesto di un particolare periodo o umore (cfr. sotto, a titolo di esempio, gli stralci riportati dalle dediche inserite su Amore dopo amore e su Cattura). La consuetudine, iniziata con Zerolandia, nel 1978, e interrotta con Leoni si nasce, nel 1984 (in cui figurano però l'"Introduzione" e il "Finale" parlati, che ne fanno un po' le veci, oltre al fatto che la raccolta Identikit Zero, di quello stesso anno, contiene sia la dedica - l'ultima, prima della momentanea interruzione - che, come accennato sopra, una "Introduzione" e un "Finale"), verrà ripresa soltanto con il doppio album live del ritorno, Prometeo, del 1991, successivo al primo trionfale Festival di Sanremo; da allora, non verrà mai più abbandonata.

La parabola artistica del cantautore romano sembra ormai giunta al capolinea (intanto, il tendone Zerolandia è stato costretto a chiudere per la mancanza di appropriate norme di sicurezza: la vicenda viene descritta da Renato nel brano "Giorni"). Renato si prende due anni di pausa. E intanto medita il riscatto: nel 1989, vola a Londra, dove realizza, con l'ausilio di Geoff Westley, l'album Voyeur, ricco di nuove suggestioni musicali. Le vendite sono incoraggianti: è l'inizio di una rinascita, lenta e costante, confermata da un tour nei palasport e sotto un nuovo tendone, che ottiene un discreto successo.

Tra i pezzi di spicco, molti dei quali superano i 7 minuti di durata, sono da segnalare: "Accade", "Il canto di Esmeralda", "Il grande mare", "I nuovi santi", "Ha tanti cieli la luna" (poi ripresa da Mina nel suo tributo a Renato, N° 0) e, naturalmente, la title-track, la dissacrante "Voyeur" , accompagnata da un videoclip. Il disco esce in due differenti versioni: una più breve, quella del vinile, contenente soltanto 8 brani (tra cui non figurano pezzi, quali "Ricreazione" e "Talento"), e quella, per così dire, «canonica» del CD e dell'MC, che presentano entrambi la tracklisting completa, con 11 tracce (un dodicesimo brano avrebbe dovuto essere "Due", finito poi sulla raccolta di inediti del 1991, La coscienza di Zero, al cui interno risalta per l'arrangiamento di Westley).

Anni novanta

Nel 1991 Renato partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano "Spalle al muro", scritto per lui da Mariella Nava: un successo, confermato dalle buone vendite del doppio album live Prometeo, seguìto a fine anno dalla raccolta di inediti intitolata La coscienza di Zero. Al Festival di Sanremo 1993 presenta il brano di ispirazione religiosa "Ave Maria"[3], accompagnato da un coro che occupa gran parte del palco; il pezzo scatena nel pubblico in sala una standing ovation di dieci minuti[senza fonte]. Il singolo (in realtà un EP o mini CD dal titolo Passaporto per Fonopoli) raggiunge il primo posto in classifica, al pari dell'album Quando non sei più di nessuno. Nella primavera-estate successiva, Renato se ne va in tour, con un'orchestra sinfonica di 50 elementi, per lo spettacolo ZerOpera.
Nell stesso anno Zero lancia un progetto: la realizzazione di una città della musica, "Fonopoli"[4], che dopo numerosi accordi con il Comune di Roma[5], le società di Caltagirone[6], dovrebbe essere realizzata nel 2010[7].

Nel 1994, torna con l'album L'imperfetto, che contiene l'intensa "Nei giardini che nessuno sa" e "Felici e perdenti", che ricorda le sonorità internazionali di Voyeur. L'album è co-prodotto da Phil Palmer, già presente come chitarrista dai tempi di Voyer, fondamentale per la creazione dl nuovo sound che caratterizzerà i lavori successivi.

Nel 1995 esce il CD Sulle tracce dell'imperfetto, accompagnato da un altro tour, con cui festeggia i 30 anni di carriera. Il lavoro contiene I migliori anni della nostra vita, uno dei suoi più grandi successi. Lo stesso anno, scompare improvvisamente la sua amica del cuore, Mia Martini; tre anni dopo, alla grande e indimenticabile Mimì, renato dedicherà il pezzo "La grande assente". Nel 1996 è la volta dello spettacolo teatrale TuttoZero", uno show di 40 canzoni, con 25 cambi d'abito. Nel 1998, l'album Amore dopo amore, realizzato in collaborazione con Palmer, Senesi e Serio e trainato, tra gli altri, dallo strepitoso singolo "Cercami", vende un milione e duecentomila copie, diventando il suo più grande successo di sempre (senza raggiungere il Numero Uno in classifica: si fermerà infatti al Numero 2).

Nel 1999 pubblica un doppio disco live (il terzo, dopo Icaro del 1980 e Prometeo del 1991) intitolato Amore dopo amore, tour dopo tour, che contiene sei nuovi brani registrati in studio, tra cui "Si sta facendo notte". In più, torna ad esibirsi dal vivo, con Carla Fracci e i Momix, nello spettacolo kolossal Cantiere Fonopoli, in 7 città italiane.

Nel corso degli anni 1998-1999 vengono estratti 6 singoli, che raggiungono tutti la Top 10 delle vendite. In estate, duetta con Luciano Pavarotti sulle note de "Il cielo". A novembre Mina lo omaggia, dedicandogli un intero album, N° 0, nel quale reinterpreta alcuni brani del repertorio di Zero, dagli anni settanta agli anni novanta, oltre all'inedito duetto con Renato in "Neri".

Il Duemila

Nel 2000 Renato Zero conduce un programma tutto suo, in prima serata su Rai Uno: Tutti gli Zeri del mondo, con lo stesso titolo di un CD nel quale ricorda alcuni grandi cantautori scomparsi, tra i quali Fabrizio De André e Lucio Battisti. Nello stesso anno viene accusato di lesioni e minacce nei confronti di un ex dipendente[8].
Nel 2001, oltre al'uscita dell' album La curva dell'angelo che lo riporta primo in classifica (e al Numero 10 nella chart annuale degli album più venduti) il tour Prove di volo, del 2002, raccoglie mezzo milione di spettatori (conquistando anche un tutto esaurito allo Stadio Olimpico di Roma[9], con oltre 70.000 biglietti venduti). L'album Cattura, presentato in diretta radiofonica, al Teatro Eliseo, esce alla fine del 2003 e, nel giro di poche settimane, diventa uno degli album più venduti dell'anno (si piazza al quinto posto nella chart annuale). Contiene una delle canzoni più amate dalla nuova generazione di sorcini, la romantica "Magari", ma anche altri quali: "Come mi vorresti", "Figlio" (dedicata a Robertino, il giovane da lui adottato legalmente proprio quell'anno), "L'altra sponda" (in cui si invitano i gay e gli esclusi a non vergognarsi di se stessi) e il brano forse più autobiografico, "Naturalmente strano". Notevole l'introduzione al disco, vero e proprio concept album: «Cattura è piacere, stimolo all'interesse degli altri o per gli altri... Non alterando né ignorando le regole, con gentilezza, tolleranza, rispetto... Promuovendo i propri colori, difendendo la coscienza dagli inchiostri facili, dai messaggi subliminali, dai comizi ruffiani, dalla discriminazione sessuale, ideologica, epidermica e dall'isolamento di classe».

Nel 2004 il giro di concerti Cattura il sogno/Il sogno continua entra nella classifica Pollstar dei tour di maggior successo a livello mondiale con il "tutto esaurito" nelle date di San Siro a Milano, del Bentegodi a Verona, del Franchi a Firenze e dell'Olimpico a Roma. Il doppio tutto esaurito allo Stadio Olimpico gli fa meritare l'ironico titolo di «nuovo imperatore di Roma». Il DVD Figli del sogno, cronaca fedele di quello spettacolo, risulta il più venduto dell'anno. Il 2 luglio 2005 partecipa al Live8 romano al Circo Massimo, eseguendo "Cercami" e "Nei giardini che nessuno sa", e duettando con Claudio Baglioni e Laura Pausini sulle note de I migliori anni della nostra vita.

Il 18 novembre, anticipato dal singolo "Mentre aspetto che ritorni", esce l'album Il dono, pubblicato in tre diverse versioni tra cui il Dual Disc (un supporto ibrido tra CD e DVD), con un'intervista di circa 30 minuti. L'album arriva al primo posto della hit parade e vi rimane fino alla fine del 2005: in sole sei settimane, conquista il quarto posto nella chart annuale. Da notare che tutti i successi discografici di Renato degli ultimi anni sono ottenuti senza godere sostanzialmente di passaggi radiofonici: i grandi network, a cui dedica il polemico brano "Radio o non radio", non trasmettono infatti i suoi brani.

A dicembre, per la prima volta, Zero viene ricevuto in Vaticano, dove si esibisce nell'aula Paolo VI, eseguendo "La vita è un dono", canzone dedicata a Giovanni Paolo II nonché alla neonata nipotina. Dal 26 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006, conduce per 10 serate una trasmissione radiofonica su Radio2, in cui ripercorre le tappe più significative della sua carriera, insieme a molti amici dello spettacolo. Nel febbraio 2006 parte il nuovo tour Zero movimento, che fa registrare ovunque il tutto esaurito, già in prevendita, con molte date aggiunte, per venire incontro alle richieste del pubblico, per un totale di 25 serate. Sempre a febbraio, rifiuta il premio alla carriera, che vorrebbero consegnargli sul palco del Festival di Sanremo.

È il 17 novembre dello stesso anno, quando la Sony Music (da anni casa discografica dell'artista, dopo il primo lungo periodo alla RCA, poi diventata BMG) pubblica il primo (triplo) best-of: Renatissimo!, per festeggiare quarant'anni di carriera. L'uscita del cofanetto è anticipata dalla diffusione in radio di un singolo inedito: "Sono innocente". Renatissimo! contiene anche la prima ed unica versione studio di "Più su" (fino ad allora disponibile soltanto nell'esecuzione dal vivo, inserita nel doppio album live Icaro, di cui rappresentò anche il singolo trainante, un doppio lato A con il brano di studio "Galeotto fu il canotto", ripreso anche da Mina in N° 0) e la nuova "Fammi sognare almeno tu". Il 16 novembre (1 giorno prima dell'uscita effettiva nei negozi di musica), grazie alle oltre 240mila prenotazioni, il cofanetto conta già tre dischi di platino. Renatissimo! esce in tre versioni diverse: con copertina color oro, con copertina color argento e in un'edizione limitata, che in più, rispetto alle precedenti, conta nel primo dei tre dischi le versioni mix, ad uso dei DJ (mai pubblicate su CD), di "Mi vendo" e "Morire qui". In sole sei settimane, la raccolta diventa il quinto CD più venduto in Italia nel 2006.

A gennaio 2007, Zero Movimento riceve il Telegatto come miglior tour del 2006: Renato Zero è l'unico vincitore a non presentarsi sul palco per ritirarlo, inviando al suo posto il suo manager Claudio Trotta. Sempre a gennaio, inizia la prevendita dei biglietti per il nuovo tour estivo, che, a partire da maggio, lo riporterà negli stadi di Padova, Roma, Milano, Firenze, Bari e Palermo. Il 16 febbraio, viene annunciata una nuova data a Roma e il nome definitivo della tourneé, che sarà MpZero Tour 2007.

A fine febbraio vengono presentati al Festival di Sanremo due brani il cui testo è scritto da Zero: "Nel perdono" (Al Bano, nella sezione «Campioni») e "La vita subito" (Jasmine, nella categoria «Giovani»). Lo stesso Zero sale sul palco dell'Ariston come super ospite: si esibisce, a notte inoltrata con uno share di oltre il 60% (quasi sei milioni di spettatori), il più alto di tutto il festival escluse le premiazioni dei vincitori.

Nonostante la scarsa pubblicità e il fatto che il tour arrivi a un solo anno dal precedente, MpZero si rivela un successo. L'esordio di Padova non è dei più fortunati: sulla città si abbatte un diluvio di pioggia e grandine, che tuttavia non scoraggia 20.000 spettatori dal recarsi allo stadio. Il tour chiude i battenti con circa 270.000 presenze in 7 date. Particolarmente apprezzato dai fans il fatto che, dopo otto anni, Renato sia tornato a chiudere il concerto con "Il cielo".

A gennaio 2008, la Universal ripubblica su DVD la VHS (uscita nel 1990) Zero 40. Nonostante si tratti di un vecchio filmato, peraltro messo in vendita senza alcuna pubblicità, a una settimana dall'uscita, il DVD raggiunge clamorosamente la prima posizione in classifica.
Nell'aprile 2008, lancia la sua prima linea di occhiali, dal titolo Nero d'Autore. A settembre partecipa a Carràmba che fortuna annunciando la prossima uscita di un nuovo album nel segno dell'amore. In edicola, a partire dal 25 agosto 2008, per 6 lunedì con la rivista TV Sorrisi e Canzoni viene pubblicata una raccolta dedicata a Renato Zero formata dai 6 album degli anni 1970 (No! Mamma, no!, Invenzioni, Trapezio, Zerofobia, Zerolandia, EroZero).

Il 29 gennaio 2009 viene ufficializzata la notizia: il nuovo album di Renato Zero uscirà il 20 di Marzo e conterrà 17 brani inediti. A metà febbraio viene rivelato il titolo del nuovo album, che sarà Presente. Il 9 marzo il singolo "Ancora qui" viene trasmesso in esclusiva sul sito web del Corriere della Sera, per essere poi trasmesso dalle radio a partire dal 13 marzo. Negli stessi giorni viene girato il videoclip del brano, che vede la partecipazione di grandi stelle del cinema e della tv come Paola Cortellesi, Massimo Ghini, Asia Argento, Giorgio Panariello e molti altri. La novità di Presente è che Zero lancia il self made disco: per il nuovo lavoro ha scelto, dopo il divorzio con la Sony, di non affidarsi ad alcuna casa musicale.[10] È la prima volta nella storia della discografia italiana che un artista importante non si avvale di una major o di un'etichetta indipendente affermata per la produzione, il marketing e soprattutto, la distribuzione del proprio album. [senza fonte]. "Presente" entra direttamente al primo posto in classifica con il triplo disco di platino conquistato in soli sette giorni.[11]

Videografia Ufficiale

Curiosità

Discografia

Renato Zero e Mina

Album

Raccolte RCA / BMG

Si tratta di raccolte pubblicate dalla RCA Italiana (gruppo BMG), sia quando Renato era sotto contratto con questa casa discografica, sia dopo il suo passaggio alla Sony Music Entertainment. Per motivi legati alla proprietà dei diritti d'autore, nessuna di queste raccolte (tranne Zerofavola (seconda parte), subito ritirata dal mercato dopo la sua uscita), contiene brani successivi al 1979.

Raccolte Sony e Sony/BMG

Nel 2000, la Sony pubblica I miei numeri, un CD antologico, che comprende 12 canzoni, incise tra il 1994, anno che segnò il passaggio di Renato dalla BMG alla Sony, al 1999. Nel 2006, la Sony/BMG, fuse in un'unica etichetta discografica, dà alle stampe il triplo CD Renatissimo!, che abbraccia la carriera di Zero dal 1973 al 2006.

Album nelle classifiche italiane

Album di Renato Zero
Nome album Anno  Posizione
in class.
 Settimane
in class.
 Etichetta discografica  Classifica
annua
No! Mamma, no! 1973     - - RCA -
Invenzioni 1974     - - RCA -
Trapezio 1976     17 11 RCA -
Zerofobia 1977     9 57 RCA 24
Zerolandia 1978     3 35 Zerolandia/RCA 7
EroZero 1979     1 25 Zerolandia/RCA 11
Tregua 1980     1 26 Zerolandia/BMG 7
Icaro 1981     1 35 Zerolandia/BMG 4
Artide Antartide 1981     1 24 Zerolandia/BMG 1
Via Tagliamento 1965/1970 1982     1 21 Zerolandia/BMG 12
Leoni si nasce 1984     1 16 Zerolandia/BMG 36
Identikit 1984     16 7 Zerolandia/BMG 85
Soggetti smarriti 1986     2 22 Zerolandia/BMG 34
Zero 1987     17 17 Zerolandia/BMG 58
Voyeur 1989     7 21 Zerolandia/BMG 74
Prometeo 1991     5 20 Zerolandia/BMG 32
La coscienza di Zero 1991     5 8 RCA 70
Quando non sei più di nessuno 1993     1 12 Zerolandia/BMG 42
Zerofavola**** 1993     6 16 BMG -
L'imperfetto 1994     1 23 Fonopoli/Sony 22
Sulle tracce dell'imperfetto 1995     2 21 Fonopoli/Sony 19
Le origini**** 1996     10 12 BMG 76
Zero 70**** 1997     4 10 BMG 77
Amore dopo amore 1998     2 51 Fonopoli/Sony 1
Amore dopo amore, tour dopo tour 1999     1 34 Fonopoli/Sony 21
I miti musica Vol.2**** 1999     11 6 Mondadori -
I miei numeri**** 2000     4 15 Fonopoli/Sony 72
Tutti gli Zeri del mondo 2000     3 19 Fonopoli/Sony 53
La curva dell'angelo 2001     1 40 Tattica/Sony 10
Cattura 2003     1 53 Tattica/Sony 5
Figli del sogno 2004     2 39 Tattica/Sony 17
Il dono 2005     1 35 Tattica/Sony-BMG 4
Renatissimo!**** 2006     3 40 Tattica/Sony-BMG 5
Doppio Zero**** 2007     23 11 Tattica/Sony-BMG
Zero Infinito**** 2008     15 7 RCA Italiana/Sony-BMG -
Presente* 2009     1 14 Tattica srl -

(*) Ancora in classifica

(****) Raccolte antologiche BMG e Sony pubblicate autonomamente dalle major (vengono riportate solo le raccolte che hanno raggiunto la Top 20).

Zero come autore (Brani editi)

  • "Carosello" (Wilma Goich, 1969)
  • "Dipende" (Ornella Vanoni, 1974)
  • "Vuoi" (I San Francisco, 1979 - poi rinominata "La rete d'oro" e inserita nel disco EroZero nello stesso anno)
  • "Gettone" (Edoardo Nevola "Yo Yokaris", 1980)
  • "Al limite di noi" (Farida, 1980)
  • "Corsari" (Massimo Morante, 1981)
  • "Caro professore" (Massimo Morante, 1981)
  • "Artiglieria" (Massimo Morante, 1981)
  • "Sono tornato" (Massimo Morante, 1981)
  • "Fanatico" (Massimo Morante, 1981)
  • "Prima della fine" (Massimo Morante, 1981)
  • "Basta" (Farida, 1981 - poi rinominata "Amori" con testo differente e inserita nel disco "Via Tagliamento 1965-1970", pubblicato nel 1982)
  • "Mentirò" (Farida, 1981)
  • "Si e no" (Farida, 1981)
  • "Una" (Lorendana Bertè, 1982)
  • "Buon compleanno" (Claudio Villa, 1982)
  • "Al mercato dell'usato" (Loredana Bertè, 1983)
  • "Imprevedibile" (Massimo Morante, 1983)
  • "Adesso o mai più" (Massimo Morante, 1983)
  • "Protagonisti" (Mark Bodin, 1983)
  • "Fine corsa" (Massimo Di Cataldo, 1995)
  • "Letti" (Umberto Bindi & New Trolls, 1996)
  • "E tutto qua" (Umberto Bindi, 1996) (inserita in un singolo di Amore dopo amore)
  • "L'approdo" (Umberto Bindi, 1996)
  • "Ladri di poesie" (New Trolls, 1996)
  • "Miracolo miracolo" (New Trolls, 1996)
  • "E già" (Gerardina Trovato, 1996)
  • "Foto di gruppo" (Ivan Graziani, 1999)
  • "È stato un viaggio" (Ivan Graziani, 1999)
  • "E il cielo mi prese con se" (Alex Baroni, 1999)
  • "Neri" (Mina, 1999)
  • "Gli ex" (Ron, 2001)
  • "La regina del silenzio" (Marcella Bella, 2002)
  • "Che fatica" (Mina, 2003)
  • "Pensa a te" (Daniele Groff, 2004)
  • "Deliri" a 45 giri" (Loredana Bertè, 2005)
  • "L'ultima luna" (Luisa Corna, 2006)
  • "Nel perdono" (Al Bano, 2007)
  • "La vita subito" (Jasmine, 2007)
  • "Mondo coatto" (Jasmine, 2007)
  • "Nell'angolo" (Jasmine, 2007)
  • "Eurorentola" (Jasmine, 2007)
  • "Magari nudo" (Jasmine, 2007)
  • "Per non perderti" (Jasmine, 2007)
  • "Che mazzo" (Jasmine, 2007)
  • "Salutami Jasmine" (Jasmine, 2007)
  • "La vita che mi merito" (Ornella vanoni, 2007)

Duetti Editi

Singoli

Singoli nelle classifiche italiane

Singoli di Renato Zero
Nome singolo Anno  Posizione
in class.
 Settimane
in class.
 Etichetta discografica  Classifica
annua
"Non basta sai" 1967     - - RCA -
"Inventi" 1974     - - RCA -
"Madame" 1976     41 13 RCA -
"Mi vendo" 1977     6 19 RCA 36
"Triangolo" 1978     3 31 Zerolandia/RCA 10
"Il carrozzone" 1979     1 19 Zerolandia/RCA 10
"Amico" 1980     1 26 Zerolandia/BMG 5
"Galeotto fu il canotto" 1981     2 20 Zerolandia/RCA 27
"Soldi" 1982     12 13 Zerolandia/BMG 79
"Calore" 1983     1 20 Zerolandia/BMG -
"Passaporto per Fonopoli" 1993     1 15 Zerolandia/BMG 35
"L'impossibile vivere" 1998     1 7 Fonopoli/Sony 42
"Cercami" 1998     3 14 Fonopoli/Sony 45
"Dimmi chi dorme accanto a me" 1998     4 6 Fonopoli/Sony -
"La pace sia con te" 1998     8 5 Fonopoli/Sony 95
"Si sta facendo notte" 1999     3 6 Fonopoli/Sony 91
"Il coraggio delle idee" 1999     10 3 Fonopoli/Sony 97
"Tutti gli Zeri del mondo" 2000     1 10 Fonopoli/Sony 56
"Innocente" 2002     1 10 Tattica/Sony 89
"Qualcuno mi ha ucciso" 2002     14 8 Tattica/Sony -
"A braccia aperte" 2003     2 16 Tattica/Sony 37
"Come mi vorresti" 2004     7 8 Tattica/Sony 89
"Ancora Qui" 2009     25 * 2 * Tattica srl -

Renato Zero nelle classifiche italiane

Ad oggi, Renato Zero ha venduto circa 18 milioni di dischi in Italia (fra i quali, quasi 2 milioni di singoli) e altri 2 milioni nel mondo (principali paesi: Svizzera, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Venezuela, Argentina, Brasile, Stati Uniti d'America e Canada) per un totale di circa 20 milioni di dischi.

Ad oggi, Renato Zero ha raggiunto il Numero Uno della classifica italiana con gli album qui di séguito elencati:

Insieme a Mina, Adriano Celentano, Claudio Baglioni, Antonello Venditti e i Pink Floyd, Renato Zero è l'unico riuscito ad avere album al Numero Uno della classifica italiana in quattro decenni diversi (anni '70, '80, '90 e 2000).

Amore dopo amore, che curiosamente non raggiunse mai il primo posto in classifica, è il suo album più venduto di sempre, con oltre un milione e duecentomila copie. Icaro, Artide Antartide, EroZero e Tregua sono accreditati vicini al milione di copie, comprensivo di tutte le vendite fino ad oggi. In totale, Renato Zero ha piazzato 27 dei suoi album nella Top 10.

Renato Zero resta l'unico artista italiano ad essere riuscito a piazzare cinque album doppi (Tregua; Icaro; Artide Antartide; Via Tagliamento 1965/1970; Amore dopo amore, tour dopo tour) al primo posto della classifica. Più volte, fra il 1978 e il 1982, si trovano due suoi album contemporaneamente nella Top 50.

Renato Zero ha raggiunto più volte anche il Numero Uno della classifica dei singoli italiani:

Da notare che "Calore", nonostante nella discografia figuri come album, nella classifica ufficiale, divulgata dalla Rai, fu inserito tra i singoli, nonostante le proteste di Renato che lo riteneva a tutti gli effetti un long playing a 33 giri (come di fatto era). Renato invece non protestò, dieci anni dopo, quando la storia si ripeté con l'EP o mini CD "Passaporto per Fonopoli".

È ad oggi il solo cantante italiano ad aver ottenuto il Numero Uno dei singoli in 4 decenni distinti (anni '70, '80, '90 e 2000).

Relativamente alla classifica di vendita dei DVD musicali (nata in Italia a fine 2003), Renato Zero ha raggiunto i seguenti Numeri Uno:

Figli del sogno è stato il DVD musicale più venduto del 2004.

Zero 40 è stato il 6° DVD musicale più venduto del 2008.

Le collaborazioni artistiche

Renato Zero ha avuto modo di collaborare con numerosi altri artisti italiani, nel corso dei suoi 44 anni di carriera artistica. Di séguito, vengono riportate le principali collaborazioni artistiche:

  • Ricordiamo fra le cover di canzoni di Renato Zero che hanno avuto successo: "Il cielo" e "Mi vendo", incise da Fiorello, e "Madame", incisa dai Ciao Fellini. Anche Laura Pausini include nell'album del 2006, Io canto, un omaggio a Renato Zero interpretando la canzone "Nei giardini che nessuno sa". Nel 2007, oltre a "Nel perdono", Al Bano inserisce nel suo nuovo CD una cover di "Ave Maria". Nello stesso anno, il DJ Gigi D'Agostino realizza una sua versione di "Inventi". Nel 2008, Mango inserisce nel suo nuovo album la cover de "I migliori anni della nostra vita".

Cover Edite

  • Motel (Patty Pravo, 1976 - Incisa come "Grand Hotel")
  • Amico (Dario Baldan Bembo, 1982)
  • Più su (Dario Baldan Bembo, 1982)
  • Madame (Ciao Fellini, 1989)
  • Il cielo (Giorgio Panariello, 1992)
  • Il cielo (Fiorello, 1994)
  • Mi vendo (Fiorello, 1994)
  • Il cielo (New Trolls, 1996)
  • Inventi (Tosca, 1996)
  • Spalle al muro (Mariella Nava, 2004)
  • Immi ruah (Jasmine, 2006)
  • Nei giardini che nessuno sa (Laura Pausini, 2006) (anche in versione spagnola con il titolo "En los jardines donde nadie va")
  • Ave Maria (Albano, 2007)
  • Inventi (Gigi D'Agostino, 2007)
  • Cercami (Albano & Massimo Ferrarese, 2008)
  • I migliori anni della nostra vita (Albano & Massimo Ferrarese, 2008)
  • I migliori anni della nostra vita (Mango, 2008)

Tour

"Renato Zero: dettagli Tours"

Nota: il doppio disco dal vivo Prometeo (con brani tratti da Stellarium e Zero 40 Live) venne registato nel 1990 e pubblicato nel 1991.

Note

  1. ^ [Renato Zero. mpzer0 Tour (Roma, Stadio Olimpico, 2-3/06/2007)
  2. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/10/30/un-look-tutto-nuovo-per-renato-zero.html
  3. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/27/superpippo-promosso-nel-festival-della-noia.html
  4. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/04/21/renato-sorcini-tra-ori-velluti.html
  5. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/09/24/primo-disco-verde-per-fonopoli.html
  6. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/10/11/renato-zero-ecco-fonopoli.html
  7. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/04/01/fonopoli-prime-note-nel-2010.html
  8. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/03/14/renato-zero-accusato-di-violenza.html
  9. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/06/03/renato-zero-sbanca-olimpico.html
  10. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/zero-basta-con-le-major-del-disco.html
  11. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/02/renato-zero-presente-col-suo-disco-fai-da-te.html

Collegamenti esterni


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