Serradifalco
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
|
Serradifalco
“Paese delle Miniere e delle Tradizioni” |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 504 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 41,59 km² | ||||||||
| Abitanti: |
|
||||||||
| Densità: | 157 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Grottadacqua | ||||||||
| Comuni contigui: | Caltanissetta, Canicattì (AG), Montedoro, Mussomeli, San Cataldo | ||||||||
| CAP: | 93010 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0934 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 085018 | ||||||||
| Codice catasto: | I644 | ||||||||
| Nome abitanti: | serradifalchesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Leonardo Abate di Noblac | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Serradifalco (Serradifarcu in siciliano), denominato Paese delle miniere e delle tradizioni, è un comune di 6.420 abitanti della provincia di Caltanissetta, situato nella Sicilia centrale.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Michele Ricotta (lista civica Vicesindaco: Dott. Alessandro Mazzara) dal 16/05/2005
Centralino del comune: 0934 935111
Posta elettronica: segretariogenerale@comune.serradifalco.cl.it
[modifica] Territorio
Serradifalco è un centro industriale, minerario e commerciale della regione collinare tra il Fiume Platani e il Fiume Salso alle falde nordoccidentali della Serra Cusatino (643 m).
L'abitato è posto sul ciglio di una cavità carsica, occupata dal temporaneo Lago Soprano di Serradifalco, detto anche Lago Cuba, riserva naturale protetta.
Le campagne circostanti al centro abitato sono ricche di uliveti, mandorleti, ficheti e vigneti, grazie alla presenza di numerose falde acquifere e sorgenti.
Facilmente raggiungibile grazie alle numerose arterie stradali e alla stazione ferroviaria, Serradifalco dista 20 km dal capoluogo di riferimento, Caltanissetta.
[modifica] Cenni storici
Secondo una leggenda locale, il nome della città di Serradifalco deriva dal fatto che nelle alture rocciose circostanti un tempo nidificavano numerosi falchi. Il nome trae origine proprio da una di queste rupi, poco distante dall'attuale centro abitato, da sempre denominata Serra del Falcone. Nel tempo il feudo assunse il nome Serra del Falco, per poi diventare Serradifalco.
Le terre della Serra del Falcone erano proprietà di Berengario Angileri che le ricevette in dono da Pietro I d'Aragona.
Il Feudo di Serradifalco si trova iscritto sin dal secolo XIV nella Contea di Caltanissetta. Nel 1493 il primo conte, Giovanni Tommaso Moncada, lo vendette a Niccolò Barresi di Pietraperzia. In seguito Serradifalco appartenne ad Antonio Rizzono, a Raimondo Moncada, a Giovanni Luigi Settimo, ad Antonio La Rocca e a Francesco Graffeo, che fu nominato Barone di Serradifalco a seguito della licenza di popolare (jus populandi) concessagli dall'Ufficio del Protonotaro del Regno il 6 dicembre 1640. Governatore del Regno in quell'anno era Mons. Pietro Corsetto, Vescovo di Cefalù.
A causa della giovane età del Barone Francesco Graffeo, a rappresentare i suoi interessi era la nonna, Donna Maria Ventimiglia e Sarzana, alla quale la licenza di popolare concedeva la facoltà di riunire una nuova popolazione e costruire nuove abitazioni, nonché l'utilizzo in esclusiva di tutte le risorse naturali del feudo.
Dopo 35 anni di signoria dei Graffeo, il 15 maggio 1652 il Feudo e il titolo di Barone di Serradifalco vennero venduti al palermitano Leonardo Lo Faso che diventò il primo barone di casa Lo Faso. Si deve a lui il vero e proprio sviluppo economico e demografico del comune di Serradifalco.
La famiglia Lo Faso non era di origine siciliana, ma lombarda. Il primo Lo Faso a giungere in Sicilia fu Antonio, che nel 1243 fu nominato da Federico II Governatore di Caltanissetta.
[modifica] Edifici di culto
[modifica] La Chiesa Madre
La Chiesa Madre, dedicata a San Leonardo di Noblac o Abate, venne edificata nel 1740. I lavori di costruzione si protrassero per oltre 100 anni.
Venne consacrata nel 1845 da Monsignore Stromillo, primo Vescovo della Diocesi di Caltanissetta. La facciata è a due ordini con spazi spartiti da fasci di paraste con capitelli compositi.
Nel fastigio, timpano triangolare al centro e loggette campanarie arretrate ai lati. Al suo interno è conservata la statua lignea del 1662 raffigurante San Leonardo, opera dello scultore Giancarlo Viviano.
Inoltre si possono ammirare gli affreschi di Leopoldo Messina, l'urna con il Cristo Deposto di Francesco Biancardi utilizzata durante i riti sacri del Venerdì Santo. Di particolare importanza artistica sono anche i bassorilievi posti nel transetto raffiguranti scende di vita del santo patrono.
Negli anni l'edificio ha subito diversi restauri. Gli ultimi lavori interni si sono conclusi nel 2006 e hanno visto lo spostamento dell'altare centrale e il rifacimento della pavimentazione.
All'interno della Chiesa sono sepolte le spoglie di Francesco Leonardo Lo Faso, Duca di Serradifalco ed erede del primo fondatore del paese e di Padre Felice Migliore, mercedario, morto in odore di santità.
Le spoglie di quest'ultimo sono state traslate da Roma a Serradifalco a seguito del vivo interessamento del prof. Leonardo Panvini, insegnante ed emerito conoscitore della storia del paese.
[modifica] Chiesa dell'Immacolata Concezione
La Chiesa dell'Immacolata Concezione è una costruzione della seconda metà del '700: la semplice facciata è ravvivata dagli stucchi che ornano il portale e la sovrastante finestra. È stata recentemente restaurata sia all'interno che all'esterno.
Al suo interno si può ammirare la tela raffigurante San Giuda Taddeo e la tela che ritrae Sant'Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio, entrambe opere del palermitano Vito D'Anna. La piazza antistante la Chiesa è da sempre punto di aggregazione per tutti i residenti della zona.
[modifica] Chiesa di San Francesco di Paola
Nelle vicinanze della Chiesa Madre sorge la Chiesa di San Francesco da Paola, iniziata nel maggio 1653 per volere di Donna Maria Ventimiglia che volle così mettere il nipote Francesco Griffeo, futuro Reggente di Serradifalco, sotto la protezione di San Francesco.
Fu la prima chiesa madre del paese, denominata anticamente anche Matrice del Cozzo e Chiesa del Ss. Rosario.
[modifica] Chiesa della Madonna del Carmelo
La Chiesa della Madonna del Carmelo venne eretta nel '700. Conosciuta anche come Chiesa del Purgatorio (a lu Priato' in siciliano), sulla parete laterale destra all'interno della Chiesa si trova un grande dipinto raffigurante le anime sante del Purgatorio.
[modifica] Chiesa del Collegio di Maria
La Chiesa del Collegio di Maria, o Chiesa della Madonna Addolorata, sorge nei pressi della Chiesa Madre. Sin dal 1817 ospita l'Istituto di Suore Domenicane.
[modifica] Chiesa di San Giuseppe
Ultima chiesa costruita in paese, edificata nel XIX secolo, intitolata al Patriarca San Giuseppe.
[modifica] Altre chiese
Vi sono inoltre:
- la Chiesa della Santa Croce, eretta all'ingresso del paese;
- la Chiesa del Calvario, che sorge sull'omonima altura dalla quale si può ammirare tutto l'abitato e la campagna circostante;
- la Cappella di Marici, posta in Contrada Marici, appena fuori il centro abitato, lungo la strada che portava alle miniere. La Cappella è dedicata alla Santa Vergine Addolorata, protettrice dei minatori serradifalchesi e compatrona.
[modifica] Edifici civili
[modifica] Palazzo Duca
Ubicato vicino la Chiesa Madre, nell'omonima Via Duca, era l'antica sede del Duca di Serradifalco.
[modifica] Palazzo Barone Piazza
Ubicato di fronte il Palazzo Duca, con caratteristica facciata.
[modifica] Palazzo dell'ex Fascio
Costruzione risalente al periodo fascista ubicata in Corso Garibaldi, era adibita a scuola media fino alla fine degli anni '70.
[modifica] Palazzo di Città
Nuovissima costruzione, ancora in fase di ultimazione, sede del Municipio, ubicata nell'elegante e verde Via Cavalieri di Vittorio Veneto.
[modifica] Teatro De Curtis
Inaugurato il 3 febbraio 2005, il Teatro Antonio De Curtis è una struttura moderna e funzionale con ampia sala teatro da 270 posti. Durante tutto l'anno è sede di rappresentazioni teatrali, recite, saggi musicali e manifestazioni culturali, nonché mostre di pittura e scultura. La scalinata antistante è utilizzata nel periodo estivo per le rappresentazioni esterne. Nella sala d'ingresso sono presenti sculture che rappresentano Totò ad opera dell'artista serradifalchese Leonardo Cumbo.
[modifica] Monumenti
[modifica] Monumento per Tutte le Vittime del Terrorismo
Il monumento per commemorare tutte le vittime del terrorismo si trova tra Via Volpe e Via Papa Giovanni XXIII, in uno slargo realizzato appositamente per l'ubicazione dell'opera.
È stato inaugurato il 15 marzo 2004 ed è opera dell'artista Oscar Carnicelli.
Il monumento ha una composizione polimorfa costituita da elementi architettonici, grafici e scultorei; il tutto richiama il disastro delle Torri Gemelle di New York dell'11 settembre 2001 e l'eccidio di Nassiriya del 12 novembre 2003.
Il muro di cemento armato sul quale si innesta tutta l'opera rappresenta la solidità dell'Occidente, mentre lo squarcio all'interno della parete raffigura la ferita provocata dalla violenza e dall'odio. Lungo il muro sono visibili due traiettorie che portano alla mente le scie degli aerei che si schiantano sulle due torri, anch'esse riconoscibili nell'opera. La diversità dei materiali e la loro particolare collocazione donano maggiore plasticità all'opera.
[modifica] Monumento a San Giovanni Bosco
In Via San Giovanni Bosco, strada che collega Via Cavalieri di Vittorio Veneto a Via Papa Giovanni XXIII, è ubicato il monumento dedicato a San Giovanni Bosco. Si tratta di un mezzo busto bronzeo collocato su un piedistallo di cemento. L'opera è stata inaugurata il 31 gennaio 1986.
[modifica] Monumento al Beato Papa Giovanni XXIII
In fondo alla Via Papa Giovanni XXIII si trova il monumento dedicato al Beato Papa Giovanni XXIII. L'opera consiste in una statua bronzea raffigurante il sommo pontefice.
[modifica] Monumento a San Leonardo
Il monumento dedicato a San Leonardo si trova in Via De Gasperi. La statua del Santo è stata completamente finanziata dalla signora Murano, ex ostetrica comunale di Serradifalco.
San Leonardo è il protettore delle partorienti.
[modifica] Parchi, ville comunali e piazze
[modifica] Parco Urbano
Parco naturale di circa 9,50 ettari posto nell'altura del Monte Calvario con suggestiva vista panoramica dall'alto sul paese, sul Lago Soprano e sull'intero Vallone con aree attrezzate per il tempo libero e lo svago.
Da una parte del parco denominata Belvedere è possibile ammirare il Lago Soprano, il Monte Cammarata, il Monte San Paolino e molti centri abitati del Vallone. All'interno del parco è presente una folta macchia mediterranea insieme ad alberi secolari di pistacchio, ulivo e mandorlo.
[modifica] Parco delle Rimembranze
Detto anche Villa dei Caduti, è una parco pieno di verde con un monumento dedicato ai caduti in guerra, ubicato nei pressi della Chiesa del Carmelo o Purgatorio.
[modifica] Villa Comunale
Sita nel Quartiere Orto Piazza, in Via Papa Giovanni XXIII, è un autentico polmone verde con annesso parco giochi per bambini.
[modifica] Villetta del Minatore
Il salotto verde dei serradifalchesi, in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, la via del passeggio, con monumento dedicato a tutti i minatori caduti sul lavoro e in memoria alla cultura mineraria del paese.
[modifica] Il "Quadrato"
È la caratteristica piazza principale, tipica per la sua forma irregolare, conosciuta con questo nome.
[modifica] La "Testa di l'acqua"
Caratteristica fontana, anticamente anche abbeveratoio per animali, ubicata nel Largo Fonte, tra aiuole e fiori, vicino la Biblioteca.
[modifica] Lago Soprano e luoghi da visitare
[modifica] Il Lago Soprano
Il Lago Soprano, detto anche Cuba, è un'attrazione che predomina nel panorama serradifalchese.
Si tratta di una cavità superficiale caratteristica dei terreni carsici. Le acque provengono prevalentemente dalle piogge: il bacino idrico non presenta immissari né emissari, per cui la sua estensione e il livello delle acque sono molto variabili.
In periodi di forti precipitazioni l’estensione massima raggiunta ha coperto una superficie di 15 ettari con una profondità massima delle acque di 2,5 metri. Durante il periodo estivo, a causa della siccità, il lago spesso si prosciuga.
Questo specchio d’acqua faceva parte di un insieme di zone umide costituito da tre laghi: il Lago Soprano, che si trovava a nord est di Serradifalco, il Lago Medio e il Lago Sottano. L'attuale Lago Soprano o Cuba corrisponde all'antico Lago Medio. Il Lago è riserva naturale protetta.
Nel 1991 è stato inserito nel Piano Regionale di Parchi e Riserve Orientate. Presenta una variegata fauna d'acqua e volatile, stanziale e migratoria, tra cui la folaga, il moriglione, il tarabusino, la pittima reale , l'alzavola, la gallinella d'acqua e il raro svasso. In acqua trovano habitat ideale le tartarughe palustri. Di notevole importanza è la flora lacustre tipica delle zone umide, con piante rare e in via d'estinzione.
[modifica] Contrada Grottadacqua
Contrada Grottadacqua è una zona rurale ricandente nel territorio di Serradifalco. La Contrada si trova lungo la strada statale 640 ed è circondata a sud est dalle Montagne Grottadacqua Zubbi che costeggiano le Contrade Gaddira e Giulfo.
La Borgata di Grottadacqua sorge su un'altura gessosa detta Lu Vanzu dalla caratteristica forma di gresta di gallo.
Grottadacqua incanta per la sua bellezza selvaggia ed è un importante sito archeologico: si rinvengono insediamenti agricoli che risalgono al neolitico, all'età del rame e all'età del bronzo. Qui si trova una necropoli micenea con sepolcri e grotticelle.
[modifica] Impianti sportivi
Serradifalco è ricco di impianti sportivi. Il paese è infatti fornito di un campo sportivo comunale, nel quale gioca la locale squadra di calcio, una palestra comunale, un palazzetto dello sport, due campi da tennis e due campi semicoperti per il gioco delle bocce.
[modifica] Feste ed eventi
Il santo patrono di Serradifalco è San Leonardo, Abate di Noblac. Il giorno a lui dedicato è il 6 novembre. A Serradifalco, però, la festa religiosa si celebra la seconda domenica di agosto.
Alla messa solenne celebrata presso la Chiesa Madre segue la processione, molto sentita anche da fedeli provenienti da tutta la Sicilia, tra le vie del paese.
Compatrona del paese è la Madonna Addolorata, protettrice dei minatori serradifalchesi, la cui festa si celebra la terza domenica di settembre.
La domenica successiva si celebra la festa dell'Ottava dell'Addolorata, con la caratteristica processione della Madonna portata a spalla dai minatori, nella Chiesetta di Marici, alle porte del paese, nell'antica strada verso le miniere.
Suggestivo, pieno di fede, tradizione e folklore è il periodo della Settimana Santa in cui viene rappresentata dal vivo la Passione di Cristo, con il processo e la crocifissione al Monte Calvario.
La mattina del Venerdì Santo, viaggio della Real Maestranza con la partecipazione delle varie categorie del mondo del lavoro; nel pomeriggio la rappresentazione sacra della Scinnenza al Monte Calvario e a seguire la suggestiva Processione del Cristo Morto fino a tarda notte.
Altra festa che coinvolge tutta la comunità è quella in onore di San Giuseppe Artigiano, che si celebra la terza domenica di maggio. La festa si svolge di fronte la Chiesa di San Giuseppe dove viene allestita una mensa su di un palco, con personaggi viventi, detta la tavulata di San Giuse'. Alla tavola siedono la Madonna, San Giuseppe e il Bambinello Gesù, che viene scelto per tradizione tra i figli degli artigiani e ha il compito di benedire la tavola.
Nel periodo estivo primeggia ogni sera l'estate serradifalchese, un cartellone ricco di spettacoli musicali, saggi, recite e mostre.
Da visitare nel periodo natalizio il presepe vivente in Contrada Balate e i vari presepi allestiti nelle chiese del paese.
Il giorno dell'Epifania la caratteristica processione dei Re Magi tra le vie del paese fino alla capanna di Gesù Bambino in Contrada Balate.
[modifica] Economia e prodotti tipici
Fino alla fine degli anni ottanta è rimasta in funzione la Miniera Stincone della Montecatini-Edison, ricco giacimento di zolfo e sali potassici. La sua chiusura ha cambiato l'economia secolare del paese, oggi legata ad attività prevalentemente commerciali, agricole (mandorle, cereali, uva, legumi ed olive), all'allevamento del bestiame e al settore dei servizi. Sul territorio sono presenti anche piccole e medie industrie nel campo del vetro, della metalmeccanica, del sale alimentare e del legno.
Apprezzabile è l'artigianato nel settore del ferro, del legno, del vetro e dei ricami.
Serradifalco inoltre si ritrova una vocazione culinaria innata. Una gastronomia rinomata e apprezzata in ambito regionale e non solo. Il settore della ristorazione locale gode di ottima salute e fama e i prodotti tipici locali come formaggi, ricotta, mandorle, pistacchi, miele, olio, vino e pasta "di casa" sono molto conosciuti.
Il giorno di San Martino, l'11 novembre, e per l'Immacolata, l'8 dicembre, sono da gustare gli 'nciminati, tipico impasto locale, a base di farina di pane e semi di finocchio, condito all'antica con olio paesano e spezie e accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso novello locale. Anche l'arte pasticcera è rinomata: taralli, cuddrureddri, sfingi, cannoli e cassata a farla da padrone.
Grande successo hanno le sagre della salsiccia, della stigliola (tipica specialità locale), della pizza e le fiere dei prodotti tipici e dell'agroalimentare.
[modifica] Personaggi illustri
[modifica] Nati a Serradifalco
Serradifalco ha dato i natali a molti uomini di talento, tra questi:
- Padre Giuseppe Ingrao (Serradifalco, 14 febbraio 1929 – Mahasoabe, 26 aprile 1988): sacerdote missionario gesuita e servo di Dio, sin dal 1964 conduce la sua esperienza missionaria in Madagascar tra grandi difficoltà. La sua parrocchia è costituita da numerose chiese sparse su un vasto territorio dell'Arcidiocesi di Fianarantsoa, distanti tra di loro anche 20-30 Km. Padre Ingrao percorre le strade fangose e irregolari su di un fuoristrada donatogli dalla Cassa Rurale di Serradifalco. Il 26 aprile 1988, padre Giuseppe, muore dopo il ricovero a Mahasoabe, in seguito a un incidente stradale mentre si recava con altre sette persone dalla chiesa di Alakamisy a quella di Ivato, Ambositra nel vano tentativo di scansare un masso, la jeep perde l'equilibrio e precipita lungo una scarpata di 60 metri. L'incidente è fatale soltanto per il sacerdote.
- Leonardo Insalaco: poeta del primo novecento, zolfataio, illetterato ma di grande ingegno culturale, scrisse un numero straordinario di poesie in vernacolo.
- Maestro Angelo Licalsi: creatore della scuola e famoso complesso bandistico, che in oltre 50 anni ha sfornato centinaia di musicisti, alcuni diventati apprezzati professionisti.
- Antonino Migliore: vescovo. Attualmente è vescovo delle Diocesi di Coxim in Brasile.
- Federico Polizzi: insegnante e poeta. A lui è intitolata la Scuola Media.
- Filippo Puglisi: docente universitario e critico letterario, di recente gli è stato intitolato l'Istituto Comprensivo.
- Maestro Angelo Rizzo (compositore): autore di diverse marce funebri, sinfoniche e militari tutt'oggi eseguite dai corpi bandistici serradifalchesi.
- Prof. Angelo Rizzo: apprezzato poeta dialettale ed insigne studioso del dialetto siciliano, vincitore di numerosi concorsi di poesia dialettale in ambito regionale e nazionale.
Personaggi illustri non nativi di Serradifalco ma legati a questa comunità:
- Benedetto Del Castillo, deputato al Parlamento e sindaco di Serradifalco (1964)
- Domenico Lo Faso Pietrasanta, duca di Serradifalco: uno dei più grandi archeologi siciliani dell'Ottocento.
- Andrea Camilleri: scrittore. Cittadino di Serradifalco in quanto insignito della cittadinanza onoraria.
- Salvatore Galletti: insegnante, studioso di storia e letteratura, si è impegnato nella elaborazione di un profilo storico di Serradifalco.
[modifica] Immagini
[modifica] Statistiche
Secondo le statistiche relative all'anno 2001, il numero delle famiglie di Serradifalco è di 2.388, con una media per famiglia di 2,69 persone, per un totale di 3.062 maschi e 3.358 femmine.
Gli alloggi censiti sono 3.878, di cui 2.388 di residenti e 1.490 di non residenti.
La forza lavoro è di 1.123 persone, pari al 14,48% degli abitanti, così suddivisa: industria 350, servizi 318, pubblica amministrazione 318, altro 213.
Il grado d'istruzione, sempre relativo al 2001, risulta così composto: laureati 255, diplomati a scuole superiori 1.172, con licenza media 1782, con licenza elementare 1.660. Inoltre figurano 989 alfabeti ma privi di titoli di studio, di cui 435 superiori ai 65 anni, e 146 analfabeti, di cui 107 superiori ai 65 anni.
Nel 2000 sono nati 54 bambini, 29 maschi e 25 femmine, mentre i morti sono stati 59, rispettivamente 29 maschi e 30 femmine.
Il tasso di natalità medio degli ultimi anni è pari a 50 nati/anno, mentre quello della mortalità è di 58 morti/anno.
I 5 cognomi più diffusi sono, in ordine: Cordaro, Aronica, Montante, Lombardo e Ricotta.
I 5 nomi più diffusi sono, in ordine: Leonardo, Giuseppe, Maria, Salvatore e Vincenzo.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Gemellaggi
Colfontaine, Belgio, dal 1984
[modifica] Bibliografia
La collana Vita e Cultura Serradifalchese è stata fondata nel 1984 dalla cittadina Cassa Rurale ed Artigiana “San Leonardo”, oggi Banca di Credito Cooperativo del Nisseno (BCCN).
[modifica] La collana Vita e Cultura Serradifalchese
- Salvatore Galletti, Elementi di cultura popolare, , 1984.
- Salvatore Galletti, Aneddoti popolari, , 1985.
- Salvatore Galletti, Súrfaru e Surfarara, , 1986. Edito da Lussografica nel 1996. ISBN 88-8243-017-0
- Giuseppe Piccillo, Leonardo Insalaco, , 1988.
- Salvatore Galletti, Dal baronaggio alla cassa rurale, , 1989.
- Salvatore Galletti, La serra del falco, , 1990.
- Salvatore Galletti, Chiese e Santi nella storia di Serradifalco, , 1994.
- Salvatore Galletti, Ragguagli sul Comune di Serradifalco - L'Ottocento, , 2001.
[modifica] Fuori collana
- Giuseppe Testa, Serradifalco, 1990, a cura della Amministrazione Comunale.


