Servizio per le informazioni e la sicurezza militare

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Servizio per le informazioni e la sicurezza militare
(SISMI)
SISMI.gif
Stemma del S.I.S.M.I.
Descrizione generale
Attiva dall'ottobre 1977 al 3 agosto 2007
Nazione Italia Italia
Alleanza NATO NATO
Servizio Forze armate italiane Forze armate italiane
Tipo Servizio
Ruolo Intelligence
Guarnigione/QG Caserma "Casal Forte Braschi-Nicola Calipari" a Roma
Motto Omnia silendo ut audeam nosco ("Tacendo per ascoltare conosco ogni cosa")
Arcana Intellego ("Comprendo i segreti")
Parte di

[senza fonte]

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Il Servizio Informazioni e Sicurezza Militare, in acronimo SISMI, è stato un servizio segreto italiano, di natura militare, in attività fino alla riforma normativa del 2007, quando fu sostituito dall'Agenzia informazioni e sicurezza esterna, AISE. I suoi compiti erano finalizzati a difendere la sicurezza nazionale da qualsiasi minaccia, operando in Italia e all'estero, curando l'attività di controspionaggio. La sua sede nota principale è stata forte Braschi, a Roma; il suo motto era "Arcana Intellego".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il servizio, istituito nell'ottobre 1977, cessato nel 2007, raccoglieva l'eredità funzionale e organizzativa del Servizio informazioni difesa, a sua volta erede del Servizio informazioni Forze Armate, e prima ancora del Servizio informazioni militare.

Negli anni successivi all'undici settembre il servizio militare è stato al centro di diverse inchieste giornalistiche dai risvolti giudiziari, dall'esito non sempre concluso. Direttamente legata alla guerra d'Iraq del 2003 è la vicenda del Nigergate, relativa alla presunta fornitura da parte del SISMI agli Stati Uniti di prove false a proposito dell'acquisto di uranio nigerino da parte di Saddam Hussein, fornendo così ulteriori motivazioni per l'invasione dell'Iraq e lo scoppio della guerra.

In seguito alcune inchieste diedero vita allo scandalo Telecom-Sismi, a proposito di alcune intercettazioni telefoniche illegali effettuate con la collaborazione di personale della Telecom Italia.
Il sequestro di Abu Omar, a opera degli stessi servizi militari, fu compiuto a Milano nel 2003 insieme con alcuni uomini dei servizi statunitensi; per quest'ultima vicenda nel gennaio 2007 a Milano si è svolto il processo all'ex direttore Nicolò Pollari e ad alcuni dei suoi vecchi collaboratori, tra i quali il suo vice Gustavo Pignero e i funzionari Marco Mancini un Agente mai identificato, nome in codice Ombra, e Pio Pompa, oltre al giornalista Renato Farina, accusato di aver organizzato una falsa intervista con i magistrati con il solo scopo di raccogliere informazioni sull'indagine. Alcuni mesi dopo il gruppo è stato rinviato a giudizio per concorso in sequestro di persona: si è trattato del primo caso di processo aperto sulle cosiddette extraordinary rendition.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

  • 1ª Divisione difesa (ex Reparto "D" del SID), sicurezza militare e controspionaggio
  • 2ª Divisione ricerca (ex Reparto "R" del SID), spionaggio all'estero
  • 3ª Divisione analisi situazione (ex Reparto "S" del SID), elaborazione e analisi dati raccolti dalla 1ª e 2ª Divisione
  • 4ª Divisione telecomunicazioni, con 40 postazioni di ascolto ed intercettazione telefonica a forte Braschi
  • 5ª Divisione tecnico-scientifica
  • 6ª Divisione
  • 7ª Divisione, a forte Boccea, Gladio
  • 8ª Divisione sicurezza industriale, contratti e forniture di armi all'estero
  • 9ª Divisione
  • 10ª Divisione personale
  • 11ª Divisione
  • 12ª Divisione
  • 13ª Divisione informatica
  • 14ª Divisione
  • 15ª Divisione
  • 16ª Divisione
  • Direzione sanità, attrezzata con laboratori di analisi, radiologia, cardiologia, ginecologia e psicologia
  • Direzione aerea, equipaggiata con Falcon stanziata all'aeroporto di Ciampino

Direttori[modifica | modifica sorgente]

[1]

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Il servizio militare dipendeva direttamente dal Ministero della Difesa, al quale ministro competeva di stabilirne l'ordinamento, curarne le attività secondo le direttive del Presidente del Consiglio e nominare, su parere conforme del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza, il direttore e i suoi collaboratori.

Inchieste[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi all'11 settembre 2001 il SISMI è stato al centro di diverse inchieste giornalistiche dai risvolti giudiziari, con contorni tuttora poco definiti.

Il Nigergate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nigergate.

Direttamente legata alla guerra all'Iraq del 2003 è la vicenda nota come Nigergate, relativa alla presunta fornitura da parte del SISMI agli Stati Uniti delle false prove dell'acquisto di uranio del Niger da parte di Saddam Hussein (vicenda che favorì la motivazione per l'invasione dell'Iraq).

Lo scandalo Telecom-Sismi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scandalo Telecom-Sismi.

Si tratta della vicenda delle intercettazioni telefoniche illegali esercitate con la collaborazione di uomini della struttura di Telecom Italia. Il funzionario Marco Mancini è stato arrestato il 13 dicembre 2006 nell'ambito dell'inchiesta sulle intercettazioni illegali Telecom, insieme con Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza di Telecom (già in carcere), ed Emanuele Cipriani, investigatore privato fiorentino. L'accusa per tutti è quella di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione del segreto d'ufficio. Cipriani avrebbe realizzato oltre 30 tra dossier e pratiche illegali con il contributo di "dati segreti" procacciati illecitamente da Mancini, che avrebbe ricevuto da Cipriani e Tavaroli somme di denaro indeterminate.

Il Caso Abu Omar[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Abu Omar.

Il sequestro dell'imam Abu Omar (extraordinary rendition) fu compiuto a Milano nel 2003 da parte di uomini della CIA (tuttora latitanti).

Per questa vicenda, è in corso dal gennaio 2007 a Milano il processo all'ex direttore del SISMI Nicolò Pollari e ad alcuni dei suoi vecchi collaboratori (tra i quali l'allora numero due gen. Gustavo Pignero e i funzionari Marco Mancini e Pio Pompa). Sono inoltre sotto processo numerosi agenti della CIA e anche il giornalista Renato Farina, accusato di aver organizzato una falsa intervista con i magistrati con il solo scopo di raccogliere informazioni sull'indagine.

Il 16 febbraio Nicolò Pollari, Marco Mancini e 26 agenti della CIA (tra cui Robert Seldon Lady, l'ex capocentro della CIA a Milano, e Jeff Castelli, responsabile del servizio segreto americano in Italia, oltre a una decina di funzionari del SISMI) sono stati rinviati a giudizio per concorso in sequestro di persona riguardo al rapimento di Abu Omar.

È il primo caso di processo aperto sulle "extraordinary rendition".

"L'archivio segreto di via Nazionale"[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito delle indagini sul caso Abu Omar, si è scoperto che alcuni elementi del Sismi hanno spiato magistrati, hanno pianificato operazioni allo scopo di screditare politici del centrosinistra (che all'epoca era all'opposizione) e pubblici ministeri, e hanno inoltre fatto pedinare e intercettare alcuni giornalisti che si occupavano di tali vicende. Dal giugno 2007 Niccolò Pollari e Pio Pompa sono indagati dalla procura di Roma relativamente alle attività di disinformazione esercitate dallo stesso Pompa in collaborazione con il giornalista Renato Farina del quotidiano Libero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]